I Vantaggi del Networking: Come Creare Una Tua Rete di Contatti

In questo articolo ti spiego quanto sia importante il networking e come iniziare a crearti una rete di contatti e collaboratori

Jonathan Pochini

Jonathan Pochini: Sono diventato Nomade Digitale gradualmente, passando per un paio di agenzie a Firenze, la rinuncia a un contratto a tempo indeterminato e un lavoro freelance a Sydney. Oggi la mia rete di clienti online mi permette di lavorare ovunque, viaggiare, esplorare diversi stili di vita e avere più tempo da dedicare ai miei progetti personali. Mi occupo di SEO, Marketing e contenuti per il Web.

Pubblicato il: 6 Maggio 2014 | Categoria:

In questo post cercherò di spiegarti perché a mio avviso sia fondamentale fare networking e come puoi arrivare a crearti una rete di contatti.

Cercherò di analizzarne i vantaggi e di suggerirti come entrare in contatto con altri professionisti per dare un valore aggiunto alla loro e alla tua attività, per tenerti aggiornato e arricchire il tuo bagaglio di conoscenze, possibilità spesso sottovalutata dai professionisti.

Innanzitutto, il Web non è un paese per… vecchie concezioni di azienda, ma un mondo per liberi professionisti!

Questa naturalmente è solo la mia opinione, ma è un’opinione supportata da diverse esperienze.

In molte delle agenzie con cui ho collaborato ero spesso l’unico responsabile delle campagne portate avanti a beneficio del cliente finale. Ma l’agenzia ricaricava le mie ore-lavoro di 3 o 4 volte! E’ naturale che sia così: un’agenzia deve sostenere i costi di un ufficio, pagare i dipendenti, i segretari, i commerciali…

Un libero professionista invece non ha queste spese. La morale è: se il cliente avesse contattato direttamente me invece che l’agenzia, avrebbe avuto lo stesso servizio ad almeno un terzo del costo!

Non voglio delegittimare le agenzie: ha senso che una grossa azienda o una multinazionale si affidi ad un’agenzia e ci sono agenzie che facendo leva sul gioco di squadra di diverse esperienze, competenze e teste pensanti… fanno un ottimo lavoro!

Ma la mia impressione è che per la maggior parte delle situazioni del web un libero professionista preparato sia più che sufficiente a svolgere il compito per il quale si è specializzato.

Tuttavia il web è un mondo vastissimo, fatto di diverse discipline che si evolvono in continuazione. Quando si tratta di offrire il miglior servizio possibile ai propri clienti – o ai propri utenti – sarebbe piuttosto presuntuoso pensare di sapere tutto e di saper fare tutto.

Ecco quindi che, in vista della realizzazione di un progetto web più complesso, è importante sapere a chi rivolgersi, avere nella propria rete di contatti un variegato numero di collaboratori, ognuno specializzato nella propria disciplina:

  • Il Web Designer;
  • Lo sviluppatore Web;
  • Il Seo Specialist;
  • Il Consulente di Online Marketing;
  • Il Social Media Manager;
  • L’esperto di AdWords e PPC;
  • Il traduttore;
  • Il Copywriter…

Spesso questa rete di contatti si costruisce spontaneamente col tempo: nel corso della propria vita lavorativa si conoscono nuovi professionisti e capita spesso di collaborare per uno stesso sito web o per uno stesso progetto.

Tuttavia i vantaggi e i benefici di una strutturazione più importante di questa rete di contatti vengono spesso – secondo me – sottovalutati oppure la sua attuazione incontra l’ostacolo di diverse resistenze.

Io stesso ho cercato più volte di incoraggiare una rete più strutturata di collaborazioni tra diversi professionisti, ho cercato di coinvolgere più persone in un progetto comune e non ti dico quanto sia stato difficile mettere assieme diverse personalità ed esigenze in vista di un reciproco beneficio (e non ti dico nemmeno che ce l’abbia fatta!)

Permettimi quindi innanzitutto di elencarti quelli che, secondo me, sono i vantaggi di fare networking.

I Vantaggi del Networking

#1: Scambiarsi dei Lavori

vantaggi

Se qualcuno nella mia rete di contatti ha una competenza che io non ho, o che può portarla avanti meglio di me, gli posso passare un lavoro di cui un mio cliente potrebbe avere bisogno.

Ad esempio: un mio cliente vuole fare Online Marketing ed ha un sito in Joomla; io con Joomla sono un po’ fuori allenamento, ma so che nella mia rete di collaboratori ci sono autorevoli professionisti che si sono tenuti aggiornati con questo CMS. Sarò quindi molto felice di passare ad uno di questi miei collaboratori il compito di ottimizzare Joomla in vista degli obiettivi della campagna di Online Marketing per il mio cliente.

