Espatriare con Bambini: Come Organizzarsi per la Scuola

Se stai pensando di espatriare con bambini al seguito, ecco alcune informazioni utili sulla scuola e sull' istruzione dei tuoi figli e su come vincere i dubbi e le tue paure

Claudia Landini: Vivo all’estero da 30 anni, ho lasciato un po’ di cuore in Africa, in America Latina, a Gerusalemme e molto poco a Giacarta. Ora vivo e lavoro da Ginevra come coach e formatrice interculturale. Adoro scoprire nuovi paesi, culture sconosciute e comunicare con chi vuole ampliare la sua esperienza di vita. Il mio progetto più riuscito: due splendidi figli cittadini del mondo.

Pubblicato il: 21 Gennaio 2014 | Categoria:

Quando si comincia ad accarezzare l’idea di andare a vivere all’estero, uno dei grossi nodi nell’immaginario dei genitori è di non poter realizzare il progetto perché spostare dei bambini è complicato e li farebbe soffrire troppo.

Queste paure sono sicuramente fondate, e c’è del vero nel fatto che sradicare i piccoli è per loro fonte di dolore, ma vorrei con questo post ridimensionare le cose e mostrarti, che spesso ci si spaventa di fronte agli ostacoli lasciando andare in secondo piano l’immensa ricchezza che la vita all’estero regala loro, e gli innumerevoli vantaggi che apporta.

Ci sono due aspetti distinti che in genere vengono considerati quando si pensa a spostare dei cuccioli d’uomo: uno è quello pratico (scuola, lingua, vaccinazioni, salute, attività ricreative, etc.), l’altro è quello emotivo-psicologico (lontananza da nonni e cugini, perdita di identificazione culturale, disorientamento).

In questa serie di post che vorrei condividere con te, mi piacerebbe affrontare e chiarire uno per uno questi aspetti, partendo da quelli più pratici, per terminare con quelli emotivi. Entrambi sono comunque strettamente legati, perché far luce e risolvere una serie di questioni logistiche, aiuta a partire più serenamente e al contempo, chi è convinto e fortemente motivato della sua scelta, affronta con piglio più sereno e dinamico la ricerca di soluzioni a livello pratico.

La Scuola

Cominciamo dunque con la scuola. Gli italiani, lasciamelo dire, hanno il sacro terrore di esporre i figli a sistemi scolastici diversi dal nostro. In parte lo capisco: il nostro sistema è (forse era…) ottimo.

Esistono però altri sistemi altrettanto validi, e soprattutto non va sottovalutato che la scuola non è tutto nella formazione di una persona.

I miei figli hanno frequentato le scuole del sistema francese all’estero. Ti assicuro che alcune di queste, soprattutto in determinate classi, non erano esattamente quello che un genitore auspica per i propri figli, ma all’interno di quelle scuole, magari un po’ scadenti dal punto di vista didattico, si trovavano a contatto con mille culture diverse, innumerevoli modi di vita, imparavano due o tre lingue oltre all’italiano e assorbivano in maniera del tutto naturale il concetto di diversità. E questo non è poco.

Quello che spaventa i genitori all’idea di far cominciare ai figli un percorso scolastico diverso, è che temono così di tagliar loro le gambe nel momento in cui dovessero rientrare in quello italiano.

Una volta di più: capisco il timore, è una scelta drastica e che fa paura. Ma ci sono due buone notizie:

  • la prima è che la scuola pubblica italiana è obbligata a riprendere i tuoi figli in qualsiasi momento durante la scuola dell’obbligo, anche se hanno studiato per anni in un sistema diverso. Alcune potrebbero richiedervi degli esami integrativi, ai quali è assolutamente possibile preparare i figli adeguatamente;
  • la seconda è che se mantieni ben viva la lingua italiana in famiglia, abitui i tuoi figli a leggere libri e guardare film e video in italiano, supereranno alla grande le difficoltà del (ri)cominciare a studiare in italiano. Lo so perché l’ho fatto con entrambi i miei figli e l’ho visto fare da un numero sostanzioso di espatriati, è assolutamente possibile e fattibile.

