Come Vendere Infoprodotti Online: La Corretta Disciplina Fiscale

Per vendere i tuoi InfoProdotti sul web è necessario aprire una partita iva? Sei obbligato a creare la fattura di vendita? Se i tuoi clienti risiedono all'estero, come dovrai comportarti con l'IVA? In questa guida troverai le risposte necessarie per una corretta gestione fiscale alla vendita dei tuoi infoprodotti.

Angela Amato: Ho scelto di fare la libera professione con una prospettiva diversa. Convogliare il mio lavoro sul web e per il web. La consulenza fiscale alle imprese e professionisti che lavorano online sono da sempre la mia unica passione. Il mio prossimo obiettivo? Continuare a fare le mie consulenze online spostando il mio “ufficio”, alla scoperta delle bellezze del mondo.

Pubblicato il: 4 luglio 2017 | Categoria:

Vendere InfoProdotti e crearsi una rendita automatica è un obiettivo diffuso e condiviso da chi ha deciso di convogliare la propria esperienza anche sul web.

Molti Nomadi Digitali offrono la loro professionalità online attraverso video-corsi creati ad hoc, e-book su argomenti di nicchia oppure info-grafiche che mirano ad aiutare i loro utenti in una determinata attività.

In molti si preoccupano del risultato finale da raggiungere, il profitto, tralasciando un aspetto preminente della nostra vita da contribuenti: il fisco.

Se anche tu hai pensato di creare un InfoProdotto e venderlo online, certo di essere in regola con il fisco solo perché non hai oltrepassato il famoso limite dei 5.000 euro l’anno di introiti, questo articolo fa proprio al caso tuo. Iniziamo!


Cos’è Un InfoProdotto e Come lo Definisce il Fisco

2017-07-02_185520Gli InfoProdotti sono dei prodotti informativi venduti online in formato digitale.

Il regolamento comunitario (Allegato 1 regolamento 2011/282/UE e modificato dal regolamento UE n. 1042/2013) fornisce una serie esemplificativa dei servizi digitali che possono essere resi online:




  • Vendita di immagini, testi (e-book) e informazioni e messa a disposizione di basi di dati

  • Fornitura di musica, film, giochi, compresi i giochi di sorte o d’azzardo

  • Programmi o manifestazioni politici, culturali, artistici, sportivi, scientifici o di intrattenimento

  • Prestazioni di insegnamento a distanza (e-learning)

  • Commercio di siti Web e Web-hosting, gestione a distanza di programmi e attrezzature

  • Fornitura di software e relativo aggiornamento

Il Fisco pone questa tipologia di vendita online nella categoria del “Commercio Elettronico Diretto“, commercio in cui tutte le fasi della transazione (dall’ordine, al pagamento, alla consegna), avvengono on-line.

Nel commercio elettronico diretto rientrano tutte quelle operazioni che si svolgono interamente in modalità telematica e che hanno per oggetto un bene o un servizio messo a disposizione dell’acquirente in forma digitale e tramite una rete elettronica.

Quando si parla di vendere InfoProdotti online ci si deve ricordare che il Fisco tratta questi beni come una “prestazione di servizi”. Difatti vengono chiamati “servizi di e-commerce”.

Vorresti vendere i tuoi InfoProdotti ed hai capito che non è necessaria la partita IVA? Presta molta attenzione a quello che sto per dirti.


In un mio precedente articolo scritto “Quando Aprire la Partita IVA per Lavorare Online ed Essere Regolare col Fisco” ho spiegato in dettaglio come riconoscere il momento in cui è necessario aprire la partita IVA se lavori e guadagni online.

Qui ti riporto le tre condizioni soggettive necessarie che ti aiuteranno a capire se anche per te è arrivato il momento di aprire la tua partita IVA:

1. Stabile organizzazione

2. Continuità della tua attività

3. Professionalità

Ti spiego meglio.

La tua vendita online di InfoProdotti dovrà essere svolta in maniera professionale ed abituale, cioè non occasionalmente e deve prevedere un costante flusso di operazioni. La professionalità è data dalla ricorrenza con cui svolgi la tua attività che dovrà essere abituale ed organizzata.

Il famoso limite dei 5 mila euro annui da non superare non è tra le condizioni citate.

Si tratta di una distorsiva interpretazione di una norma previdenziale, che delimita i compensi da non oltrepassare per non essere soggetti alla contribuzione INPS.


Cosa Significa Tutto Ciò?

2017-07-02_190504Se hai un sito internet e guadagni dalla vendita online dei tuoi InfoProdotti, per il Fisco sarai obbligato ad aprire la partita IVA, anche se i tuoi guadagni online sono irrisori.

Aprire una partita IVA potrebbe sembrarti una tragedia ma credimi che non è così.

Basta informarsi o meglio ricevere una consulenza fiscale specifica al tuo caso per chiarire i numerosi dubbi che ti affliggono.

Per iniziare potresti leggere:

1. Questa guida fiscale gratuita: Tutto quello che devi sapere prima di metterti in proprio in cui troverai tutti i passi burocratici da affrontare per iniziare da zero una tua attività online.

2. Questo articolo: Pagare le giuste tasse in Italia vivendo e lavorando da Nomade Digitale in cui ti spiego come si possa pagare il minimo di tasse anche in Italia grazie al regime fiscale agevolato.

Mettersi in proprio darà più credibilità alla tua attività e ti farà vivere più serenamente. Dopotutto, se sei un professionista serio dovrai fornire maggiori certezze ai tuoi clienti. Spero tu sia d’accordo con me.