  • Come fare: Gli posso passare il contatto del mio cliente “in amicizia”, “a buon rendere”, posso passargli il lavoro in outsourcing (io tengo i contatti con il cliente, lui mi fa un preventivo da sottoporre al cliente), possiamo fare uno “scambio di ore”.
  • Come iniziare: Per crearti contatti di questo tipo potresti iniziare a condividere il tuo profilo completo di competenze in un gruppo chiuso su facebook (in questo modo, in un gruppo facebook di professionisti a Chiang Mai, ho conosciuto una mia collega tedesca a cui ho già passato alcuni lavoretti per ottimizzare versioni in tedesco dei siti dei miei clienti), su Linkedin, su Google+, su un forum su Google Gruppi, su un doc condiviso su Google Drive o perché no, su una sezione privata di un sito web.

Ecco come ho presentato il mio profilo e le mie competenze in un doc condiviso con i professionisti di Fuerteventura:

  • Vantaggi: Chi sceglie una vita da freelance abbraccia l’instabilità: a volte le richieste di possibili clienti non vogliono proprio arrivare, a volte arrivano tutte insieme.

    La creazione di un network di colleghi e professionisti dalle diverse competenze non solo garantisce un servizio migliore ai propri clienti (e risultati migliori in vista della realizzazione di un progetto personale) ma permette anche di beneficiare di un flusso più stabile di richieste (quando ne avrai troppe le potrai passare a un collega, quando ne avrai troppo poche è probabile che la tua rete di collaboratori sia in grado di supportarti).

    I miei migliori clienti li ho ottenuti spesso tramite la raccomandazione di altri professionisti con cui ho lavorato: quando un possibile cliente ti contatta perché qualcuno gli ha raccomandato i tuoi servizi parte già con un positivo e costruttivo atteggiamento di fiducia nei tuoi confronti.

#2: Aiuto Reciproco

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Il web è un settore vastissimo nel quale c’è sempre qualcuno che ne sa più di te riguardo a un determinato argomento o che ha le competenze per risolverti un problema specifico. Agli albori del web ci sono stati un paio di studiosi che hanno ideato i concetti di Intelligenza Collettiva o Intelligenza Connettiva proprio per suggerire la realizzazione virtuale di una super-mente (o di un super-professionista) come unione delle singole competenze individuali, unione sempre maggiore della somma delle singole parti!

E’ il caso ad esempio nel quale chiedo aiuto in un forum e uno o più partecipanti – al solo scopo di condividere – mi spiega come risolvere il mio problema. L’unione virtuale delle mie competenze con quelle dei miei interlocutori rappresenta la realizzazione di quel super-professionista che è sicuramente più bravo di me, lasciato solo con le mie limitate competenze.

Ma non tutto si può condividere un un forum (ad esempio dati sensibili dei propri clienti) e non sempre i forum rappresentano l’attualizzazione di una intelligenza connettiva o collettiva (per farlo, secondo me, tutti i partecipanti dovrebbe essere abbastanza maturi da essere cooperativi e non cadere in dinamiche egoiche o autocelebrative).

Ecco che forse non in un forum pubblico ma in una vera e propria piattaforma di networking sarebbe possibile accedere ad un livello più interessante di sinergia delle singole competenze…

  • Ad esempio: sto realizzando una determinata strategia per un mio cliente (ad esempio una campagna AdWords) in un settore o con caratteristiche che non mi sono familiari. Se potessi avere un confronto con un altro fidato professionista che magari ha avuto più esperienza di me in quel settore… sono sicuro che imparerei qualcosa di prezioso e che sarei in grado di fornire al mio cliente un servizio migliore.
  • Come fare: posso chiedere una consulenza al professionista con cui sono in contatto, possiamo fare uno scambio di consulenze o possiamo studiare insieme il problema (in vista di una reciproca crescita professionale).
  • Come iniziare: in un eventuale gruppo chiuso o forum si può iniziare a esporre i propri problemi per vedere se all’interno della community c’è qualcuno in grado di risolverli… per poi accordarsi di conseguenza in caso la risoluzione di questi problemi non possa essere attuata nello spazio limitato di una discussione.
#3: Crescere Assieme

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Il web cambia in continuazione. Bisogna sempre tenersi aggiornati.

Ognuno ha le proprie fonti di informazione attraverso le quali tenta di limitare l’overload informativo. In questo scenario il beneficio maggiore non deriva tanto dal dedicare – ad esempio – un’ora al giorno a leggere i propri blog di riferimento – vedi la sezione “Risorse” del mio articolo “Come diventare un professionista del web (marketing)” – ma deriva proprio dal confronto tra colleghi che dedicano parte del proprio tempo al tenersi aggiornati!

