Quando Aprire la Partita IVA per Lavorare Online ed Essere Regolare col Fisco

Ti aiuterò a capire quando è il momento di aprire la tua partita IVA per regolarizzare il tuo lavoro online, che tipologia di autonomo sarai e quale sarà il tuo reddito.

Angela Amato: Ho scelto di fare la libera professione con una prospettiva diversa. Convogliare il mio lavoro sul web e per il web. La consulenza fiscale alle imprese e professionisti che lavorano online sono da sempre la mia unica passione. Il mio prossimo obiettivo? Continuare a fare le mie consulenze online spostando il mio “ufficio”, alla scoperta delle bellezze del mondo.

Pubblicato il: 28 Giugno 2016 | Categoria:

Sei un Nomade Digitale, hai deciso di darti delle priorità nella vita per cambiarne lo stile, ottenendo in cambio spensieratezza, libertà e felicità?

Vivi e lavori ovunque grazie ad Internet ed alle nuove tecnologie mobili, affondando le radici solo sulla tua professionalità e non sul luogo fisico in cui la metti in pratica?

Il tuo reddito proviene dal lavoro che svolgi online e ti sarai di certo chiesto come dovrai comportarti col fisco italiano. A questo punto, posso darti una mano per fare chiarezza.

Una volta stabilito che da un punto di vista fiscale sei un residente italiano oppure produci reddito in Italia, dovrai anche affrontare il seguente tema:

Quando Devo Aprire la Partita IVA per Lavorare Online?

Per alcuni soggetti come i Professionisti iscritti agli Albi professionali, l’apertura della partita IVA è un obbligo di legge anche solo per una prestazione. Ne sono un esempio i Dott. Commercialisti, gli Ingegneri, Gli Architetti ecc.

Per altri soggetti, per poter svolgere determinate attività, l’apertura della partita IVA non è obbligatoria ma verrà richiesta solo al verificarsi di determinate condizioni.
Tu potresti rientrare in questi numerosi casi.

Ti spiego i dettagli riportandoti un paragrafo tratto dal mio e-book gratuito “Tutto quello che devi sapere per metterti in proprio e risparmiare i tuoi soldi”.

Le condizioni che ti obbligano ad aprire una tua partita IVA sono:

1. la stabile organizzazione

2. la continuità della tua attività

3. la professionalità.

Cosa Significano Questi Concetti?

Il lavoro che vorrai svolgere online e magari in giro per il mondo, per essere soggetto ad adempimenti di natura formale, deve essere svolto in maniera professionale ed abituale, cioè non occasionalmente, e deve prevedere un costante flusso di operazioni.

La professionalità è data dalla ricorrenza con cui svolgi la tua attività, che dovrà essere abituale ed organizzata.

Il famoso limite dei 5 mila euro non viene considerato affatto se a monte esistono le condizioni che ti ho appena citato.

Sul web viene scritto di tutto da parte di personaggi più disparati e ti assicuro che la maggior parte delle “informazioni” che leggi online non sono veritiere.

Avrai letto ovunque che non devi superare i 5000 euro di introiti per non avere l’obbligo di aprire una partita IVA e regolarizzarti agli occhi del fisco.

Niente di più errato. La soglia dei 5 mila euro è solo una delle condizioni da considerare per aprire o meno la partita IVA. E non è valida per tutte le attività.

Te ne riporto l’esempio concreto:

  • Se sei un consulente web e qualche volta all’anno fai la tua consulenza online, potrai dimostrare al fisco che la tua è un’attività occasionale e svolta con pochi “clienti”. Potrai rilasciare ricevuta di prestazione occasionale per i compensi ricevuti e difatti non avere l’obbligo di aprire una partita IVA.
  • Se sei un consulente web e lavori col tuo sito organizzando consulenze di gruppo o vendendo il tuo corso online, non dovrai aspettare di superare il limite dei 5 mila euro. Questo è un tipico esempio di attività stabile e continuativa, da regolarizzare immediatamente. È il caso di aprire una partita IVA.
  • Il sito in cui vendi i tuoi prodotti/servizi che vengono anche pubblicizzati sui social, è un’attività economica vera e propria, svolta in maniera professionale ed abituale. Anche in questo caso hai l’obbligo di aprire la partita IVA.

Fai attenzione a come ti muovi perché anche le consulenze sporadiche online potrebbero avere una differente valutazione e far cambiare radicalmente la tua posizione soggettiva. Se presti la consulenza con una cadenza temporale precisa nei confronti di uno stesso soggetto va da sé che non si tratta più di una prestazione occasionale.

Aprire la Tua Specifica Partita IVA

Con questa piccola riflessione, che ti aiuti ad essere più critico sulla tua “attività”, sei giunto ad una conclusione. Aprire la tua specifica partita IVA. Per fare ciò dovrai principalmente capire in che modo svolgerai la tua attività.

Le alternative sono due:

  • Fare l’ATTIVITÀ D’IMPRESA quindi sarai un Commerciante di prodotti e/o servizi;
  • Fare il LAVORATORE AUTONOMO quindi farai il Professionista, l’Artista ecc.

Per fare l’imprenditore la tua attività d’impresa dovrà essere svolta in maniera professionale abituale ed organizzata.

Per esercitare il lavoro autonomo, dovrai prestare personalmente il tuo lavoro, con professionalità ed abitualità, dietro il pagamento di un compenso e senza avere vincoli di subordinazione. Sei un Freelancer.

