Esperimenti di Nomadismo Digitale nel Sud dell’India

Ecco alcune informazioni che potrebbero esserti molto utili se pensi di visitare l'India del Sud e lavorare online mentre sei in viaggio

Eleonora Malacarne

Eleonora Malacarne: Ho vissuto in Spagna per sei anni, al termine dei quali sono partita per un viaggio in solitario in India. Se prima sognavo solo di ripetere questa esperienza, ora spero di farlo un giorno da nomade digitale. Mi piacerebbe trasformare la mia passione per i viaggi, le danze indiane e la scrittura in una professione online che mi permetta di vivere e lavorare viaggiando.

Pubblicato il: 21 Febbraio 2014 | Categoria:

Con questo mio post voglio condividere con te alcune informazioni che potrebbero esserti utili se decidi di fare un viaggio nel Sud dell’India oppure se hai intenzione di passare un periodo di tempo in questo affascinante Paese.

Vorrei darti qualche consiglio su dove andare e come prepararti ad affrontare un viaggio del genere, le cose fondamentali che devi sapere e soprattutto, come e dove, trovare delle connessioni stabili per poter lavorare online.

Attualmente io sto facendo un lungo viaggio in India, da Sud a Nord e, oltre a prendere lezioni di danza indiana (è la mia grande passione!), sto sperimentando il nomadismo digitale, lavorando alcune alcune ore connessa ad Internet grazie al mio laptop.

Come Si Arriva: Voli

Il momento migliore per viaggiare in India corrisponde al nostro inverno, quindi da ottobre-novembre (sì, in Trentino è già inverno purtroppo!) a marzo. Ti assicuro che svernare al caldo mentre le notizie che ti arrivano sono di 6 metri di neve caduti finora a Madonna di Campiglio… beh non è niente male!

Per i voli, come si sa, è sempre meglio programmarsi per tempo. Per viaggiare quest’inverno ho acquistato i biglietti a luglio 2013 e sono partita il 1 gennaio, quindi dopo le feste (già con partenza il 2 il biglietto costava 100 euro in più e sotto Natale-Capodanno i prezzi erano molto più alti) e tornerò a fine marzo.

Costo del biglietto a/r (nel mio caso Venezia-Delhi): 579,62 euro con Turkish Airlines, scalo ad Ataturk-Istanbul.

Diverse compagnie volano in India e molte nel sud, in Kerala agli aeroporti di Kochi e Trivandrum, solitamente con scalo nei Paesi del Golfo: molti Keralites sono emigrati in Qatar ed Oman ed ecco il perché questi voli siano così frequenti.

Se sei già in giro per l’Asia, la compagnia Air Asia offre diversi voli da Kuala Lumpur a Kochi, Trivandrum e altre destinazioni dell’India del sud (Bangalore, Chennai).

Il Visto

Il visto per l’India è obbligatorio, ma rispetto ad anni fa si ottiene con sempre meno difficoltà e per periodi sempre più lunghi senza dover uscire dal Paese e rientrare.

Per questo viaggio, da residente in Italia (le condizioni cambiano a seconda della nazionalità o del Paese di residenza) ho ottenuto un visto turistico di 6 mesi senza limitazioni (potrei trascorrere tutti i 6 mesi qui) con ingressi multipli.

Diversi viaggiatori, tra cui un colombiano e un israeliano che conosco, sono usciti dal Paese scaduti i 6 mesi in Nepal e in Sri Lanka e hanno ottenuto un altro visto di 6 mesi. Qualcosa che è descritto dalle guide come a tutti gli effetti impossibile.

Il mio visto è stato gestito a dicembre da Indian Visa Milan, una organizzazione che aveva un contratto in esclusiva con il consolato di Milano, che dopo una pausa per la scadenza di tale contratto ha recentemente ripreso a occuparsi dei visti.

Indian Visa Milan gestisce visti per i residenti nelle regioni del Nord Italia fino all’Emilia Romagna, mentre per il centro-sud i visti per l’India vengono gestiti dall’Ambasciata di Roma.

In alternativa puoi rivolgerti a un’agenzia viaggi o a un’agenzia visti se presenti nella tua città.

E’ di questi giorni la notizia dell’estensione del “Visa on arrival” per 180 Paesi tra cui l’Italia a partire da ottobre 2014 – staremo a vedere.

Per un visto indiano richiesto dall’Italia calcola una somma tra gli 80 e i 100 euro più spese di consegna se te lo fai spedire.

Salute e Assicurazioni

Per quanto riguarda salute, medicine e varie, come ben saprai sono in molti a lamentarsi, qui come in altre parti dell’Asia, dei classici disturbi gastro-intestinali.

Premunisciti di farmaci, anche se qui si trova davvero di tutto, dai farmaci classici agli ayurvedici, e stipula un’assicurazione sanitaria, che servirà principalmente in caso di ricoveri o per coprire spese per un eventuale rimpatrio.