Per i miei figli ho scelto il sistema francese, e l’ho fatto sostanzialmente perché quando mio figlio, oggi 22enne, ha cominciato l’asilo (in Congo), la scuola internazionale o di stampo anglofono non era ancora così diffusa e sviluppata com’è oggi. Il sistema francese già vent’anni fa poggiava su una rete molto estesa (questa realtà perdura nel tempo) e soprattutto molto compatta.

Il Sistema Francese

Se si entra a far parte del sistema francese, si ritrovano gli stessi programmi, gli stessi libri, gli stessi professori e persino gli stessi poster alle pareti, ovunque nel mondo.

La rete di scuole francesi all’estero dipende dal Ministero dell’Educazione Francese, i programmi, gli esami e le scadenze sono gli stessi che in Francia (con qualche piccolo adattamento che tiene conto delle realtà dei vari paesi nel mondo).

Inoltre tutti gli studenti provenienti da qualsiasi scuola francese del mondo, devono essere obbligatoriamente integrati in qualsiasi altra scuola del sistema, non ti possono rifiutare l’entrata. E questo è un gran bel vantaggio, considerando che in alcuni paesi le liste di attesa per entrare nel sistema anglofono sono lunghissime.

Il sistema francese è anche meno caro rispetto sicuramente a quello americano ma anche a quello internazionale, che a volte ha tariffe realmente esorbitanti, che difficilmente puoi permetterti se non lavori per qualche ente che copre le rette scolastiche dei tuoi figli.

Tra le pecche del sistema francofono citerei il fatto che spesso purtroppo l’inglese è insegnato male, oppure è insegnato da professori francofoni che hanno un marcatissimo accento della loro lingua madre.

Questo naturalmente è un ostacolo che si supera brillantemente se i vostri figli sono immersi, al di fuori della scuola in una realtà anglofona, sfruttando il fatto che imparare bene una o più lingue favorisce l’apprendimento rapido delle altre, aiutandoli magari con dei corsi integrativi o soggiorni in paesi anglofoni durante le vacanze.

Il Sistema Americano

Il sistema americano è molto esclusivo in termini di rette scolastiche. E’ carissimo e si rende dunque spesso inaccessibile. In alcuni paesi però è la sola alternativa.

E’ un sistema che punta molto sullo sviluppo individuale dello studente (al contrario di quello francese che tende a compattare).

Il Sistema Internazionale

C’è poi quello che viene definito il sistema internazionale, che comprende tutte le scuole che usano la lingua inglese come lingua di insegnamento. E’ un mondo con il quale io ho esperienza solo di riflesso, per averlo avvicinato attraverso le esperienze di altri, ma so che è molto variegato, quindi a seconda del paese bisogna reperire informazioni sulle singole scuole e contattarle direttamente.

Molte scuole internazionali preparano all’International Baccalaureate, un tipo di diploma che si basa sull’esperienza globale dello studente internazionale, valorizza gli aspetti più salienti della vita mobile e lo prepara per una vasta gamma di università nel mondo.

Il Sistema Italiano

Non ho menzionato la possibilità di far studiare i tuoi figli nel sistema italiano all’estero perché purtroppo, i paesi nei quali esistono scuole italiane riconosciute dal nostro Ministero dell’Istruzione, sono davvero pochi.

Se anche hai la fortuna di trasferirti in un paese nel quale esiste una scuola italiana, nella maggior parte dei casi non ne ritroverai un’altra se dovrai spostarti ancora, il che “romperebbe” il percorso scolastico dei tuoi figli (cosa che comunque, come abbiamo visto e come approfondirò oltre, non è del tutto improponibile).

Nel caso in cui invece hai intenzione di trasferirti definitivamente in un paese per non spostarti più, e ci fosse la scuola italiana, puoi tranquillamente optare per questa soluzione.

Per maggiori informazioni, consulta l’elenco delle scuole italiane nel mondo

Riagganciandomi alla paura dei genitori italiani di mettere i propri figli in un sistema diverso da quello italiano, vorrei invitarti a riflettere sul fatto che nel momento in cui i tuoi figli ti seguono in un tipo di vita mobile e internazionale, diventeranno cittadini del mondo e il loro futuro nella grande maggioranza dei casi, si svilupperà su queste basi.

