Vuoi Diventare Un Nomade Digitale? Riprendi il Controllo della Tua Vita

Posso darti un consiglio? Se vuoi diventare un Nomade Digitale per prima cosa cerca di riprendere il controllo della tua vita. Ecco qualche suggerimento pratico per riuscire a farlo.

Giuseppe Masili: Amo la vita, la libertà e la semplicità. Amo mia moglie e mia figlia Giorgia. Sono attratto da tutto ciò che si può migliorare ed ottimizzare a livello imprenditoriale. Ho compreso la differenza tra essere seduto tutto il giorno davanti ad un computer sotto un neon ed essere produttivo in viaggio riscaldato dal sole in un luogo indimenticabile. Le sfide mi motivano.

Pubblicato il: 20 Settembre 2016 | Categoria:

Chiudi gli occhi. Cosa vorresti fare in questo momento se potessi scegliere? Pensaci intensamente per almeno un minuto. Fallo. Poi riapri gli occhi. Come è stato? Riflettici per un attimo? Che spettacolo, vero?

Noi non abbiamo il controllo della nostra vita. Come è possibile? Pensaci bene.

Sei in ufficio, stai guardando fuori dalla finestra, vorresti essere in un altro posto, ma non puoi. Oppure è mattina, ti sei appena svegliato e non hai voglia di prepararti. Oppure domani sarà Lunedì. O ancora, sei appena tornato a casa e la giornata, o la settimana, è stata identica alla precedente. “Stai vivendo?”.

“Certo Beppe, che dici! Certo che vivo, non vedi respiro, lavoro, ogni tanto mi diverto. Certo sempre meno, ma in fin dei conti non vivo male. Se voglio farmi un regalo o concedermi qualche sfizio posso permettermelo”. “Bene, ma non sei felice, vero?”. “Non sei libero. Non ti senti completo. In breve non trovi il senso in ciò che stai facendo”. So perfettamente come ti stai sentendo.

La motivazione è al minimo storico e tu sai perfettamente che se volessi potresti fare molto di più e in modo unico, ma ti limiti a vivere come un piccolo zombie che ogni giorno fa ciò che bisogna fare e poi torna a casa.

Prendere il controllo della propria vita significa scegliere con attenzione cosa si vuole fare in ogni singolo momento.

Schiacciamo insieme per una decina di minuti il tasto Pausa. Ti assicuro che in 10 minuti non succederà nulla di diverso.

Se sono settimane che la tua vita è sempre uguale, non ti preoccupare per questo poco tempo che passeremo insieme.

Tre anni fa circa mi sono trovato nella stessa identica situazione. Se non l’hai ancora fatto, ti consiglio di leggere “La mia prima esperienza di lavoro da remoto: un’illuminazione”.

Mi alzavo al mattino e vivevo una vita al minimo. Ma alla sera, prima di dormire, mi trovavo a litigare con me stesso.

Alcuni dicono “litigare con la propria tigre”. Un bel concetto orientale.

Quando andiamo a letto portiamo con noi la nostra tigre. Se questa è soddisfatta di noi possiamo dormire sonni tranquilli, ma se non lo è, sai di cosa sto parlando… Non ti farà dormire. Ti farà paura.

Lei vuole solo motivarti a fare meglio, ma non sempre è facile capirlo.

Io ero sfinito mentalmente, consumato, ma fisicamente avrei potuto scalare una montagna.

In breve insomma, come fare per dormire? Semplice dovevo stancarmi fisicamente e non più mentalmente, ma il mio lavoro (ho un’azienda, sono un imprenditore) è per lo più mente, ragionamento, rischio e responsabilità. Forse ciò che muovevo di più durante la giornate erano le dita sulla tastiera. Avevo più potenza io nel mio dito mignolo…

Scherzi a parte non trovavo più il senso in ciò che avevo voluto fortemente: fare l’imprenditore.

La nostra azienda, la mia azienda, era diventata una sorta di gabbia dorata. Se impegnavo più tempo non risolvevo più problemi, mi consumavo solo di più.

Diceva un amico: se vuoi ottenere risultati diversi devi fare qualcosa di diverso. Proprio così. Le soluzioni alle volte sono più semplici di quanto immagini.

Se hai deciso di prendere il controllo della tua vita, devi fare qualcosa di diverso. Avviare serenamente un percorso.

Ci vorrà del tempo, non sarà facile, ti troverai a combattere con le tue peggiori paure, ma ci riuscirai. Ne sono sicuro.

Permettimi di raccontarti ancora un’altra sensazione che ho provato in passato.

Leggevo con attenzione i vari articoli presenti sul portale dei NomadiDigitali.it e rimanevo semplicemente a bocca aperta.

Iniziavo a sognare. Immaginavo di poter fare le stesse cose, ma poi una piccola e devastante verità nasceva spontaneamente in me:”Io non potrò mai essere come loro”. Tutto bello ciò che leggo, ma io come cavolo faccio a passare dalla scrivania alla spiaggia? Come cavolo devo fare per essere veramente felice delle giornate che ho a disposizione? Chiudevo la TAB del mio browser e tornavo a leggere la mia posta elettronica e rispondere ai problemi dei vari clienti. Fine. Game Over.

Proprio così. Magari andavo a prendere un altro caffè. Sei al 4° caffè oggi? Ti capisco. Provi anche tu la stessa sensazione? Bene, parliamone allora!

Non chiudere la TAB. Oggi no. Non farlo. Oggi vedremo insieme come fare concretamente qualcosa di diverso. Oggi vedremo insieme come rendere la tua vita unica come è giusto che sia. Non dimentichiamo, ogni essere umano presente sulla faccia della terra è unico. Poi si ostina a vestirsi, pensare e alle volte pregare come la cultura del paese in cui è nato gli ha imposto, ma non è costretto a farlo per sempre.

Certo l’essere nato in una repubblica democratica fondata sul lavoro ti ha permesso di lavorare… forse… ma non ti ha permesso di vivere. Cosa ne pensi? Di questo discorso ne ho già parlato in passato in altri articoli, come sai io credo fortemente in una repubblica democratica fondata sulla vita. La differenza è fondamentale.

Sei sulla terra per vivere, non certo per lavorare. Non si può vivere senza lavorare, su questo siamo d’accordo, ma per fortuna ci sono tanti lavori che si possono fare e anche lo stesso lavoro si può fare in mille modi diversi. Scopriamo perciò come rivedere il tuo.