Potrai fare il “Lavoratore Autonomo” in tre modi diversi:

1. Esercitando la tua arte o professione con partita IVA al verificarsi delle condizioni suddette

2. Facendo una collaborazione a progetto

3. Lavorando occasionalmente con la prestazione occasionale operando la ritenuta d’acconto

Per svolgere determinate professioni, la legge richiede la relativa iscrizione negli albi professionali. Queste categorie sono classificate dal codice civile come “professioni protette”.

Mentre le altre professioni sono chiamate “professioni libere” come ad esempio lo sono i consulenti d’impresa, webmaster, fotografi ecc.

Redditi

Siamo arrivati all’argomento “Redditi”. Il reddito che produci online facendo il lavoro autonomo si distingue per la normativa fiscale in:

1. Reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni

2. Redditi assimilati

Queste due tipologie di reddito si differenziano tra loro per le modalità di determinazione del reddito tassabile e per i diversi obblighi contabili imposti per legge.

Unico fattore in comune tra le due tipologie di reddito citate è la loro soggezione alla ritenuta alla fonte che, in parole spicciole, è un anticipo delle tasse che dovrai pagare sui tuoi compensi applicato dal sostituto d’imposta cioè dal tuo cliente.

Il tuo cliente tratterrà una parte del compenso inserito nella tua fattura o ricevuta di prestazione occasionale che poi dovrà versare allo Stato a titolo di anticipo delle tue tasse.

La tua residenza fiscale influenzerà anche la tipologia di ritenuta da subire (ritenuta d’acconto oppure ritenuta definitiva).

Tornando all’oggetto cardine di questo articolo, spero che ti sia stato utile e che ti abbia chiarito molti dubbi sull’impostazione fiscale del tuo lavoro online.

Se pensi che la tua nuova attività digitale sia un business serio che ti rende felice e soprattutto indipendente, ti consiglio di avviare la tua attività senza rimuginarci sopra. Ti renderà libero dal fisco e più credibile agli occhi dei tuoi futuri clienti.

Esistono diverse forme sociali con cui poter lavorare, con delle tassazioni agevolate che potranno consentirti di risparmiare sulle tasse da pagare.

Se sei del parere di poter continuare a fare profitti sul web senza regolarizzarti fiscalmente, dovrai portare con te la consapevolezza di poter subire, un giorno di questi, anche un accertamento fiscale. La decisione finale è tua.

Domande e Commenti:
1466715723_star

Sarei interessata a conoscere la tua opinione!

Puoi lasciare un commento o pormi delle domande attinenti all’articolo a cui risponderò volentieri appena mi è possibile.

Ricordati solo che le mie risposte andranno a chiarire il tema trattato negli articoli e non potranno essere considerate come consulenze personali.

Per queste ultime avrò la necessità di parlare direttamente con te e conoscere la tua situazione soggettiva.



HAI BISOGNO DI UNA CONSULENZA FISCALE ONLINE?

Se desideri ricevere una consulenza fiscale sulla tua attività online oppure vorresti capire come inquadrare fiscalmente il tuo nuovo progetto online, segui questo link: Consulenza Fiscale – Il Commercialista sul Web. Inserisci il promo code “CONSULENZAND” per ottenere un ulteriore sconto di 20,00€ riservato alla Community dei Nomadi Digitali



Potrebbero Interessarti Anche:




  • Simone

    ciao e compliemtni per l’articolo
    Faccio una domanda.
    Nell’articolo viene fatta una distinzione tra:
    – partita iva (ok)
    – Ritenuta d’acconto per prestazioni occasionali (ok)
    – contratti a progetto

    Quest’ultima forma (contratti a progetto) come deve essere considerata?
    E’ necessaria PIVA oppure è una terza forma in cui non è necessaria nè PIVA nè Ritenuta d’acconto?

    Se fosse una terza forma come dovrà essere regolarizzata, considerando comunque il fatto che io sono già dipendente full time per un’altra azienda.

    Simone

    • Commercialistasulweb

      Salve Simone, posso dirLe che il contratto a progetto non necessita di partita iva ma subisce la ritenuta d’acconto. La regolarizzazione del contratto dovrà essere completata con il suo committente.
      Buona giornata

  • Edoardo Merenda

    Allora, mettiamo che un mio conoscente ha un blog fighissimo ospitato in un server qualunque e con i banner di Google Adsense e altre agenzie straniere tipo Zanox, ecc., riesce a generare 3.000€ al mese grazie al traffico. Come immagino, saprai queste agenzie bonificano su IBAN, Paypal o Carte ricaricabili e non chiedono fattura. Lui vive, diciamo in giro e fa questo con un portatile. Ovviamente va nei vari ATM e preleva quando e quanto gli serve. Non ha piva. Domanda: che tipo di accertamento dovrebbe subire se è un nomade digitale?

    • Commercialistasulweb

      Salve Edoardo, la sua domanda è ricorrente e i diversi aspetti fiscali del caso si possono approfondire solo nell’ambito di una consulenza soggettiva. Le posso far notare un dettaglio. In Italia il principio cardine a fondamento del pagamento delle tasse è avere la residenza fiscale nel nostro Paese o produrre reddito in Italia. Difatti, nell’articolo lo pongo come punto di partenza. Il “nomade” anche se digitale, avrà comunque una sua residenza segnalata al fisco. Che tipo di accertamento si potrebbe subire? L’omessa dichiarazione dei redditi ne è un esempio. Ad ogni modo, preciso sempre che la consulenza fiscale prestata dal Dott. Commercialista è specifica e soggettiva e qualora volesse avere più dettagli riguardo alla posizione fiscale del suo Amico, potrà contattarmi tramite il mio sito. Buona giornata

  • Ilaria

    Buonasera, nonostante il suo utile articolo ho le idee ancora molto confuse, potrebbe gentilmente darmi un suggerimento? Produco cose di carta artigianali e vorrei provare a vedere se possono avere successo su internet (quindi potenzialmente vendere in tutto il mondo), il prezzo è molto modesto (3-5 euro massimo al pezzo), come posso pensare di aprire una partita iva se non so neanche ancora se venderò? Impossibile per me che ho problemi economici. Però dal suo articolo io intendo che se metto un “prodotto” in vendita devo aprire la pi.