Se vai da un medico locale per un disturbo non grave una visita costa pochissimo.

Recentemente, in Karnataka, sono stata dal medico per una gastrite. In una piccola clinica privata locale un medico mi ha visitato e prescritto delle medicine. Costo della visita: 80 rupie. Costo dei medicinali: 120. Per un totale corrispondente a circa 2 euro e 40 centesimi.

In Kerala ci sono ospedali grandi e moderni, numerose cliniche private (popolare è il turismo medico, in molti vengono dal dentista o ad operarsi della vista) e cliniche ayurvediche, sia a Kochi sia a Trivandrum.

Moneta e Costo della Vita

La moneta indiana è la rupia. Le rupie indiane non sono disponibili al di fuori dell’India.

Al tuo arrivo in aeroporto ti consiglio di cambiare euro in rupie solo del minimo indispensabile in quanto le commissioni sono molto alte, mentre sono parecchio vantaggiose presso i vari uffici di cambio nei centri delle città.

Un euro corrisponde a circa 85 rupie. Detto questo, ecco alcuni prezzi per farti un’idea del costo della vita:

  • 1 bottiglia d’acqua – 15-20 rupie;
  • Un thali (piatto vegetariano di riso e curry di verdure con salse e a volte chapati o puri): 60/70 rupie in un ristorante indiano, anche 100-150 in uno occidentale;
  • Un pacchetto di biscotti da 75 g – 20 rupie;
  • Una camera in una Guest House in solo pernottamento – i prezzi e le condizioni delle stanze cambiano molto da nord a sud, ma con 500 rupie a notte è possibile dormire in una guesthouse con bagno privato, spesso con wifi, meno spesso con acqua calda ed elettricità garantite 24h su 24. In genere si tratta di doppie che vengono affittate come singole allo stesso prezzo (con eccezioni). E’possibile dormire anche a meno, ma dipende molto dalla tua capacità di adattamento. Il discorso non vale per capitale e grandi città (Mumbai, Bangalore, Chennai…);
  • Un chai (té indiano con latte e zucchero) – dalle 5 rupie dei baracchini alle 20-25 dei ristoranti (indiani e occidentali);
  • Un biglietto del treno (esempio: da Mumbai ad Ajmer in classe sleeper, la più economica con cuccetta prenotata, tragitto di 976 km) – 430 rupie;
  • Un biglietto di un autobus locale (esempio: Kerala State Road Transport Corporation da Ernakulam (Kochi) a Munnar – 130 km) – 104 rupie;
  • Un biglietto di un autobus privato (esempio: bus notturno da Hospet a Pune – 638 km) – tra 850 e 1000 rupie;
  • Un pasto in un ristorante turistico con piatti indiani, cinesi od occidentali (non di hotel di lusso) – entro le 250 rupie, se ordini pesce fresco anche sulle 500 (possibile in Kerala in località di mare come Varkala o Kovalam);
  • Un pasto in un ristorante indiano (un “family restaurant” o “pure vegetarian”) – a seconda della fame, a partire da 40-50 rupie, costo di un masala dosa e di una bottiglia d’acqua, che vedi qui sotto, gentilmente servite allo Sri Krishna Cafe di Fort Kochi.

Alloggi

Per quanto riguarda gli alloggi, non ho vissuto in appartamenti in affitto o condivisi. Si tratta quindi di una realtà che non conosco ma mi sento di darti alcuni consigli in generale.

In Kerala la qualità delle strutture e della vita è migliore rispetto ad altri posti in India, ma non dare mai per scontato che acqua (calda e fredda), elettricità e Internet siano sempre disponibili 24 h su 24.

Molte case in India non hanno lo scaldabagno, non hanno a disposizione gruppi elettrogeni o generatori o depositi per l’acqua.

Accertati sempre di tutte le condizioni e i servizi e testa tu stesso una casa o una stanza di una guesthouse prima di prenderla in affitto: apri i rubinetti, prova interruttori e prese di corrente, controlla la pulizia di lenzuola e bagni.

Se hai già viaggiato in Asia saprai che molti alloggi non hanno un piatto doccia: ci si lava direttamente in piedi sul pavimento (portati delle infradito) in cui è presente uno scarico, con l’aiuto di un secchio e una brocca.

In Kerala sono tipicamente diffuse le Homestay. Si tratta di alloggi presso case private di buona qualità, che in qualche caso comprendono pasti o servizi, in cui non è proprio come vivere in famiglia (ci sono molti turisti stranieri a condividere l’alloggio) ma è una buona via di mezzo: i gestori parlano bene inglese e conoscono le esigenze dei loro ospiti.