Ora, se sei un dipendente con un qualsiasi contratto, non parti dalla situazione più difficile, se invece sei un imprenditore o un libero professionista sei messo peggio. Non hai letto male, non scherzo, è proprio così.

Mentre nella prima situazione hai venduto tutto il tuo tempo ad un datore di lavoro in cambio di uno stipendio, nella seconda ipotesi hai in teoria la libertà di gestire il tuo tempo, ma la verità dei fatti è che spesso lavori molto più del dipendente e hai molti più problemi da gestire. Per questo motivo non hai la lucidità per vedere soluzioni semplici.

Per trovare la mia personale “Strada Giusta” ho impiegato del tempo e ancora oggi spesso cambio in cerca di una via migliore. Il cambiamento deve diventare una normalità, ma torniamo a noi.

Se sei un dipendente hai però un ostacolo da superare: trovare il coraggio di parlare con il tuo capo e riorganizzare il tuo tempo. Il che non è da tutti. Poi lo stipendio è una certezza. Ogni mese o quasi arriva il pagamento e puoi permetterti un po’ di cose. Che casino, vero? Sì lo è.

Per questo non è semplice, ma si può fare. Anzi si deve fare.

Devi essere unico. Questo è uno dei tuoi principali obiettivi nella vita. Essere te stesso.

Farò degli esempi un po’ estremi, non mi odiare subito (puoi farlo con calma dopo). Serviranno per digerire più facilmente la situazione. Dobbiamo fare insieme un po’ di ordine. Dobbiamo vedere insieme alcuni concetti che ti cambieranno la vita. Nel mio caso hanno fatto la differenza.

Partiamo dal primo. Sei pronto? Bene.

La matematica non è un’opinione. Sei d’accordo? Sto parlando dei costi che ognuno di noi ha. Chi più chi meno, chi può permettersi di più chi nulla, ma comunque ciò che devi pagare ti costringe alla schiavitù. Proprio così.

La schiavitù non è finita tanto tempo fa, è assolutamente attuale. Solo che in passato chi era schiavo lo sapeva perchè viveva oggettivamente da schiavo. Oggi invece ufficialmente si è uomini liberi, però un po’ schiavi delle proprie scelte.

Ebbene sì, ciò che hai speso o che hai comprato in passato, per un motivo o per un altro o per una causa effetto, beh, hai deciso di farlo. Magari non eri consapevole, ma anche in questo caso hai fatto una scelta. Hai deciso di prendere del denaro per ottenere qualcosa.

Bene più volte hai fatto questa scelta e probabilmente più dovrai lavorare per coprire quei costi e probabilmente fai fatica a farlo.

Molto molto tempo fa, ti parlo di almeno 10 anni fa, avevo un buon lavoro da dipendente. Ogni mese spendevo tutto, ma proprio tutto ciò che guadagnavo, ma non era un grosso problema, tanto il mese successivo il miracolo si sarebbe nuovamente ripetuto.

Non mettevo da parte proprio nulla, ma sicuramente avevo molti oggetti. Una bella macchina che consumava come un camion, bei vestiti, un bel cellulare. In breve non mi facevo mancare nulla. Sinceramente non si stava male, ma non capivo che quel meccanismo non potevo interromperlo.

Alcuni dicono che è come vendere l’anima al diavolo, ma non è questo il caso certo, ma se ti senti insoddisfatto, se un po’ di fastidi li provi, non ti senti felice, forse la tua anima non sta proprio bene bene.

Ma tornando a noi, non potevo permettermelo. Non potevo decidere di fare una cosa diversa. Se fossi sceso dalla ruota del criceto tutto sarebbe scomparso come la carrozza di Cenerentola dopo la mezzanotte. Vivevo una vita dopata. Nel senso che non vivevo con un tenore di vita che non avevo conquistato, ma cercavo di mantenere. Questa non è libertà. Questa è schiavitù.

Certo fino a quando sei agli inizi, non te ne accorgi, anzi vuoi far parte di un sistema. Sei giovane. Sei ben felice di avere un lavoro o di aver ottenuto un contratto a tempo indeterminato, ma non sei consapevole delle opportunità alle quali stai rinunciando. Perché banalmente non le conosci.

Gli amici intorno a te sono come te. Fanno ciò che fai tu e chi più chi meno raggiunge il tuo livello. Un po’ come quando eravamo a scuola.

C’era chi otteneva voti bassi perchè proprio non si voleva applicare, non voleva fare nulla, odiava tutto.

C’era invece chi otteneva il massimo dei voti. Sempre il top.

E poi c’ero io. Un’ottima via di mezzo.

Con il minimo sforzo ottenevo il massimo risultato. Non parlo della sufficienza, ma quando avevo il 7 e mezzo per me avevo ottenuto ciò di cui avevo bisogno, mi alzavo prestissimo, stavo in classe molto e ora mi ricordo molto poco di tutto ciò che ho studiato. Situazione non troppo distante dalla vita lavorativa che ti aspetta subito dopo.

Da questo esempio emerge che veniamo educati a muoverci in una scala di valori finiti. Puoi ottenere 0 o 10+, ma non ipotizzi nemmeno che potresti ottenere 15 stando a scuola il minimo consentito. Perché questo voto non viene dato. Perchè c’è l’obbligo di frequenza e poi parliamoci chiaro, tutti vanno a scuola e stanno in classe tutte quelle ore. Perciò sicuramente è il metodo migliore. No. Mi dispiace, ma devo essere diretto.

Cosa cavolo sto dicendo? Semplice oggi per te è difficile pensare che potresti lavorare metà del tempo e guadagnare il doppio di quanto guadagni oggi. Sempre se hai bisogno di guadagnare il doppio. Oppure che una volta che avrai capito quanto veramente spendi o dovresti spendere potresti coprire questi costi con molto meno tempo. Perciò una volta che hai ottenuto questo obiettivo puoi ritenerti libero. Libero di scegliere se continuare a lavorare o incominciare a vivere. Incredibile vero?

Torniamo ora a circa 3 anni fa. Per me era veramente impossibile immaginare di lavorare meno e avere la metà dei problemi, non tanto guadagnare di più, ma avere meno stress.

C’è da dire che non ho avuto vicino a me amici con un’azienda, ma notando la vita di alcuni concorrenti vedevo che anche loro erano proprio incasinati almeno quanto lo ero io. Perciò non c’era nulla da fare, ero destinato a morire sotto un neon, ma per fortuna esiste la libertà di fare qualcosa di diverso.

