Presenza su Linkedin: 10 Consigli Pratici per Migliorare il Tuo Profilo

Ecco come migliorare la tua presenza su linkedin per sfruttare al massimo le grandissime potenzialità di questo social network

Claudia Landini: Vivo all’estero da 30 anni, ho lasciato un po’ di cuore in Africa, in America Latina, a Gerusalemme e molto poco a Giacarta. Ora vivo e lavoro da Ginevra come coach e formatrice interculturale. Adoro scoprire nuovi paesi, culture sconosciute e comunicare con chi vuole ampliare la sua esperienza di vita. Il mio progetto più riuscito: due splendidi figli cittadini del mondo.

Pubblicato il: 13 Gennaio 2015 | Categoria:

Se mi segui su Nomadi Digitali, probabilmente sai che la mia professione principale è quella di coach.

Io sono però prima di tutto trainer interculturale.Anni fa mi sono formata (a distanza, come si addice ai veri nomadi digitali 🙂 ) per diventare una professionista che fornisce ai nuovi arrivati in paesi sconosciuti degli strumenti per capire cosa c’è dietro all’incontro tra culture, le sue dinamiche, i punti di difficoltà, di ricchezza, etc.

Il mio sogno da sempre è di lavorare dal vivo con persone che hanno bisogno di approfondire i temi di comunicazione tra culture. In passato ho organizzato e fornito dei seminari di comunicazione interculturale e non ho dubbi sul fatto che questo lavoro è la mia passione numero uno.

Tuttavia questa carriera, che non si può esercitare online, è risultata essere per me difficile da proporre nei vari posti in cui ho vissuto recentemente. Dato che si basa su contatti di persona, ogni volta che arrivavo in un nuovo luogo dovevo ricostruirmi una rete di clienti e farmi conoscere in modo diffuso, cosa non immediata, ma soprattutto fare i conti con la realtà del posto in cui mi installavo.

A Gerusalemme, per esempio, parlare di dinamiche interculturali significa entrare in un campo minato, dove qualsiasi cosa uno dica o faccia può venire interpretata in maniera distorta, erronea o di parte.

Avevo quindi con rammarico abbandonato questa sfera della mia professione, e messo tutte le mie energie nel coaching e nei corsi di carriera portatile, che mi rendono, comunque, contentissima. E così è stato fino a quando sono arrivata a Giacarta e in meno di due mesi il mio sogno è diventato realtà: a gennaio terrò le mie prime due giornate di formazione interculturale con una famiglia di espatriati da poco arrivati in Indonesia, alla quale ne seguiranno molte altre.

Presenza

Farò quello che da sempre desidero con tutta me stessa, con persone stimolanti, contrattata e appoggiata da una delle più grandi agenzie di relocation al mondo, e anche molto ben pagata. E tutto ciò è successo grazie a LinkedIn.

Capirai quindi che nutro un forte debito di riconoscenza verso quella che considero la miglior rete per professionisti nel web.

E che dopo aver provato in prima persona i vantaggi che può apportare, non posso esimermi dal consigliarti con tutto il cuore di scoprirla, se ancora non la conosci, e di potenziarne l’uso se invece la stai già utilizzando.

Prima di condividere il mio decalogo di consigli pratici per migliorare il tuo profilo e la tua presenza su LinkedIn, voglio spendere due parole su questa rete in relazione al nomadismo digitale.

Sappiamo tutti che il vantaggio dei profili sia su LinkedIn che su altri social, è quello di lavorare per noi 24 ore su 24 e anche quando siamo offline.

E’ una promozione permanente che arriva potenzialmente a ogni individuo della terra, e che una volta impostata ci richiede solo qualche click di aggiornamento.

Per quanto riguarda LinkedIn in particolare, il grosso vantaggio (per tutti) è che si tratta della più grande rete di professionisti nel web – conta più di 300 milioni di profili di persone tra i 28 e i 54 anni – e che a differenza di altri social come Facebook o Twitter ad esempio, il suo focus è esclusivamente sulla professione.

