Come Superare la Paura di Mettersi in Proprio

Ecco alcuni consigli personali che possono aiutarti a superare la paura di mettersi in proprio per avviare una tua attività indipendente sul Web

Mary Tomasso: Adoro viaggiare, conoscere nuove culture, sperimentare cose nuove e reinventarmi. Vivo in Argentina, dal 2008 sono Assistente Virtuale e ho creato il primo corso per Assistenti Virtuali in italiano, per aiutare altre persone a crearsi una nuova professione ed essere libere di lavorare da ovunque.

Pubblicato il: 26 agosto 2014 | Categoria:

In questo articolo risponderò a una domanda implicita, che leggo tra le righe delle decine di emails che ricevo ogni giorno da persone che vorrebbero avviare un’attività in proprio sfruttando le potenzialità del Web, e vedono nell’assistenza virtuale un’opportunità concreta.

Al di là del come iniziare un’attività in proprio, l’ostacolo principale è la paura di lanciarsi, soprattutto quando si ha un posto fisso che garantisce una certa sicurezza economica. Ecco quindi che cercherò di spiegare come sconfiggere la paura di mettersi in proprio.

L’esperienza che condivido è puramente personale, dettata da tutto quello che ho appreso in questi anni non solo a livello professionale, ma soprattutto a livello personale: avviare e gestire un business è una fonte di crescita personale ineguagliabile.

Molto l’ho appreso dai miei clienti, attualmente l’80% sono Coach, per cui ho avuto la grande fortuna di partecipare a webinar, accedere a corsi e avere a che fare tutti i giorni con persone, i miei clienti, che aiutano gli altri a superarsi e migliorarsi.


Distinguere la Paura

Occorre comprendere che la paura è un meccanismo fisiologico comune a tutte le specie animali, che ha l’obiettivo di salvaguardare la specie, di evitare qualunque situazione che possa in qualche modo rappresentare una minaccia per la sua sopravvivenza.

Questa paura è nostra amica, da milioni di anni mantiene viva la nostra specie.

Esiste poi una paura che non è fisiologica, ma che è influenzata da false convinzioni o convenzioni sociali. Ad esempio “Lasciare il posto fisso? Cosa diranno gli altri?”
Il primo tipo di paura, quella fisiologica, è utile, il secondo tipo invece ci impedisce di crescere, di uscire dalla zona di comfort per provare a percorrere nuove strade che potrebbero aprirci a nuove opportunità.

Distinguere se la tua paura è “amica” o invece ti sta boicottando, è molto semplice: chiediti che cosa hai da perdere.

Se hai una famiglia a carico, o se sei solo, ma tutta la tua vita dipende dal tuo stipendio, devi pagare un mutuo, un affitto, hai delle spese fisse, devi mangiare, etc., allora la tua paura di abbandonare un posto fisso e metterti in proprio è giustificata.

Il prezzo che avresti da pagare è molto alto, ne va della tua stessa sopravvivenza, quindi la tua scelta di metterti in proprio potrebbe essere avventata e rischiosa.

Ma non preoccuparti, non è la fine, c’è sempre una soluzione, abbiamo sempre un’alternativa!

Se ti trovi in questa situazione, ti consiglio di iniziare con la tua attività online in maniera parallela, come se fosse un hobby. Continua pure con il tuo lavoro, ma usa ogni momento libero per progettare e per costruirti un’alternativa professionale sfruttando il Web.

Vedrai che con il tempo, se lavorerai bene, potrai pian piano trasformarla nella tua attività principale.

Quando vivevo ancora in Italia mi trovavo in questa situazione: non potevo abbandonare il posto fisso perché il rischio era troppo alto, avevo troppo da perdere, la mia paura mi stava aiutando a mantenermi a salvo.

Così che iniziai piano piano a studiare, a formarmi, a cercare alternative, altre possibilità, al di fuori dal mio orario di lavoro.

Tutte le mie energie erano investite sul creare un’attività alternativa, sull’abbandonare quella vita di schiavitù e iniziare a vivere la mia vita!

