Carriere Portatili e Nomadismo Digitale: Non Tutto il Lavoro Deve Essere Svolto Online

Come bilanciare le attività professionali online e quelle offline, per crearsi una carriera portatile e conquistarti così la libertà di poter vivere e lavorare ovunque.

Claudia Landini: Vivo all’estero da 27 anni, ho lasciato un po’ di cuore in Africa, un po’ in America Latina e un po' a Gerusalemme. Ora da Giacarta lavoro come coach e formatrice interculturale. Adoro scoprire nuovi Paesi, culture sconosciute e comunicare – soprattutto online – con chi vuole ampliare la sua esperienza di vita. Il mio progetto più riuscito: due splendidi figli cittadini del mondo.

Pubblicato il: 27 settembre 2016 | Categoria:

Quando vengo contattata per informazioni sul mio corso online per costruire una carriera portatile, la cosa che sento più spesso è “voglio crearmi una carriera online per potermi spostare liberamente”.

Con questo post vorrei spiegarti perché sono fermamente convinta che una carriera portatile sana e duratura, non necessariamente debba svilupparsi esclusivamente online.

Naturalmente nessuno può negare che poter lavorare dal proprio computer e ovunque si trovi una connessione a Internet, dia alle nostre vite una dimensione di libertà che i lavori in presenza sicuramente non offrono. Inoltre, lavorando online, i periodi di stallo nel momento in cui ad esempio si cambia paese, durano giusto il tempo del volo, anzi, oggi neanche quello, poiché le maggiori linee aeree offrono spesso la connessione a Internet sulle lunghe tratte.

Anche il tempo necessario per tessere rapporti in loco, comprendere il contesto in cui ci si deve muovere, e offrire il proprio servizio o proposta, sicuramente diluiscono le entrate economiche che per molti di noi non possono semplicemente interrompersi.

Allo stesso tempo però, progettare, sviluppare e fare decollare una professione da poter svolgere interamente in remoto, non è facile (come molti nella blogsfera vorrebbero farci credere) e richiede molto tempo. Occorre crearsi una presenza online, rendersi visibili, farsi conoscere, acquisire credibilità, autorevolezza e fiducia agli occhi dei nostri potenziali clienti.

Per questo motivo sopratutto all’inizio del tuo percorso, generare profitti sufficienti a mantenere una famiglia (nel caso tu ne abbia una), ma anche solo ad assicurare a te stesso uno standard di vita adeguato, può essere difficile, se non addirittura impossibile.

Inoltre sul Web se scegli di svolgere una professioni standard, ovvero quelle facilmente definibili ( es: web designer, copywriter, editor, traduttore, assistente virtuale, coach, SEO specialist, Social Media Manager, etc.) devi sempre tenere in considerazioni che queste risentono molto della concorrenza, poiché vengono “intaccate” da un aumentato costante del numero di professionisti che le abbordano proprio per il loro carattere mobile e indipendente.

Senza andare troppo lontano, ti porto ad esempio la mia professione di coach.

Quando ho cominciato la mia formazione, questa professione era ancora esercitata in maniera piuttosto limitata in Italia.

Oggi non esagero dicendo che il 50% delle persone italiane che conosco si sono in qualche modo avvicinate all’idea di diventare coach, e che ne ho viste tante, tantissime, lanciarsi in questa carriera proprio perché il coaching costituisce la carriera mobile per eccellenza.

Questo può succedere naturalmente anche con tante altre professioni, ad esempio quelle che utilizzano le tecniche informatiche o grafiche (altra “palette” di skills che possono essere usate creativamente per lavorare online).

Lo scenario che la possibilità di lavorare in remoto ha creato cambia molto rapidamente, e oggi non basta più avere un lavoro di sicura utilità per gli altri, bisogna anche sapersi vendere, creare e mantenere un giro di contatti utili allo sviluppo della nostra professione, ossia in poche parole, persone che ci conoscono, credono in noi, ci apprezzano e prima o poi ci useranno come professionisti o ci raccomanderanno ai loro amici e conoscenti.

Questa base di contatti utili non si forma una volta per tutte, ma deve continuamente essere alimentata. Andrà ad allinearsi con i contatti che ci creiamo online, e costituirà lo zoccolo utile al rinnovo costante della nostra professione. Perché, chi ci conosce e ci apprezza di persona, avrà di noi un ricordo più duraturo, un’impressione più marcata e un rapporto più profondo.

Nel momento in cui lascerai il paese in cui hai esercitato di persona, quella lista di clienti che ti ha conosciuto ed apprezzato professionalmente non andrà certo persa. Entrerà nel tuo database di contatti virtuali e continuerà a contribuire alla tua promozione.

Il tuo cliente si ricorderà di te ogni volta che qualcuno parlerà con lui di cose inerenti i tuoi servizi, oppure quando il paese in cui attualmente ti trovi a vivere entrerà nei suoi discorsi (e naturalmente quando tu, prendendoti cura del tuo network di contatti, scriverai loro).

Questo è uno dei primi motivi per cui è importante non perdere mai il contatto, anche professionale, con il mondo reale, ma ce ne sono altri.