Gli strumenti che mette a disposizione, inoltre, sono studiati in maniera molto precisa per aiutarti a far risaltare quello che più desideri venga captato della tua figura professionale.

Se sei un nomade digitale e registri i tuoi spostamenti su LinkedIn, oltre che a presentare in maniera strutturata e armoniosa le tue esperienze da globe trotter, quando cambierai destinazione entrerai nel campo d’interesse di chi lavora con o in quel determinato paese.

Questo è quanto è successo a me: finché ho mantenuto il mio profilo a Gerusalemme, non ho avuto nessun tipo di contatto interessante; appena l’ho spostato su Giacarta, oltre ad avere una splendida e concreta opportunità di lavoro, sono anche stata contattata da professionisti che vivono a Giacarta e che volevano conoscermi a vari titoli – tutti estremamente interessanti.

Ecco Qualche Consiglio per Sfruttare al Meglio il Tuo Profilo e la Tua Presenza su LinkedIn:


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Presentati con un’intestazione accattivante: hai a disposizione 120 caratteri per spiegare chi sei e/o cosa fai, ed è importante che tu lo faccia in maniera originale (devi risaltare tra milioni di profili!) o inserendoci un evidente vantaggio (ad esempio: cucino deliziosi piatti ma non ti faccio ingrassare)


Usa una foto professionale ma non fredda. Assolutamente da bandire le foto sulla spiaggia, in tenute troppo sportive o discinte o con cappelli. La prima cosa che una persona vede del tuo profilo è la tua faccia, cerca di fare in modo che non ci siano elementi di distrazione (tipo appunto un cappello a pois!)


Concentrati sul tuo background: lo scopo è di riuscire a comprimere nei 2,000 caratteri che hai a disposizione, una storia che catturi l’interesse di chi la legge. Puoi far questo ricorrendo all’umore (in dosi limitate e con eleganza!), a cose che fanno di te una persona fuori dal comune, alle ragioni per cui sei un bravo professionista. Soprattutto sii sincero: gonfiare o mentire non serve a niente.


Usa tutte le parti che LinkedIn mette a tua disposizione per il profilo: magari faticherai a trovare delle cose per riempirle tutte, ma val la pena di fare lo sforzo (e magari fare qualcosa di pratico in modo da poterlo poi segnalare nelle sezioni che ti mancano).


Fai in modo che la tua rete sia formata il più possibile da professionisti del tuo settore. Questo farà sì che tutto quello che ruota intorno al tuo profilo sia inerente al tuo campo professionale, e che chi controlla il tuo profilo veda che non usi LinkedIn come un altro social per socializzare al di fuori della tua sfera professionale, ma che sei ben focalizzato sul tuo lavoro.


Unisciti a gruppi interessanti e partecipa attivamente alle discussioni. Non serve a nulla far parte di tanti gruppi se poi non riesci a far sentire la tua presenza. Meglio concentrarsi su pochi gruppi ma inerenti alla tua professione, e sforzarsi di essere attivi. Leggi le discussioni e non esitare a mettere il tuo commento. Più commenti lasci, più il tuo profilo verrà visitato.


Usa un linguaggio corretto e spontaneo: più i tuoi post sono interessanti, sia a livello di contenuti che di stile, più aumenti le possibilità che chi li legge vada a vedere chi sei e cosa fai, e magari ti chieda di connettersi. Più vasta diventa la tua rete, più aumenti le tue chances di essere contattato e di capitare tu stesso su proposte di lavoro che potrebbero fare al caso tuo.



Prenditi del tempo per seguire i post su Pulse. Pulse è una nuova funzione di LinkedIn che ti permette di accedere ai post degli utenti. Leggili e commenta, oppure lascia un “Like”, aumenterai la tua visibilità.



