Come Sfruttare al Meglio Un’Esperienza di Vita all’Estero

Ecco quali sono i punti di forza che ci vengono dal fare un’esperienza di vita all’estero, cosa impariamo davvero e come possiamo sfruttarli al meglio nella vita professionale.

Claudia Landini: Vivo all’estero da 30 anni, ho lasciato un po’ di cuore in Africa, in America Latina, a Gerusalemme e molto poco a Giacarta. Ora vivo e lavoro da Ginevra come coach e formatrice interculturale. Adoro scoprire nuovi paesi, culture sconosciute e comunicare con chi vuole ampliare la sua esperienza di vita. Il mio progetto più riuscito: due splendidi figli cittadini del mondo.

Pubblicato il: 10 Novembre 2015 | Categoria:

Recentemente ho chiesto al partecipante di una delle mie formazioni interculturali, un ragazzo di diciassette anni, cosa pensava della vita mobile che i suoi genitori gli fanno fare da qualche anno. Mi ha risposto senza esitazione che “espatriare è talmente duro, che una volta che ci sei passato in mezzo, tutto il resto nella vita risulta facile”.

Comincio quest’articolo con la sua affermazione, perché mi sembra un ottimo modo di introdurre il discorso di quello che l’esperienza all’estero ci dà, di cosa ne guadagniamo, e come possiamo usare nella nostra vita, soprattutto professionale, le lezioni e le capacità che acquisiamo cambiando paese e misurandoci con realtà culturali sempre diverse.

Naturalmente in più paesi si vive, e quindi più volte ci si misura con il processo di adattamento a nuove realtà, più queste capacità vengono affinate e si radicano in noi.

Tuttavia anche un’esperienza una tantum è importante per mettersi in gioco e sviluppare alcune caratteristiche che restano per forza di cose sopite se si vive sempre nel proprio paese.

Quali sono dunque i punti di forza che ci vengono da un’esperienza all’estero? Cosa impariamo davvero e come possiamo sfruttare questo patrimonio nella nostra vita professionale?

1. Diventiamo Più Flessibili.

Vivere in una cultura diversa dalla nostra significa dover continuamente comprendere e accettare codici di comportamento diversi e nuovi. Questo esercizio, che all’estero portiamo avanti in maniera quasi inconscia, ci rende più elastici, più malleabili di fronte ai cambiamenti, più adattabili. Risorsa di enorme importanza nello scenario lavorativo attuale, che ci mette spesso a confronto con grandi cambiamenti, a volte anche repentini. Chi è abituato a plasmarsi su realtà diverse dalla propria, e mantiene la sua flessibilità nell’ambiente lavorativo, riuscirà ad ottenere più risultati perché non dovrà sprecare troppe energie nell’adattarsi ai cambiamenti che marcano il percorso professionale di tutti noi

2. Impariamo a Conoscere Meglio Noi Stessi.

Misurarsi con una cultura diversa, significa partire dalla propria per giudicare quella nuova. Quando osservo come si saluta la gente nel mio paese d’accoglienza, prendo automaticamente coscienza di come si saluta nel mio. Quando mi indigno perché dove mi trovo le donne devono sedersi in fondo al bus, sto riconoscendo che le donne nel mio paese godono di una certa libertà. E così via. Approfondire la conoscenza di se stessi, prendere coscienza di quello che siamo e dei nostri limiti, ci aiuta a diventare persone più centrate e solide, che riescono ad affermarsi e a mettersi più in valore in vari contesti, incluso quello professionale, e in particolare all’interno di un team.

3. Impariamo Nuove Lingue.

Questa è una cosa un po’ scontata, ma vale la pena di ribadirla. Non è lo stesso imparare una lingua dai libri e dai film, e andare invece a parlarla sul posto. Le occasioni di esercizio sono moltiplicate, l’immersione nell’ambiente linguistico diverso è totale. Di questi tempi l’inglese è la lingua che bisogna assolutamente conoscere, soprattutto se si vuole lavorare online, ma se capita di vivere un’esperienza in un paese dove la lingua dominante è un’altra, l’inglese ne risentirà positivamente. Prima di tutto perché imparare bene una lingua straniera, qualsiasi essa sia, ha un effetto benefico sulla conoscenza di tutte le altre, e poi perché l’inglese è ormai divenuto lingua franca in una grandissima quantità di paesi, e ci troveremo a usarlo a qualsiasi latitudine

4. Ampliamo il Nostro Network di Conoscenze.

Vivere in un paese straniero vuol dire anche crearsi un circolo sociale e affettivo al di fuori del nostro contesto nazionale. Significa, in innumerevoli casi, aumentare in maniera sostanziosa le opportunità di incontrare e conoscere persone nuove, di nazionalità svariate. Questa rete che si va creando, può tornar utile a molti livelli, anche, naturalmente quello professionale. Più gente conosco, più contatti avrò non solo nel momento in cui cerco lavoro, ma anche quando, nel caso ad esempio di un lavoro online, devo far conoscere il mio nuovo business.