  • Ad esempio: seguo alcuni blog, altri colleghi potrebbero seguirne altri, oppure tenere d’occhio varie community di settore su Google+, seguire autorevoli professionisti su Twitter, partecipare attivamente ad alcuni forum… Un confronto tra colleghi – nel quale ognuno si impegna a selezionare le notizie più rilevanti – potrebbe aiutare a limitare il tempo percepito come necessario per il proprio aggiornamento professionale.
  • Come fare: si può condividere le notizie ritenute interessanti in un gruppo o magari dividersi i compiti (io seguo questi blog in inglese, tu tieni d’occhio i tuoi account su Twitter, tu le Community su Google+…) e fissare degli hangout (o delle videoconferenze su Skype) una volta alla settimana nei quali discutere le novità e confrontarsi.
#4: Promuovere i Propri Siti a Vicenda

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Ogni professionista digitale ha presumibilmente un proprio sito nel quale promuove la propria attività. Spesso non ha solo un sito ma ha diversi siti e diversi progetti online. Sempre con il necessario buon senso e con un occhio alle “good practices” della SEO, del Web e dei Social Media possiamo fare azioni per aumentare la reciproca visibilità dei nostri siti.

I vantaggi reciproci di operazioni di questo tipo possono essere estremamente significativi.

  • Ad esempio: un collega ha un frequentato blog che parla di viaggi: posso scrivergli un articolo su “come farsi una vacanza low cost a Fuerteventura” in cambio magari di un paragrafetto con link da dedicare ad un’eventuale scuola di surf mia cliente (che non ho, sto facendo un esempio).
  • Come fare: possiamo condividere un eventuale doc su Google Drive con i siti – propri o dei propri clienti – nei quali si possono fare operazioni di questo tipo. Ecco come la vedo:


#5: Co-Branding: Fare un Progetto di Promozione Online Comune

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Una volta un consulente aziendale mi ha detto che l’attività di autopromozione per un libero professionista dovrebbe essere almeno il 30% delle sue ore lavorative.

E’ tantissimo! In seguito all’evoluzione di certe dinamiche del web – e tagliandola proprio con l’accetta – una strategia credibile di autopromozione online oggi potrebbe contemplare:


  • un blog con un piano di pubblicazione di articoli di ottima qualità da pubblicarsi con una certa frequenza.
  • una sostenuta attività sui social (facebook, google+, twitter…)
  • un minimo di attività di “brand reputation” tramite interventi su altri siti di settore.
  • E’ un impegno veramente gravoso che giustificherebbe già da solo un lavoro full-time!
    In questa situazione… l’unione fa la forza!

    Date le dinamiche dei social e dei motori di ricerca, 2 persone che collaborano in un progetto online comune (ad esempio un blog) potrebbero aumentare la loro visibilità in maniera esponenziale.

    Se ci sono 10 persone che collaborano e che si assumono ad esempio la responsabilità di produrre un post di qualità al mese, garantirebbero un piano editoriale con un post pubblicato ogni 3 giorni. Se le persone sono ancora di più – o se riescono a produrre una quantità di post maggiore – si potrebbe arrivare ad un post al giorno per ogni giorno feriale.

    Senza contare il supporto “social” che ogni autore avrebbe (che sarebbe supportato da tutti gli altri contributor che sarebbero naturalmente incoraggiati a condividere il post ai propri “follower”).

    La visibilità che ognuno ne ricaverebbe sarebbe naturalmente molto maggiore rispetto a quella che ognuno avrebbe se lavorasse e si promuovesse da solo.

    Nascono spesso obiezioni sul come suddividere i frutti di tutta questa operazione: possiamo accordarci in qualche modo (ce la giochiamo a poker, ci alterniamo, facciamo decidere al cliente), o possiamo fare in modo che la strutturazione del sito stesso escluda eventuali discussioni (possibilità di accedere al profilo e ai contatti del singolo professionista)…ma secondo me i vantaggi di questa operazione superano di gran lunga qualsiasi problema (se le richieste dei clienti aumentano di 10 volte potrai anche passare sopra al fatto che un tuo collega ti abbia “fregato” quella determinata richiesta).

    Ad esempio: creiamo un sito e un blog nel quale ci presentiamo tutti come una rete di professionisti del web, ognuno specializzato nel proprio campo di azione e ci accordiamo su quale dovrebbe essere l’impegno reciproco (un post di qualità al mese, supporto social dei post degli altri contributor, supporto di link in entrata e visibilità tramite promozione sui rispettivi siti web personali…)

    Come iniziare: sicuramente con una discussione in un gruppo chiuso e magari con qualche hangout a voce. Si dovranno definire le regole da seguire, il nome del progetto (e del sito), eventuali investimenti comuni (qualcuno sicuramente dovrà sviluppare il sito o bisognerà farlo fare a qualcuno).

    #6: Fare un Progetto di Online Business Comune

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    Lavorando nel web nasce spesso l’ambizione a realizzare dei progetti imprenditoriali o microimprenditoriali nei quali buttarsi con una passione ancora maggiore di quella che impieghiamo nell’erogazione dei nostri servizi per i nostri clienti.