Va da sé che se ami scrivere, pubblicare regolarmente su Pulse porterà più visite al tuo profilo.



Aggiorna il tuo profilo con regolarità. Non c’è nulla di peggio che leggere un profilo e rendersi conto che è stato trascurato, o che i link non funzionano.


Senza una presenza online oggigiorno nessuna carriera può svilupparsi in maniera soddisfacente. E’ dunque molto importante decidere quali strumenti e quali social usare per ritagliarsi uno spazio. LinkedIn è una rete seria, diffusa e utile, e imparare a usarla in maniera proficua non può portare altro che benefici.


Foto credit: Shutterstock


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  • nino

    …. se, come molti (specie tra i disoccupati), non hai delle professionalità ben precise e possibilmente anche un buon curriculum o portfolio di esperienze concrete, secondo il mio modesto parere essere presenti su Linkedin non serve a nulla !

    • Ciao Nino, grazie mille del tuo intervento. Personalmente e per esperienza personale io posso dirti che tutti noi tendiamo troppo a identificarci con il nostro curriculum…..noi in realtà non siamo il nostro curriculum, noi siamo il nostro lavoro, le nostre esperienze, competenze, passioni e i nostri talenti.

      A mio modo di vedere quello che oggi conta di più, non sono le professionalità (intese come etichette e successi professionali da mostrare agli altri) ma piuttosto quello che noi possiamo offrire al mondo, ovvero quello in un modo o in un altro noi possiamo fare per migliorare la vita di altre persone.

      E’ chiaro che se vogliamo proporci al mercato qualche esperienza e qualche capacità dovremmo pur avercela, altrimenti è difficile che qualcuno si possa interessare a noi!

      Se vogliamo sfruttare attivamente i social network come LinkedIn, non possiamo però vederli unicamente come il nostro curriculum online e sperare che qualcuno si accorga che noi esistiamo e ci offra un lavoro.

      Dobbiamo imparare a usare attivamente questi strumenti per crearci il nostro network professionale e personale. Il profilo LinkedIn è la tua identità online, deve essere pensato come un profilo e uno strumento attivo attraverso cui tu puoi costruirti una reputazione creando e condividendo valore.

      • fabio ciabattini

        si, esatto Alberto. Linkedin e’ un social non un uff di collocamento

  • Silvia Tugnoli

    Post molto interessante e 10 punti particolarmente utili: mi riprometto di fare tesoro del primo (vale la pena uno maggiore sforzo per un’intestazione intrigante) e della funzione PULSE che ho scoperto grazie al post.
    Il punto su cui mi sono più “scontrata” sul piano pratico è però quello dei gruppi, che nella mia esperienza sono piccole palestre di autoreferenzialità a volte non voluta da chi scrive, ma causata dalla scarsissima interattività fra i membri.
    Sono stata sfortunata io o questa è purtroppo la norma di vita della maggioranza dei gruppi? Grazie

    • Ciao Silvia, hai ragione, spesso le persone utilizzano i gruppi di Linkedin unicamente per farsi pubblicità o per mettersi in mostra senza apportare nessun contributo utile alle discussioni.

      Questo spesso capita per una scarsa propensione di colui che apre un gruppo su Linkedin a moderare le discussioni, estromettendo gli spammer o coloro che non apportano valore aggiunto. In realtà questo invece è un Task molto importante per dare credibilità e reputazione al gruppo stesso.

      Molto spesso sono gli stessi fondatori, che aprono dei gruppi e invitano chiunque a parteciparvi senza minimamente preoccuparsi di chi siano e di quali siano i loro obiettivi.

      Detto questo io ti consiglio di far presente al proprietario del gruppo che ci sono troppi contenuti autoreferenziali e di scarso valore…Se invece non ti interessa farlo puoi abbandonarli e trovare gruppi più autorevoli a cui aderire.

      Per ora è tutto, ti auguro una buona serata.