I tempi non erano ancora maturi ed è stato quando sono arrivata in Argentina che le cose sono cambiate. C’era ancora un rischio, ma non era così vitale: non sarei finita in mezzo a una strada. La cosa peggiore che sarebbe potuta succedere se la mia attività non avesse avuto successo, sarebbe stata quella di dover ritornare a lavorare per qualcun altro.

Chiediti sempre qual è la cosa peggiore che potrebbe succederti e questo ti darà la risposta se la tua paura è giustificata o se fa parte di un meccanismo perverso che sta di fatto impedendo la tua evoluzione.

Se invece ponendoti la domanda “Cosa ho da perdere”, ti rendi conto che non è poi così tanto, che tagliando qualche spesa, modificando un pochino il tuo stile di vita, riesci comunque a coprire le tue spese principali, allora lanciati!

Proprio così: la pianificazione è fondamentale per iniziare una qualunque attività e una buona pianificazione ti aiuterà a superare le tue paure, a restare sempre motivato e a sapere sempre dove dirigere i tuo sforzi, dove stai andando.

Per pianificare ti suggerisco di utilizzare qualunque strumento che possa avere senso per te. Credo che le mappe mentali siano un ottimo strumento per visualizzare tutto il tuo progetto. Puoi usare il metodo tradizionale, carta e penna (o pennarelli colorati per distinguere i diversi elementi della mappa mentale), oppure puoi utilizzare uno strumento online, come Mindmeister o Mohio.

Se invece non trovi comode le mappe mentali, puoi semplicemente tenere un’agenda e scrivere lì il tuo progetto.

In ogni caso, ti suggerisco caldamente di scrivere tutto, altrimenti la pianificazione resta nell’aria, mentre quando scriviamo, le idee iniziano a plasmarsi.


Attieniti al Piano

La pianificazione ha l’obiettivo di creare le basi di attività che dovrai realizzare quotidianamente per arrivare al tuo obiettivo.

Qualunque sia lo strumento che avrai deciso di utilizzare (mappa mentale o altra forma scritta) assicurati di attenerti al piano.

Ciò ti aiuterà a non lasciare nulla al caso, ma anche ad avere l’autodisciplina necessaria per avviare un’attività in proprio.


Cosa ne dici: sono passate un po’ le paure con questi consigli? Mi auguro di sì! Altrimenti scrivimi pure, come sempre sarà un piacere per me aiutarti!



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  • Ciao, complimenti per l’articolo molto interessante.
    Credo però che tu abbia dimenticato un altro fattore importante, oltre alla paura, che blocca o impedisce questo passaggio, il fattore italia. Purtroppo stiamo vivendo in Italia un periodo storico che blocca qualsiasi entusiasmo o voglia di innovarsi a causa della crisi e di uno stato che non aiuta assolutamente l’intraprendenza. Tasse, balzelli, burocrazia ti obbligano a rivedere ogni idea ridimensionandola e facendola scontrare con una realtà molto difficile. Cambierà questa situazione, lo spero proprio perchè altrimenti avremo ben altri problemi che dover affrontare la paura del cambiamento.

    • Ciao Lorenzo, grazie del tuo contributo! Sono d’accordo con te, ma è vero anche che l’attuale condizione dell’ Italia non può essere essere una scusa per rimanere immobili sperando che le cose cambino dall’alto! Io penso che sia proprio questo il momento in cui bisogna agire, prendendo in mano il nostro futuro per cercare di renderlo migliore!

    • Mary Tomasso

      Ciao Lorenzo,

      Grazie per il commento. Sono d’accordo con Alberto. Penso che noi costruiamo la nostra realtà, trasformando gli ostacoli in opportunità. E’ vero che la situazione in Italia attualmente è molto complicata, ma lasciarsi coinvolgere dal pessimismo e la demotivazione non aiuta. Mi viene in mente l’esempio di alcuni paesi in cui la situazione è decisamente più complicata che in Italia, come l’India per esempio, ma anche la stessa Argentina. In Argentina l’inflazione è così alta che oggi sai quanto costa un chilo di pomodori, domani chi lo sa….Eppure ciò non impedisce a tante persone di intraprendere nuove sfide e di reinventarsi. Noi possiamo essere e dobbiamo essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo, come diceva Gandhi, non possiamo limitarci ad aspettare che le cose cambino, perché forse non cambieranno mai o non saranno mai come noi vogliamo, a meno che noi non creiamo la realtà che vogliamo.