    Che sia per il desiderio di emanciparsi da un lavoro che permette di fornire esclusivamente una risorsa limitata (il proprio tempo) o per il desiderio di realizzare un progetto in cui si crede… secondo me l’evoluzione di un professionista del web passa a un certo punto per l’acquisizione di caratteristiche un po’ più imprenditoriali e un po’ meno consulenziali o tecniche.

    Ad esempio: è da tempo che mi piacerebbe realizzare e “coltivare” un mio ecommerce, ma le mie competenze possono coprire solo una parte delle attività che sono necessarie per gestire un ecommerce di successo.

    Ho bisogno di persone che sappiano come muoversi per quanto riguarda la logistica, l’amministrazione, il customer care… Se nella mia rete di contatti ci sono persone che hanno la mia stessa ambizione e che magari sono in grado di completare le mie competenze… possiamo iniziare a discuterne e verificare la fattibilità del progetto.

    Come iniziare: nella nostra piattaforma di discussione e networking mettiamo in campo anche quelle che sono le nostre ambizioni personali e i progetti a cui ci piacerebbe lavorare in team. Che siano la realizzazione di un infoprodotto, un ecommerce, un nuovo servizio o un altro progetto online.

    #7: Condividere le Spese

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    Ci sono molti servizi utili nel web, servizi che spesso rappresentano i nostri costi (ad esempio i servizi di web hosting) o che potrebbero agevolarci nel nostro lavoro.

    L’unione di diverse esigenze potrebbe permetterci di acquistare assieme servizi migliori o accedere a servizi e prodotti utili che però non sarebbero in grado di giustificare la spesa dei singoli individui.



    Ad esempio:

    • l’acquisto di un server dedicato dove pubblicare i nostri siti;
    • sottoscrizione ad un servizio di stock photos;
    • Acquisto di materiale formativo (ebook, corsi…);
    • Sottoscrizione a servizi online che contemplano piani multiutente;

    Come iniziare: facciamo un elenco di quali sono le nostre esigenze e di come ci piacerebbe investire le nostre risorse per acquistare servizi e prodotti utili per il nostro lavoro.

    #8: Realizzazione di Uno Spazio di Co-Working

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    Una rete virtuale di professionisti digitali potrebbe trovare una sua manifestazione fisica in un vero e proprio ufficio condiviso nel quale rendere le dinamiche esposte sopra ancora più efficienti e veloci di quelle che potrebbero essere a distanza, tramite il web.

    Ovviamente è necessario che il “team” condivida non solo un’insieme di ambizioni, visioni e attitudini ma anche una vicinanza fisica (almeno per alcuni mesi l’anno).

    Un discorso a parte meritano gli spazi di coworking, detta in poche parole, quegli spazi nei quali lavoratori e nomadi digitali possono affittare una postazione per lavorare.

    Spazi di coworking ne esistono già in diverse città italiane e in numerose altre parti del mondo (spesso meta di nomadi digitali) e se nel proprio ufficio condiviso c’è abbastanza spazio, perché non farlo diventare un vero e proprio coworking space?

    Oltre al fatto che un tale progetto potrebbe essere in grado di generare un reddito (le postazioni si affittano) l’aspetto secondo me più entusiasmante è la realizzazione di un ambiente favorevole allo sviluppo di ulteriori contatti, reti di networking, relazioni e progetti di online business.

    Come Si Crea Una Rete di Contatti e Collaboratori

    Come accennato sopra la costruzione di una rete di relazioni fa parte della propria naturale vita lavorativa: si incontrano altri professionisti, si lavora insieme in un progetto comune, si discute nei forum… si fa networking, appunto.

    Non sono sicuro sia necessario spiegarti come instaurare proficue relazioni con i tuoi eventuali futuri collaboratori. Ma un po’ di analisi potrebbe farti venire qualche idea interessante.

    Ecco secondo me i passaggi che trasformano un perfetto sconosciuto in una persona importante nella propria vita professionale:

    1. Ci Si Mette in Contatto

    Evidentemente un passaggio necessario ed un passaggio che si può articolare in una miriade di possibilità.

    2. Si Valuta Una Collaborazione o Si Approfondisce Una Relazione

    Un collaboratore fidato, prima di diventare tale, viene sempre “sottoposto” a delle prove: gli si affida prima qualche compito di poca importanza per poi, una volta appurate serietà, sintonia di visioni e competenze, passargli progetti sempre più complessi e delicati… Si diventa collaboratori sempre più stretti.

    Ma non è detto che una relazione professionale debba necessariamente contemplare il lavorare assieme ad un determinato progetto: potrebbe essere anche il solo andare a lavorare assieme in qualche bar o internet café, scambiarsi 2 chiacchere e pareri nelle pause, creare “ambiente” (farsi coraggio a vicenda, quando ci si trova in una destinazione esotica e tutti intorno a te stanno facendo festa o vacanza).

    3. Si Diventa Collaboratori, Partner, Soci

    Si decide di avviare un progetto comune (uno di quelli descritti sopra ad esempio).