    • Commercialistasulweb

      Salve Ilaria, purtroppo non ci sono alternative. Se volesse provare a vendere i suoi prodotti su siti come Ebay, potrà farlo in maniera sporadica. Qualora capisse che i suoi prodotti possano avere un mercato di sbocco allora aprirà una partita iva. Al fisco non importa il valore della transazione, piuttosto la frequenza che è alla base di un’attività commerciale o professionale. Spero di esserLe stata d’aiuto, un caro saluto.

      • Ilaria

        La ringrazio! Sì, vorrei provare, certo in maniera sporadica, non sono cose che si possono produrre in quantità industriale poi, essendo fatte tutte a mano, ho già trovato un sito italiano in cui si possono mettere in vendita prodotti artigianali made in Italy, spero che vada bene anche se non è Ebay. A quanto ho capito in Italia (per questioni fiscali italiane), sporadicamente, per piccole cose, artigianali, e fino a un certo importo credo, inizialmente si può fare (un po’ come quelli che svuotano le loro cantine e mettono in vendita le loro cose su un banco al mercato di quartiere). Grazie ancora!

        • Commercialistasulweb

          Cara Ilaria, anche per i creativi e gli hobbisti esiste una normativa fiscale e contributiva specifica. Se questa attività è esercitata in maniera sporadica e non professionale, potrà essere svolta senza partita iva. Non consideri il limite degli importi perché quel range fiscalmente non esiste, così come ho spiegato nell’articolo. I redditi che produrrà con la sua attività sporadica potranno essere inseriti in dichiarazione sella sezione “Redditi diversi”. Qualora volesse una consulenza fiscale specifica e approfondita non esiti a contattarmi. Buona giornata.

  • Ale Vax

    Salve, io sono freelancer con regime dei minimi, solo vorrei cominciare a vendere su amazon possibilmente senza alterare le agevolazioni del regime… come posso fare? conviene aprire in Italia o All’estero? ci sono agevolazioni? grazie

    • Ale Vax

      (questo anno e l’anno precedente sono stato comunque più di sei mesi l’anno all’estero, questo ha implicazioni favorevoli/sfavorevoli) grazie

    • Commercialistasulweb

      Salve Ale, il suo lavoro da freelancer (libero professionista) e la prospettiva di vendita su Amazon (quindi commercio) non altereranno le agevolazioni del regime fiscale adottato. Dovrà adempiere a tutte le pratiche burocratiche per l’avvio della sua attività commerciale ed essere seguito dal Commercialista. In merito alla domanda se conviene l’Italia o l’Estero.. beh dipende e sarebbe impossibile rispondere con due righe. L’Estero è composto da tanti Paesi ;-). Se reputa il suo business una cosa seria, avrebbe bisogno anche di una consulenza ad hoc. Se volesse procedere con una consulenza fiscale specifica non esiti a contattarmi. Un caro saluto.

  • Elisa

    Salve! L’articolo mi è chiaro. Avrei, però, una domanda: quando la consulenza occasionale (al momento, non sono freelance a tutti gli effetti) viene fatta per un’azienda che ha sede operativa e fiscale al di fuori dell’Italia, ma sempre in ambito UE, quali sono gli adempimenti a carico delle due parti, per essere a posto col fisco, sia in Italia che nel Paese del cliente? Grazie mille!

    • Commercialistasulweb

      Salve Elisa, questa rappresenta una consulenza fiscale specifica ed in quanto tale metiterebbe un approfondimento normativo ad hoc. Se vuole può contattarmi in privato.

  • Domenico Starnini

    Salve, io sono un lavoratore dipendente e vorrei aprire partita iva sia come commerciante (vendita prodotti su amazon e su altre piattaforme) sia come freelance. La mia domanda è : visto che già pago i contributi previdenziali come dipendente che è la mia attività prevalente, sono tenuto a pagarli anche come partita iva ?

    • Commercialistasulweb

      Salve Domenico, anche se con il suo prevalente lavoro da dipendente ha già versata la contribuzione obbligatoria, con il lavoro autonomo sarà soggetto ugualmente alla contribuzione inps seppur per la parte di reddito massimale. Tenga conto che l’inps differenzia la contribuzione in due casse: dei commercianti/artigiani e quella dei freelancer.

