Un Lunedì da Nomade Digitale

Il lunedì è per definizione il giorno più triste della settimana...Ti racconto un lunedì diverso dagli altri, un lunedì da nomade digitale!

Giuseppe Masili: Amo la vita, la libertà e la semplicità. Amo mia moglie e mia figlia Giorgia. Sono attratto da tutto ciò che si può migliorare ed ottimizzare a livello imprenditoriale. Ho compreso la differenza tra essere seduto tutto il giorno davanti ad un computer sotto un neon ed essere produttivo in viaggio riscaldato dal sole in un luogo indimenticabile. Le sfide mi motivano.

Pubblicato il: 27 febbraio 2018 | Categoria:

Hai presente il lunedì mattina che tanto ti stressa? Hai presente quella sensazione di repulsione verso gli obblighi che scoprirai solo alle 9:00, ma cui non avrai voglia di attenerti?

Mi sono spesso interrogato sul come migliorare il drammatico lunedì mattina in ufficio. Ho anche letto diversi libri sull’argomento, ma poco è cambiato. Ho seguito corsi di gestione del tempo, ma anche in questo caso non ho risolto. L’impatto tra il weekend e il lunedì continuava ad essere disastroso. Oggi ho realizzato qualcosa di semplice, ma interessante.

Il Fuso orario può aiutare molto

Sono passati 4 anni e sono finalmente in Thailandia. Precisamente a Koh Mook in questo momento, dopo aver lasciato Koh Ngai, una stupenda isoletta al sud della Thailandia che ti consiglio. Siamo a Febbraio. A Torino ho lasciato 3 gradi per conquistarne 30. Qui è come se fosse nuovamente Agosto.

Per completezza: sto scrivendo questo articolo seduto su un’altalena di legno legata ad una pianta direttamente sul mio cellulare. Giorgia, nostra figlia di 5 anni, dorme all’ombra di un albero. Mia moglie Eleonora sta nuotando. Questa situazione è stupenda.

Sono ormai le 16:30 di lunedì mattina in Thailandia e nessun problema lavorativo mi ha distratto dalla bellezza che mi circonda. Già perché, semplicemente, in Italia sono ora le 10:30 di lunedì mattina e si è ancora in quella fase: “Cerchiamo di capire chi sono e cosa devo fare oggi, ma soprattutto perché sono qui”. Fase che ho vissuto infinite volte e che solitamente dura fino alla pausa caffè delle 11:00, regalandomi gentilmente ancora 30 minuti di pace totale che puó diventare anche 1 ora se la pausa caffè si prolunga con la sigaretta!

Le prime eventuali richieste di supporto, se ci saranno, arriveranno subito dopo questa pausa e dato che nessuno si aspetta una risposta in pochi minuti, ed in ogni caso questo tempismo non è un servizio che vendiamo, si giunge agilmente alla pausa pranzo delle 13 alle 14. Bene, quando in Italia saranno le 14:30 e in Thailandia sarà ora di cena! Mi segui?

Come ti dicevo in precedenza il fuso orario mi sta dando incredibili soddisfazioni perché questo momento nascosto non arriva solo il lunedì: qui capita ogni giorno. Puoi vivere liberamente gran parte della giornata senza avere l’ansia della email o della telefonata del cliente. Puoi fare gite, escursioni, nuotare, leggere, scrivere, mangiare o avviare nuovi progetti potenzianti senza essere interrotto o distratto. In breve, puoi vivere.

Attenzione però a non perdere il senso del tempo. Quando ogni giorno è come se fosse Sabato o Domenica, non saprai più quando lo sarà veramente. Mi è capitato :-). Ho banalmente “rischiato” di pensare al lavoro quando in Italia era un momento di riposo e nessuno si aspettava un mio riscontro. Perciò durante il weekend goditi il tuo meritato relax al quadrato! Usa questo tempo per fare spostamenti, per visitare più posti o semplicemente per liberare completamente la tua mente.

Ho spesso idealizzato l’enorme differenza che c’è tra l’essere nato in una repubblica democratica fondata sul lavoro, rispetto ad una potenziale repubblica democratica fondata sulla vita. Prova a riflettere. Molti italiani sono fortemente devoti al lavoro e rinunciano a gran parte della propria vita sperando in una pensione. Consumano tutti i loro guadagni e il loro tempo comprando beni che in generale costano molto e spesso non sono fondamentali. Questo circolo è difficile da bloccare, ma non impossibile. In Thailandia ad esempio costa tutto molto molto meno.