Certo sarai criticato per questo, ma con il tempo il sentimento cambierà.

Devi pretendere molto di più di ciò che hai oggi e questa consapevolezza deve nascere ora. Oggi devi almeno concepire che sia possibile.


Ho ammirato e conosciuto in questi ultimi anni persone che ce l’hanno fatta. Sono felici e contenti e non più schiavi o per lo meno molto meno di prima. Perciò puoi farcela anche tu.

I soldi meritano rispetto, dobbiamo partire insieme dai costi che tu hai.

Inizia oggi stesso a farne una lista o ancora meglio una foglio di calcolo su un qualsiasi software. Ti assicuro che scoprirai che butti letteralmente via i soldi. Attenzione, un’altra cosa che ti potrà sembrare assurda è che i soldi, per quanto possono farti schifo, meritano rispetto. Sono stai ottenuti con il tempo che hai dedicato al tuo lavoro. Come se tu avessi barattato parte della tua vita per un tot di soldi.

Se sei stato bravo ne hai ottenuti molti, se non lo sei stato hai ottenuto poco, ma comunque stiamo parlando della tua vita. Se quando spendi lo fai con poca attenzione, se non hai voglia di cercare lo stesso sevizio identico al giusto prezzo o a meno, stai letteralmente sputando sulla tua vita. Non farlo mai più.

Prima di comprare poniti sempre una semplice domanda di qualità:”Posso ottenere lo stesso prodotto a meno?” Oppure altre domande utili:”Perché sto comprando?”.

Lo so che il PIL potrebbe risentirne, ma permettimi ancora un esempio: conosco molte persone, e non mi vergogno perchè l’ho fatto anche io, che ad Agosto decidono di andare in vacanza. Sono stanchi, stressati e desiderano soltanto un posto stupendo nel quale riposarsi e non fare assolutamente nulla. Una bella settimana tutto compreso in qualsiasi posto. L’importante è partire subito e non pensarci più.

Bene questo è il miglior moto per spendere un casino di soldi. Non dirò mai che quella vacanza alla fine non sia stata un’ottima scelta, se ne avevi ovviamente bisogno, ma vorrei però soffermarmi su un semplice concetto. Non devi arrivare in quella situazione perchè vanificherai tutto l’impegno dei mesi precedenti.

Ti sei ammazzato di lavoro per poi spendere tutto per riconquistare la serenità. Forse sarebbe stato meglio non lavorare? Ricordi, la matematica non è un opinione. Ad un certo punto occorre dare un occhio al totale e se è negativo qualcosa non ha funzionato nel modo giusto. Comunque chi lo sa, di certo questa azione non va più fatta se ambisci a diventare un nomade digitale.

Un nomade digitale prende il controllo della propria vita. Si sveglia per realizzare i suoi sogni.

Apre gli occhi, chiede si informa, non sceglie fino a quando non è fortemente convinto di aver trovato la via giusta. Ma quando si mette in azione è felice di farlo e per quanto possa essere stato faticoso alla fine un’unica sensazione nascerà in lui: la soddisfazione di esserci riuscito, di non essere più uno zombie, di aver varcato le porte del paradiso.

Quel paradiso in terra che oggi ognuno di noi ha a portata di mano, ma che per i motivi che abbiamo visto insieme decide di non visitare di non vivere, in un certo senso di non meritare. Forse stiamo parlando del coraggio di vivere.

Il mondo è già li fuori da milioni di anni. Manchi solo tu. Andiamo.

In breve inizia oggi stesso ad avere un’idea chiara e concreta dei tuoi costi. Se non sai da che parte iniziare, chiedi ad un amico di aiutarti.

Su internet puoi trovare milioni di articoli sull’argomento. Lo so è fastidioso vero? Anche vivere una vita nello stesso ufficio e morire il primo giorno di pensione può esserlo. Nuovamente sei libero di scegliere, ma se sei arrivato a leggere fino a qui, molto probabilmente hai deciso di migliorare la tua vita. Vieni con noi, non te ne pentirai.

Anzi e se posso aiutarti, basta chiedere. Usa il campo commenti e lascami le tue domande. Come posso aiutarti?



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  • Riccardo

    Ciao, non nascondo che, seduto alla mia solita scrivania del solito ufficio della solita azienda, mi hai strappato una lacrimuccia.. forse perchè dentro di me sento tutto questo, ma non so come fare.. ci ho provato una volta e ho ‘fallito’..
    Ogni giorno mi chiedo.. perchè? Perchè continuo a trascinarmi qui anche se non voglio? Ma non voglio rimanere nemmeno col sedere a terra.. a 32 anni.. e chiedere aiuto per tirare avanti.. non è giusto.
    Quindi ti chiedo.. puoi aiutarmi, per favore?
    Grazie.

    • giuseppemasili

      Ciao Riccardo!
      Bravo! L’aver lasciato un commento dimostra che non hai perso tutte le speranze.
      Che ti sei messo in gioco.

      Chiedere, confrontarsi e riprovarci e il modo migliore per riuscire in qualcosa di difficile.

      Il “fallimento” è un ottimo segnale, anche se viene spesso visto male e produce una delusione. Si tratta, invece, di una semplice certezza: la strada che hai percorso non è corretta. Perciò ora sai ciò che NON devi mai più fare. Se vuoi ottenere un risultato diverso, devi per forza fare qualcosa di diverso.

      Una persona che ha fallito ha fatto un’esperienza che sarà utile per non ripetere l’errore. Ho letto di imprenditori falliti più volte che fanno costose consulenze per aiutare i nuovi imprenditori. Incredibile vero?

      Facciamo ancora un esempio estremo. Ho toccato il fuoco e mi sono bruciato. Risultato: il fuoco non va mai più toccato. Però hai freddo… Tu, invece, ora sai che il fuoco brucia, ma sai anche che affrontato con il giusto rispetto ed esperienza può essere un ottimo strumento per riscaldarsi. Probabilmente ti brucerai altre volte, ma con il passare del tempo ne diventerai un esperto e avrai risolto il tuo problema di partenza.

      Oggi, mi sembra di capire, che hai un lavoro credo “sicuro”, mentre ti fa paura l’incertezza. (Spero di aver bene interpretato). Non guardare l’incertezza come un pericolo, ma come un’opportunità. Un caro amico mi diceva spesso che l’incertezza va cavalcata. Ho reso l’idea?

