Personal Branding: l’Importanza di Avere Un Blog

Scopri perché è così importante per curare il Personal Branding avere un tuo Blog

Francesca Di Pietro

Francesca Di Pietro: Ho unito le mie due grandi passioni, la psicologia e i viaggi. Studio i viaggiatori per dare nuova linfa alla psicologia turistica applicata e cerco, a modo mio, di ispirare e magari aiutare altri viaggiatori a viaggiare da soli. Ho portato il travel coaching in Italia per aiutare le persone a leggere la metafora del loro viaggio.

Pubblicato il: 26 Agosto 2013 | Categoria:

In principio c’era il curriculum vitae, poi il portfolio, ora c’è il blog. Se vuoi lavorare nella Rete vuol dire che tu nella Rete ci devi esistere, devi essere presente, ricercabile e possibilmente con una buona reputation.

Parlo partendo dalla mia esperienza e da quello che ho ritenuto funzionale per la mia professione.

Come cerco di far capire spesso ai miei colleghi psicologi [senza grossi risultati]: potrai essere molto bravo nel tuo lavoro, ma se nessuno lo sa è come non esserlo.

Quindi direi che si hanno poche opzioni: o si diventa “un nome”, un po’ per fortuna, un po’ per abilità, un po’ perché si è figlio d’arte, un po’ perché si è nati e cresciuti nell’epoca giusta (non la nostra), o dipende tutto da noi.

Se Non Ascoltano la Tua Voce Urla Più Forte!


Si dice che in Rete ci sia troppo rumore, che siamo ultra stimolati e sia impossibile emergere. Possibile, in parte vero, ma la Internet a differenza di molti altri ambiti della nostra vita è meritocratico!

Se sei ad un punto di svolta in cui vuoi spostare tutti i tuoi clienti sulla Rete e non sai come fare, uno dei suggerimenti che ti do è raccontalo sul Web.

Di solito ogni professionista ha un sito professionale che parla di se stesso, ma nella maggior parte dei casi è semplicemente la trasposizione di un cv in maniera digitale, diciamo che serve come presentazione quando un cliente vuole saperne di più di noi.

Cerca di Invertire il Processo: Fatti Trovare On Line Grazie al Tuo Sito!


Gli aspetti principali sui quali soffermarti nel tuo blog di personal branding sono:

  • Il SEO. Fai una ricerca su cosa cerca la gente sul Web circa il servizio che tu offri, studia bene le parole chiave e costruisci il tuo sito proprio intorno alle parole giuste per te.
  • La Viralità: non solo devi essere suoi Social, ma bisogna tu sia nelle community giuste! Ovviamente dipende dai settori, per quanto riguarda il mio lavoro ho visto che condividere degli articoli originali e interessanti su gruppi ad hoc di LikedIn o Google + porta buoni frutti. Al momento credo stiano nascendo anche board di Pinterest tematiche condivise, questi strumenti hanno il vantaggio che sono seguiti da gente interessata e quindi più disposta a sceglierti.
  • Contenuti Orginali. Non mi riferisco ad originali nel senso di non copiati, intendo originali ossia con il tuo personal touch. Ti sei accorto che nella vita noi scegliamo sempre basandoci su fattori di pelle? Mi spiego meglio, quando cerchiamo qualcuno per un lavoro, sia esso un medico, un falegname, un tecnico informatico, arriviamo ad un punto in cui ci siamo ritagliati la rosa dei migliori, sono tutti bravi, preparati e con ottime referenze.

    Allora sulla base di cosa scegliamo? Simpatia! Scegliamo chi ci piace di più, quello più simile a noi o che ci fa sentire più a nostro agio. E’ quella la parte che bisogna valorizzare, quello che ci differenzia. Non si può piacere a tutti, ma si può piacere parecchio a qualcuno.

Come si Racconta il Valore Aggiunto? Con lo Storytelling e con l’Immedesimazione!


Direi che esistono due ambiti sui quali focalizzarsi, il primo è capire cosa cerca il tuo ipotetico cliente.

Partendo da quello che cerca puoi immaginare quali siano i suoi bisogni le sue preoccupazioni, le sue esigenze specifiche.

Ad esempio se sei un grafico puoi scrivere articoli tipo: “Come avere un logo in meno di 48 ore” o “i colori più incisivi sul Web”, oppure, se fai siti Internet “i pro e i contro di usare Joomla” o “tutto sulla nuova versione di Word Press” qualcosa che incuriosisca appassioni, che sia ottimizzabile a livello SEO e che sottolinei la tua competenza.

L’altro aspetto è raccontare i casi di successo.

Leggi bene: ho detto raccontare, non mettere una foto o un link come in un portfolio. Scoprire il pensiero che c’è dietro un’idea creativa, il rapporto che si instaura con il cliente sono elementi che appassionano, che legano, sono elementi evocativi. Direi che il Web più che 2.0, ora sta diventando 3D ossia emotivamente coinvolgente, è quella la leva anche nel vendere se stessi.

Ovviamente un blog di personal branding non deve avere come obiettivo quello di fare tante visualizzazioni, non deve essere aggiornato con la cadenza e la modalità di un blog tradizionale, serve a dare visibilità a contenuti che fanno la differenza, a contenuti tuoi!

Quindi come sempre, o forse in questo caso di più: content is the king!


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