      • Domenico Starnini

        Grazie per la tempestiva risposta. Saluti

  • Elisa

    Salve Angela,
    se vendo illustrazioni ed ebook tramite piattaforme che mi corrispondono i Diritti d’Autore devo aprire una partita iva o le Royalties sono considerate su un piano differente? Tenendo conto che ormai ho una specie di fisso mensile che deriva dal pagamento di questi diritti.
    grazie in anticipo

    • Commercialistasulweb

      Salve Elisa,
      purtroppo per avere una consulenza specifica e personale dovremmo sentirci in privato, qualora ne avesse l’esigenza. La consulenza fiscale è un tema serio e va considerato sempre il singolo caso. In linea generale l’articolo può aiutarla a chiarirle le idee demarcando due tipologie di reddito: quello derivante da introiti occasionali e quello derivante dallo svolgimento di una professione in maniera abituale.
      Un caro saluto

  • Luigi Bertino

    Salve,
    grazie per l’articolo. Che tipo di partita IVA bisogna aprire se sei un digital specialist?
    grazie in anticipo

  • Gianfranco

    Volevo chiederle, se un appassionato di antiquariato voglia aprire un sito internet che non sia finalizzato alla vendita di nessun prodotto ma che abbia come fine ultimo lo studio e il confronto del mobile antico, attraverso pubblicazioni di foto e studi in merito a quel mobile, indicare considerazioni sul mercato di articoli simili indicandone anche le stime medie che si sono riscontrati sul mercato ma che non fanno riferimento a questo o quel prodotto specifico ma ad uno analogo che ognuno potrebbe avere in casa, se il titolare del sito volesse fornire a titolo totalmente gratuito le sue perizie o impressioni in merito alle foto di articoli che qualcuno vedendo quel sito voglia inviare ma senza farsi pagare la risposta. Per lei questo è un sito soggetto ad apertura di partita iva o debba comunque adempiere ad obbligo di carattere fiscale? In pratica ESISTONO SITI WEB di hobbisti o collezionisti che non essendo e.conomerce hanno comunque obblighi fiscali?
    Grazie per la risposta.

    • Commercialistasulweb

      Salve Gianfranco,
      così come espletato, non sembrerebbe esserci un obbligo fiscale. Andrebbe a creare un blog in cui può dilettarsi a scrivere del suo hobby. Tuttavia avrei bisogno di maggiori dettagli per rispondere in modo esaustivo al suo dubbio. Esistono siti in cui le opere d’arte sono esposte ma il loro scopo non è di certo il no-profit. Il problema sorge solo se dietro ad un sito apparentemente di svago esiste una vera e propria attività commerciale.
      Un cordiale saluto

  • Luke75

    Salve, ma allora avendo Adsense pur guadagnando delle somme irrisorie è obbligo aprire la partita IVA? A questo punto sarebbe tutto illogico!

    • Questo Luke è quello che purtroppo la legge prevede, ognuno poi è libero di prendersi i suoi rischi e di interpretarla come meglio crede.

    • Commercialistasulweb

      Salve Luke,
      aimè è la legge che con le sue spiegazioni lo impone. Avere un sito che lavori 24h con la pubblicità, per legge, risulta essere un’attività a tutti gli effetti e quindi soggetta a partita iva.
      Un cordiale saluto

  • Luke75

    Grazie per le risposte, quindi stessa cosa anche i guadagni generati su YouTube sempre con la pubblicità Adsense?

  • Vittorio

    Buonasera,
    ho letto vari articoli sul web ma ancora non sono riuscito a capire una cosa fondamentale:

    se volessi aprire una partita IVA come freelance e guadagnare tramite affiliazioni, Adsense, vendita ebook, creazione di siti web etc, è possibile (forse col Regime forfetario, ma non so) pagare le tasse, compresi contributi, SOLO a percentuale di quello che guadagno?
    Questo perché inizialmente gli incassi non mi permetterebbero, altrimenti, di sostenere le spese di partita IVA, contributi etc…

    Grazie mille!

    • Ciao Vittorio, le tasse da pagare sono sempre in percentuale a quello che guadagni. Diversa invece è la questione dei contributi previdenziali che devono essere versati da tutti coloro che svolgono un’attività in proprio, nessuno escluso. Ci sono contributi fissi che sono dovuti da tutti, indipendentemente dal reddito e contributi a percentuale che si pagano se il tuo reddito supera determinate soglie.

      • Vittorio

        Grazie mille per la risposta!
        Come mai su alcuni siti leggo che anche i contributi previdenziali, per chi ha partita IVA da freelance con Gestione separata dell’INPS, si pagano solo a percentuale (27,72% sul Reddito Netto) ?

    • Commercialistasulweb

      Salve Vittorio,
      la tua domanda richiede una risposta molto approfondita. Per tale motivo ti sarebbe opportuno una consulenza personale e specifica al tuo caso. In linea generale posso dirti che che le attività che hai citato non rientrano tutte nello stesso inquadramento fiscale. Difatti alcune potrebbero essere svolte come “lavoratore autonomo” altre da “imprenditore”. In base a questa netta separazione pagherai anche i contributi previdenziali spettanti alla categoria (gestione separata in percentuale al reddito oppure gestione commercianti/artigiani in misura fissa fino ad una soglia di reddito). Le imposte che pagherai possono cambiare di percentuale e anche di modalità di calcolo in base al regime fiscale che sceglierai ma sono sempre calcolate in base a quanto hai guadagnato.
      Per inquadrare meglio ed in maniera opportuna l’attività che vorrai svolgere online avrei anche bisogno di conoscere il tuo punto di partenza e cosa vorrai creare. Il fisco è una materia molto articolata. Leggi per crearti un’idea, poi chiedi consiglio ad un esperto ;-). Un caro saluto

  • Tiziana

    Salve,
    mi occupo di contenuti editoriali online (web content editor) da diversi anni oramai e lavoro con la ritenuta d’acconto, ma con l’anno nuovo vorrei aprire la partita Iva. Mi chiedevo se esistesse una partita Iva come consulente digitale o comunque qualche forma che mi permettesse di pagare le tasse soltanto se percepisco un’entrata, perché il mio problema è che lo stipendio è variabile. Grazie!