      Prova ad immaginarti seriamente per 40 anni nello stesso posto di lavoro. Fallo con attenzione. Quando riaprirai gli occhi saprai che non è ciò che vuoi e se bisognerà chiedere aiuto per avere una vita piena di soddisfazioni ne sarà valsa la pena. Non credi? La paura che provi è naturale. Vuol dire che stai cercando di portarti fuori da una situazione di confort. Il tuo corpo reagisce in questo modo perché non sa cosa capiterà. Convincilo. Convinciti che sarà un’esperienza straordinaria, unica e irripetibile.

      Siamo qui, siamo nomadi digitali e siamo in tanti. Poni le tue domande e tutti insieme ti daremo una mano.

      Qual è la tua prossima domanda?

      • Riccardo

        Hai interpretato bene.. l’incertezza fa paura ma credo sia normale..ma ciò che mi fa più paura sono le mie incertezze. Mi ritrovo senza aver capito bene qual è la mia strada..senza aver capito davvero bene cosa sono in grado di fare.. e credo sia anche frutto della mia poca determinazione. Ogni giorno salgo sul treno e dico basta.. non voglio questo ma… cosa? Non credo di saperlo veramente..cambio spesso idea..e non trovo la mia strada, la via di fuga dalla “schiavitù”. Questi dubbi mi porterebbero ad un altro fallimento.. Ho paura e si legge dalle mie parole, me ne rendo conto.. ma nn so come uscirne. Lascio il lavoro che mi permette di pagare ogni mese spese, cibo, il necessario e anche sfizi certo.. x fare un nuovo tentativo verso l’ignoto? Che cosa faccio per non fallire ancora?
        Scusate se tiro fuori tutto questo, ma le domande sono tante e le risposte sono spesso illusorie..la realtà è molto più difficile (nelle mie piccole esperienze).
        Grazie cmq 🙂

        • Ciao Riccardo, vorrei provare anche io a darti un piccolo contributo, condividendoti un consiglio personale.

          Leggendo i tuoi commenti traspare benissimo il fatto che tu sia stufo del lavoro e dello stile di vita che stai conducendo, così come della paura che hai di fallire e del fatto che non sai bene cosa sei, o non sei, in grado di fare…..ma non traspare nemmeno per un attimo che cosa è che a te piace fare, cosa ti fa battere il cuore e cosa davvero faresti se non avessi il problema di doverti guadagnare da vivere facendo quello che fai ora.

          Il vero problema è noi tutti sappiamo benissimo quello che non vogliamo fare, ci concentriamo solo su questo e su quello che possiamo o non possiamo fare e tralasciamo invece la cosa più importante..quello che noi vogliamo realmente fare per dare un senso alla nostra vita.

          E’ difficile riuscirci perchè non siamo stati educati a ragionare in questo modo, invece è proprio quello il punto da cui dobbiamo iniziare….dobbiamo trovare uno scopo.

          Nel momento in cui lo avrai trovato, tutto il resto diventa funzionale a questo. Avere un’obiettivo da raggiungere ti spinge ad agire e a superare tutte le difficoltà, perchè la tua motivazione, sarà un motivazione intrinseca, che parte da te stesso e non dal cercare all’esterno qualcosa che ti fa star bene.

          Nel momento in cui avrai trovato il tuo scopo, tutto il resto ti sembrerà diverso, temporaneo e funzionale al tuo progetto di vita.

          Nella newsletter di nomadi digitali che ho inviato proprio oggi, ho condiviso una citazione di Carlos Castaneda che dice:

          “Ogni strada è soltanto una tra un milione di strade possibili….la domanda che devi porti è: questa strada ha un cuore? Se lo ha, la strada è buona. Se non lo ha, non serve a niente. Entrambe le strade non portano da alcuna parte, ma una ha un cuore e l’altra no. Una porta un viaggio lieto; finché la segui sei una sola cosa con essa. L’altra ti farà maledire la tua vita. Una ti rende forte; l’altra ti indebolisce.»

          Spero di essere riuscito a comunicarti efficacemente il mio pensiero.

        • Sonia

          Ciao Riccardo, mi sono ritrovata nella tua situazione e spesso sono solo le paure che causano incertezze. Ci sono paure lecite e normalissime (come l’incertezza economica, il fallimento…) e “pippe mentali” distruttive che ci bloccano totalmente. L’unico punto fermo che avevo era: voglio lavorare come freelance. Sono riuscita a sbloccare la situazione e scoprire che tra le mille idee che avevo c’era la strada giusta per me, quando ho capito che avevo bisogno di un confronto e supporto professionale… e l’ho trovato proprio qui, su Nomadi Digitali 🙂 ora grazie a Lara Ghiotto sono in fase di lancio attività. Il percorso di cambiamento è facile? Assolutamente no! Le paure svaniscono? Nooo ci sono sempre, così come ci sono i momenti di difficoltà o i mesi di sfizi aboliti 🙂 ma sai che c’è anche il famoso obiettivo di cui parlava Alberto da raggiungere e una forte passione per quello che stai cercando di realizzare… e questo compensa tutto! Un ultimo consiglio più “materiale”: se il desiderio è forte puoi iniziare a ricostruire la nuova strada non lasciando il tuo lavoro attuale! Un passo alla volta, senza lanciarti nel vuoto 😉

  • Gianni

    Ciao, mi sono ritrovato nella tua stessa storia ma non riesco a svoltare nonostante abbia una forma mentis come la tua… moglie, figli e chi più ne ha ne metta!!!

    • giuseppemasili

      Ciao Gianni, il cambiamento è un percorso. Nel mio caso non è avvenuto dalla sera alla mattina. Ci sono voluti più di 3 anni di scelte. Il primo passo è la consapevolezza di voler cambiare. Ma credo che tu abbia già maturato questa volontà. Giusto?

      • Gianni

        Ciao, tutto vero ma non so proprio da cominciare… sono in confusione totale

        • giuseppemasili

          Se vuoi proviamo a fare un pezzo di percorso insieme. Potrà essere di ispirazione anche per altri in futuro.

          Di cosa ti occupi oggi?

          • Gianni

            Benissimo… ho un’attività commerciale su strada (sono solo quindi sono e devo essere sempre presente)… sposato con una bambina di quasi 4 anni

          • giuseppemasili

            Grazie, hai già evidenziato le due criticità: sono solo e devo essere sempre presente.

            Nel secondo caso avrai sicuramente del tempo in cui sarai molto impegnato, ma non altrettanto produttivo.

            Vorrei sapere: di che attività commerciale, nel dettaglio, si tratta?