5. Diventiamo più Creativi.

Funzionare all’interno di un sistema che non conosciamo ci spinge a dover prendere decisioni sulla base di pochi o zero elementi, spesso rapidamente e senza troppe esitazioni, individuando delle soluzioni che andiamo a verificare quasi nell’immediato. Un processo che ha delle ripercussioni incredibilmente positive sulla nostra forma mentale e sulla nostra capacità di ricorrere all’improvvisazione. Sul lavoro diventiamo più svelti, scattanti, propositivi, osiamo di più.

6. Diventiamo Più Sicuri di Noi Stessi.

Quando arriviamo in un nuovo paese, infatti, siamo come dei bambini che non hanno idea di come fare a muoversi. Arriviamo completamente privi di mezzi per interpretare il contesto e imparare a funzionare al suo interno. Viviamo i primi tempi in un continuo processo di “trial and error” (per tentativi), perché imparare a conoscere una cultura implica commettere una serie infinita di errori, errori che però contribuiscono a renderci molto più sicuri di noi stessi. In ambito professionale le persone insicure sono le più penalizzate perché bloccano, anche se involontariamente, i processi di avanzamento e crescita. Una persona sicura di sé, invece, sarà sicuramente un atout in tutti i contesti lavorativi.

7. Aumenta la Nostra Capacità di Relazionarci con gli Altri.

Mentre in un tipo di vita stanziale i nostri rapporti sono in generale più “protetti”, perché avvengono in un ambito culturale a noi famigliare e tramite codici di comunicazione noti, relazionarsi all’estero significa tener conto di un bagaglio di “inconnu” (ignoto, sconosciuto) che è presente e pesa sulle nostre interazioni. Dobbiamo fare più attenzione a cosa diciamo e come lo diciamo per non offendere il nostro interlocutore e i nostri sforzi per comunicare e comprendere i messaggi che ci scambiamo sono tesi al massimo per capirsi, al di là delle barriere linguistiche e culturali. Questo esercizio amplia la nostra capacità di ascolto, di relazione, di empatia e di comprensione culturale, caratteristiche, tutte, che in un contesto lavorativo ci rendono più efficienti all’interno di un gruppo ma anche nei nostri rapporti individuali.

8. Impariamo ad Analizzare Meglio il Contesto in cui ci Troviamo,

cosa che non abbiamo bisogno di fare quando “giochiamo in casa”, perché tutto ciò che ci circonda è famigliare e noto. Quando viviamo all’estero, invece, abbiamo bisogno di osservare e comprendere tutti i segnali, simboli e atteggiamenti che compongono il nostro nuovo ambiente. E’ un processo necessario per sopravvivere, e nel metterlo in atto approfondiamo e affiniamo la nostra capacità di analisi, di valutazione dei singoli elementi e di giudizio globale sul contesto. Inutile dirti che in qualsiasi ambito lavorativo questa capacità torna molto utile. Sia se devi analizzare il mercato, la situazione con un cliente, un nuovo prodotto o un sito web, la profondità di analisi acquisita vivendo all’estero ti sarà di grandissimo aiuto.

9. Impariamo a Liberarci dei Pregiudizi e a Rispettare la Diversità.

Non c’è niente come confrontarsi direttamente con l’estero per capire quanti pregiudizi vivono al nostro interno, e quanto facilmente smontabili diventino nel momento in cui ci avviciniamo a ciò che non conosciamo e lo facciamo nostro. Vivere all’estero significa scoprire sulla propria pelle che la diversità è una parte integrante – e benefica! – del nostro mondo. In ambito professionale, una mente scevra di pregiudizi e aperta all’altro, sarà in grado di ampliare la gamma di proposte e situazioni alle quali aprirsi, e ad accoglierle in maniera più neutra ed efficace.

10. Impariamo a Gestire Situazioni Pratico/Logistiche in Maniera Impeccabile.

Le nostre capacità organizzative vengono spesso messe duramente alla prova nei traslochi. Quanto e cosa portare, come spedirlo, come spostarsi, dove lasciare quello che non ci segue, come impacchettare le cose, in che momento viaggiare, sono tutti elementi che non si è necessariamente abituati a considerare. Una vita mobile si arricchisce di aspetti logistici inimmaginabili per chi è sedentario. Oltre a ricorrere a creatività e senso pratico per sbrigare mille faccende, impariamo da zero un sacco di cose a livello di trasporto, spedizione, imballaggio e immagazzinamento, che possono tornare assolutamente utili anche quando si lavora, soprattutto se si ha a che fare con aspetti che collimano con quanto imparato.

Concludendo, un’esperienza all’estero non è mai tempo buttato, anche quando le cose vanno storte. Il bagaglio che ti porti via quando lasci un paese nel quale hai vissuto, è molto più ricco e pesante delle valigie con i tuoi vestiti. Ma non paga sovrapprezzo in aereo.



Foto credit: Shutterstock



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  • Umberto Sacco

    Grazie Claudia, il tuo articolo tocca molti punti positivi del viaggiare all’estero. Io aggiungo che questi aspetti positivi oltre ad essere utili nel lavoro, lo sono soprattutto nella vita privata perché danno più consapevolezza e saggezza.