  • Lorenzo

    Salve,
    Un paio di mesi fa ho deciso di collegare Google AdSense al mio canale YouTube, dedicato ad Anime giapponesi e Motorsport.
    Inizialmente le entrate erano davvero marginali, mentre ultimamente diversi miei video (in particolare uno è finito per essere virale, con conseguente boom di visualizzazioni) hanno ottenuto molto riscontro da parte del pubblico, facendo impennare le entrate previste a qualche centinaia di euro mensili.
    Ora mi è salito il dubbio, e la paura!
    Non pubblico video con regolarità, nel senso che non ho una scaletta precisa, quando il video è pronto lo carico. (Spesso può passare anche più di una settimana tra un video e l’altro).
    Il tutto potrebbe essere considerato come attività continuativa, e dunque, necessitare di un’immediata regolarizzazione fiscale?
    Grazie in anticipo per il vostro parere, buona giornata!

    • Commercialistasulweb

      Buongiorno Lorenzo,
      aimè, anche per questa tipologia di introiti, vi è la necessità di aprire una partita iva. Anche se la tua sembra un’attività sporadica e quasi disinteressata, ai fini fiscali non lo è. Difatti vi è una certa continuità ed organizzazione che fa presumere l’esistenza di un’attività vera e propria. Non avere paura. Iniziare seriamente un’attività ha molti aspetti positivi: Il primo tra tutti è quello di poter svolgere serenamente una tua passione. A presto.

      • giuseppe

        salve io ho caricato dei film monetizzandoli sulla bacheca di adsense mi sono arrivati ed è la prima volta 144,00eur non ho intenzione di caricare più video dovrò aprire anch’io la p.i. c’è un limite mensile di guadagno online per aprirla?.grazie

        • Buongiorno Giuseppe, per avere l’obbligo di aprire una partita iva bisogna svolgere un’attività con organizzazione, professionalità e continuità. Se ha ricevuto un pagamento spot ed è certo che non riceverà più altre somme da adsense, potrà semplicemente dichiarare il suo introito in dichiarazione dei redditi. Non esiste un limite di euro oltre il quale è obbligatorio aprire la partita iva. Un saluto

  • Federica

    Buongiorno,
    Sono un architetto con partita iva,libero professionista. Mi piacerebbe cominciare a fare consulenze online e vendere infoprodotti inerenti il mio lavoro. Devo modificare la mia partita iva? E come rilascio parcella per questo tipo di lavori,compreso il download di modelli progettuali in seguito a pagamento con paypal ad esempio? Grazie mille se vorrà rispondermi

    • Salve Federica, per risponderle al suo caso specifico è necessaria una consulenza. Mi auguro di sentirla presto. Un cordiale saluto

  • Nicoletta

    Buongiorno.
    Ho un lavoro da dipendente full-time nel settore terziario privato. Ma vorrei iniziare una attività da freelance sul web. Non intendo lasciare il mio lavoro, per il momento.
    Cosa mi consigliate di fare? Che tipo di regime e’ più conveniente per me?
    Grazie. Buona lavoro.

  • Mauro

    Salve,
    complimenti per l’articolo. Molto interessante e dettagliato.
    Vorrei avere risposta ad una domanda che mi è stata posta.
    Un singolo individuo che vende info prodotti online (in Italia e/o all’estero) e che fattura regolarmente con un’azienda estera, a quale soglia di fatturato (o utile) deve aprire la partita iva in Italia?
    Grazie in anticipo per la risposta

    • Salve Mauro, ti ringrazio per i complimenti.
      Se lavori e produci reddito in Italia, la normativa di riferimento non impone un limite di fatturato da cui partire per poter avere l’obbligo dell’apertura di una partita iva. Non badare a tutti gli articoli online scritti da soggetti non competenti. Sono fuorvianti e possono causarti molti problemi. Puoi approfondire tu stesso leggendo anche questo articolo https://www.ilcommercialistasu…. In breve, se lavori con professionalità, frequenza ed in maniera organizzata, per il fisco italiano hai l’obbligo di aprire la tua partita iva. Potrai aprirla entro 30 giorni dall’inizio della tua attività. A presto!

  • Dan

    Salve e grazie per l’articolo. Come funziona per quelle piattaforme in cui si viene pagati se ad esempio si traduce un articolo o comunque si fa un’azione specifica “volontaria” (nel senso che non viene commissionato un lavoro specifico, ma vengono elargite piccole cifre se si contribuisce in qualche modo?) Non ho mai provato quindi non conosco il funzionamento specifico, ma mi pare di capire che i pagamenti avvengano tramite PayPal al raggiungimento di una data cifra. Rientrerebbe nelle prestazioni occasionali o è necessaria la p. Iva?

    • Salve Dan, se la sua prestazione di lavoro è saltuaria e quindi svolta senza una determinata frequenza, si potrebbe configurare una prestazione occasionale. Questo reddito è imponibile sempre da un punto di vista fiscale mentre sotto il profilo previdenziale se ne ha l’obbligo solo a partire da 5.000 euro in poi. Se cambiano i presupposti dell’occasionalità cambierà anche la sua configurazione fiscale. Un caro saluto

  • Alessandro Puzielli

    Salve,
    l’articolo è abbastanza chiaro per me che non sono un addetto alle questioni burocratiche, ma ho un dubbio.
    Mi sto interessando di produzione e vendita di ebook on-line ma la parte fiscale è quella che mi spaventa: da quello che ho capito leggendo in giro, se lo produco e lo vendo direttamente dal mio sito rientrerei nel caso di apertura di partita IVA (poichè ho un’attività continua di vendita di un prodotto), ma se decidessi di appoggiarmi a un intermediario per la distribuzione online (es. StreetLib o BookRepublic) e quindi ricevendo una parte dei guadagni come dovrei essere inquadrato? Come uno che svolge attività continua o come occasionale?