Fantastico Giuseppe, ma quando lavori durante la settimana? Semplicemente lo scegli tu. Devi essere il capo di te stesso. Puoi decidere di lavorare 4 ore dopo cena quando tua figlia dorme nel fresco della giungla che ti circonda o organizzarti con tutta la calma necessaria per dare riscontro nel giorno successivo rigorosamente dopo le 15:00, quando in Italia saranno le 9:00. Oppure installarti un software che invierà le email solo nell’orario che preferisci, per evitare che al cliente arrivino alle 3 del mattino.

Senza dimenticare che se vorrai dare riscontro entro le 9:00 ora Italiana (15:00 ora thailandese) il cliente apprezzerà di trovare come prima email la tua risposta, mentre tu sarai in spiaggia con 30 gradi, l’acqua calda e il tramonto che si prepara, ma soprattutto ti sarai goduto una mattinata stupenda.

Ma se devi realizzare un progetto e non rispondere solo a delle email?

Non si lavora mai da soli. Organizza il lavoro, assegna le parti e concorda quando ricevere gli aggiornamenti sul progetto. Se tu devi dare riscontri si preciso e puntuale. Quando si lavora massima precisione possibile. Compra una SIM locale in Thailandia funziona quasi ovunque e bene. Con meno di 7 euro puoi avere internet illimitato per 11 giorni!

Scusa la curiosità, che lavoro stai facendo in Thailandia?

Figurati, grazie per la domanda! Abbiamo avviato un nuovo progetto: aTuttaVita.com ci occupiamo di realizzare video recensioni di viaggi con bambini. Ci siamo accorti che c’è grande bisogno di questo tipo di informazioni per andare lontano con un piccolo viaggiatore.

Se ti fa piacere iscriviti al nostro nuovo canale YouTube aTuttaVita e vedrai dal vivo cosa abbiamo fatto in Thailandia!

Ma cosa fai nella vita?

In breve, ho una Srl in Italia (Redomino.com) che si occupa di sviluppo web e pubblicità su internet principalmente con Google AdWords e sto guardando il mare. Ma intendiamoci, non è stato sempre così.

Quattro anni fa ero in ufficio. Avevo perso forse il senso in ciò che facevo o meglio avevo realizzato che impegnavo troppe risorse per ottenere un risultato soddisfacente. Non avevo più una vita, ma solo un grosso impegno lavorativo.

Così un amico mi consiglià di visitare il sito Nomadidigitali.it e per me fu una rivelazione. Vidi con stupore che ciò che avevo intuito aveva un nome, ma soprattutto esisteva e da molto tempo. Incominciai a leggere tutti gli articoli presenti con assoluta attenzione. Li divoravo. Più leggevo e più scoprivo, e più scoprivo e più volevo provare. In particolare notai la foto di un ragazzo che lavorava in un coworking vista jungla in Thailandia e pensai: “No va beh! No va beh! No va beh!”. “Questa è vita! Mi piace!”.

Ma il mio unico obiettivo non fu quello di correre a Chiang Mai o su una delle tante stupende isolette del sud della Thailandia, ma di applicare tutto ciò che trovavo nella sezione ‘Risorse del sito’ e farlo funzionare qui a Torino.

Sì, diciamo che sono uno di quelli che ha provato a fare e in un certo senso c’è riuscito. Quello che solitamente non si incontra mai.. Ci sono spesso persone che vorrebbero, ma non lo faranno. Altre che invece sembrano già nate nomadi digitali, ma poi manca sempre quell’omino che prima era in una situazione complessa e poi ha realizzato il cambiamento. Quella sorta di testimone vivente in grado di dire: ”Sì ragazzi, si può fare. Ciò che leggete non sono solo parole”.

Così ho fatto e non è stata una passeggiata, anzi. Oggi posso ammettere che a cambiare non è stata solo la mia azienda, ma principalmente io. La società è una diretta conseguenza del mio modo di pensare e di agire. Un semplice causa/effetto. Devo ringraziare Alberto Mattei per il grande supporto che mi ha fornito.

Ed oggi sono qui. Non sono in vacanza, sto lavorando, ma ho un nuovo alleato che mi sta dando incredibili soddisfazioni: il fuso orario!t

Una ultima curiosità: quest’anno per il primo anno festeggerò 2 capodanni, quello Italiano e quello cinese. Ho scoperto che il 16 febbraio 2018 sarà il capodanno cinese e noi raggiungeremo Bangkok su un treno notturno proveniente da Chiang Mai. Non vedo l’ora.

Ora mia figlia si è svegliata, perdonami ma vado a fare il bagno con lei. Se vuoi ancora approfondire la mia storia o il mio percorso sei il benvenuto. Ti consiglio di leggere questo articolo: “La Mia Prima Esperienza di Lavoro in Remoto: Un’Illuminazione“.

Con questo articolo non voglio convincerti ad andare in Thailandia, ma vorrei solo essere in qualche modo di ispirazione. Questo perché ho veramente testato su me stesso gran parte di ciò che c’è scritto sul sito nomadidigitali e funziona.