Il primo punto merita un ulteriore approfondimento. Ecco i metodi e le procedure con cui nella mia vita lavorativa ho trovato alcuni dei miei contatti:

  • abbiamo lavorato assieme in uno stesso ufficio;
  • abbiamo lavorato assieme in uno stesso progetto o per lo stesso sito web;
  • ci siamo conosciuti ad un convegno, un corso, un seminario;
  • sono andato ad un incontro di Nomadi Digitali (Chiang Mai, Gran Canaria);
  • sono stato contattato tramite il mio sito web (e ci mancherebbe!).
  • ho organizzato un incontro (molto informale) tra professionisti digitali di una stessa zona;
  • sono andato a visitare un coworking space;
  • ho messo un annuncio in un forum di settore dicendo che cercavo collaboratori;
  • mi sono iscritto ad un gruppo di settore su facebook, google+, linkedin… ho partecipato a qualche discussione… quando qualcuno si trovava nelle mie vicinanze (siano queste state in Italia, Thailandia o Isole Canarie) non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione di prendere un caffé insieme e parlare delle reciproche esperienze e sfide da freelancer digitali.
  • ho creato un sito o scritto un articolo su un determinato argomento (non necessariamente attinente al mio settore), sono stato contattato in quanto “persona informata sui fatti”, a cui magari è seguito un incontro dal vivo.
  • ho cercato informazioni su un determinato argomento (ad esempio “Gran Canaria Digital Nomads”), trovato un articolo su un blog, contattato l’autore dell’articolo e riscontrato con piacere che era disponibile ad un incontro.
  • ci siamo conosciuti per un altro motivo (ci sta sempre) per poi scoprire che in qualche modo eravamo colleghi.

Resistenze

«Con un alleato vero, non tieni il conto, cerchi di investire il più possibile nell’alleanza.» Reid Hoffman, co-fondatore e Presidente di LinkedIn

La realizzazione di un network che sia funzionale e produttivo ha bisogno di professionisti competenti ma anche dotati del giusto atteggiamento: dobbiamo smettere di pensare ognuno solo al proprio proverbiale orticello e dobbiamo imparare ad essere più orientati alla cooperazione che alla competizione, o perderemo le grandissime opportunità che questo periodo storico ci sta offrendo.

Sicuramente avremo bisogno di persone oneste nei nostri network, ma non bisogna neanche avere paura di essere fregati o sfruttati.

La possibilità di fregature o delusioni non deve limitarci ma deve semmai venire considerata come “rischio imprenditoriale”. Sicuramente per prove ed errori affineremo le nostre capacità di selezione, ma la scelta consapevole dell’investire in una rete di relazioni è appunto un investimento: può andare male, ma il beneficio che ne trarremo se andrà bene supererà di gran lunga il rischio.

Altre resistenze che ho incontrato quando ho cercato di creare progetti collaborativi più impegnativi sono stati:

  • il fatto che molti professionisti “preferiscono lavorare da soli”;
  • il fatto che molti professionisti hanno un loro modo di intendere il web, una campagna SEO o Web Marketing, la grafica di un sito o la realizzazione di un testo comunicativo (in altre parole rischiamo tutti di essere un po’ individualisti, precisini e perfezionisti).

Le relazioni professionali devono certamente fondarsi su una sintonia di visioni ma è anche importante essere disponibili a fare un passo in direzione dell’altro se si vuole investire in una relazione o far parte di una rete di relazioni.

Prima di concludere permettimi di citare nuovamente il cofondatore di Linkedin:

«Costruite relazioni autentiche. Non siate opportunisti. Il networker della vecchia guardia coltiva le sue relazioni pensando unicamente a ciò che gli altri possono fare per lui. Un costruttore di relazioni, invece, cerca prima di tutto di aiutare gli altri.Sa che molti gesti altruistici vengono ricambiati, ma non è calcolatore al riguardo. Si prende costantemente cura dei suoi rapporti, non solo quando ha bisogno di qualcosa».

Nel 2012, Hoffman ha pubblicato in Italia il libro, Teniamoci in contatto. La vita come impresa.

Come lo Vedresti un Network di Nomadi Digitali?

Quando viaggiamo, quando arriviamo in un posto nuovo, siamo sempre molto più aperti e disponibili ad allacciare nuove relazioni (non necessariamente professionali).

Ci viene naturale: ci ritroviamo magari in un paese straniero, non conosciamo nessuno e non vediamo l’ora di incontrare nuova gente, condividere le nostre esperienze e “nutrirci” di quelle degli altri.

Se mi permetti di sostenere questa audace ipotesi, lo stile di vita da nomade digitale allena già quelle caratteristiche di cooperazione, tolleranza, apertura e disponibilità a condividere che diventano preziosissime nella realizzazione di una rete tra professionisti, un network che sia funzionale e fertile di progetti e opportunità (naturalmente questo non significa che se non sei ancora un nomade digitale tu non possa avere queste caratteristiche).