          • Gianni

            Ho un’agenzia viaggi

          • giuseppemasili

            Fantastico direi! Come immaginerai è un argomento molto interessante per me!

            Per aumentare la produttività e ridurre l’impegno una strada è quella del Web: vendendo i tuoi viaggi online.

            Hai già un tuo ecommerce di viaggi?

          • Gianni

            Sì a breve sarà online

          • giuseppemasili

            Bene. Ora torniamo sul primo punto: sono solo.

            Devi aumentare le collaborazioni. Devi costruire una rete di rivendita del tuo prodotto, anche e soprattutto in tua assenza. Viene da se che il tuo prodotto deve essere ben descritto e attraente.

            Ti consiglio di ideare un network marketing a percentuale. Molto semplice io vendo ad un mio amico un viaggio e guadagno il 5%. Il pagamento lo ottengo solo quando raggiungo ad esempio 300 euro di vendite. Con questo accorgimento non avrai una gestione complessa e non avrai grossi problemi di liquidità.

            Altro consiglio selezionare una nicchia di mercato e specializzati. Avendo un’attività su strada è probabile, immagino, che ti capiterà dal viaggio di nozze al piccolo acquisto magari di un weekend o meno. Se così è avrai sicuramente un impegno alto e una ridotta produttività. Conseguenza delle tante diverse richieste che puoi ricevere da ogni tipo di potenziale cliente. Cosa ne pensi?

          • Gianni

            Ottime osservazioni a cui ci avevo già pensato

          • giuseppemasili

            Bene e come sta andando? Hai definito un obiettivo da raggiungere in tot tempo o non è stato possibile metterle in atto?

          • Gianni

            Purtroppo non ho ancora trovato la strada giusta per poterle mettere in atto… ci sto lavorando

          • giuseppemasili

            Ecco, hai davanti a te il percorso necessario da fare per riprendere il controllo della tua vita. Quelli che abbiamo velocemente affrontato sono obiettivi. Devono essere definiti e devono avere una data di scadenza.

            Prima di iniziare devi avere del tempo di qualità dedicato a questa attività ogni giorno. Che sia ad esempio un’ora al mattino prima dell’arrivo dei clienti.

            Individua i modi più intelligenti per avere più tempo, più produttività ed escludi tutto ciò che ti impegna ma non ti da soddisfazione e guadagno.

            Puoi scegliere di non fare tutta una serie di lavori che prima facevi perché semplicemente non convengono oppure di fare un accordo con un’altra agenzia che sia specializzata e inviare loro queste richieste in cambio di una sana percentuale.

            Per ottenere questo risultato devi avere un’ottima gestione delle tue finanze controllando almeno settimanalmente il tuo cruscotto finanziario. Un dato che puoi ricavare da un foglio di calcolo o un software. Le finanze possono essere anche di due tipi: personali e aziendali. Perciò due Cruscotti. Elimina tutte le spese superflue o inutili. Ricava denaro da usare durante il cambiamento. Io ad esempio uso Fattura24 come Cruscotto Finanziario.

            Cosa ne pensi?

          • Gianni

            sono perfettamente d’accordo con te… bisogna trovare tempo di qualità

          • giuseppemasili

            Grazie Gianni per il tuo impegno.

            Ora abbiamo raggiunto insieme e concretizzato la consapevolezza. Solo ora è possibile vedere un futuro migliore.

            Se te la senti di continuare, ti porrò delle domande volte a creare insieme un percorso di cambiamento.
            A queste domande non si potrà mai rispondere con:”Non lo so”,
            ma sempre e concretamente il reale motivo.

            Sarà, spero, utile per te, ma anche per coloro che dopo di te vorranno avere un’idea dei passi da fare. Ci proviamo?

          • Gianni

            Io ci sono

          • giuseppemasili

            Bene iniziamo. Abbiamo detto che bisogna trovare tempo di qualità per iniziare un cambiamento. Questa è la nostra prima strada.

            Nel tuo quotidiano puoi trovare del tempo di qualità?

          • Gianni

            Ho trovato il tempo di qualità

          • giuseppemasili

            Ottimo, come lo userai?

  • Riccardo

    Vorrei ringraziarvi per le parole spese e il tempo dedicato. Io credo che ognuno abbia una strada ma non tutti sanno riconoscerla, forse io sono tra questi ultimi.. mi piace fare diverse cose, sul web e anche non sul web, ma mi rendo conto che questo spesso mi porta a perdermi e a realizzare poco o nulla..
    Come dice anche Alberto, bisogna trovare uno scopo.. ma come? A parole è molto più semplice che nei fatti.. purtroppo la realtà ti costringe a deviare o a rinunciare per una serie di motivi.. allora poi ti ritrovi con te stesso a dire “anche questa non è la mia strada”.
    La strada che ho percorso dove “ho fallito”.. non credo sia da buttare, anzi mi piacerebbe riprenderla.. affrontandola in maniera diversa, perchè mi sono reso conto di alcuni errori, di alcune sfumature a cui avrei potuto prestare maggiore attenzione.. ma ho paura di non essere all’altezza, vedo gente molto più brava e non riesco a capire se davvero è la strada che dovrei riprendere.
    Ho capito però che l’approccio dev’essere diverso.. non di paura, ma di opportunità e qualsiasi strada prenderò.. voglio prenderla con serenità, quella che purtroppo negli anni ho perso.
    Grazie ancora a tutti 🙂

  • Riccardo

    Ciao Giuseppe,
    molto interessante il grafico, credo di trovarmi tra l’apatia, la noia e la preoccupazione.. sì penso di esserci dentro in pieno 🙂
    Proviamo ad andare più nel dettaglio come mi chiedi.. dovrei forse accennarti un po’ il mio percorso e come ora mi ritrovo.. dopo aver fatto comunque delle scelte che credevo mi avessero cambiato la vita lavorativa naturalmente in meglio.