Tutto è possibile. Ci vogliono solo impegno, costanza e un briciolo di follia che ti aiuteranno a fare quel salto controllato che hai tanto progettato su carta e che sai che in fondo in fondo può funzionare. Sai che ti dico? Funzionerà. Ora salta.


Foto credit: Shutterstock



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  • Nagi Maini

    Salve Giuseppe, mi scuso per il disturbo. Mi chiamo Matteo,e sono rimasto molto colpito dai tuoi articoli su Nomadi Digitali, sopratutto quello sulla prima esperienza e quello, a mio avviso illuminante,del lunedì.

    Avrei mille domande da fare ma preferisco non stressarti troppo e fartene solamente una: parto dal presupposto che, a distanza di 2 anni, finito alcuni obbiettivi “italiani” è mia intenzione vivere proprio da nomade digitale con mia moglie e la mia futura bimba.

    La mia domanda è questa: come gestisci l’educazione “scolastica” della bimba? Ultimamente sento parlare spesso, e mi sto interessando a grandi linee, al Homeschooling.
    Ovviamente non voglio sapere tutti i tuoi fatti personali, ci mancherebbe, ma sto cercando punti in comune con persone che semplicemente vivono la vita che mi sono impostato di fare anche io. Mi scuso se mi sono dilungato troppo e vi auguro una buona giornata.

    • giuseppemasili

      Non è un disturbo, condividere e confrontarci e un ottimo modo di imparare insieme. Se hai domande non ti preoccupare, falle.

      Giorgia, nostra figlia, il prossimo anno in teoria dovrebbe andare a scuola. Dico dovrebbe perché non è un obbligo, ma una eventuale opportunità. Sarò sincero abbiamo visitato diverse scuole e parlare di opportunità non è più possibile. Lo ritengo più un impegno, anzi meglio un addestramento alla società italiana. Il tempo impegnato per imparare un concetto non giustifica tutto questo sforzo. Anche solo portare nostra figlia alle 8:30 a scuola, dopo aver vinto il traffico mattutino e creato ulteriore smog non ha più senso dal mio punto di vista.

      La costituzione italiana, per fortuna, impone l’obbligo di istruzione, ma non l’obbligo di andare a scuola.

      Durante i nostri viaggi, intratteniamo Giorgia, durante gli spostamenti con libri scolastici di 1° elementare. Ad oggi sa già fare somme, sottrazioni, maggiore, minore, uguale e conta fino a 100. Legge in stampatello e scrive. Oltre a queste, che sono alcune delle richieste base della 1° elementare, sa fare un check-in, sa cos’è un passaporto, sa come si prendono gli aerei, gli autobus, le barche, i taxi e ora anche i tuk tuk. Sa che esistono altre religioni. Sa che esistono altri modi di vivere e altro culture. Sa che esistono bambini molto molto poveri, ma liberi di giocare ovunque. Ama guardare il tramonto e sorprendersi davanti ad una nuova alba.

      Conosce e riconosce diversi territori sulla mappa. Ha imparato le basi dell’inglese per giocare con altre bambine incontrate in giro per il mondo. Mangia anche con le bacchette. Tutto questo per dirti che ha imparato naturalmente senza doverla obbligare. Pensa che mi ha anche chiesto:”Papà, come si fanno i soldi?”. Io fiero le ho aperto un discorso sul dare valore e lei dopo 10 minuti mi ha guardato e mi ha chiesto:”No, Papà, non hai capito. Io voglio sapere come posso stamparli io!!!” Dopo essere stato io 1 minuto in silenzio le ho detto SCHERZANDO:”Parliamone :-)”.

      Questo per dirti che è molto curiosa, attenta e viva. La sua fiamma è molto luminosa. Stiamo valutando seriamente Home Schooling per nostra figlia.

      Sai i nomadi digitali hanno compreso quanto non abbia più senso chiudersi in una stanza 8 ore al giorno per cercare di consegnare un progetto. Ora è il momento di pensare ai nostri figli e immaginare una scuola digitale e nomade. Esistono già alcune realtà come il world schooling. Mentre la scuola tradizionale mi avvilisce queste nuove opportunità mi stimolano. Ad oggi non so bene ancora come andrà a finire, ma queste sono le premesse!

      Se hai ulteriori domande non farti problemi, come ti dicevo è un piacere e soprattutto potrà anche aiutare nuovi nomadi digitali che leggeranno in futuro.

      • Nagi Maini

        Ti ringrazio, hai descritto chiaramente ciò che vorrei fare anche io nei confronti dell’educazione di mia figlia.
        Quindi vedremo come procederà e speriamo di poterci sentire nuovamente con ottime notizie “nomadi” 😉
        Grazie ancora e buona giornata.