I Nomadi Digitali Sospesi tra Mito, Moda e Realtà

Purtroppo nonostante se ne parli molto sono davvero pochi quelli che hanno capito realmente chi sono i Nomadi Digitali e la vera essenza di questo movimento. Proviamo a fare un po di chiarezza!

Alberto Mattei

Alberto Mattei: Col mio spirito giramondo e anticonformista sto capitanando Nomadi Digitali, un'emozionante avventura umana e lavorativa che ho fondato per il desiderio di realizzare il sogno di una vita e dopo un caldo, sorprendente e indimenticabile viaggio in Messico. Voglio dare grandi ali a questo progetto e fargli raggiungere inaspettati traguardi.

Pubblicato il: 3 Luglio 2019 | Categoria:

Introduzione

Non so se lo hai notato anche tu, ma sembra che tutti si siano improvvisamente accorti dell’esistenza dei Nomadi Digitali.

Si scrive e si parla di nomadismo digitale nei contesti più disparati, dal mondo del lavoro a quello dell’information technology, dal mondo turismo a quello della politica, della moda e del design.

Il termine “Nomade Digitale” oggi sembra andare molto di moda!

Chissà cosa penseranno Tsugio Makimoto e David Manners, autori del libro “Digital Nomad” che nel 1997 hanno teorizzato la trasformazione che le tecnologie digitali portatili avrebbero portato nello stile di vita e di lavoro di tante persone nel mondo.

La cosa più divertente è che oggi ognuno prova a descrivere e raccontare il fenomeno Nomadi Digitali a modo suo, partendo da esperienze o interpretazioni personali, che spesso non rappresentano la realtà oggettiva e non aiutano a comprendere realmente questo fenomeno.

Questo processo è alimentato dai social network che danno la possibilità a chiunque di comunicare e condividere una quantità infinita di parole e immagini, aumentando esponenzialmente la facilità a mentire, alterando il processo di comprensione della realtà.

Tra i tanti che scrivono e parlano di Nomadismo Digitale, ci sono quelli che preferiscono enfatizzare la parola “Nomade”, definendo i nomadi digitali come viaggiatori seriali o cittadini globali (esempio classico di distorsione del termine nomade). Altri invece si concentrano più sulla parola “Digitale” descrivendo i Nomadi Digitali come una nuova Net Generation, iperconnessa e con una propensione estrema alla mobilità professionale e personale.

Purtroppo sono ancora pochi quelli che hanno realmente capito la vera essenza di questo movimento, nonostante il nomadismo digitale sia oggi una scelta per milioni di persone in tutto il mondo.

La verità è che non basta associare semplicemente il termine nomade a quello digitale per comprendere un movimento che si sta delineando sempre di più come un vero e proprio fenomeno evolutivo dell’era digitale. ( “Our Nomadic Future” è il titolo piuttosto profetico, di una copertina dell’Economist del 2008)


Perché Tanta Confusione Intorno a Questo Termine?

Il motivo è semplice, per quanto ci si possa sforzare non è possibile dare una definizione precisa e delineare un profilo univoco del “Nomade Digitale”.

Questo neologismo infatti non descrive una specifica categoria professionale, un target ben definito di persone e nemmeno un loro preciso modus operandi.

La verità è che ci sono tantissimi modi diversi di:

Personalmente più che di modus operandi, ritengo corretto parlare di nomadismo digitale in termini di modus vivendi. Un nuovo modo di intendere la propria vita e il proprio lavoro che prima non esisteva.

La trasformazione digitale sta investendo tutti i settori, anche quelli un tempo considerati tradizionali o lontani dal mondo della tecnologia. E’ solo questione di pochissimo tempo. È necessario trasformare le persone per poter continuare a innovare. – Daniel Casarin


Un Movimento Globale

Quello dei Nomadi Digitali appare oggi come un movimento globale in crescita ed in evoluzione continua.

Un movimento che comprende: freelance, imprenditori, ma anche, e sempre di più, dipendenti di aziende e collaboratori di organizzazioni, che grazie alle tecnologie digitali si sono conquistati la libertà di vivere ovunque e di lavorare da remoto senza vincoli di tempo e di spazio.