    Parto dalla laurea, ottenuta nel 2008, in Comunicazione Digitale con specializzazione in grafica 3D. Dopo 1 mese vengo assunto da un’azienda di consulenza informatica, come sistemista. Quasi subito mi rendo conto di essere imprigionato.. cerco delle vie d’uscita, restare tante ore in ufficio mi spinge sempre di più a conoscere meglio la natura.. coltivare, voler qualcosa di mio nel mondo rurale. Frequento dei corsi e mi appassiono di coltivazione di bambù, ma non ho terreno, non ho soldi, non ho nulla su cui inziare a creare qualcosa.. e trovo la strada poco praticabile per un’attività imprenditoriale.
    Dentro di me continuo però a sentire ancora qualcosa che vuole tenermi incollato al mondo web e grafico, conosciuto all’università, in particolare alla grafica 3D. Finalmente, nel 2012 prendo la decisione di licenziarmi, mollo tutto e parto per Londra. Con qualche risparmio mi iscrivo ad un corso di grafica 3D in uno degli studi più importanti nel settore del 3D. Ho quasi 29 anni, e la vedo come l’ultima occasione per fare il salto. Sono motivato.. e intanto faccio lavoretti di qualsiasi tipo per mantenermi nella costosa Londra.
    Finisco il corso, ma boh.. qualcosa si blocca.. non vedo molte possibilità di sbocco se non rimanere lì a spendere un sacco di soldi.. ho anche voglia di tornare a casa, così riprendo tutto e ritorno.
    Provare quindi a fare domande a studi grafici e ottengo qualche lavoretto, non solo nella grafica 3D, ma, attraverso qualche collaborazione, anche sul social marketing e il web design, come lavoratore autonomo.
    Mi viene in mente di fare un sito dove raccogliere vari servizi per potenziali clienti, una sorta di netwrok di collaboratori dove ognuno è specializzato in qualcosa.. grafica 3D, web design, social marketing, loghi, ecc. Cerco l’aiuto di amici e collaboratori, mi apro la partita iva ma mi ritrovo solo.. ho messo in piedi una piccola creatura, ma da solo non so come alimentarla.
    Continuo con qualche lavoro e collaborazione, ma faccio davvero fatica a tirar su uno stipendio.. e convivendo con la mia attuale compagna mi sento in debito.. non lo trovo giusto. A fine 2015 un mio ex collega della vecchia azienda informatica mi dice che stanno cercando nella azienda dove ora lui lavora, faccio domanda.. la vedo come una sconfitta, ma l’unica via per tirarmi un po’ su, psicologicamente ed economicamente. Sono di nuovo qui.. a quasi 1 anno, nella gabbia, in attesa della via di fuga 🙂
    Bella storia vero? Mi sono aperto.. la disperazione è alle porte, eheh!
    Rispondo infine alla domanda “che tipo di lavoro faresti”.. sinceramente, non lo so.. perchè ne ho passate un po’ e boh.. ho ancora passione per la grafica 3D, ma mi sento un po’ fuori dal giro, con poca esperienza e con possibilità in Italia ridotte al minimo. Il bambù e la coltivazione è ancora un mondo che mi attira (per la serie ho una collezione di bambù in terrazzo mica male) però non saprei come iniziare un business di quel tipo e se davvero funzionerebbe..
    Ecco qui, penso sia tutto.. eheh.. caso senza speranza?

  • Riccardo

    Buongiorno Giuseppe, eccoci arrivato al Venerdì..e sai una cosa? Diversamente da altre settimane in cui vedevo finalmente la fine della settimana.. oggi ho ancora più voglia di fuggire, ma se lo faccio.. che faccio? Nn posso..
    Ho appena letto il tuo articolo la Sindrome da Burn-Out.. condivido tutto, qualcosa ti ha detto di cambiare.. e l’hai fatto, ma poi? La mia compagna si occupa di cucina naturale.. corsi, consulenze, eventi.. ma non puoi immaginare che fatica.. e quante volte il dubbio di continuare la invade.. ha scelto la sua passione, ma è pur sempre in un giro spesso stressante!

    Veniamo a me però.. ti dico fin da subito che il telelavoro non è nel mio caso percorribile, a nessuno è concesso.. lunedì-venerdì 9-18 e se puoi anche oltre, già io sono “quasi” visto come il ribelle che arriva alle 9.30 e alle 18 fa cadere la penna!
    Ferie per il momento finite, mi sono giocato tutto nei primi 6 mesi dell’anno (ne avevo bisogno).. ci proverò con qualche altra cartuccia 🙂

    Il sito ce l’avevo e l’ho chiuso, come ti dicevo.. non andava.. ho lasciato aperta la pagina FB e ho sempre in mente di rimettere in piedi.. il tempo però è poco.. ma per fare poi cosa?
    I vantaggi della partita iva credo tu ti riferisca alla tassazione agevolata.. hanno già ridotto ques’agevolazione e rimane cmq un “vantaggio” poco significato se l’attività non gira.

    Sul bambù.. al momento non ho un progetto, come ti dicevo.. faccio fatica a vedere un’attività imprenditoriale di successo. Tempo fa ero deciso ad avere un mio piccolo vivaio, solo di bambù.. ma troppi ostacoli, i costi, lo spazio, qualsiasi blocco burocratico italiano.. e l’insicurezza del successo.

    Ho portato avanti questa mia passione iniziando a creare le mie piantine e facendole crescere in terrazzo.. così, a tempo perso. Mi era venuto in mente anche l’idea di un e-commerce ma…. boh.. di piante? Molte variabili non mi hanno fatto portare avanti l’idea..

    Oggi scusa sono un po’ “ribelle”.. vorrei reagire ma non so come, spesso mi sento così!
    Buona giornata e grazie per qualsiasi consiglio 🙂

    • giuseppemasili

      L’emozioni che provi oggi è utile a comprendere come si muore a piccole dosi nel tempo. Mi ricordo perfettamente quando succedeva a me. Hai sul tavolo tante strade, ma non hai la voglia di percorrerne nessuna. Non vedi una via d’uscita.

      Avevo un sito, ma l’ho chiuso. Dobbiamo capire perchè non ha prodotto contatti. Hai fatto tutto ciò che andava fatto? C’è qualcuno che invece c’è riuscito, con il quale puoi confrontarti?
      Il Bambù come può rendermi ricco? Perché potrebbe essere un’ottima alternativa al legno? Queste sono tutte domande di qualità che possono fare la differenza se riusciamo a dare loro un’adeguata risposta.

      Ecco sempre un esempio per semplificare: oggi potrei andare a Milano, ma a fare cosa? Oppure potrei prendere un treno per Roma, ma una volta arrivato li? Beh da tempo penso a Firenze, ma non so bene se può essere ora il momento giusto. La vera domanda è:”Perchè dovrei farlo?”.

      Il tuo dialogo interno è fondamentale in questa fase. Se “ti parli” in questo modo il risultato sarà solo uno: non visiterai mai nessuna città. Devi trovare una leva forte. Una leva può sollevare enormi pesi se posizionata nel modo giusto.

