Avviare la Tua Attività Online: Passi Burocratici e Costi da Sostenere per Aprire la Partita IVA

In questo post ti spiego quali sono i passi burocratici da fare, i costi da sostenere per aprire la partita IVA e le caratteristiche dell’unico regime fiscale agevolato in vigore dal 2016, per avviare la tua attività online.

Angela Amato: Ho scelto di fare la libera professione con una prospettiva diversa. Convogliare il mio lavoro sul web e per il web. La consulenza fiscale alle imprese e professionisti che lavorano online sono da sempre la mia unica passione. Il mio prossimo obiettivo? Continuare a fare le mie consulenze online spostando il mio “ufficio”, alla scoperta delle bellezze del mondo.

Pubblicato il: 30 agosto 2016 | Categoria:

Nel mio precedente articolo (Quando Aprire la Partita IVA per Lavorare Online ed Essere Regolare col Fisco) ti ho parlato di quando sia opportuno aprire la partita IVA per lavorare online rimanendo in regola col fisco ed in quale tipologia di lavoro autonomo poter rientrare. Questa scelta è di fondamentale importanza poiché definirà la categoria professionale di cui farai parte: imprenditore o professionista.

Per farti comprendere meglio di cosa io stia parlando, ti riporto due esempi pratici e molto semplificati, uno dei quali rappresenta il caso più dibattuto su internet da profani della materia fiscale e non.

1) Hai creato un sito che riceve molte visite giornaliere e decidi di affiliarti a Google AdSense così da mettere a frutto la tua idea sul web. Inserisci dei banner pubblicitari attinenti al tema trattato nel tuo sito ed i tuoi primi guadagni mensili non tardano ad arrivare. Difatti il profitto derivante dai banner pubblicitari di Google AdSense rappresenta una vera e propria attività economica che va regolarizzata.

A questo punto dovrai decidere – non da solo ma insieme al Commercialista esperto in attività onlinese aprire la tua partita IVA da imprenditore o da professionista. La scelta non è scontata come si può credere ed in base a ciò la procedura burocratica da attuare cambia molto.

Per questo specifico caso pratico, molto semplificato, il consiglio che posso darti è di aprire una partita IVA con ditta individuale. Quindi farai l’imprenditore.

La decisione finale deriva dalla tipologia di ricavi che ottieni tramite la tua attività di affiliazione, che è un ricavo derivante dalla “pubblicità” che rendi visibile sul tuo sito e che rappresenta la tua principale attività. Vendi un servizio e per questo motivo rientri nella categoria del commerciante – imprenditore.

Ti voglio far notare la differenza con la categoria del lavoratore autonomo o professionista riportandoti il secondo esempio.

2) La tua attività è basata su consulenze online e analisi dei bisogni/ problemi dei clienti che realizzi tramite il tuo sito internet. La tua principale fonte di reddito deriva dalle consulenze online caratterizzate dalla personalità della prestazione e dalla prevalenza del fattore “lavoro” sul “capitale”. In questo caso sarai un professionista.

In estrema sintesi, nel primo caso sei un imprenditore perché vendi un servizio mentre nel secondo caso sei un lavoratore autonomo – professionista poiché vendi la tua personale consulenza.

Una volta stabilita la tipologia di attività da svolgere ovvero che tipo di prodotti/servizi vendere, dovrai scegliere il corrispondente codice ateco fornito dall’Agenzia delle Entrate.

Il codice ateco definisce la tipologia di attività da svolgere ed è di fondamentale importanza per la tua futura posizione fiscale poiché è in base a questo numero che l’Agenzia delle Entrate ti inserirà nel suo database. Il tuo codice ateco dovrà essere selezionato tra più di 1400 esistenti e avrai anche la necessità di stabilire con quale forma sociale esercitare la tua attività (lavoro autonomo, ditta individuale, società ecc).


Tipologie di Professioni Svolte Online

Attualmente, esistono differenti tipologie di professioni svolte online non regolamentate dalla normativa fiscale. Per tale motivo, bisogna fare una corretta interpretazione delle regole fiscali vigenti e cucirle su misura al lavoro che tu vorrai svolgere online.

Riprendendo il primo esempio che ti ho appena esposto, il codice ateco che potresti scegliere per la tua attività di “pubblicità” con Google AdSense potrebbe essere:

  • 73.11.01 – Ideazione di campagne pubblicitarie

oppure

  • 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari.

Relativamente al secondo esempio riguardante l’attività svolta dal professionista digitale che presta le sue consulenze SEO online, il codice ateco che si potrebbe utilizzare è:

  • 62.02.00 – Consulenza nel settore delle tecnologie dell’informatica.

Fatta la scelta del codice attinente alla tua attività online, potrai procedere all’apertura della tua partita IVA.

La tua attività potrà prendere vita mediante una comunicazione telematica da trasmettere col software “ComUnica” rilasciato dal Registro delle Imprese della Camera di Commercio.

I moduli da compilare (Registro delle Imprese, Agenzia delle Entrate, Inps, Inail e Scia per il Suap) dovranno essere firmati in digitale e poi trasmessi.