    Grazie mille per la risposta
    Alessandro

    • Salve Alessandro, ha detto bene. Se dovesse vendere direttamente i propri e-book sarebbe soggetto all’apertura di una partita iva poiché si parla di un vero e proprio negozio online. Se la vendita è effettuata tramite terzi la sua posizione fiscale cambia. Si rientrerebbe nella cessione del diritto d’autore. Mi contatti in privato se ha necessità di capire come emettere le ricevute e dichiarare correttamente i suoi introiti. Un cordiale saluto

  • bllu

    Salve, ho provato a seguire il link per la consulenza ma non funziona!

    • Ciao Bllu, grazie mille per la segnalazione! Prova ora, dovrebbe funzionare tutto. 🙂

  • Pilates84

    Buonasera, Io ho un blog con contenuti e video interamente gratuiti , senza banner o monetizzazione dei video. Si tratta di fitness. Fin qui vado bene. Se una volta all’anno volessi mettere un corso scaricabile a pagamento lasciandolo acquistabile solo per 20 gg o Max un mese si potrebbe trattare di vendita occasionale? Avrei sicuramente diversi acquirenti ma: 1 non raggiungerei sicuramente i 5000 euro 2 lo farei per un tempo limitato solo 20 gg. E ad ognuno rilascerei ricevuta di vendita occasionale. Che poi non venderei un cd dvd etc ma solo dei link o video scaricabili.
    Grazie!

    • Buongiorno Pilates84, l’obbligo di aprire una partita iva non è stabilito dal superare gli € 5000 di incasso. Le condizioni sono altre e le ho elencate in questo articolo. Il tempo in cui svolgerai la vendita del tuo prodotto è limitato ma questa azione presuppone una certa organizzazione di tempo e risorse. Per darti una risposta certa e definitiva dovrei conoscere altri aspetti della tua condizione di partenza. Se vuoi, puoi contattarmi per una consulenza. A presto.

  • Barbara Mariani

    Buonasera,
    se si lavora nel network marketing bisogna aprire partita IVA fin da subito? Anche se l’azienda tratta l’attività come un lavoro porta a porta? Non è possibile aspettare di raggiungere il minimo di 5k euro?
    Grazie mille!

    • Salve Barbara, bisogna distinguere il lavoro occasionale che si può svolgere per una azienda in un momento circoscritto dell’anno ed il lavoro che si pratica regolarmente e in maniera professionale. Non esiste un limite oltre il quale la legge ti obbliga all’apertura della partita iva. Difatti, il limite dei 5000 euro è un parametro che esiste solo ai fini contributivi e non fiscali. Spero di esserle stata di aiuto. Un saluto

  • elena

    Buongiorno,
    grazie per questo interessante articolo. Vorrei chiederle se chi si occupa di vendita di immagini online (foto, video, Illustrazioni) attraverso siti microstock deve registrare una p. iva, oppure i guadagni percepiti possono essere dichiarati come “altri redditi”? La vendita di immagini è continuativa ma si limita alla cessione di diritto d’uso delle immagini. Inoltre la sede dei siti in cui avviene la vendita è prevalentemente extra-UE. Grazie in anticipo per la risposta!

    • Salve Eliana, se le creazioni sono relative alla cessione del diritto d’autore, può procedere con la dichiarazione dei sui introiti direttamente in dichiarazione dei redditi. Per questi guadagni esiste uno specifico regime fiscale. Poco importa in tal caso della sede del sito di microstock. Faccia attenzione. Le opere dovranno essere sue creazioni altrimenti si configurerebbe un’attività commerciale. A presto.

      • eliana

        La ringrazio molto per la risposta!

  • Andrea Magrì

    Salve,
    grazie per le informazioni utili da voi condivise 🙂
    Sono in fase di costruzione della mia attività online, ma chiaramente prima che andrà a regime non percepirò alcun guadagno.
    Detto questo, la partita IVA dovrebbe essere aperta prima dell’avvio di un’attività (correggetemi se erro), quindi anche se fatturo zero (da aspettarselo all’inizio) dovrei preoccuparmi di pagare i contributi previdenziali in quattro rate (quasi 4 mila euro l’anno).
    Per non buttare via soldi dato che non ho la certezza che il business vada come vorrei, esiste un modo (nei limiti della legge) che da la possibilità di poter iniziare a contribuire soltanto quando si percepiscono guadagni utili a farlo?
    Inoltre, ho letto che ci sono sovvenzioni governative per start up. Potreste gentilmente darmi più info?

    Grazie mille!!

    • Salve Andrea, l’apertura della partita iva è indispensabile per l’avvio un’attività, indipendentemente da quanto si guadagnerà. Il rischio è di per sè insito nell’attività d’impresa. Per legge, questa procedura è possibile effettuarla entro 30 giorni dal reale inizio dell’attività stessa. Come approfondito nell’articolo, bisognerà capire se si farà parte della categoria “imprenditore” oppure in quella del “professionista”. Questa distinzione segna anche un differente obbligo contributivo. Nel caso avesse l’obbligo di iscriversi alla gestione commercianti, potrebbe garantirsi uno sgravio del 35% sui contributi minimali grazie all’adesione al regime fiscale agevolato. Se dovesse iscriversi alla gestione separata, i contributi che Lei verserà saranno proporzionali a quanto guadagnato. Spero di esserle stata di aiuto. A presto!