      Un altro esempio semplice: una sfida. Fatti trovare alla riserva dello zingaro in Sicilia alle 16:30. Se ci sarai riceverai un premio da un milione di euro in contanti. In questo caso, staresti ancora li a pensare cosa fare in ufficio? Direi… CIAONE a tutti.

      Perciò torniamo al punto proposto all’inizio da Alberto e Sonia, serve un obiettivo forte. Un obiettivo che dia energia e illumini la strada verso il cambiamento. Ma non sarà un obiettivo che arriverà dall’esterno, come prima del milione di euro. Sarà un obiettivo che nascerà da te. Cosa ne pensi?

      In merito ad oggi: un consiglio. Oggi andrà così… a meno di un miracolo. Il tempo vola in alcuni casi. Scegli un’attività che ti possa assorbire completamente, non ti accorgerai del tempo e in breve sarai libero di goderti il weekend.

      • Seguo con interesse questo bellissimo scambio e mi permetto di dare anche il mio umile contributo, specificatamente in riferimento a quanto detto sull’ “aprire un sito tematico intorno ad una passione ( in questo caso mi sembra si parlasse di bamboo) che possa anche diventare un possibile business.

        L’errore principale che si commette in questo caso è quello di avviare un progetto senza avere una strategia chiara di dove si vuole andare e di cosa si vuole realmente fare.

        Ci si concentra quasi sempre sul prodotto finale che si vuole o si potrebbe vendere, piuttosto che sui problemi o esigenze specifiche di chi accede ad Internet per soddisfare un bisogno e trovare una soluzione al problema stesso.

        Aprire un sito non è come aprire un negozio. Il punto di partenza non deve essere il prodotto o i prodotti che tu vuoi vendere, ma bensì il problema o esigenza specifica che si vuole andare a soddisfare.

        Prendendo l’esempio specifico del bamboo, le persone potenzialmente interessate a questa pianta sono tante e hanno esigenze molto diverse tra loro. Ci sono quelle interessate alla coltivazione del Bamboo, quelle interessate alle ricette, quelle interessate ai mobili in bamboo, agli accessori, alla lavorazione e così via…insomma ognuna di queste tipologia di persone ha esigenze e bisogni molto diversi tra loro e non hanno nulla a che fare una con l’altra.

        Pensare di soddisfarle tutte è praticamente impossibile.

        Il punto da cui bisogna partire è quello di intercettare l’esigenza di chi accede a Internet per risolvere un problema, o un’esigenza specifica e poi eventualmente allargare il raggio di azione, non il contrario.

        In passato siamo stati abituati a pensare che per fare la differenza, fosse necessario pensare ad un’idea di prodotto e/o servizio che puntasse a raggiungere la fetta di pubblico più ampia ed eterogenea possibile.

        Online invece, l’approccio per poter ottenere i risultati migliori è completamente diverso. La strategia vincente su Internet è infatti quella di puntare a un pubblico numericamente ristretto ma con un’esigenza molto specifica e marcata.

        Le persone che desiderano soddisfare un interesse od una esigenza che hanno, cercano attivamente su Internet, usando Google o un altro motore di ricerca, le informazioni specifiche su quell’argomento e su quello soltanto. Non sono alla ricerca di tutte le informazioni che gli potrebbero potenzialmente tornare utili. Ma solo di quelle su quell’argomento specifico.

        Introno a queste specifiche esigenze si possono sviluppare progetti di comunicazione ( sito + social network + newsletter + eventi, etc..) , condividendo informazioni di valore che permettono, a chi le condivide, di acquisire autorevolezza agli occhi dei propri potenziali clienti.

        Se tu intercetti la mia esigenza, condividi contenuti di valore, fornisci soluzioni pratiche alle mie esigenze, rispondi direttamente alle mie domande ( quello che stiamo facendo qui) e mi coinvolgi attivamente, io nel momento stesso che dovrò acquistare qualcosa mi rivolgerò a te, perchè tu sei diventato il mio punto di riferimento….ti sei conquistato ma mia fiducia, perchè dovrei rivolgermi a qualcun’altro che non conosco?

        Come autore del progetto di comunicazione, puoi proporre prodotti in affiliazione, prodotti che tu stesso realizzo, oppure creare private label (un marchio privato, ovvero prodotti o servizi solitamente realizzati o forniti da società terze e venduti con il marchio di chi vende/offre il prodotto/servizio), puoi realizzare e vendere guide, corsi, organizzare eventi…insomma le possibilità per monetizzare un progetto di comunicazione che nasce intorno ad una passione e sopratutto intorno ad un’esigenza reale e specifica, sono davvero infinite e vanno di pari passo con la creatività di chi le progetta.

        In poche parole, guadagnare attraverso un progetto di comunicazione online è il risultato finale di una strategia di comunicazione e di un lavoro svolto per diventare il punto di riferimento sul web, per un gruppo specifico di persone che ha un’esigenza precisa da risolvere. ( nicchia )

        In sintesi e per farti un esempio pratico:
        il Bamboo in se non è una nicchia….

        Coltivare bamboo nel giardino di casa
        Come avviare una coltivazione di bamboo
        Creare prodotti artigianali con il bamboo
        Prodotti e ricette a base di bamboo
        Come realizzare mobili e complementi di arredo in bamboo
        etc..etc…

        Queste sono tutte nicchie di mercato.

        Lo stesso discorso vale per i viaggi o per qualsiasi altro argomento o settore merceologico in cui noi decidiamo di operare.

        Se parlo di viaggi a 360°, sono solo uno dei tanti, se sviluppo un progetto di comunicazione incentrato totalmente e unicamente su viaggi spirituali in Tibet ( è solo un esempio estremo) probabilmente sarò l’unico a farlo!

        Chris Anderson nel suo libro “la cosa lunga” sostiene esattamente questo, ovvero di come Internet stia trasformando il mercato di massa in una massa di mercati.

        Emergere, diventare autorevole e visibili in una nicchia di mercato molto specifica è molto più facile che farlo in una nicchia ampia, perchè la concorrenza è molto più bassa o addirittura inesistente.

        Spero di esserti stato minimamente di aiuto e di averti dato qualche spunto utile su cui ragionare.