La pulizia delle Homestay è molto buona e a volte vengono dati asciugamani, carta igienica e c’è un riassetto giornaliero delle stanze; so che per noi sono cose logiche, in India invece non lo sono: verifica sempre anche questi aspetti.

Oltre alle Homestay ci sono piccoli alberghetti, guesthouse, bungalow e casette nelle zone di costa. Lo standard, per la mia esperienza, è piuttosto superiore rispetto ad altri alloggi della stessa categoria dell’India del Nord.

Durante il mio soggiorno in Kerala ho vissuto a Fort Kochi in una homestay che avevo già provato, dove per 800 rupie avevo una stanza pulita, con ventilatore al soffitto e bagno privato, cambio di lenzuola e asciugamano ogni 2 giorni e compresi nel prezzo uso della connessione Wi-Fi, colazione e cena (menù unico per tutti, la mattina specialità indiane, the o caffé, frutta, fette tostate con burro e marmellata, la sera solitamente thali ma anche carne e pesce). Non avevo sempre l’acqua calda, ma con le temperature locali non è indispensabile.

Nella località di Varkala ho trovato delle casette di mattoni non in prima linea di mare (a volte basta per spuntare prezzi più bassi), costituite da una cameretta e un bagno. Non avevo acqua calda. Il clima è caldo e quindi anche qui ci si abitua in fretta. Pagavo 450 rupie a notte con pernottamento e connessione wifi compresa.

Internet e Telefonia

Per quanto riguarda le connessioni Wi-Fi, molti alloggi ne danno disponibilità, soprattutto in località turistiche.

La velocità non è delle migliori e il funzionamento non è garantito 24 ore su 24, ma è stato sufficiente per me per scrivere e pubblicare post di blog, gestire e-mail e organizzare i miei documenti su Dropbox.

Sono anche riuscita a fare delle videochiamate con Skype, ma se costituiscono una parte massiccia del tuo lavoro a volte potrebbe non essere possibile effettuarne.

Sempre più bar e ristorantini hanno connessioni Wi-Fi – a volte non viene esplicitato chiaramente attraverso cartelli apposti, ma se vedi che un bar ha una connessione attraverso pc o smartphone chiedi allo staff, vedrai che saranno più che felici di darti la password pur di averti come cliente.

Le chiavette sono facilmente reperibili e ci sono diverse offerte e gestori, personalmente non ne ho mai avuto bisogno e quindi non ne ho testate.

Per le chiavette e le schede SIM ricorda che in India, passando da stato a stato, c’è il roaming – i costi sono più light rispetto a quanto siamo abituati, ma se hai un budget da rispettare considera questo aspetto. Inoltre, non in tutti gli stati sono disponibili 2G e 3G.

Per le schede SIM per chiamate, sms, 2G e 3G basta andare da un rivenditore con una fototessera, il passaporto e l’indirizzo del tuo alloggio: le procedure antiterrorismo locali prevedono la verifica della tua identità, per un certo periodo di tempo a partire dall’acquisto, attraverso telefonate a te e ai gestori del tuo alloggio, quindi calcola che la SIM non è mai attiva da subito, ma spesso dopo da uno a 3 giorni.

Diffida di rivenditori che ti danno SIM attive di lì a pochi minuti, senza che tu abbia parlato con nessun operatore della compagnia dei telefoni: potrebbero essere schede rubate o pirata usate per attività illecite, e potresti inoltre ritrovarti con la SIM fuori uso, se l’identità del possessore non è mai stata verificata quasi sempre vengono infatti disattivate.

India del Sud, ma Dove?

Nel corso dei miei viaggi ho visitato alcune località degli stati del Kerala, del Tamil Nadu e del Karnataka.

Questo articolo si focalizza sul Kerala perché si tratta a mio parere di un ottimo punto di partenza in generale per visitare l’India del Sud, soprattutto se non hai mai visitato l’India: ci sono molti turisti, i locali parlano inglese, ci sono zone tranquille e piacevoli che permettono di sfuggire a traffico e clacson tipici delle grandi città, trovi cibo non spicy od occidentale facilmente se ne hai l’esigenza (preparato all’indiana con quanto si trova qui ma non piccante) e puoi soggiornare a costi bassi.

Il relax in Kerala è tanto, gli alloggi sono buoni ed è possibile visitare posti interessanti, a contatto con la natura e svolgere altre attività nei momenti di svago tra cui lezioni di danza, yoga e corsi di ayurveda, poter beneficiare di cure ayurvediche o massaggi, assistere a spettacoli o manifestazioni locali (danza mohiniattam, theyyam, kathakali, kalarippayattu), visitare le famose backwaters ed assaggiare il delizioso cibo del sud, molto diverso dalla tradizione culinaria indiana che conosciamo in Europa che viene dal Nord.