Un nuovo tipo di persona
In questo video Peter Wall (co-founder of Hubund.org) definisce così i Nomadi Digitali

Questo nuovo “modus vivendinasce dall’esigenza sempre più diffusa, soprattutto tra nuove generazioni di mettere in discussione lo status quo e uscire dalla logica ristretta dei confini nazionali, superando gli schemi e i vincoli del lavoro tradizionale per aprirsi a nuove opportunità, estendere i propri orizzonti personali, intellettuali e professionali, attraverso l’incontro con culture, persone e luoghi diversi.

Tutto ciò a vantaggio di competenza, creatività e soft skills (le competenze trasversali di cui oggi tanto si parla) che hanno bisogno di essere alimentate dal confronto, dai dubbi, dal coraggio e dall’apertura al nuovo, per non appiattirsi e banalizzarsi.

Le tecnologie digitali diventano uno strumento attraverso il quale è possibile abbattere le barriere, superare i confini e sperimentare nuovi stili di vita che ci facciano sentire più liberi, più felici e più motivati


Quali Sono gli Aspetti che Accomunano il Nomadi Digitali?

Se per molto tempo i miti della carriera, della posizione sociale, del possesso di beni materiali e dell’arricchirsi ad ogni costo rinunciando al proprio tempo e alla propria libertà, hanno dettato le nostre scelte e scandito il ritmo della nostra vita, il desiderio di libertà, l’aspirazione al cambiamento, alla scoperta, al movimento sono qualcosa di profondamente istintivo e strettamente connaturato all’Uomo, che ha sempre sentito dentro di sé un impulso emotivo a cercare una vita più semplice, in armonia con la natura, non limitata dal possesso e della proprietà come caratteristica costitutiva.

Lavorare da remoto senza vincoli di spazio significa poter scegliere il luogo migliore da cui lavorare e andare incontro a nuove opportunità ovunque esse si trovino!

Questo luogo ideale può e deve essere mutevole in base al ciclo di vita che stiamo vivendo. Al tempo stesso avere la libertà di lavorare ovunque significa poter fare nuove esperienze, conoscere nuovi paesi e nuove culture, sperimentare nuovi modi di vivere che ci facciano sentire più liberi, più felici più soddisfatti di noi stessi.

Libertà, felicità, indipendenza, mobilità personale, sono valori che accomunano la maggior parte dei nomadi digitali.

Nel corso del tempo ho riscontrato alcune caratteristiche comuni tra la maggior parte dei “professionisti” che hanno scelto di seguire questo stile di vita e di lavoro:

1. Sono appassionati di quello che fanno e amano il loro lavoro

2. Sono flessibili e abili nel pensiero critico e creativo

3. Sono curiosi, desiderosi di imparare e scoprire sempre cose nuove

4. Sono frugali e adattabili

5. Sono ottimisti, entusiasti in cerca di serendipità

5. Sono consapevoli di sé. Sanno cosa li motiva

6. Sono bravi a pianificare e organizzare la loro vita personale e professionale

7. Sono alla costante ricerca del migliore equilibrio tra vita e lavoro

8. Sono abituate a non pensare in termini di confini nazionali, ma in termini di curiosità, opportunità e sperimentazione

8. Non si accontentano, cercano sempre di crescere personalmente e professionalmente

9. Verificano in anticipo e si tengono informati

10. Sono connessi, amano incontrare gli altri e viaggiare leggeri

11. Le tecnologie per i nomadi digitali sono strumenti di comunicazione e di lavoro, non uno status symbol da esibire

12. Libertà, mobilità personale, connessione alla rete (“plugging”) sono le caratteristiche principali della loro identità


Quindi… i Nomadi Digitali non Sono Soltanto Giovani Viaggiatori che Lavorano Online?

Analizzando più accuratamente i cambiamenti in atto, ci rendiamo facilmente conto di come i tradizionali percorsi di carriera oggi siano morti e defunti, è sparito quel genere di crescita personale e professionale di cui hanno tradizionalmente goduto le generazioni passate.