Il processo di creazione di questo network inoltre richiede un sacco di tempo e sarebbe utile trovare delle procedure per arricchire la propria rete in maniera più veloce ed efficiente.

Mi chiedo quindi se non sia il caso di provare a realizzare una piattaforma di networking per nomadi digitali…

Insomma, secondo me, i vantaggi della realizzazione di una rete di professionisti sono veramente promettenti ed evidenti. Ma non tutti la pensano allo stato modo (o si comportano coerentemente con questa idea).

Tu come la pensi? Ti piacerebbe discutere di un’eventuale piattaforma di networking per nomadi digitali nella quale creare e nutrire nuove e proficue relazioni professionali?

Iniziamo a discuterne in questa community su google+ o qui sotto nei commenti.



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  • toni

    Allora…come sempre Jonathan sei il migliore perchè proponi argomenti sempre vicini e reali alla maggior parte di noi.
    L’argomento coworking network etc , è quello che tiene in piedi la maggior parte di noi. Non tutti però sono disposti ad ammetterlo. C’è dell’ipocrisia nel voler essere da soli o arrangiarsi da soli…non esiste! Nella mia carriera ho tentato milioni di volte di creare dei gruppi di lavoro e devo dirti sinceramente che dopo 35 anni di carriera, sono riuscito a trovarne ben pochi, (li puoi trovare nel mio sito:www.tonibullo.it alla pagina: partners). Tutte persone che raccomando a tutti perchè provate sul campo parecchie volte.
    I problemi che ho avuto (parlo senza esagerare di almeno 200/300 persone) sono di una banalità disarmante, la prima causa del fallimento dei miei rapporti è stata l’invidia, segue a ruota l’arroganza e via via fino ad arrivare a presentare prima di te un progetto ad un tuo cliente…..una miseria comportamentale davvero demotivante. Però nonostante tutto io continuo a coltivare contatti tanto da aver potuto arricchire, con i miei contatti una agenzia di marketing americana che all’epoca contava solo su una persona. Adesso merito di questo network, questa agenzia fornisce grafica, animazione e modellazione 3D, illustrazioni, siti web senza investire, solamente matenendo un atteggiamento chiaro e onesto.
    Dal punto di vista dei soldi abbiamo tutti una sola legge: chi fa il lavoro becca i soldi, chi trova il cliente e lo segue per te prende da niente al 20% a seconda dei casi.
    Ti faccio un esempio: abbiamo rifatto l’immagine ad uno scultore kinetico americano:
    strategia, testi, logo, grafica del sito, il sito in wordpress e la sigla in animazione 3D per i video di presentazione delle sue opere. 5 persone hanno lavorato al progetto dunque ci sono stati 5 preventivi presentati al gestore del lavoro con le varie quotazioni. Alla fine ognuno guadagna per quello che ha fatto. In questo caso la persona che ha gestito il progetto non ha voluto nessuna percentuale perchè ritiene che poter avere questa potenza di fuoco la possa far avvicinare a molti clienti di prima, quando vendeva solo strategie di marketing. Noi dal nostro canto abbiamo applicato dei prezzi convenienti perchè anche a noi avere questo lavoro nel portfolio e poter collaborare con una struttura in California ci gioca benissimo.
    Dunque:
    cliente contento perchè ha avuto un servizio completo ad un prezzo conveniente.
    Contento il nostro contatto americano che si è trovata una agenzia completa senza nessun investimento
    Contenti noi che abbiamo potuto avere un contatto e del lavoro in più.

    Io con te sono daccordissimo che non ci sono sistemi più convenienti ma devi trovare chi mette da parte , zittisce il proprio ego.

    Spero che questa mia esperienza meglio di altre parole ti abbia fatto capire due cose:
    1 – che quando vuoi io sono a disposizione anche solo per confrontarci.
    2- che nella tua lista delle competenze necessarie che hai elencato, manca un creative designer come me :)))

    Bravo come sempre perchè come sempre mi ispiri!!!
    Toni

    • Ciao Toni
      Grazie per aver condiviso la tua esperienza!
      Sono totalmente d’accordo con te e sono sicuro che in 35 anni di carriera avrai certamente maturato una solida comprensione delle varie dinamiche tra professionisti.
      La “legge del chi trova il cliente” e’ in sintonia con quello che mi sembra giusto anche a me: “chi fa il lavoro becca i soldi, chi trova il cliente e lo segue per te prende da niente al 20% a seconda dei casi”.
      Grazie!

  • Carlo Ruggiero

    Bellissimo articolo, è la prima volta che ti leggo.
    Anche io ho il sogno dell’ eCommerce….ci riusciremo?

    Ciao!

  • Carlo Ruggiero

    Fatto!

