Converti i Tuoi Sogni in Piani di Azione

Se davvero vuoi costruire una carriera e gestirla mentre giri il mondo senza perdere la vita che ti accade nel frattempo, devi riuscire a convertire i tuoi sogni in piani di azione.

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Elena Carlotta Manavis: Expat e viaggiatrice per quasi tutta la mia vita adulta e non solo, Nomade Digitale negli ultimi due anni, saltello per il pianeta con uno zainetto che contiene tutto, dai tacchi neri e i business outfit alle scarpette da arrampicata. Attivista nella causa della parità di genere, mi occupo di supportare Donne e Uomini nel costruire una carriera ed un business partendo da zero.

Pubblicato il: 15 Novembre 2016 | Categoria:

Quando si pensa al Nomadismo Digitale la maggior parte delle persone pensa ad una vita fatta di amache, noci di cocco e spiagge tropicali.

A scriverti non è solo la business coach ma sopratutto l’imprenditrice digitale che negli ultimi anni è passata da tutte le fasi del nomadismo digitale, da a gestire più di un’impresa, molteplici progetti e diverse destinazioni.

Quando le persone arrivano a me chiedendomi di aiutarli nella costruzione di una carriera che sia compatibile alla vita da Nomade Digitale la mia prima domanda è: cosa ti piace veramente fare?

Perchè se è vero che viaggiare, vedere il mondo e bere noci di cocco mentre tieni conferenze con il tuo team sparso per il mondo è una parte molto dolce del nostro stile di vita, è anche vero che il lavoro occuperà gran parte del tuo tempo e quel tempo dev’essere costruttivo, creativo e felice.

Ti racconto nelle prossime righe come ho costruito la mia vita da Nomade Digitale e cosa mi ha guidata nelle scelte, più o meno difficili, che mi sono trovata ad affrontare in questi anni con la valigia, sperando di esserti una valida ispirazione.

Ho cominciato proprio come te che mi stai leggendo in questo momento, su questo sito. Le storie delle persone che ce l’avevano fatta, che erano libere da costruzioni mentali e che vivevano la vita a modo loro in totale sostenibilità erano il mio motore anche nei giorni più grigi.

Quali sono stati quindi i passi che ho seguito per crearmi la vita che amo?

Te li elenco di seguito:

1. Sono partita da qualcosa che sapevo già fare e mi sono rimessa sui libri.

Quando ho iniziato ad incubare il sogno di una carriera che mi desse la libertà di vivere ovunque, sostare in qualsiasi posto per tutto il tempo che mi andava, ho scelto di cominciare da qualcosa che già sapevo fare, mettendomi a studiare nuove declinazioni di un tema nel quale ho sempre lavorato offline: Sales & Marketing.

Grazie ai miei molteplici spostamenti in tutta la mia età adulta, crisi economiche ed apocalissi personali, il mio curriculum vanta diversi lavori. Tuttavia tutti hanno sempre seguito la stessa area tematica ed alla fine, pur se in ambienti e settori diversi, tutti i miei ruoli sono sempre stati l’evoluzione l’uno dell’altro.

Se stai pensando di crearti una carriera digitale, perchè non cominci appuntando con semplice carta e penna cosa sai fare ed in cosa sei veramente bravo. Mai come oggi ci sono state così tante possibilità di esplorare nuovi ruoli.

2. Mi sono sempre riservata il diritto di cambiare idea.

Forse per la mia natura cinica o forse per un’innata flessibilità mentale, quando mi sono avventurata nel mondo del freelance prima e dell’impresa poi, la prima cosa che mi sono detta è che nel momento in cui questa scelta non mi renderà più felice mi riservo il diritto di cambiare idea.

In fondo una delle poche certezze che ho sempre avuto è che non smetterò mai di avere nuove idee e che, un po’ per dote un po’ per fortuna, ho sempre le persone giuste attorno.

Quindi spesso si ottiene di più fluendo, come fa l’acqua, che cercando di mettere il quadro nel tondo.