        Alberto

        • Riccardo

          Beh che dire.. entrambi mi avete dato spunti interessanti e sicuramente validi, e su cui mi trovate pienamente d’accordo.. non fa una piega.. il difficile però sta proprio lì, essere capaci di attaccare una nicchia.. nel modo giusto e con le giuste capacità. Non posso parlare di come si coltiva il bamboo se non lo so alla perfezione.. se non ho abbastanza esperienza nell’ambito.. e non basta la passione, ci vuole credo anche “talento”. Per talento intendo la naturalezza nel fare quella determinata cosa, riuscendo quindi a rispondere a qualsiasi domanda o qualsiasi esigenza di chi si ha davanti (o dietro lo schermo).
          Un esempio banale.. il parrucchiere.. ce ne sono un’immensità, ma chi ha talento si vede.. ha imparato certo, ma solo per tirar fuori al meglio il proprio talento.
          Ci vuole anche e soprattutto talento credo.. e si dice che ognuno ne ha uno.. a volte però penso non sia così, io in me non lo vedo.. non faccio nulla con semplicità.. il bamboo, così come la grafica 3D e la fotografia mi appassionano, ma quello che faccio non lo faccio con naturalezza.. l’ho imparato con fatica e nonostante questo mi vedo sempre sotto, dal punto di vista delle capacità, a qualcun altro. Come si fa ad invertire i ruoli? L’impegno non basta.. finchè sarà così non si può pensare di “diffondere” o “dare un servizio” a potenziali clienti.

          • giuseppemasili

            Certo se uno ha talento è tutto più semplice, ma non basta. L’impegno è sempre fondamentale. Se non è questo il nostro caso, cosa che non sono in grado di giudicare e perciò non escludo che possa esserci in te del talento, dobbiamo comunque soffermarci sulla volontà di vivere meglio.

            Anche se uno non ha talento, merita di vivere meglio? Assolutamente sì. Se fosse così sono anche sicuro che vivendo meglio ed essendo più tranquillo avrai la possibilità di dare sfogo al tuo talento e di conseguenza di scoprirlo e di ri-scoprirti.

            Alle volte è più semplice di quanto immagini fare e contribuire ad un cambiamento. Se hai, ad esempio, notato nel tuo settore o in altri qualcosa che andrebbe oggettivamente migliorato, ma nessuno ancora lo ha fatto. Beh se questo contributo gioverebbe a molti e, in cambio di questo vantaggio, sarebbero disposti a pagarlo, allora hai davanti a te un modo vivere meglio facendo qualcosa di nuovo. Se bisogna impegnarsi molto per ottenere il risultato, dovrai farlo.

            Ti è mai capitato di notare qualcosa di questo tipo nel tuo settore o in altri?

          • Riccardo

            Entrambi state spiegando con concetti semplici quale dovrebbe essere il modo per trovare la propria strada.. ed è vero.. leggo e mi dico “vedi, è così.. provaci!”.. la realtà forse però non è così lineare e limpida, possiamo seguire la propria passione ma se non ci porta da nessuna parte o semplicemente non mi dà da vivere.. perchè dovrei percorrerla? Se ai primi passi che compio trovo chi mi taglia le gambe.. perchè dovrei continuare? Per la mia felicità? Forse sì.. ma i risvolti potrebbero essere molteplici e.. boh.. tutto si blocca.
            Giuseppe credo che ogni settore può essere migliorato.. se penso al bamboo, credo di avere acquisito abbastanza conoscenze negli anni che forse è difficile trovarle anche, per quel poco che ho visto, per chi è del settore. Dove mi può portare tutto ciò non mi è ancora chiaro.. e spesso, forse frustrato dall’incapacità di realizzare una mia attività, semplicemente penso “da nessuna parte, ho solo imparato qualcosa i più nella mia vita e metto solo in pratica nel mio piccolo queste conoscenze per apprezzare e vivere più da vicino questa stupenda pianta”.

          • giuseppemasili

            “Perché dovrei percorrerla?”. “Perché dovrei percorrerla?”. “Perché dovrei percorrerla?”. …

            “Perché forse hai una sola possibilità in questo mondo”. “Perché la tua vita non risulti essere una vita sprecata o una vita di rimpianti o una vita mediocre”. “Perché alla fine di tutto è meglio fare, che non fare”. “Perché tutto potrai perdere, ma non ciò che hai imparato o le esperienze che hai fatto”. “Perché se coloro che hanno fatto qualcosa per migliorare la vita di tutti, avessero pensato come stai pensando tu ora, forse saremo ancora all’era della pietra”.
            “Hai bisogno di altre motivazioni?”

            “Se ai primi passi che compio trovo chi mi taglia le gambe.. perchè dovrei continuare?”

            Perché scoprirai che è proprio così. Devi assumerlo come un dato di fatto. Se cambi, le persone che ti vogliono come sei oggi, non vorranno e faranno di tutto per tenerti li.

            Se tu non hai una strategia, farai solo parte della strategia di un altro.

            Lo sai solo tu, se ciò che vuoi essere, è una persona diversa da quella che sei oggi. Troverai molti libri che spiegano questo stato. Rientra sempre nella Zona di Confort. Ti farà piacere sapere che coloro che ti spezzano le gambe diventeranno probabilmente vecchi amici, ma sulla strada del tuo successo troverai molti nuovi amici. Persone che ti motiveranno e che cercheranno di aiutarti a raggiungere il tuo massimo potenziale. Oggi tu sei il risultato delle 5 persone che vicino a te ti influenzano di più. Individuale e cerca di capire se ti stanno potenziando o depotenziando. Non lo fanno con cattiveria, ma non è ciò di cui hai bisogno oggi.

            Qui, sui NomadiDigitali, noi siamo un amico che ti sta potenziando.

          • Riccardo, il primo passo per riuscirci a fare qualsiasi cosa nella vita è abbandonare le convinzioni limitanti.

            Se tu per primo dici a te stesso che non riuscirai a farlo, non ci riuscirai sicuramente…semplice e scontato! Se invece ti metti in testa di volerlo fare, prima o poi la strada per riuscirci la trovi…Fallisce solo chi smette di provarci.

            Il bamboo era solo un esempio, probabilmente non è quella la tua strada, ma ognuno di noi possiede un talento naturale, il problema è che le risorse umane sono come le risorse naturali della terra: molto spesso sono sepolte sotto la superficie e si deve fare uno sforzo per scoprirle.

            Non commettere l’errore di confondere il talento con le competenze. Il talento si allena, le competenze si acquisiscono.

            Ma sono la passione e la curiosità i veri drivers del successo in ogni campo. Quello da cui devi partire è quello che ti fa battere il cuore!