  • Micaela

    Ciao,
    Davvero interessante,complimenti.
    Difficile incollare ad un testo così lungo un lettore.
    Io mi cc cupo di formazione nel settore del fitness,navigo in cerca di idee x rendere piu “nomade” la mia figura

    • c’è neeeEEEessuuUUUUuunoooo

      navighi in cerca di idee? per renderti più nomade? eccola qua!
      se dividessimo i compiti? io tanto work poco net……
      c’è la possibilità di scrivere in privato? almeno finché non imparo a muovermi qua dentro? prime ore ……non c’è verso! non è il mio mondo…….

      • c’è neeeEEEessuuUUUUuunoooo

        MA CHE è? hanno fatto tutto loro……. perché mi hanno storpiato il nome? mi sono iscritto come “perché-no”…..

    • Grazie per il tuo commento Micaela.
      In effetti l’articolo e’ molto lungo e forse era meglio fare una sintesi per poi magari rimandare all’articolo completo in pdf.
      Nel mercato inglese ci sono moltissimi esempi eccellenti di corsi, infoprodotti e strategie piuttosto aggressive di marketing online per promuovere questi corsi e infoprodotti relativi al fitness.
      Per quello che ho visto io ci vuole una strategia piuttosto impegnativa, ti faccio solo un esempio: curare – tra le varie – un proprio canale su youtube con una frequenza di pubblicazione regolare di video nei quali dai consigli o spieghi come fare certi esercizi relativi al tuo settore specifico.
      Contattami in privato – trovi i miei contatti nella pagina autore di questo stesso sito – che provo a darti qualche dritta…

    • Ciao Micaela, mi permetto di darti anche io il mio consiglio personale.

      Se vuoi trasformare questa tua competenze e passione per il fitness, in un’attività online che ti permetta di essere mobile e indipendente, per prima cosa devi concentrarti nel capire chi sono specificatamente le persone che vuoi aiutare e qual è il problema specifico che tu vuoi risolvere loro.

      Su Internet se ti rivolgi a tutti finisci per non raggiungere nessuno!

      Il settore fitness è un settore immenso e le persone in generale, sui motori di ricerca, non cercano cose che genericamente possono interessare loro, ma cercano invece informazioni specifiche in grado di risolvere dei problemi reali e concreti che loro hanno e vorrebbero risolvere…

      Spero di esserti stato minimamente utile e ti auguro una buona giornata.

  • Nino

    L’articolo è davvero interessante e mi piacerebbe tanto sviluppare un mio network anche se preferisco la via tradizionale del conoscere le persone faccia a faccia. Per il mio background, mi piacerebbe sviluppare le mie nozioni di web marketing di cui per ora ho solo teoria. In queste condizioni, è conveniente cercare di sviluppare un proprio network anche se non si è avuto precedentemente un’esperienza lavorativa?

    • Ciao Nino
      Grazie per il tuo commento. Nonostante tutti i progressi della tecnologia e delle applicazioni per comunicare a distanza, i rapporti in carne e ossa rimangono in assoluto quelli che preferiamo… quando questi sono possibili.
      Le distanze tuttavia non ci limitano piu’.
      Non sono sicuro di aver capito la tua domanda pero’.
      Se sei un professionista in un determinato campo puoi creare un tuo network di altri professionisti con altre competenze e lavorare su progetti comuni.
      Se vuoi imparare una nuova competenza o farti le ossa e passare dalla teoria alla pratica… potresti creare un gruppo di studio… condividere risorse formative… oppure realizzare un progetto comune con il quale farsi le ossa, appunto… vale sempre la pena scambiare un paio di parole con una persona al tuo livello e con gli stessi tuoi obiettivi o con una visione comune.
      O unire le forze per realizzare qualche progetto comune che possa beneficiare tutte le parti…
      Soprattutto se senti la mancanza di un’esperienza lavorativa… potrebbe essere il caso di farsela da soli (realizzare propri progetti e portarli al successo): in questo modo avrai qualcosa da mostrare ad eventuali clienti e a ulteriori possibili collaboratori.
      Spero di essere stato di ispirazione… 🙂

  • Pingback: Il (giusto) personal branding per professionisti | Blog – Makkie Communication Lab()

  • Dario Imburgia

    Signor Pochini, i miei complimenti per l’articolo completo e dettagliato. Personalmente da un po di tempo sento l’esigenza di realizzarmi con le mie passioni, abbandonare la routine di un lavoro che non da più soddisfazione, e il Networking potrebbe essere la soluzione ideale. La mia passione è la fotografia e l’uso de programmi di fotoritocco come anche i programmi per creare e modificare video. Mi mancano però gli imput per iniziare un processo che potrebbe farmi sentire realizzato regalandomi soddisfazioni e motivazioni. Sarei grato se potesse darmi suggerimenti in merito. La ringrazio per le parole scritte e trasmesse con l’articolo. Le auguro buone nuove. A presto.

    • Ciao Dario, in attesa della eventuale risposta del “Signor” Pochini, ti condivido il mio personale punto di vista.