  • Fausto Figalli

    Buongiorno,
    avrei intenzione di aprire la partita IVA e prendere la NASPI anticipata come incentivo.
    Qualcuno ha esperienze precedenti?

    • Salve Fausto, il mio Studio ha trattato casi come il suo. Se ha bisogno di informazioni specifiche, può contattarmi tramite il mio sito. Buona giornata.

  • Fernando

    Salve Angela,

    Grazie per l’articolo!

    Ho la seguente domanda: sono correttore editoriale e lavoro come freelance per una casa editrice spagnola. Mi sono appena trasferito in Italia (sono cittadino italiano) ma continuo a lavorare per questa ditta dal mio computer: questo vuol dire anche che emetto ancora fatture spagnole. Ma siccome voglio farmi la tessera sanitaria, per la quale ho bisogno di richiedere la residenza, dovrò per forza cominciare a emettere fatture italiane. Questo lavoro non lo faccio con regolarità: a volte fatturo 500 euro al mese, altri mesi fatturo 900 euro. Di fatto questa casa editrice non mi garantisce stabilità sulla quantità di lavoro.

    Quindi da qui sorge il mio dubbio: dovrò aprire la partita IVA o posso soltanto fare la ritenuta d’acconto del 20%?

    Grazie in anticipo!

    • Buonasera Fernando,
      avrei bisogno di approfondire la tua condizione personale per poter rispondere in maniera adeguata. Ipotizzo che tu non abbia una partita iva in Spagna e che rientri in Italia portandovi anche la residenza. In Italia, l’obbligo di aprire una tua posizione iva scatta nel caso in cui si svolga un lavoro in maniera abituale, continuativa e professionale. Non importa se guadagni 100 o 1000, importa solo la frequenza. Se il tuo lavoro da freelance ti viene commissionato saltuariamente e poche volte l’anno, potresti certificare i compensi rilasciando ricevuta (da inserire in dichiarazione). Fai attenzione. Se l’azienda spagnola per cui lavori ha l’obbligo di fare dichiarazione in Italia, la tua ricevuta dovrà riportare la ritenuta d’acconto. Se l’azienda estera non ha questo obbligo e quindi non è sostituto d’imposta, emetterai la tua ricevuta senza ritenuta d’acconto. Spero di averti chiarito le idee. In bocca al lupo.

  • Carmine Albanese

    Buongiorno e grazie mille per l’articolo.
    Io pubblico video su youtube 3 volte alla settimana. Non ho molte visualizzazioni e riesco a guadagnare con i click sulle pubblicità tra i 10 e i 15 euro al mese. É necessario che apra una partita IVA ?

    • Ciao Carmine, purtroppo, come è scritto nell’articolo, non è l’importo che incassi o il numero delle volte che pubblichi a settimana, a determinare la necessità di aprire o meno una posizione fiscale.

  • Zajra Chirminisi

    Buongiorno, mi hanno appena proposto un lavoro di questo tipo: dovrei pubblicare 20 annunci pubblicitari algiorno su vari siti x conto di quest azienda dietro compenso fisso di 480€ al mese ma nonci sarebbe nessun inquadramento, loro emetterebbero una fattura a,mio nome….ma io come mi metto in regola??grazie mille

    • Ciao Zajra, purtroppo qui nei commenti non possiamo analizzare ogni singolo caso. Ti consiglio pertanto di chiedere una consulenza personalizzata alla dott. Angela Amato. Il link lo trovi al termine dell’articolo.

  • Sap

    Buongiorno, molto chiaro l’articolo, ma cerco da diverso tempo la risposta a questa domanda: un libero professionista, con già una posizione fiscale, p.iva, etc, può vendere un infoprodotto che è la sostanziale continuazione della sua attività offline? Oppure deve iscriversi alla camera di commercio e versare 3000 euro l’anno all’inps? che sarebbe molto di più dei guadagni previsti? Grazie fin d’ora

    • Buongiorno Sap, potrà aggiungere il codice ateco specifico per i servizi di e-commerce ed iscriversi in Camera di Commercio. Purtroppo la legge non fa sconti in base all’andamento della sua attività economica. L’attività imprenditoriale è di per sè un rischio e bisogna ingegnarsi affinché si possano avere dalla stessa almeno il pareggio tra costi e ricavi. Le faccio un appunto. In base alla sua condizione soggettiva potrebbe anche non essere obbligato a versare i contributi fissi annuali all’inps. Le consiglio una specifica consulenza. A presto!

  • Sap

    Buongiorno, cerco da diverso tempo la risposta a questa domanda: un libero professionista, con già una posizione fiscale, p.iva, etc, può vendere un infoprodotto che è la sostanziale continuazione della sua attività offline? Oppure deve iscriversi alla camera di commercio e versare 3000 euro l’anno all’inps? che sarebbe molto di più dei guadagni previsti? Grazie fin d’ora

  • Katja Lidsell

    Salve!
    Articolo interessante – vorrei capire se uno svolge attività continuativa come “consulente” per una società’ estera, che non effettua ritenute d’acconto ne paga contributi, devo aprire una partita iva o posso fatturare e poi in sede di 730 pagare sia INPS che tasse, o e’ meglio aprire partita iva? In entrambi i casi, sarebbe gestione separata? GRAZIE

    • Come è scritto nell’articolo la continuità della tua attività è già di per se una condizione che ti obbligano ad aprire una partita IVA.