E’ raro, anche se non impossibile, che uno studente italiano che abbia vissuto tutta o buona parte della sua scolarità in un sistema anglofono, torni a fare l’università in Italia.

Può capitare, è assolutamente fattibile, sia in termini di diplomi conseguiti all’estero che di ambientamento e resa accademica, ma se i vostri figli crescono studiando in una determinata lingua, sarà molto più facile che scelgano di continuare gli studi universitari in quella stessa lingua.

Di seguito ti condivido alcuni link utili per approfondire il discorso e aiutarti nelle tue decisioni.

Spero di esserti stata minimamente di aiuto, resto a tua disposizione per ogni ulteriore delucidazione. Lasciami qui sotto i tuoi commenti e le tue domande, oppure contattami direttamente: claudia@crossculturescoaching.com



Potrebbero Interessarti Anche:



  • giuseppe

    Ciao Claudia,
    ho letto con interesse i tuoi articoli ma mi interessava sapere qualche parere riguardo eventuali problemi di carattere emotivo che un bambino di 7 anni molto attaccato ai nonni e alla sua routine può incontrare trasferendosi in africa

    • Claudia

      Ciao Giuseppe,
      è vero che l’Africa costituisce una realtà spesso molto lontana da quella che un bimbo italiano di 7 anni è abituato a vivere, ma io resto dell’idea (e questo è anche ciò che ho imparato in questi anni all’estero e vedendo tante famiglie), che le coordinate di un espatrio felice per un bambino ruotano intorno all’entusiasmo e alla vicinanza che la famiglia sa infondergli. Perché i genitori siano in grado di appoggiarlo in tutte le fasi dell’esperienza, bisogna che siano loro in prima persona profondamente motivati ed entusiasti del progetto. L’attaccamento ai nonni, alla propria scuola, amici e a tutto ciò che costituisce il mondo di un settenne è forte e profondo, e sradicarlo non sarà una passeggiata. I bambini in realtà, se potessero scegliere, ci direbbero probabilmente di no, che a loro non importa nulla spostarsi, che stan bene dove sono. Per questo è molto importante riuscire a far sentir loro che noi genitori siamo profondamente motivati. E’ importante anche trovare delle strategie di “consolazione” prima e durante il soggiorno all’estero. Se i nonni sono in grado di viaggiare, organizzate da subito un loro viaggetto per venirvi a trovare, e ditelo al bambino. Sapere che li ritroverà a breve, lo aiuterà a calmare l’angoscia del distacco. Usate tutti i mezzi possibili per fargli capire che questo non è un addio, e che anche se i nonni non saranno più nel suo quotidiano, questo non significa che li perderà.
      Cercate di motivarlo nella nuova avventura con qualcosa che per lui abbia
      senso.

      Poi, per quanto riguarda l’Africa, non mi preoccuperei più di tanto. Magari trasferirsi a Monaco di Baviera non gli darebbe un impatto così forte rispetto alla diversità, ma non ci troverebbe dei vantaggi che probabilmente trova in Africa – un clima più favorevole, un’energia e una cordialità diverse, ritmi forse (spero per voi) più umani. L’importante, ripeto, è che lo motiviate, lo sosteniate, e gli stiate vicini in maniera positiva e costruttiva. Dategli spazio per esprimere le sue angosce (sicuramente ne avrà e potrebbero anche manifestarsi in maniera violenta i primi tempi), ma cercate di contenerlo, mettendogli
      sempre la barriera della motivazione, del lavoro, e del fatto che è importante
      che stiate tutti insieme.

      In che paese vi trasferite?

      Buona fortuna e un abbraccio,

      Claudia

  • elena

    ciao non so se risponderai sono passati anni vedo….comunque il mio marito si dovrebbe trasferire in Camerun e poi lo seguiamo se si troverà bene il bimbo fa 7 anni e è molto sensibile non sapendo la lingua avrà uno aiuto a scuola per i primi mesi e se non andremo li sicuramente a Lione in francia stessa domanda avRA un aiuto inizialmente grazie in antico