Come Rinunciare alla Residenza Fiscale Italiana e Andarsene all’Estero

Ecco tutto quello che devi sapere e devi fare, prima di rinunciare alla residenza fiscale italiana e aprire una partita Iva all'estero

Luca Taglialatela

Luca Taglialatela: Ho trovato l’indipendenza nella rete costruendo online il mio business di assistenza e consulenza fiscale al servizio di chi ha voglia di farcela mettendosi in proprio. Sostengo da sempre che il mondo sia troppo piccolo per non riuscire a visitarlo tutto. La mia prossima scrivania? Una tavola da surf!

Pubblicato il: 17 Gennaio 2014 | Categoria:

Non tutti gli ordinamenti tributari del mondo prevedono la necessità di aprire un numero di partita Iva per lavorare.

Piuttosto di domandarsi “Quale sia il Paese Migliore sotto il Profilo Fiscale” dove aprire un numero di partita Iva, sarebbe preferibile chiedersi “Come Fare per Rinunciare alla Residenza Fiscale Italiana e Andarsene all’Estero” in tutta tranquillità senza il timore di subire accertamenti o verifiche da parte delle autorità fiscali italiane come quelli che ti ho descritto negli esempi del mio post precedente “Residenza Fiscale: Perché E’ Importante per i Nomadi Digitali”.

Trasferire La Propria Residenza Fiscale All’estero

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Ma procediamo per gradi.

1. La Procedura

Secondo quanto detto nel mio precedente articolo “Residenza Fiscale: Perché E’ Importante per i Nomadi Digitali”, per essere considerato fiscalmente residente all’estero, un cittadino italiano deve essere per la maggior parte del periodo d’imposta non iscritto nell’anagrafe della popolazione residente e, allo stesso tempo, non domiciliato né residente nel territorio dello Stato.

2. La Tassazione

Nel caso di un soggetto fiscalmente residente all’estero, sono imponibili in Italia solo i redditi ivi prodotti.

3. L’Iscrizione all’AIRE (Anagrafe Italiana dei Residenti all’Estero)

Tutti i cittadini italiani, ovunque siano nati, che risiedono fuori dal territorio nazionale per più di un anno devono richiedere al proprio Comune la cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente (se residenti in precedenza in Italia) e conseguentemente il trasferimento nell’anagrafe dei residenti all’estero (Aire) del Comune italiano di origine o di ultima residenza prima dell’espatrio, entro tre mesi dall’arrivo nel paese estero (ai sensi della legge n. 470/88).

Sono previste tuttavia alcune eccezioni nei casi di trasferimento temporaneo, di durata non superiore l’anno, o per dipendenti dello Stato inviati all’estero per motivi di servizio.

4. Il Problema

Il requisito dell’iscrizione all’Aire da solo non è tuttavia sufficiente. Ciò in quanto è comunque necessario soddisfare anche un requisito sostanziale, rappresentato dall’effettivo trasferimento della sede principale degli affari e interessi e della dimora abituale nello Stato estero.

Questa condizione potrebbe essere difficilmente realizzabile in molti casi, ad esempio qualora il nucleo familiare del lavoratore trasferito all’estero rimanga in Italia.

Sul punto si segnala una posizione della Commissione finanze secondo la quale la residenza fiscale all’estero dovrebbe presumersi per i dipendenti iscritti all’Aire che prestino la loro attività all’estero per almeno un intero anno fiscale e siano ivi assoggettati a imposta (risoluzione del 13 febbraio 2001, n. 8-00075).

In assenza di tale requisito, non è dunque da escludere che, indipendentemente dall’iscrizione all’Aire, il lavoratore si debba comunque considerare ancora fiscalmente in Italia, con l’ulteriore rischio, peraltro, di risultare contestualmente residente ai fini fiscali anche nello Stato estero.

5. Per Scongiurare la Doppia Tassazione

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…e gli accertamenti?

6. I Possibili Accertamenti dell’Agenzia delle Entrate

Per quanto riguarda i possibili accertamenti dell’Amministrazione finanziaria italiana, deve evidenziarsi che questa può facilmente avere conoscenza del Paese in cui è avvenuto il trasferimento, visto che i cittadini italiani che trasferiscono la loro residenza all’estero devono comunicarlo all’Ufficio anagrafe del proprio Comune oppure, all’ufficio consolare della circoscrizione di immigrazione entro 90 giorni dalla immigrazione e detto ufficio trasmette, entro 180 giorni, copia della dichiarazione resa dal contribuente al Ministero dell’Interno italiano che poi provvede a informare il comune italiano nelle cui liste della popolazione residente il contribuente era iscritto prima del trasferimento.

La predetta iscrizione, che è eseguita gratuitamente, è un diritto-dovere del cittadino e comporta la cancellazione dall’Anagrafe della popolazione residente del Comune italiano di provenienza.

Una specifica attività di vigilanza è operata dall’Amministrazione finanziaria, in collaborazione con i Comuni, al fine di ostacolare il fittizio trasferimento all’estero della residenza, allo scopo di ottenere vantaggi fiscali.

In particolare, entro sei mesi da ogni richiesta d’iscrizione all’AIRE, il Comune deve confermare all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente per l’ultimo domicilio fiscale che il contribuente ha effettivamente cessato la residenza in Italia. In seguito, per i successivi tre anni, il Comune deve vigilare sulla persistenza della cessazione della residenza in Italia.

6. Il Paese Migliore Dove Trasferirsi

Non c’è alcun dubbio che il Paese migliore dove trasferirsi sia quello dove desideri vivere tu, da solo o con famiglia al seguito. Alcuni Paesi con tassazione bassa o agevolata potrebbero non collimare con le tue esigenze di svago, relax e vita sociale. A volte, il risparmio fiscale non è tutto.

Tuttavia, è possibile trovare degli ottimi compromessi.

Al link seguente trovi dunque tutte le informazioni per ponderare la tua scelta con calma e determinazione: http://www.fiscooggi.it/rubrica/dal-mondo

Clicca sul Paese del quale vuoi conoscere meglio il profilo fiscale utilizzando il piccolo planisfero che trovi in alto a destra.


PS: Mi fa sempre piacere ricevere i tuoi feedback per capire se le informazioni che ti ho condiviso ti sono state di aiuto, purtroppo però, come potrai capire, per motivi di tempo non posso materialmente rispondere a tutte le eventuali domande che mi porrai qui nei commenti.



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