      • Katja Lidsell

        Grazie

        Katja

  • Lorella

    Buongiorno lascio solo un commento relativamente all’ultima frase:non è che aprendo la partita Iva sei esente da controlli fiscali. Ho lavorato 10 anni come libera professionista ed ho sempre pagato le tasse, nonostante ciò i controlli fiscali li ho avuti (eccome!)! Tanti da tirare un profondo sospiro di sollievo quando ho deciso di lasciare il lavoro è chiudere partita Iva. Devo dire che dipende anche dalla regione in hai l’attività: la Lombardia ti lascia lavorare meglio mentre l’Emilia Romagna ti taccia evasore solo perché hai partita Iva e ti “insegue” in ogni piccolo cavillo (esempio ti chiede chiarimenti dopo anni anche se hai solo posposto il pagamento di un mese per problemi economici. Io ho avuto la sfortuna di trasferirmi e quindi ho sperimentato le due situazioni). Detto questo condivido la scelta di non frodare il fisco naturalmente! Però le cose che si dicono devono essere chiare e corrette.

    • Ciao Lorella, grazie mille per il tuo contributo! Nessuno ha mai detto, o scritto ,che se apri la partita IVA sei esente da controlli fiscali. Nell’ultima frase dell’articolo a cui tu fai riferimento c’è scritto: “Se sei del parere di poter continuare a fare profitti sul web senza regolarizzarti fiscalmente, dovrai portare con te la consapevolezza di poter subire, un giorno di questi, anche un accertamento fiscale”. Questo significa che se generi profitti sul web non sei trasparente per il fisco anche se non li dichiari e non hai una posizione fiscale aperta!

      • Lorella

        Sì, ma anche se dichiari i tuoi proventi e hai partita iva devi avere consapevolezza che ti può arrivare uno o più accertamenti fiscali. La frase non è corretta perché la consapevolezza degli accertamenti ci deve essere sia che tu non abbia partita iva sia che tu l’abbia aperta. La ritengo, a mio avviso, una frase inutile che da’ una visione non bilanciata e corretta perché sembra che i controlli se sei regolarizzato non ci siano. Forse meglio dire solo che “anche se non sei regolarizzato, per il fisco non sei trasparente e in ogni caso (che tu sia regolarizzato o meno) puoi subire accertamenti fiscali”.

        • OK Lorella, questa è la tua personale interpretazione ma la frase è assolutamente corretta. Ti assicuro peraltro che noi non ci guadagniamo assolutamente nulla a consigliare alle persone di regolarizzare, o meno, la loro posizione fiscale. Il focus di questo post inoltre, non è sugli accertamenti fiscali ma bensì su quando aprire la partita IVA per lavorare online ed essere in regola col il fisco. Ti saluto e ti auguro una buona giornata.

  • tito

    Salve, ho un dubbio… se apro una partita iva posso usarla per qualunque cosa? mi spiego meglio: se sono un elettricista e ho un sito web(che tratta tutt’altra cosa) la p.iva vale sia per i lavori da elettricista che per gli eventuali ricavi da sito web?
    tenendo conto che farei l’iscrizione al VIES

  • Antonio

    Ciao, ho letto l’articolo, ma non riesco a trovare informazioni in merito al servizio che vorrei offrire. Poiché sono uno studente universitario, volevo iniziare a lanciare un’attività nel frattempo che terminavo i miei studi. Ho provato con dei servizi di affiliazione, ma poi ho scoperto che inserire su una pagina Facebook un post con pubblicità a quel sito (ad esempio: un articolo venduto da Amazon) diviene un servizio professionale e continuativo (poiché presente 24/24h online), quindi ho cancellato i post e mi sono fermato. Oggi, mi è venuta l’idea di offrire le mie pagine come vetrina, gratuitamente per chi vuole vendere degli oggetti (cioè senza percepire nient’altro che la visibilità e dei nuovi iscritti alle mie pagine). Ho gli stessi problemi in materia legislativa? Un esempio: Un soggetto venditore che chiamo A, mi contatta per vendere uno scooter, io pubblico una foto del suo scooter e taggo il soggetto A nella foto, il soggetto B interessato all’articolo contatta direttamente il soggetto A e svolge la sua compra/vendita. Io in cambio di questo servizio gratuito, chiederei soltanto di iscriversi alla mia pagina e di invitare altre persone a farlo. (Chiedo questo perché allo stato attuale non posso sopportare i costi di una partita IVA, senza sapere che possibilità di guadagno ci sono ed in un caso simile a questo esempio, non avrei guadagni economici, ma solo di visibilità.)

  • ProgTwo

    Salve,
    Innanzitutto complimenti per l’interessante articolo.
    Sono un QA Tester software, web & mobile da circa un anno, lavoro in remoto per più aziende estere, quindi percepisco reddito dall’estero. All’inizio non pensavo fosse abituale e continuativo, ma ora mi rendo conto che lo è diventato, soprattutto per un cliente in particolare. Percepisco introiti sia in USD che in Euro per le aziende situate in Europa, alcuni pagano su paypal, alcuni su payoneer ed altre direttamente con bonifico bancario. I miei clienti non ricevono fattura in quanto non ho la p.iva.
    1. Come faccio a mettermi in regola con il fisco?
    2. percependo denaro in USD, devo dichiarare con quale cambio? quello utilizzato al momento del trasferimento dai conti (paypal/payoneer) al conto bancario?
    3. devo dichiarare solo il denaro che ho bonificato sul conto bancario?
    4. come funzionano i versamenti dei contributi inps?
    Grazie.

    • Ciao ProgTwo, ti consiglio vivamente di chiedere una consulenza privata alla Dott.sa Angela Amato ( il link lo trovi in basso nell’articolo). Purtroppo,, come puoi immaginare, lei non può materialmente offrire delle consulenze personali qui nello spazio riservato ai commenti.