Come Gestire l’IVA sulle Vendite dei Tuoi InfoProdotti in Italia e all’Estero?

Il 2015 ha portato delle importanti novità in tema di gestione IVA nelle transazioni di e-commerce diretto.

La novità di cui parlo è la tassazione a destino dei servizi elettronici e di telecomunicazione e tele radiodiffusione, cioè riguardante la vendita dei prodotti digitali online all’interno dell’Unione Europea.

Il nuovo criterio territoriale IVA applicabile ai “servizi di e-commerce” e quindi anche agli InfoProdotti venduti a privati consumatori (B2C) dell’Unione Europea, non è più basato sul Paese del venditore ma su quello del cliente.

Questo significa che l’IVA sarà applicata anche sulle vendite online dei servizi prestati a consumatori privati.

Inoltre, l’aliquota IVA da addebitare in fattura sarà dovuta e versata nel Paese del tuo Cliente Europeo a prescindere dal Paese in cui tu abbia stabilito la tua attività (Paese UE o extra-UE).

In tal caso, per poter vendere InfoProdotti in Unione Europea ti dovrai identificare ai fini IVA in tutti i Paesi membri in cui l’imposta è dovuta, vale a dire in tutti i Paesi in cui sono stabiliti i tuoi Clienti.

Ti riporto un esempio pratico:

Se il tuo InfoProdotto è acquistato da un cliente olandese, sei obbligato ad emettere la tua fattura inserendo l’aliquota IVA applicabile in Olanda. Tutto questo è possibile solo se, prima della reale vendita, hai registrato la tua partita IVA anche in Olanda oppure hai nominato un tuo rappresentante fiscale con la conseguente gestione “ordinaria” dei relativi adempimenti IVA.

Se vendi i tuoi InfoProdotti direttamente ad un Cliente con partita IVA (B2B), la tua fattura dovrà essere gestita con il meccanismo del reverse charge. Se non conosci il sistema del Reverse Charge, puoi approfondire l’argomento con questo mio articolo: IVA Amazon: come gestire fiscalmente affiliazione e vendite. .

Il MOSS potrebbe aiutarti nella gestione dell’IVA comunitaria. Ecco di cosa si tratta.

Puoi avvalerti del MOSS (Mini One Stop Shop) e risolvere molti problemi nella gestione fiscale dell’IVA.

Il 2015 introduce questo nuovo regime opzionale che evita a imprese e professionisti che erogano i servizi di e-commerce di doversi identificare ai fini IVA in tutti i Paesi membri in cui l’imposta è dovuta, cioè nei Paesi in cui sono stabiliti i clienti privati (B2C).

Il MOSS prevede due opzioni:

  • “Regime UE” da applicare ai venditori che hanno la sede dell’attività in un Paese membro e a quelli che, pur avendo la sede al di fuori dell’Unione Europea, dispongono di una stabile organizzazione in uno o più Paesi membri. Iscrivendoti al MOSS, attraverso il numero di partita IVA già in tuo possesso, potrai adempiere agli obblighi di dichiarazione e di versamento dell’IVA applicata ai tuoi servizi digitali venduti nell’ambito dei rapporti “B2C” esclusivamente nel Paese membro in cui hai la sede della tua attività.

  • “Regime non UE” da applicare ai venditori che, nell’Unione Europea, non hanno la sede dell’attività né sono identificati o tenuti ad identificarsi ai fini IVA. Avvalendosi del regime speciale, tali imprese possono scegliere il Paese membro nel quale aprire la partita IVA ed accentrare gli obblighi di dichiarazione e di versamento dell’imposta dovuta sui servizi digitali resi nell’ambito dei rapporti “B2C”.

Se decidi di aderire al MOSS – Mini One Stop Shop, per te è previsto espressamente anche l’esonero dagli obblighi di fatturazione.


Vendere InfoProdotti Online ti Obbliga a Creare ed Inviare la Fattura ai Tuoi Clienti?

invoice-iconPer i servizi di e-commerce territorialmente rilevanti in Italia, la fattura resta obbligatoria solo nei rapporti “B2B”.

Per le vendite di servizi elettronici rese a clienti privati (B2C) l’emissione della fattura non è obbligatoria in base all’art. 22 c.1, n. 6-ter) D.P.R. n. 633/1972, se non richiesta dal cliente entro e non oltre il momento dell’acquisto.

Questo esonero è stato introdotto in Italia per evitare la discriminazione degli imprenditori italiani rispetto ai non residenti che aderiscono al MOSS (Mini One Stop Shop), sempre esonerati dall’obbligo in esame per i servizi di e-commerce resi a clienti italiani privati consumatori.

Il tuo e-commerce diretto sarà esonerato anche dall’obbligo di certificazione dei corrispettivi mediante il rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale (D.M. 27 ottobre 2015).


Mi auguro che la mia guida fiscale ti abbia chiarito le idee ed invogliato a gestire la tua attività online in modo appropriato e in regola col fisco italiano.

Confusione e paura sono solo conseguenze della mancanza di informazioni veritiere. Spero di averti dato una mano e di aver confutato ogni tuo minimo dubbio.


Sarei interessata a conoscere la tua opinione! Puoi lasciare un commento o pormi delle domande attinenti all’articolo a cui risponderò volentieri appena mi è possibile. Le risposte andranno a chiarire il tema trattato negli articoli e non potranno essere considerate come consulenze personali.

Per queste ultime avrò la necessità di parlare direttamente con te e conoscere la tua situazione soggettiva.


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