      • Capisco e condivido la vostra voglia di cambiare e di cambiamento, il non lasciarsi sopraffare dal pessimismo dell’attuale situazione italica ma quando, in pratica, vai da diversi commercialisti e tutti si stupiscono e sconsigliano vivamente il lasciare un posto fisso per un’attivita’ in proprio, quando si ha un mutuo da pagare, una famiglia, purtroppo l’ottimismo lascia il posto ad un sconsolato realismo.

        • Mary Tomasso

          Ciao Lorenzo,

          Certo questo tipo di situazione rientrerebbe nel caso che ho menzionato nell’articolo, in cui la paura in realtà è giustificata. Non sempre è possibile cambiare i fattori esterni, ma è sempre possibile cambiare il modo in cui noi reagiamo 🙂

  • nino

    Mi piacciono quasi tutti gli articoli su Nomadi Digitali; ma questo fa parte di quelli che, per ciò che mi riguarda, mi interessano di più !

    Mi ritrovo tra quelli indicati nella prima categoria, … per capirci quelli che hanno un posto fisso (ma scontenti) e stanno tentando di crearsi una propria attività autonoma.

    Condivido quando scrivi che in questi casi la paura può essere giustificata e che la soluzione ottimale non è quella drastica (licenziarsi in tronco) ma crearsi qualcosa pian piano nel tempo libero.
    A questo proposito volevo fare due osservazioni.

    La paura può essere ancora più giustificata, quando non si è più tanto giovani ed inoltre, in caso di fallimento, è praticamente impossibile tornare indietro ad fare un lavoro da dipendente ?

    Usare (e sacrificare) il proprio tempo libero per avviare qualcosa, contemporaneamente al proprio lavoro attuale, potrebbe comunque non bastare o richiedere tempi molto lunghi prima di riuscire a vedere dei risultati. Spesso infatti, questa fase di avvio necessita di avere e curare contatti, viaggiare, partecipare ad eventi e corsi, … etc. E tutto via web non si può fare ! Quindi il tempo libero che ci rimane a disposizione (ferie comprese !) è veramente molto poco.

    Cosa conviene fare allora ?

    Forse ci sono casi, in cui la “paura” vuole indicarci che, nelle condizioni in cui siamo, è meglio che, per quanto ci renda “insofferenti”, è meglio tenersi il lavoro che già abbiamo ?

    Comunque grazie, per i tanti consigli utili e concreti in questo tuo articolo !

    • Mary Tomasso

      Ciao Nino,

      Molte grazie per il tuo commento e le tue osservazioni.

      Che dire, per me l’età è relativa, mi sono reinventata alla soglia dei 40, che se vogliamo è già un’età non troppo giovane per trovare un “posto fisso”.

      Penso che i limiti sono solo nella nostra mente, però penso che è importante agire quando si è sicuri, completamente, solo allora potremo dire di essere riusciti a controllare la paura.

      Per quanto riguarda la tua seconda osservazione, io la vedo così: se è qualcosa che ti appassiona o se per te è fondamentale cambiare vita, non penserai che stai sacrificando il tuo tempo libero.

      Prima di avviare la mia attività di AV sono rimasta 4 mesi nell’azienda in cui lavoravo. Tutte le sere quando tornavo a casa, mi dedicavo allo studio, formazione e costruzione del business. Per me non stavo sacrificando il mio tempo libero, ma stavo facendo quello che mi appassionava nel tempo libero. Inoltre per me era diventata…come dire una questione vitale: non potevo più vivere in quel modo.

      Quello che dici sulla fase di avvio è relativo: io quando ho lasciato il lavoro sono stata un paio di mesi senza clienti e poi ho iniziato subito ad avere lavoro. Inoltre tu dici che non si può fare tutto via web…Sì che si può! Io ho fatto tutto via web: ho studiato con spagnoli, canadesi, inglesi, americani, senza spostarmi da casa. Penso (mia opinione) che in Italia in questo senso siamo ancora indietro, vedo che ci sono molti eventi presenziali che invece potrebbero essere fatti online ed arrivare a un pubblico più vasto.

