Residenza Fiscale per Nomadi Digitali: Trova Una Soluzione Non Un Escamotages

Con questo post vorrei spiegarti come è possibile per i nomadi digitali trasferire la residenza fiscale all’estero rimanendo perfettamente in regola con il fisco italiano.

Angela Amato: Ho scelto di fare la libera professione con una prospettiva diversa. Convogliare il mio lavoro sul web e per il web. La consulenza fiscale alle imprese e professionisti che lavorano online sono da sempre la mia unica passione. Il mio prossimo obiettivo? Continuare a fare le mie consulenze online spostando il mio “ufficio”, alla scoperta delle bellezze del mondo.

Pubblicato il: 31 gennaio 2017 | Categoria:

Premetto che questo articolo non ti darà una soluzione per evadere le tasse, bensì una giusta chiave di lettura per non risultare un evasore nei confronti della tua Patria natia e poter risiedere serenamente nel Paese in cui vivi o hai scelto di vivere ed in cui svolgi il tuo lavoro da Nomade Digitale per la maggior parte dell’anno.

Fai attenzione ai guru che si aggirano online senza volto e senza macchia che, senza avere un minimo di competenza e titoli, propinano soluzioni facili ed indolore per il trasferimento della tua residenza fiscale all’estero poiché le scelte “indolore” saranno solo per loro ma non per te.

Ci si trasferisce per necessità lavorativa o per migliorare la propria condizione di vita. Essere rincorso dal fisco non credo sia uno dei tuoi obiettivi futuri.

Comincio col chiarirti che anche il Nomade Digitale ha una residenza fiscale. Ed è questo il presupposto secondo cui pagherai le “tasse” sul tuo reddito, ovunque tu lo abbia prodotto.

Generalmente, i tanti che trasferiscono la residenza all’estero credono di rompere i rapporti con il fisco italiano per i redditi prodotti nel Paese estero. Ma non è sempre così.

È la propria residenza fiscale, che determina i diversi obblighi impositivi e dichiarativi a seconda che l’interessato, successivamente al proprio effettivo trasferimento, si qualifichi come fiscalmente residente in Italia o, invece, come soggetto non residente.

Pertanto, se la tua residenza fiscale è in Italia ma decidi di visitare l’Olanda e rimanerci 7 mesi, le tue tasse le pagherai sempre in Italia.


Il Nomade Digitale in Quale Paese Deve Versare le Sue Tasse?

Il Nomade digitale ha due opzioni davanti a sé. Entrambe implicano sia vantaggi che svantaggi:

1. La Residenza Italiana e lavorare in giro per il mondo, avendo clienti italiani ed esteri. I tuoi redditi ovunque li hai prodotti (anche quelli prodotti all’estero) sono tassati in Italia.

2. La Residenza all’Estero e lavorare/vivere all’estero, avendo clienti italiani ed esteri. Saranno tassati solo i redditi prodotti in Italia.


Sai già che la seconda opzione è la più impervia poiché bisogna superare le criticità normative per poter essere realmente considerato un non residente italiano.

Il Fisco non ti renderà la vita facile se deciderai di trasferirti all’Estero. Ma non per questo rappresenta una scelta impossibile.

La chiave di tutto è la conoscenza della normativa e non commettere errori che possano attrarre un accertamento fiscale.

La norma italiana considera “residente” il soggetto che per la maggior parte dell’anno d’imposta è in possesso di uno dei seguenti requisiti:

Iscrizione alle liste anagrafiche della popolazione residente

Domicilio nel territorio dello Stato

Residenza nel territorio dello Stato

Sei considerato residente se ti sei trovato in una delle condizioni sopra indicate per almeno 183 giorni in un anno (184 giorni negli anni bisestili).

Ciò significa che se risiedi in Italia per la maggior parte dell’anno anche tu dovrai concorrere alla spesa pubblica (C.M. 304/E del 1997).

I suddetti requisiti sono tra loro alternativi e non concorrenti.

Sarà pertanto sufficiente il verificarsi di uno solo di essi affinché tu sia considerato fiscalmente residente in Italia.