L’operazione non è di per sé complessa ma necessita di un’approfondita conoscenza della materia utile alla corretta compilazione dei moduli e scongiurare l’eventuale blocco dell’iter istruttorio della pratica. Per questo motivo ti consiglio di affidarti ad un professionista abilitato già a conoscenza dell’insieme di dati da inserire e trasmettere agli Enti preposti.

Per aiutarti nella comprensione delle fasi burocratiche necessarie all’avvio della tua partita IVA, di seguito ti riassumo in 5 passi cosa è opportuno fare per avviare nel modo corretto il tuo lavoro da professionista o da imprenditore digitale.

Step 1

• Conoscere le caratteristiche professionali che devi avere per svolgere il tuo lavoro (titolo di studio, corso abilitante ecc)

• La tua futura attività potrebbe prevedere delle specifiche procedure amministrative necessarie per il suo regolare avvio, come ad esempio le autorizzazioni al Comune competente

Step 2

• Redigere il tuo business plan che ti aiuterà a definire:

1. quale sarà la tua idea imprenditoriale

2. quali saranno i tuoi clienti target (analisi di mercato)

3. la strategia dei tuoi prodotti o servizi e definirne anche il prezzo

Il business plan ti farà capire se la tua idea imprenditoriale o professionale sarà fattibile

Step 3

• Scegliere la forma sociale con cui svolgere la tua attività (libero professionista o ditta individuale, società, ecc)

• Scegliere il codice ateco specifico per la tua attività

• Decidere il regime fiscale adeguato al tuo lavoro per garantirti un risparmio in tasse. Dal Regime fiscale prescelto dipenderanno gli obblighi contabili che avrai annualmente

• Attraverso una pianificazione fiscale adeguata sarai consapevole di quanto e quando andrai a pagare in tasse in un anno (irpef, inps, inail, registro delle imprese ecc)

Step 4

Avvio concreto della tua attività attraverso la Comunicazione Unica che ti permette, in un’unica comunicazione telematica, di:

1. Aprire la partita IVA – da Imprenditore o Professionista/Freelancer digitale

2. Aprire la posizione assicurativa Inps – Gestione Commercianti per fare l’Imprenditore o la Gestione Separata per il Professionista/Freelancer digitale

3. Iscriverti all’Inail – se vorrai avere dei dipendenti

4. Registrarti al Registro delle Imprese – solo se farai l’Imprenditore

5. Comunicare la tua scia al comune c.d. segnalazione di inizio attività – se per la tua attività è obbligatoria

Step 5

Hai pensato alla liquidità necessaria alla creazione ed avvio della tua attività? Esistono vari finanziamenti pubblici che potrebbero fare al caso tuo.

Ti consiglio di scaricare il mio e-book gratuito “Tutto quello che devi sapere per metterti in proprio e risparmiare i tuoi soldi” in cui di spiego quando e come aprire la partita IVA ed essere un imprenditore consapevole. Eviterai di commettere degli errori che risulteranno letali per il successo del tuo business online.


Quali Sono i Costi che Sosterrai per Aprire la Partita IVA?

I costi da sostenere per l’apertura della tua partita IVA variano in base alla forma sociale prescelta ed all’investimento in beni materiali e immateriali necessari per l’avvio del tuo business.

Se tu volessi avviare una tua attività commerciale ed aprire la partita IVA come ditta individuale, i costi burocratici di avvio per questa forma sociale varieranno da poche decine di euro necessarie al pagamento dei diritti di segreteria al Comune ove si presenta la SCIA, ad un centinaio di euro per l’iscrizione della tua ditta individuale al registro delle imprese tramite il pagamento del diritto annuale (diritti di segreteria € 18, marca da bollo € 17,50, diritto CCIAA circa € 60).

A questi costi dovrai aggiungere la tariffa professionale richiesta dal Commercialista oltre al costo che dovrai stanziare per la programmazione, pubblicità ecc.

Se farai il professionista online, il tuo unico costo da sostenere sarà la parcella richiesta dal tuo Commercialista, utile sia per l’avvio della tua professione con l’apertura della partita IVA e iscrizione alla cassa di previdenza specifica, sia per conoscere il regime fiscale più consono per te e la tassazione che ti sarà applicata. Fai attenzione perché potrebbe costarti molto caro optare o non optare per un determinato regime fiscale.

Ulteriori costi da sostenere saranno relativi alla connessione web ed agli strumenti digitali e servizi web che userai per elargire i tuoi servizi online. Queste valutazioni solo molto soggettive.

È giunto il momento di approfondire l’aspetto previdenziale. I contributi INPS dell’imprenditore sono da pagarsi con cadenza trimestrale e sono obbligatori.

Al momento esiste un’agevolazione che ti permette di risparmiare il 35% sul totale da pagare annualmente all’Inps.

Questa agevolazione è riservata agli Imprenditori che inizieranno la loro attività optando per il nuovo regime forfettario.

Il regime forfettario può essere utilizzato anche da chi voglia vendere i propri prodotti/servizi tramite il proprio sito.