      Può essere che la paura in questo caso indichi che è meglio restare nella situazione attuale, secondo me dipende dalla motivazione. Nel mio caso, come ho detto prima, era molto più di semplice insofferenza, era proprio “Io così non posso vivere”. Per me non esisteva nessun’altra possibilità: quando ho preso la mia decisione non c’erano più “e se…”, niente dubbi, niente esitazioni, era la massima convinzione e decisione. Se arrivi a questo livello, sei pronto a un cambiamento e le cose possono solo andare bene. Se persistono i dubbi è meglio valutare bene.

      Grazie ancora per il commento, e come si dice qui…”Suerte!”

  • Emi79

    ciao Mary, mi permetto di darti del tu perchè ti seguo già da un pò e mi sembri ormai familiare 🙂
    ho letto i tuoi articoli su come diventare un’assistente virtuale e sono molto interessata a questa possibilità.
    Anzitutto ti spiego un poì chi sono: 35 anni, lavoro nella comunicazione, un impiego in ufficio a tempo pieno. So che di questi tempi sono fortunata ad avere un lavoro, ma il tempo per me è quasi nullo e avverto sempre più l’esigenza di poter gestire meglio le mie giornate facendo al contempo qualcosa che mi gratifichi e mi faccia sentire realizzata.
    qui viene il bello…cosa fare esattamente??
    le mie passioni e propensioni sono tante; riassumendole potrei dire che sono:
    .- attenta, precisa, problem- solver
    – creativa ed entusiasta
    – amo molto scrivere e già lo faccio nel tempo libero per una testata online
    – amo da sempre il web e sono brava nelle ricerche online
    – ho un gusto molto buono nello scegliere abiti e accessori, infatti le mie amiche si affidano spesso a me per chiedere consigli;
    – so ascoltare e capire le persone e in generale sono una persona a cui spesso gli altri si rivolgono per confidenze

    ora…come posso “mixare” tutto questo nella professione su misura per me?? .-)))
    forse potrei essere una assistente virtuale specializzata nella redazione dei contenuti e una personal assistant… tu che ne pensi?
    ti ringrazio per tutto l’aiuto che potrai darmi!!

    • Ciao Emi, mi permetto di intervenire nella discussione aspettando che Mary ti dia il suo feedback.

      Perchè invece di pensare a cosa puoi essere, cercando di trovare un’etichetta professionale che più ti si addica, non provi a pensare a cosa tu potresti creare e offrire, per risolvere le esigenze e i problemi di chi accede a Internet per soddisfare un proprio bisogno specifico…Sposta l’attenzione sui problemi degli altri, quelli che tu, con la tua passione e competenza, potresti soddisfare.

      Ragionando in questo modo scoprirai che ci sono tante esigenze non ancora soddisfate e quindi tante opportunità per crearsi un’alternativa professionale.

      • Emi79

        ciao Alberto, grazie mille per il prezioso consiglio. Si, questo è un punto di vista interessante e sicuramente utile.. per caso hai qualche risorsa da consigliarmi, che mi possa “aprire la mente” in questo senso?
        grazie ancora!

        • Grazie a te!
          Purtroppo non ho delle risorse precise da consigliarti. A me personalmente è piaciuto molto il libro di Chris Guillebeau:
          “100 euro bastano per reinventare la tua vita, fare ciò che ti piace e crearti un nuovo futuro”… E’ un libro che non parla specificatamente di Web ma fornisce degli spunti estremamente interessanti su cui iniziare a ragionare. ( Se ti interessa lo trovi su Amazon http://amzn.to/YROM4e)

          • Emi79

            interessante in effetti!
            grazie ancora.. ora attendo Mary : )
            a presto!

    • Mary Tomasso

      Ciao Emi, eccomi! Ovvio che puoi darmi del tu!

      Il suggerimento di Alberto è prezioso: certamente io suggerisco sempre di partire da quello che ci appassiona perché ciò renderà più facili le cose, ma bisogna orientarsi agli altri, a come possiamo essere utili ad altre persone.

      Non è un discorso solo commerciale, mi riferisco proprio al fatto di cambiare il focus ed avere la motivazione di aiutare altre persone grazie al tuo talento.