Il mondo del lavoro sta spostando il proprio baricentro sulla persona. E’ abbastanza chiaro come la sfera emotiva stia guadagnando terreno rispetto alla razionalità. Le organizzazioni, qualunque esse siano, sono costituite da persone, se queste sono felici e soddisfatte del proprio lavoro e dell’ambiente circostante, saranno maggiormente motivate, lavoreranno sempre meglio e l’azienda ne trarrà vantaggio.

I modelli organizzativi sono sempre meno basati sul comando e sullo sfruttamento top-down, ma più interattivi: le persone interagiscono tra loro e con l’organizzazione, costruendola e modellandola continuamente (enactment) senza necessariamente dover essere fisicamente presenti nello stesso luogo!

Ma non solo, l’avvento dei nuovi media sta producendo delle importanti modifiche nei nostri comportamenti: la condivisione delle informazioni sta portando alla condivisione dei beni, invece che al loro possesso.

La sharing economy sta producendo un cambiamento culturale, oltre che economico: la proprietà del bene materiale non interessa più, ciò che interessa è averlo a disposizione dove e quando serve.

“Le tecnologie digitali stanno cambiando il modo in cui le persone lavorano, vivono, si amano e si relazionano ai luoghi e tra loro. – Andreas Kluth –


E’ Corretto Affermare che le Tecnologie Digitali Portano con sé una Rivoluzione nella Stanzialità Umana?

La strategia post-moderna è generata dall’orrore di essere legati e fissati
– Zygmunt Bauman –

Nel sul libro “La Società dell’Incertezza” Zygmunt Bauman ( filosofo e sociologo) parla di alcune figure di “viaggiatori” descrivendole come metafore dell’uomo contemporaneo nella ricerca della propria identità. Le nuove generazioni, nate e cresciute nell’incertezza, stanno sviluppando nuove modalità di fare esperienza che sono segnate da una dinamica di attraversamento continuo dei confini.

Nel suo libro “La società individualizzata” Baumann descrive la società contemporanea come una “vendetta dei nomadi“, affermando che “la lunga storia iniziata con il trionfo del dominio sui nomadi sta giungendo al termine…”. Durante tutto il solido stadio dell’era moderna, le abitudini nomadi sono rimaste in disgrazia. Nella fluida fase della modernità, la maggioranza stabilita è governata dall’élite nomade ed extraterritoriale …, e la vita nomade si vendica sui principi della territorialità e dell’insediamento” (Bauman, 2000).

Quindi, una delle caratteristiche di trasformazione è il ritorno al modo di vivere nomade.

I nomadi digitali, possiedono caratteristiche simili ma al tempo stesso profondamente diverse rispetto ai nomadi tradizionali, I nomadi moderni, in contrasto con l’era preindustriale, oggi non sono destinati a muoversi all’interno del territorio in cerca di cibo e acqua. Il modo di vivere nomade tradizionale era il bisogno. Ma il fatto che non potessero possedere più di quanto fossero in grado di portare con sé ne impediva il loro ulteriore sviluppo.

La mobilità dei nomadi moderni, al contrario, offre grandi opportunità, come estensione degli orizzonti intellettuali, incontro di nuove persone e luoghi, comunicazione e cooperazione con esperti di tutto il mondo.

Computer portatile, smartphone, carta di credito e passaporto sono quello che serve ai nomadi moderni per accedere e ad entrare in contatto con la rete mondiale in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo.

Per i nomadi tradizionali la ricchezza doveva essere misurata posizionandola qui e ora. Nei nomadi digitali la ricchezza e il potere sono presentati nella forma più astratta e mobile, che diventano più importanti delle forme tradizionali di proprietà e gestione della proprietà.

«Siamo una generazione che può vivere il mondo lavorando e contemporaneamente mettersi alla prova, crescere, conoscere persone simili, connettersi con nuove realtà locali: cosa ci deve frenare a farlo?»
– Michael Youngblood Co-founder Unsettled –



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