È d’obbligo l’individuazione e la distinzione dei concetti di “residenza” e di “domicilio”.


RESIDENZA

È la permanenza stabile in un determinato luogo, con l’intenzionalità di rimanervi. Nel Codice civile è il luogo in cui una persona ha la sua dimora abituale.

Ad esempio, se ti assenti per un periodo di tempo più o meno lungo per motivi di lavoro, studio o svago, la tua residenza non viene meno.


DOMICILIO

È il luogo in cui una persona ha stabilito la sede principale dei propri affari e dei propri interessi morali, familiari o sociali.



Se sei un Nomade digitale iscritto all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) perché hai decido di lavorare all’estero, sei sempre considerato residente in Italia se la tua famiglia continua a risiedervi. In questo caso la famiglia è considerata l’elemento che permette il mantenimento in Italia dei legami familiari ed il centro dei propri interessi patrimoniali e sociali.

L’Amministrazione finanziaria verifica la tua presenza nel territorio italiano anche da altri elementi che ne stabiliscono il tuo “domicilio fiscale”:

Disponibilità di un’abitazione permanente

Partecipazione a riunioni d’affari

Presenza della famiglia

Titolarità di cariche sociali

Accreditamento di propri proventi, anche conseguiti all’estero

Sostenimento di spese alberghiere, iscrizioni a circoli o a clubs

Possesso di beni, anche mobiliari

Organizzazione della propria attività direttamente o tramite soggetti che operano in Italia


Ti Sei Trasferito all’Estero e Non ti Sei Iscritto all’Aire?

Vorrei chiarirti maggiormente questo concetto.

Se ti trasferisci all’estero senza fare l’iscrizione all’AIRE con relativa cancellazione dalle liste anagrafiche della popolazione residente, è condizione sufficiente per determinare la tua residenza fiscale in Italia.

Di contro, la cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente non è condizione sufficiente per perdere la residenza fiscale italiana.

Potrebbe accadere che, nonostante l’iscrizione all’AIRE, sia rinvenibile in Italia il centro dei tuoi affari e interessi o anche affettivi (domicilio). Sappi che i rapporti familiari prevalgono su quelli patrimoniali ed economici così come disposto da diverse sentenze.


Cosa Accade se Tu Venissi Considerato Residente Fiscale in Italia e all’estero?

In tal caso verranno in tuo aiuto i criteri previsti dalle convenzioni contro le doppie imposizioni, se esistenti, per stabilire in maniera univoca la tua residenza fiscale.

Conseguentemente si definirà la necessità o meno di tassare in Italia i redditi prodotti all’estero.

Il modello OCSE 2010 definisce il c.d. “tie break rules” ovvero una serie di criteri per determinare, in ipotesi di dual residence, quale dei due Stati contraenti dovrà prevalere nel considerare residente il contribuente persona fisica.

Se l’applicazione del “tie break rules” non permetta di identificare in modo univoco la tua residenza fiscale, si dovrà ricorrere alla procedura amichevole la quale potrà essere richiesta da te oppure delle autorità competenti degli Stati Contraenti.


Quali Sono i Vantaggi e gli Svantaggi del Nomade Digitale che Trasferisce la Sua Residenza Fiscale all’Estero?

# Tassazione fiscale

Se hai deciso di trasferirti fiscalmente all’Estero per motivi di lavoro oppure perché all’Estero hai trovato la tua dimensione di vita ideale, dovrai pagare le tasse nel paese prescelto.

Queste tasse possono essere anche nettamente inferiori a quelle che avresti pagato in Italia. Il carico fiscale italiano risulta essere, difatti, uno dei più gravosi.

# Assistenza sanitaria dello Stato Italiano, sia in Italia che all’estero.

Tale diritto si perde con l’iscrizione all’AIRE e la cancellazione dall’anagrafe comunale.

Il trasferimento della residenza all’Estero comporta, oltre alle notevoli implicazioni fiscali, la perdita del diritto all’assistenza sanitaria dello Stato italiano.

Non avrai più il diritto alle prestazioni del medico di base, i medicinali dovranno essere acquistati senza l’utilizzo del ticket, si perde il diritto all’assistenza ospedaliera.