Se farai il Professionista/ Freelancer potrai iscriverti alla Gestione separata dell’Inps e/o alla Cassa di previdenza esistente per il tuo albo professionale. Il pagamento della gestione separata avviene con cadenza semestrale e si calcola sul tuo reddito annuale.


Puoi Scegliere il Regime Fiscale che Fa al Caso Tuo

Ti riporto, brevemente, le caratteristiche del nuovo regime forfettario introdotto dal 2016 ed ormai unico regime agevolato che i soggetti minori potranno scegliere.

Le agevolazioni fiscali e previdenziali del regime forfettario dal 2016, sono le seguenti:

  • Tassazione agevolata con imposta sostitutiva del 5% per i primi 5 anni di attività (start-up), che andrà a sostituire Irap, Irpef e addizionali. L’imposta sarà determinata sul reddito calcolato forfettariamente. Dal sesto anno in poi la tassazione sarà del 15%;
  • Riduzione del 35% dei contributi previdenziali dovuti dai commercianti/imprenditori;
  • Non soggezione agli Studi di Settore;
  • Non si ha l’obbligo di tenere i registri IVA ma solo di numerare progressivamente le fatture, certificare i corrispettivi e conservarli;
  • Sulle fatture non andrà addebitata l’IVA e/o la ritenuta d’acconto;
  • Potrà essere utilizzato anche dai lavoratori dipendenti che svolgono una propria attività a condizione che il loro reddito da lavoro dipendente/pensione non superi i 30.000 euro.

Questo regime può essere utilizzato da chi voglia avviare una nuova attività autonoma ma può essere adottato anche da chi già svolge attività di impresa.

L’uso del regime forfettario richiede il rispetto di una serie di requisiti da possedere nell’anno solare precedente. Se vuoi approfondire questo aspetto ti consiglio di leggere questo articolo che ho pubblicato sul mio Blog: Il nuovo regime forfettario dal 2016. Le agevolazioni per autonomi, artigiani e commercianti.

So che sei un Nomade Digitale e conosco le tue specifiche esigenze. Bene! Ti do un consiglio. Scegli il Commercialista che fa per te, che conosca bene la tua realtà, che soddisfi le tue esigenze fiscali ed organizzative. D’altro canto, anche il tuo Consulente fiscale dovrà essere “digitale” così da poterlo reperire online magari tramite il suo portale. Non avrai più la necessità di recarti fisicamente presso il suo Studio.


Sarei interessata a conoscere la tua opinione! Puoi lasciare un commento o pormi delle domande attinenti all’articolo a cui risponderò volentieri appena mi è possibile. Ricordati solo che le mie risposte andranno a chiarire il tema trattato negli articoli e non potranno essere considerate come consulenze personali. Per queste ultime avrò la necessità di parlare direttamente con te e conoscere la tua situazione soggettiva.


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  • francopentangeli

    ma vale davvero la pena aprire la partita iva, anche se con regime forfettario, in Italia??? per un nomade digitale non conviene aprirla all’estero?

    • Commercialistasulweb

      Buongiorno Franco, il forfettario é un ottimo regime per poter cominciare un lavoro autonomo poiché la tassazione é unica e minima. Se poi sei un nomade digitale e risiedi in Italia è l’unica alternativa (oltre al regime semplificato) che potrai avere per intraprendere una tua attività.

  • Barbara

    Salve, sarebbe possibile aprire la partita iva anche in un altro Paese EU, mantenendo il regime forfettario in Italia quando si vive 6 mesi all’anno nei 2 paesi?

    • Commercialistasulweb

      Salve Barbara, il regime forfettario vige in Italia secondo quanto disposto dalla Legge di Stabilità ed in base alle direttive comunitarie. Inoltre, inoltre ci sono una serie di presupposti e condizioni soggettive da considerare per poter stabilire il Paese in cui è corretto pagare le imposte della propria attività.
      Un cordiale saluto

  • Laura Angelini

    Ciao Angela, mi sto avvicinando al nomadismo digitale, ma ancora sono in fase di studio per capire come farlo al meglio. Ho sempre lavorato da dipendente e sono inesperta degli aspetti fiscali. Prima di richiedere una consulenza fiscale, se ho capito bene, consigli di fare un business plan per poi individuare il regime più appropriato. Intanto grazie x avermi chiarito molte cose. Laura

    • Commercialistasulweb

      Ciao Laura, ti consiglio di creare almeno una bozza di business plan per capire se realmente la tua idea può funzionare e se renderà nel lungo termine. Se non vuoi chiedere una mano ad un esperto, potresti autonomamente fare un’ipotesi dei costi che dovresti affrontare per la tua attività e dei ricavi che potresti avere. Giusto per cominciare. Per fare un’analisi più approfondita, potresti buttare giù anche la parte finanziaria (entrate e uscite). La cosa che renderà unica la tua idea sarà la caparbietà che impiegherai nel realizzare il tuo progetto.
      Riguardo il regime fiscale, questo si dovrà scegliere in base a delle condizioni soggettive di partenza. Potresti scegliere il regime forfettario oppure il semplificato. In tal caso avresti bisogno di fare una chiaccherata col Commercialista. 😉
      A presto!