La sera non c’è vita, non ci sono locali o feste (a dire il vero in alcune zone sì, ma non credo sia l’ideale per donne sole) come nel resto dell’India quindi se passi sempre le tue vacanze a Ibiza per andare in discoteca sappi che non funziona così da queste parti…

Kochi e più specificatamente Fort Kochi è come un paesino tranquillo, c’è poco traffico e puoi perderti nelle sue vie dove non mancherai di stupirti di quanto accade, soprattutto allontanandoti dalla zona turistica e visitando i mercati locali, ti verrà spontaneo sorridere al sole che illumina le villette locali, più che mai variopinte o vedere come nel giro di pochi metri ci siano una moschea, una chiesa e un tempio.

Fort Kochi è separata da una ventina di minuti in battello (costo di qualche rupia) dalla gemella Ernakulam, vera e propria città, più trafficata ma piuttosto ordinata per essere indiana, con zona di mercati locali ma anche mall e centri commerciali.

Varkala è una località costiera in cui troverai la zona backpackers concentrata sulla scogliera del “Cliff”, a strapiombo sul mare e la spiaggia, dove abbondano sistemazioni a poco prezzo e ristorantini internazionali. A poca distanza ci sono le località di Odayam ed Edava che sono meno battute e un po’ più care ma sempre molto accessibili.

A Varkala puoi fare vita da spiaggia, molti fanno massaggi e cure ayurvediche, imparano yoga o a fare massaggi, in genere la sera c’è vita fino alle 22 e tutti i ristoranti espongono ottimo pesce fresco che puoi decidere come farti cucinare al momento.

C’è poi la zona del Paese dove si trova la stazione ferroviaria che è come un altro qualsiasi paesino indiano se ne hai già visti, con ristoranti autentici e quindi cibo indiano a poco prezzo, negozi, traffico, templi e bazar.

Due anni fa ho visitato diverse città del Tamil Nadu tra cui Kanyakumari, Madurai, Pondicherry e Chennai. In questo stato sono più diffusi gli hotel delle guesthouse ed in quel frangente quasi nessuno offriva free Wi-Fi, anche se ho sempre trovato Internet Café. La situazione deve essere cambiata e ti invito a farmelo sapere ed aggiornarmi attraverso i commenti, se ne sei al corrente.

Per quanto riguarda il Karnataka, la capitale Bangalore è un po’ la Silicon Valley indiana, in cui ci sono i più importanti IT Park dell’India, le sedi di IBM e Infosys, Internet si trova ovunque e funziona bene. Ma è una grande città con un traffico stressante, qualità della vita inferiore e costi notevolmente più alti, in cui se viaggi per la prima volta è da preferire un hotel rispetto a sistemazioni economiche che sono spesso estremamente spartane.

La località di Hampi nel Karnataka è deliziosa: templi e rovine separati da un fiume e da campi di riso immersi nella natura, dove si vedono donne in sari multicolore fare il bucato in acqua e non mancherai di sorridere alla vita che si presenterà davanti ai tuoi occhi. Gli alloggi però sono piuttosto spartani, le connessioni a Internet inaffidabili così come la linea telefonica e la copertura dei cellulari.

Conclusioni

Credo che sia possibile viaggiare in India del Sud e lavorare online se si ha la necessità di farlo per poche ore o in modo non continuativo, forse è più difficile se devi rimanere connesso una giornata intera, scaricare o caricare grossi file o hai appuntamenti fissi online (videochiamate o corsi o consulenze). Se puoi essere flessibile anche solo per un tempo limitato credo valga la pena di visitare questa zona.

I costi sono veramente bassi e questo rende l’India una destinazione frequentata da moltissimi viaggiatori a basso budget così come lo è il Sud-Est asiatico.

Per contro a volte gli alloggi sono spartani (come in altri posti lo sono gli ostelli), la povertà che si vede è disarmante, il concetto di pulizia è diverso dal nostro, non ci sono tutte le comodità e a volte ci vuole una pazienza infinita nell’affrontare situazioni quotidiane che da noi richiedono pochi secondi, ma se sarai disposto ad affrontare questi aspetti vedrai che l’India ti premierà e vorrai tornarci.

Il primo impatto con l’India è scioccante e lo è stato anche per me. Ma ora che conosco un po’ i posti è bello partire con l’adrenalina, viaggiarci e meravigliarsi ogni giorno di ciò che si vede, tornare a casa diventa triste perché avviene sempre quando ti sei ben bene abituato ai ritmi… ma è bello perché permette di apprezzare quanto sei fortunato e di pensare a cosa visitare la prossima volta…

Spero di averti incuriosito con questo mio post a visitare questo Paese che mi ha catturata e affascinata.

Se lo hai già fatto ti invito a condividere la tua opinione qui sotto, così come se hai informazioni utili per chi aspira a lavorare online dall’India. Sono a tua completa disposizione se hai domande o curiosità!



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