Se sei un cittadino avente lo status di emigrato (hai acquisito la cittadinanza italiana sul territorio nazionale oppure sei nato in Italia ) oppure sei titolate di una pensione corrisposta da enti previdenziali italiani e rientri temporaneamente in Italia, ti verranno riconosciute a titolo gratuito le prestazioni ospedaliere di carattere urgente, tramite il pronto soccorso, per un periodo massimo di 90 giorni per ogni anno solare.

Ti servirà presentare l’attestato rilasciato dal Consolato competente attestante lo “status” di emigrato.

# Monitoraggio fiscale e pagamento imposte

Se sei residente fiscale in Italia ma detieni dei redditi prodotti all’Estero, sarai tenuto ad adempiere ad alcuni obblighi, quali:

  • il monitoraggio fiscale tramite la compilazione del quadro RW del Mod. Unico
  • il pagamento dell’IVIE, l’imposta sul valore degli immobili che detieni all’estero e dell’IVAFE, l’imposta sul valore delle attività finanziarie estere.

Se sei un residente fiscale all’estero non sarai soggetto ad alcun monitoraggio poiché le tasse sul reddito prodotto all’estero le verserai nel paese estero in cui ti sei trasferito.

# Fruizione delle detrazioni per carichi di famiglia e deduzioni

Se sei fiscalmente residente in Italia avrai la possibilità di fruire delle detrazioni per carichi di famiglia e deduzioni dettate dalla normativa fiscale italiana.

Se hai trasferito la tua residenza fiscale all’estero, le detrazioni e le deduzioni delle spese ti verranno limitate ad eccezione dei c.d. Contribuenti Schumacker cioè per coloro che, pur essendo residenti fiscalmente in un altro Stato membro o in un Paese dello Spazio economico europeo, producono almeno il 75% del proprio reddito complessivo in Italia.

# Pagamento del canone RAI

Se hai deciso di fare il Nomade digitale e di trasferirti e risiedere all’estero, sappi che il Canone RAI ti segue ovunque. Basta avere intestata un’utenza elettrica e possedere un TV e sarai soggetto al pagamento del canone. La risposta la puoi trovare sul sito della RAI.

Non pagherai il canone Rai se non possiedi un’utenza elettrica o un apparecchio TV. L’unica strada possibile per il residente estero di sottrarsi al canone RAI per l’immobile posseduto in Italia è quello di presentare un modello specifico in cui vai a dichiarare che in nessuna delle abitazioni per le quali sei intestatario dell’utenza elettrica è detenuto un apparecchio TV – né da te né da altri componenti della famiglia anagrafica.

# Il conto corrente estero

Specifico se sei residente in Italia e possiedi un cc estero, questo è suscettibile a produrre un reddito imponibile in Italia. Difatti, gli interessi che produce dovranno essere dichiarati nel quadro RM dell’Unico PF.

Se sei un residente fiscale all’estero non sarai soggetto ad alcun monitoraggio e non hai l’obbligo di dichiarare gli interessi del tuo conto corrente estero.

# Hai acquistato un immobile all’Estero

Sei residente fiscale in Italia e vorresti vendere il tuo immobile estero acquistato o costruito da non più di cinque anni, sarai soggetto al pagamento della plusvalenza immobiliare.

# Detrazione interessi del mutuo se sei iscritto all’AIRE

Hai diritto alla detrazione anche qualora l’immobile oggetto di acquisto e di mutuo non è adibito ad abitazione principale a causa del tuo trasferimento per motivi di lavoro all’estero ed anche se l’immobile lo hai dato in locazione. L’unica condizione è che il trasferimento sia avvenuto solo dopo l’acquisto dell’immobile.

# Familiare a carico residente all’estero

Hai trasferito la tua residenza in Italia ma il tuo familiare a carico (es. il tuo coniuge) continua a risiedere all’Estero? Potrai comunque usufruire della detrazione spettante in Italia per carichi di famiglia.

