Lavorare Come Contractor a Londra e in Inghilterra

In questo post voglio spiegarti cosa significa e quali sono i vantaggi di lavorare in remoto come contractor, scegliendo come base Londra o l'Inghilterra.

Valerio Plessi

Valerio Plessi: Dopo un viaggio in Latino America ho capito come la stanzialità non facesse per me. Ho deciso di lasciare Londra e lavorare online come Consulente Informatico. Adoro liberta’, cambiamento, nuove esperienze e stili di vita alternativi. Le mie passioni: viaggiare, fotografare e andare in moto. Mentre decido cosa faro’ da grande viaggio, faccio cose, vedo gente, poi si vedrà!

Pubblicato il: 9 Giugno 2015 | Categoria:

Nel Regno Unito lavorare come “contractor” significa essere simile ad un freelancer.

Il contratto col cliente è a tempo “definito” e si viene pagati a ore oppure a giornate di lavoro. Non si hanno benefits di alcun tipo, non si hanno ferie pagate, non si hanno garanzie.

Il cliente ti assume solitamente per 1/3/6/12 mesi, alla fine di cui il contratto può essere rinnovato oppure no.

Le tasse si pagano a fine anno con sistema PAYE (Pay As You Earn) quindi non ci sono tasse da versare in anticipo, anzi la fiscalità è snella e spiegata chiaramente sui siti governativi, tanto che è possibile gestirla anche senza commercialisti (ma un minimo di ordine e matematica, che direi serve!).


Pro e Contro del Lavorare Come Contractor a Londra/Inghilterra

Ci sono ovviamente vantaggi nell’essere contractor:

  • Il guadagno lordo è solitamente maggiore del corrispettivo da impiegato fisso.
  • Fiscalità molto snella (come Sole Trader o Limited Company, quest’ultima necessita di un commercialista almeno all’inizio).
  • Aliquota fiscale nel range 20%-35% in base ai profitti e agli sgravi fiscali, in più annualmente le prime 10.000 Sterline fatturate non sono tassate.
  • Paghi le tasse a fine anno solo sul reale fatturato (sembra fantascienza per un Italiano..!).
  • Sei libero di rescindere il contratto ogni giorno e cambiare cliente (così come il cliente può fare con te..).
  • Puoi avere diversi clienti allo stesso tempo.

Ma ecco gli svantaggi:

  • Zero garanzie sul posto di lavoro (licenziamento, diritti del lavoratore, ecc..).
  • Zero benefit (assicurazione medica, macchina aziendale, stock options, ecc..).
  • Giorni di ferie e malattia non sono pagati.

E allora perché tanti in Gran Bretagna (il fenomeno e’ decisamente in crescita) decidono di lavorare come contractor?

  • Perché le tasse non ti “uccidono” ancora prima di cominciare a lavorare.
  • Perché non ci sono spese anticipate o acconti da pagare al fisco.
  • Perché paghi le tasse a fine anno solo su quello che realmente hai fatturato.
  • Perché, se sei bravo nella tua professione, il rischio di restare senza lavoro è inesistente in un mercato dinamico come quello Britannico (anzi da freelancer magari sfondi aprendo il tuo business!).
  • Perché tra un contratto e l’altro puoi prenderti una pausa di uno o due mesi per andare ad abbronzarti ai Caraibi.
  • Perché nessuno ti può obbligare ad andare in ufficio (se così è l’accordo col cliente, solo ad alcuni contractors viene richiesta la presenza fisica).

Insomma essere contractor e’ prendersi qualche rischio in cambio di flessibilità, libertà, opportunità e possibilità di farsi strada da soli, cosa che potrebbe rivelarsi molto piu’ difficile in una grande azienda dove si finisce per essere uno dei tanti.

Se sei contractor lavori perché sei necessario in quel momento (altrimenti ti lascerebbero a casa), se sei impiegato forse no (ovvio dipende dai casi, ma non si è certo pagati a giornata no?).

Personalmente lavoro come contractor in remoto per la maggior parte del tempo, con occasionali visite a clienti a Londra (o in Europa) quando necessario.

Fino ad ora non ho avuto alcun problema derivante dal non essere presente fisicamente, se non esplicitamente richiesto e pianificato.

Mi sono anche accorto che ora lavoro molto di più che nei miei impieghi precedenti: quando la presenza sul luogo di lavoro non è più “visibile e misurabile”, ci si sente più legati e valutati in base ai propri risultati. Questo genera un maggior desiderio di lavorare bene, di soddisfare il cliente e quindi una migliore qualità del lavoro. Senza dimenticare una maggiore soddisfazione personale!

Di seguito ti elenco alcuni siti dove puoi trovare opportunità di lavoro come contractor nel Regno Unito, alcuni generici e alcuni focalizzati verso IT.


Affiancare Altri Lavori Freelance

Nel settore terziario Freelancer e Contractor sono spesso sinonimi: si viene pagati per produrre qualcosa (ad esempio un applicativo software) o un servizio (ad esempio consulenza). Nessuno vieta ovviamente di avere più lavori freelance, in quanto nella maggior parte dei casi le ore fatturate sono quelle effettive per produrre il bene/servizio, e non quelle passate a pensarci durante la pausa pranzo!

Nel mio caso, seppur il lavoro come contractor online occupi gran parte del mio tempo, mi occupo anche di:

  • Creazione e manutenzione siti web.
  • Copywriter di contenuti tecnici.
  • Traduzione contenuti tecnici in Italiano/Inglese/Spagnolo.

In base ai progetti e deadline coi clienti, divido il mio tempo per cercare di soddisfare tutti.


Fatturare come Contractor

Come detto un contractor non è tanto diverso da un freelancer: in base agli accordi col cliente, fattura le ore (o giorni) di lavoro e paga le tasse in base alla fiscalità del Paese in cui risiede e lavora.

Ecco due servizi utili per calcolatore le tasse per i contractor ed impiegati in Inghilterra


Lavorare come Contractor in Italia

Vuoi lavorare come contractor in Italia? Trova un cliente Italiano che sia felice di interagire con te “solo” online, ed il gioco è fatto.

In Italia questo sistema non è ben accetto? Impara l’Inglese e buttati sul mercato internazionale. Non ci saranno problemi a farti pagare le fatture con bonifico estero sul tuo conto Italiano.

Nei tanti anni in cui ho vissuto e lavorato all’estero, ho visto come la mentalità lavorativa fuori dal nostro Paese non sia “fammi vedere la tua laurea/master/dottorato/etc..” oppure “se non ti vedo in ufficio non ci credo che lavori” ma principalmente “dimmi se puoi consegnare questo lavoro rispettando questi tempistiche”.

Gli Italiani all’estero sono sempre sinonimo di ottima preparazione universitaria, voglia di fare e creatività nel raggiungere i risultati. Non c’e’ ragione che impedisce di applicare tutto questo come Nomadi Digitali!



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