Poter esercitare la propria professione in presenza, ad esempio, fa di noi dei professionisti più completi perché aggiunge alla nostra offerta una dimensione importante e possibilmente un valore aggiunto al nostro lavoro.

Usare l’online per coacchare, insegnare una lingua, fare consulenze professionali o formazione è vantaggioso sotto tanti aspetti, ma il valore che deriva da contatto reale, dal guardarsi in faccia e operare nella vicinanza fisica rimane comunque insostituibile.

Quando ci si incontra fisicamente si possono usare molte più tecniche, molti più strumenti e dare allo scambio professionale un sapore intrasmissibile attraverso uno schermo.

Questo metterci in gioco in presenza, che ci toglie anche dalla dimensione protettiva tipica del virtuale, ci fa crescere, sviluppare e diventare professionisti più variegati.

Inoltre, se ci pensi bene, con un po’ di creatività ogni tipo di carriera e di professione può svilupparsi nei due sensi, sia online che offline.

Ti riporto un paio di esempi: uno chef, che per forza di cose deve lavorare in presenza se vuole che i suoi piatti siano gustati, può sviluppare una serie di iniziative online che vanno dal tenere un blog, allo scrivere e-books, a vendere corsi di cucina online, etc.

Una insegnante di Yoga, che ovviamente deve avere i propri studenti a portata di mano per poterne correggere correttamente le posture, può postare video online, scrivere articoli e e-book, dare consulenze, etc. E così via per ogni campo professionale. ( Nella community di Nomadi Digitali c’è l’ottimo esempio di di Sara Bigatti)

A seconda delle fasi che attraversi nella vita, e dei paesi nei quali ti trovi, puoi anche non avere scelta nel decidere se dedicarci esclusivamente all’online o all’offline.

Potresti ad esempio arrivare in un luogo in cui i tuoi servizi in presenza sono molto apprezzati (e meglio pagati, come quasi sempre succede in tutti i campi), e questo assorbirebbe tempo ed energie che prima utilizzavi interamente per curare la tua attività online.

Al contrario, potresti trovarti in un paese in cui non è accettabile o interessante proporre i tuoi servizi dal vivo e doverti quindi appoggiarci unicamente alla tua attività online.

Io sono convinta che solo mantenendo sempre entrambe le sfere ben solide e sviluppate, puoi essere sicuro di minimizzare gli scossoni che una carriera portatile, prima o poi, si trova ad affrontare.

Come Fare a Mantenere Entrambe le Cose in Equilibrio?

Penso non sia necessario che ti spieghi quali sono le strategie di marketing più indicate per avviare e mantenere la tua carriera online. Quello che mi sento di condividere, proprio per la mia esperienza di continui spostamenti, sono le tattiche che io uso per vivacizzare la mia sfera offline quando arrivo in un nuovo paese:

1. Aggiorna tutti i tuoi social, profili, firme elettroniche con la nuova destinazione.

2. Manda un giro di mail per avvisare che sei arrivato nel nuovo paese: non si sa mai quali agganci possono nascere!

3. Informati bene su quelle che sono le procedure per lavorare in loco e decidi di conseguenza come impostare il tuo rapporto con il lavoro in presenza.

4. Contatta tutti i gruppi virtuali che hanno attinenza con il tuo nuovo paese, ma mi raccomando, chiedendo sempre il permesso per farti pubblicità e cercando di stabilire un rapporto umano con gli amministratori.

5. Vai a riunioni ed eventi di gruppi di espatriati: stabilire una solida rete in loco, anche se non lo fai con lo scopo manifesto di allargare il tuo potenziale pool di clienti, ti sarà molto utile dal punto di vista professionale.

6. Cerca di capire meglio che puoi come sono le cose nel tuo nuovo paese per quanto riguarda la tua carriera. I tuoi servizi sono sorpassati, obsoleti? Oppure inediti e innovativi? Devi modificarli parzialmente perché rispondano al favore del mercato, o magari aggiungere qualche sfaccettatura che non avevi considerato prima di spostarti?

7. Cerca di capire quali sono i punti d’incontro delle comunità (espatriate e/o locali) e fatti pubblicità lì.

8. Offri qualcosa di gratuito, per presentare i tuoi prodotti e servizi: invitare qualcuno a un workshop, a una conferenza, a una presentazione, è un modo molto costruttivo di lasciare un segno, facendoti conoscere al meglio.

9. Cerca una formazione, un corso d’aggiornamento, un seminario nel tuo ambito lavorativo a cui partecipare in loco: è un ottimo modo per capire la mentalità locale rispetto alla tua sfera di lavoro, e per crearsi contatti.

10. A seconda dei paesi, potrebbe essere utile mettere un annuncio su un quotidiano locale, o sulla newsletter di qualche gruppo interessante per il tuo lavoro.

Io oggi lavoro con grande soddisfazione sia online che offline, e la mia vita professionale ha acquistato ancora più sapore da quando presto attenzione a tutto quello che ho condiviso in questo post. Mi auguro di cuore che avvenga lo stesso anche per te.


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