Come recita una delle mie frasi preferite: “Se devi farla funzionare, significa che non sta funzionando”.

Se senti che questa frase si sposa ad uno o più settori della tua vita, soffermati un attimo e chiediti: quanto di tutto ciò è in mio potere cambiare?

Se puoi cambiare allora non aver paura, lasciare andare ciò che non è più adatto a noi è saggezza, non codardia.

3. Ho chiesto aiuto.

E ti dirò di più: ne chiedo quotidianamente tuttora!

Nessun uomo è un’isola e sopratutto nessuno di noi è bravo in tutto. Tutti abbiamo i nostri punti di forza ed i nostri punti deboli, tutti abbiamo task che ci piace assolvere nella nostra task list ed altri che proprio vanno contro la nostra natura.

Tutti abbiamo bisogno di specchi, pensatoi e persone consapevoli che riescano a vedere le cose per quello che sono senza influenze emotive, per rimetterci in cammino quando i problemi diventano montagne, le aspettative vengono deluse e le nostre idee si scontrano con una realtà diversa dalla nostra.

Non ti sto parlando solo di consulenti ma di tutte le persone che fanno parte del tuo ecosistema e perfino della gente che incontri nel tuo cammino. Non aver paura di discutere la tua idea, le idee che restano nella testa rischiano di intrappolarsi.

4. Ho sempre creduto in quello che faccio.

2016-11-13_134016Viviamo in una società dove tutto è stato detto, scritto e spesso addirittura copiato. Ciò che contraddistingue una carriera oppure un’idea di successo è il valore che essa rappresenta e ovviamente: TU! Si proprio tu! Tu non sei il tuo lavoro ma il tuo lavoro è il riflesso di te, del tuo mondo interiore, dei tuoi valori e dei tuoi ideali.

Quando crediamo con tutti noi stessi in quello che facciamo anche se le porte ci vengono sbattute in faccia, non smetteremo mai di tentare. Cercheremo un’altra strada, pianificheremo meglio, troveremo altre vie ma nulla, nulla, potrà fermarci.

Quindi se stai cercando di capire quale sarà la tua prossima carriera, fermati e chiediti: quali sono i miei valori di base? Come voglio contribuire all’ambiente che mi circonda? Cosa posso fare di utile non solo per me ma per gli altri?

Spero che le domande che mi sono posta (e mi pongo) all’inizio di ogni avventura, lavorativa e di vita, siano utili a te quanto lo siano per me.


In fondo se è vero che noi non siamo il nostro business è vero che il nostro business è il riflesso di noi stessi, dei nostri valori di fondo, dei nostri ideali e dell’equilibrio che portiamo con noi.

Se in una carriera stanziale gli equilibri seguono dei sentieri già tracciati, in una carriera con la valigia è molto più semplice perdersi, rimandare, procrastinare per poi trovarci a lavorare molte più ore di quanto avremmo fatto seguendo un modello di lavoro tradizionale.

La cosa tuttavia non ti deve spaventare: parafrasando Picasso, inizia con un’idea e poi evolvi in qualcos’altro. Solo correndo rischi, lanciandoci in nuove avventure, ma sopratutto prendendo in mano il timone della nostra vita abbiamo il potere di plasmarla secondo le nostre necessità e volontà.

Ti lascio con una sfida: prova per i prossimi 21 giorni ad abolire la parola “Ho bisogno” sostituendola alla parola “Voglio” applicandola ad ogni frase ed espressione giornaliera.

Dopo i primi 7 giorni vedrai già un cambiamento radicale nel porre i tuoi obiettivi e nell’affrontare le difficoltà che ogni giorno troverai davanti a te.

E se ti chiedi perchè lo stai facendo, ti invito a guardare l’immagine che trovi di seguito.

Se stai cercando la libertà ti accorgerai che l’hai già.

In fondo non siamo altro che il frutto delle nostre scelte, vediamo di scegliere in base alla nostra natura riservandoci il diritto di svilupparci nella nostra unicità, non secondo le aspettative del mondo che ci circonda.


Photo credit: Shutterstock.com


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