# Residente estero e notifica atto

Se ti sei iscritto all’Aire, l’Amministrazione Finanziaria sarà obbligata a notificare eventuali atti emessi all’indirizzo di residenza estero (Corte Costituzionale Sentenza 7 novembre 2007 n. 366; CTP di Reggio Emilia del 13 gennaio 2016).


Ritorno al caso in cui tu fossi un Nomade digitale poco attento al fisco italiano che voglia trasferire la residenza all’estero ma che, in concreto, non si sposta dall’Italia di un centimetro.

Se l’Amministrazione Finanziaria ritenere che la tua residenza all’estero sia solo fittizia e finalizzata a sottrarre materia imponibile al fisco italiano, le contestazioni potrebbero essere le seguenti:

Omessa presentazione della dichiarazione.

Se sei il solo a consideranti residente all’estero mentre lo Stato ti ritiene ancora un suo contribuente, di certo non avrai dichiarato il tuo reddito estero in Italia.

In tal caso si applica sanzione amministrativa dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 258 euro. Se non sono dovute imposte, la sanzione va da euro 258 a euro 1.032.

Se il trasferimento di residenza è avvenuto in un Paese black list (D.M. 4 maggio 1999) le sanzioni amministrative raddoppiano e vanno dal 240% al 480% dell’imposta dovuta.

Se hai evaso un imposta superiore a 30.000 euro scatta la sanzione penale che prevede la reclusione da 1 a 3 anni.

Dichiarazione infedele.

Se hai presentato la tua dichiarazione come soggetto non residente e ti sei limitato a versare le tue tasse solo su una parte dei tuoi redditi, magari su quelli prodotti in Italia e tralasciando quelli esteri, mentre l’amministrazione finanziaria ti ritiene un residente italiano ti aspettano queste conseguenze:

  • Una sanzione amministrativa va dal 100 al 200% della maggiore imposta o del minor credito. Se il trasferimento di residenza è avvenuto in un Paese black list (D.M. 4 maggio 1999) le sanzioni amministrative raddoppiano e vanno dal 200% al 400% dell’imposta dovuta.
  • Se l’imposta che hai evaso è superiore a 50.000 euro e l’ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all’imposizione, anche mediante elementi passivi fittizi, è superiore al 10% dell’ammontare complessivo degli elementi attivi indicati in dichiarazione o comunque è superiore a euro 2 milioni, scatta la sanzione penale che prevede la reclusione da 1 a 3 anni.

  • Mi auguro di averti reso più facile la comprensione della normativa italiana riguardo la definizione della tua residenza fiscale.

    Ti consiglio di leggere e rileggere le importanti informazioni che ti ho appena riportato poiché contengono le risposte che cerchi da tempo.

    “L’articolo ti sarà utile a rispondere in completa autonomia alle diverse domande che ti poni sulla tua esigenza di trasferire la residenza fiscale all’estero.

    Come ben immagini, non potrò rispondere a tutte le richieste che perverranno nei commenti poiché l’argomento trattato è specifico e con diverse variabili.

    Se ne hai la necessità puoi contattarmi per consulenza fiscale specifica. Sarò lieta di aiutarti.

    Una buona parte dei miei clienti, dopo una consulenza fiscale specifica, hanno compreso pienamente i passi da poter condurre per poter essere un non residente felice e godere a pieno della loro condizione di freelancer, non avendo per la testa l’unico e pericoloso obiettivo di evadere le tasse.


    Photo Credit: Shutterstock.com


    HAI BISOGNO DI UNA CONSULENZA FISCALE ONLINE?

    Se desideri ricevere una consulenza fiscale sulla tua attività online oppure vorresti capire come inquadrare fiscalmente il tuo nuovo progetto online, segui questo link: Consulenza Fiscale – Il Commercialista sul Web. Inserisci il promo code “CONSULENZAND” per ottenere lo sconto di 20,00€ riservato alla Community dei Nomadi Digitali



    Potrebbero Interessarti Anche:




  • Claudio Giovenzana

    Ciao Angela, bellissimo e utilissimo articolo.
    Alberto mi aveva parlato di te.
    Io sono AIRE in Messico dal 2013, non ho proprietà né business in italia, ci sto solo 2 mesi all’anno. Quando dici che “sei sempre considerato residente in Italia se la tua famiglia continua a risiedervi” a cosa ti riferisci come “famiglia”. Io sto con la mia compagna Messicana da 8 anni (non siamo sposati), non vivo ne lavoro in italia. Quindi solo per il fatto che mia mamma e mio papa (la mia famiglia) vivono lì sarei considerato residente??