      Se vuoi crearti un’attività online partendo da quelle che sono le tue passioni e le tue competenze, devi riuscire a intercettare l’esigenza di chi accede a Internet per risolvere un problema, un interesse oppure un’esigenza specifica.

      La prima cosa indispensabile da fare è definire in maniera esatta chi vogliamo aiutare e quale è il problema, interesse o esigenza specifica che queste persone voglio risolvere.

      Se individui bene il problema-interesse-esigenza, sarà più facile per te capire cosa potrai offrire per creare valore e costruire progressivamente il tuo seguito di appassionati tifosi.

      Il tuo obiettivo deve essere quello di creare un servizio di valore online, destinato a soddisfare le richieste di un particolare insieme di persone che hanno problemi, interessi e/o esigenze simili.

      • Simona Camporesi

        Mi chiedevo il motivo delle virgolette in “signor”

        • Ciao Simona, il motivo è molto semplice: le virgolette alte si usano per indicare la natura gergale, tecnica, metaforica, figurativa, ironica o dialettale di una o più parole. Spero di aver soddisfatto la tua curiosità! 🙂

          • Simona Camporesi

            Grazie di averlo specificato Alberto, per il mio lavoro di editor e copywriter è molto utile saperlo 😉

          • Ti pare, per così poco! Del resto domandare è lecito e rispondere è cortesia.

      • Dario Imburgia

        Grazie Alberto per il tuo punto di vista, internet è uno strumento potente per offrire servizi e modificarli in base all’esigenza di ciò che la clientela può richiedere. Un servizio che mira a dare un prodotto diverso che sappia adeguarsi alle diverse richieste è la mossa vincente per avere successo. Ma, la mia domanda è come contattare i potenziali clienti o come individuare le tipologie delle diverse richieste di ogni potenziale cliente? Grazie per ogni suggerimento. Saluti

        • Ciao Dario,
          a mio modo di vedere oggi non ha molto senso parlare di “come trovare o contattare clienti” (speriamo stavolta nessuno si risenta se utilizzo il virgolettato), sul Web piuttosto che agitare le braccia per cercare di ottenere l’attenzione della gente, oppure usare le tecniche segrete che molti “guru” millantano, devi semplicemente fare in modo che siano i clienti a venire da te. Questo è quello che in gergo si chiama “inbound marketing”.

          Questo risultato puoi raggiungerlo unicamente se riesci a pianificare una strategia adeguata, ovvero una strategia che ti permetta di essere visibile agli occhi di quelle persone che stanno cercando esattamente quel tipo di prodotto o servizio che tu puoi offrire loro.

          Il primo passo di questa strategia e quindi quello di:

          – Definire con esattezza qual è il problema o l’esigenza reale e specifica che tu vuoi soddisfare, in modo da poter intercettare quelle persone che accedono a Internet per risolvere quel problema specifico e non altri

          – Una volta che hai individuato l’obiettivo ovvero il Problema o Esigenza specifica che vuoi soddisfare, è fondamentale capire chi sono le persone che si trovano in questa situazione e cosa hanno in comune tra loro.

          – Una volta fatto questo dovrai creare una lista di domande che sono le stesse che le persone digitano sui motori di ricerca quando cercano una soluzione al problema che tu hai intercettato ( in gergo tecnico si chiamo “query”)

          In estrema sintesi non devi pensare ad un prodotto che sappia adeguarsi alle diverse richieste, ma devi concentrarti prima di tutto su un problema reale per il quale le persone siano disposte a pagare per poterlo risolvere, chiaramente un problema o esigenza che tu sei in grado di risolvere con le tue competenze.

          Quindi se la tua passione è la fotografia e l’uso de programmi di foto ritocco o per creare e modificare video, inizia a chiederti (e a chiedere in giro)…chi sono le persone hanno potenzialmente bisogno delle tue competenze, che problema hanno? Perchè non riescono a risolverlo? Sarebbero disposte a pagare per risolvere quel problema?

          Che cosa hanno in comune tra loro queste persone? Qual è il loro obiettivo? Che domande fanno sui motori di ricerca.

          L’errore che la maggior parte delle persone commette è quello di proporsi sul web con una posizione generalista, appiccicandosi addosso un’etichetta professionale così come si faceva tanti anni fa (es: fotografo, consulente, editor, copywriter, SEO, esperto di web marketing, traduttore etc..) in questo modo non fanno altro che confondersi in mezzo ad altre migliaia di persone che hanno le loro stesse competenze e si propongono allo stesso modo.

          Il successo sul web invece passa attraverso la ricerca delle tua unicità. Questo è quello che ti aiuterà ad emergere e ad essere facilmente riconosciuto come un punto di riferimento per un gruppo specifico di persone che ha un problema o un’esigenza precisa da risolvere.

          Spero di aver risposto alla tua domanda e ti auguro una buona serata.

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