      Leggo comunque che questa è una cosa che fai già per tua natura 🙂

      Probabilmente io inizierei a creare qualcosa di parallelo, visto che hai già un lavoro, dove metti a disposizione il tuo “talento”. Potrebbe essere un blog su consigli per la scelta di abiti e accessori, magari con la ricerca del prezzo più conveniente, qualcosa che possa risolvere un problema. Questo potrebbe essere un inizio per tastare il terreno e vedere il riscontro delle persone.

      Successivamente potresti offrire servizi di Personal Shopper o Consulente Immagine, qualcosa del genere…

      Comunque penso che la risposta a cosa potresti fare la puoi trovare solo tu. A tal proposito ti consiglio un breve video, se non l’hai ancora visto per “aprirti la mente” come dici tu. http://youtu.be/zlRfal414Fk

      E’ molto semplice: chiediti cosa faresti se i soldi non fossero un problema e avrai la risposta!

      Se hai qualche altra domanda sono a disposizione!

      Un abbraccio, Mary

      • Emi79

        …. grazie davvero Mary ……questo aiuto è davvero importantissimo per me! farò tesoro di tutti i consigli e… vi tengo aggiornati 🙂
        a presto!

        • Mary Tomasso

          Grazie Emi, mi fa piacere! Certo, tienici aggiornati 🙂

  • michele

    ciao cara mary ho bisogno di un consiglio perche non so come superarlo
    ho 35 anni ho sempre nella mia vita fatto il venditore dipendente.ultimamente ho una meravigliosa idea di mettermi in proprio ho la clientela gli strumenti per farcela e sono convinto al 101% di farcela.Ma ho l’unico grande problema è che andiamo avanti grazie al mio stipendio ,ho due figli piccoli.solo il pensiero di non realizzare quello che vorrei fare mi fa stare malissimo anche perche nel lavoro attuale lo stesso mi do da fare con ottimi risultati,pero il non realizzarmi a livello lavorativo mi fa star male da un saco di tempo ansie malesseri ecc.quindi non e che sia un dipendente che fa le sue 8 ore e guadagna bene.mi sono sempre dato da fare,e ultimamente vivio malissimo perche vorrei e me la sento ma non posso perche ho pura di mettere in difficolta la mia famiglia.e dall’altra parte penso che questo sia il momento giusto per me.vorrei un saggio consiglio da parte tua.grazie in anticipo un abbraccio

    • Mary Tomasso

      Ciao Michele, ti ringrazio per la fiducia, ma è difficile dare suggerimenti su scelte così personali, che proprio perché personali devono essere prese con completa responsabilità e sicurezza per evitare rimorsi o pentimenti nel futuro.
      Se l’attività che vuoi avviare fosse un’attività online, ti direi di avviarla parallelamente a quella di dipendente, in modo da poter valutarne col tempo il successo.
      Se hai la possibilità di avviare la tua attività in questo modo, non mollando quello che hai adesso, sarebbe l’ideale.
      Se hai già una cartella clienti, certamente sei avvantaggiato, focalizzati sui vantaggi piuttosto che sui rischi.
      So che è facile a dirsi e non altrettanto a farsi, ma arriva un momento in cui dobbiamo smettere di focalizzarci sulla paura, che drena tante delle nostre energie, e concentrarci sulle potenzialità e le possibilità.
      Ti auguro il meglio! Ciao Mary

  • Patricia Norrish

    ciao mary! anche io sono qui in argentina da quasi un anno e da un paio di mesi sto cercando di costruirmi un’attività online con un impresa europea. non è semplice.. ma comunque sto cercando alternative. hai qualche contatto qui in argentina per caso? o qualche consiglio? 🙂 sono laureata in marketing e ho una grossa passione per i social media/ads e pubblicità online grazie 🙂

    • Mary Tomasso

      Ciao Patricia,
      Grazie del commento. No, mi dispiace ma in Argentina non ho nessun contatto. L’unica cosa che posso suggerirti è di leggere il mio blog perché ci sono tanti articoli su come mettersi in proprio, i servizi da offrire, come trovare clienti etc. Suerte!