    Grazie.

    • Ciao Claudio, ti ringrazio per i complimenti!
      Ti rispondo subito affermandoti che per “famiglia” si intende nello specifico coniuge e figli. E’ naturale avere i genitori che risiedono nella patria natia ma questo non sarebbe un elemento per te rilevante. Se lavori e vivi all’Estero nella maggior parte dell’anno, sei iscritto all’AIRE, non hai legami patrimoniali in Italia e torni a far visita ai tuoi cari quando puoi, non avrai alcun problema.
      Un caro saluto

      • Claudio Giovenzana

        Grazie Angela, l’ultima domanda è se, comprovata la residenza all’estero, il fisco italiano ha il potere di richiedere la dichiarazione dei redditi fatta con altri paesi. Grazie mille. Con questo è tutto.

        • Claudio Giovenzana

          Caspita mi è arrivata la segnalazione di una risposta alla mia ultima domanda ma non sono più riuscito a trovarla…

          • Ciao Claudio, ho controllato ma per ora non ci sono commenti in moderazione.

          • Claudio Giovenzana

            Grazie Alberto. Nessun problema!

          • Ciao Claudio, se l’AdE non ha elementi validi per l’avvio di un controllo sulla tua posizione fiscale in Italia, no di certo. Questo significa che se il tuo trasferimento è stato fatto con criterio, l’AdE non procederà al controllo. In caso contrario, dovrai dar prova della tua residenza all’estero sia reale. A presto.

          • Claudio Giovenzana

            Grazie Angela, essendo NOMADE posso dare la prova della mia non residenza italiana, cioé di essere stato molto più di 180 giorni fuori dal suolo italiano. Non quella di essere stato nel mio paese di residenza perché negli ultimi anni mi sono spostato e ho viaggiato attraversano via terra molti paesi dell’America latina.

          • Bene, Claudio. Questa è una buona notizia. In un ipotetico caso di controllo da parte dell’amministrazione finanziaria potrai certificare di non aver vissuto in Italia per la maggior parte del periodo d’imposta, presupponendo che tu non abbia altri collegamenti col tuo paese natio. Un caro saluto

  • Aleksandra Cwikowska

    Ciao Angela,

    l’argomento molto complesso. Vorrei chiederti se anche a me tocca fare il monitoraggio fiscale tramite la compilazione del quadro RW del Mod. Unico:
    Sono polacca, con la doppia cittadinanza. Vivo e lavoro in Italia. Da poco ho cominciato a collaborare da remoto con dei clienti in Polonia. Non vivo, ne lavoro più in Polonia da 13 anni. Non ho nemmeno il cc. Per i pagamenti uso il cc dei miei parenti in Polonia. Nel contratto di lavoro inserisco pero il mio C.F. italiano. Come fanno i miei clienti in Polonia pagare le tasse? Io come mi dovrei comportare con il fisco italiano?
    Grazie.

    • Ciao Aleksandra, purtroppo non credo che Angela potrà rispondere a tutte queste domande qui nei commenti. Per esigenze specifiche e personali dovresti richiedere una consulenza privata.

  • jdrnlondon@hotmail.com

    Ciao Angela. Io vivo in Gran Bretagna da piu di dieci anni. Sono considerata residente fiscal qui ma non iscritta aire. Mi sto iscrivendo all aire ora. Il fisco puo richiedere un accertamento? Non ho legami o proprieta’ in Italia.
    Grazie in anticipo

  • Buongiorno, sapreste indicarmi a chi richiedere una consulenza privata per favore?
    Ho una situazione abbastanza complessa, mix Spagna, e-residency in Estonia e ovviametne Italia.
    Grazie. Saluti.