Trasferimento Fittizio di Residenza all’Estero: Ecco Cosa Rischi con il Fisco

Voglio condividere con te quali sono i rischi e le sanzioni nelle quali puoi incorrere con il fisco italiano, se stai pensando ad un trasferimento di residenza all'estero per pagare meno tasse.

Luca Taglialatela

Luca Taglialatela: Ho trovato l’indipendenza nella rete costruendo online il mio business di assistenza e consulenza fiscale al servizio di chi ha voglia di farcela mettendosi in proprio. Sostengo da sempre che il mondo sia troppo piccolo per non riuscire a visitarlo tutto. La mia prossima scrivania? Una tavola da surf!

Pubblicato il: 28 Ottobre 2014 | Categoria:

Negli ultimi anni l’Amministrazione finanziaria ha sviluppato una vera e propria attività di “intelligence” per contrastare il fenomeno di trasferimento fittizio di residenza, ovvero per contrastare chi finge di andar via dall’Italia per pagare meno tasse.

Il punto su cui voglio fare luce con quest’articolo è molto importante: quali rischi si corrono quando si cerca di fregare il Fisco.

Non si tratta soltanto di sanzioni pecuniarie ossia di soldi da pagare al Fisco, ma anche e soprattutto di sanzioni penali, vere e proprie pene detentive, da scontare in prigione.


# Che Cosa Devi Sapere Assolutamente Se Vuoi Trasferire la Tua Residenza

Se vuoi andare all’estero, devi conoscere assolutamente quali sono i principi generali di tassazione.

Se hai letto i miei precedenti articoli, di fatto, dovresti ricordarli. Ce li siamo detti qui: Residenza Fiscale: Perché E’ Importante per i Nomadi Digitali

Te li riepilogo comunque, così non li dimentichi più.

I criteri sono due, riconosciuti più o meno negli ordinamenti tributari di tutto il mondo:

1.World wide income taxation: lo Stato ti tassa sui redditi ovunque prodotti nel mondo perché risiedi fisicamente in quello Stato;

2.Territoriale: lo Stato ti tassa sui redditi prodotti all’interno del suo territorio.

Morale della favola: non hai scampo 🙂

Tradotto, per quanto ti serve sapere adesso ciò significa che, anche se segui le mie istruzioni e vai a vivere all’estero, se produci reddito in Italia, ci devi pagare le tasse perché, per lo Stato, sei un cosiddetto “soggetto non residente” (che produce reddito in Italia).


Dunque, ricapitolando, per lo Stato italiano sono imponibili in Italia i redditi dei soggetti non residenti che risultano prodotti nel territorio dello Stato.

Tali redditi possono essere:

  • redditi di lavoro dipendente (ad esempio le pensioni)
  • redditi di lavoro autonomo (ad esempio le consulenze che ti può capitare di fare in Italia perché i tuoi clienti sono ancora qui e di tanto in tanto vieni a trovarli)
  • redditi di impresa (ad esempio se compri e vendi online e però il tuo magazzino si trova in Italia e svolge anche funzioni amministrative e/o di vendita)
  • redditi diversi (quello che ti pare …) ma, te lo ripeto, se e solo derivanti da attività esercitate nel territorio dello Stato.


# Quali Sono Gli obblighi Formali Verso il Fisco dei Soggetti Non Residenti che Producono Reddito in Italia

I soggetti non residenti titolari di redditi imponibili in Italia sono soggetti, quindi, ai seguenti obblighi fiscali:

  • presentazione della dichiarazione annuale dei redditi
  • versamento delle relative imposte

Poi ci sono gli immobili, le successioni da eredità, ma non complichiamoci troppo la vita adesso, ne riparleremo.


# Cosa Rischi con il Fisco Se Trasferisci la Residenza: le Sanzioni Amministrative

Vado dritto al punto.

Nel caso in cui l’Amministrazione finanziaria dovesse ritenere che la tua residenza fiscale sia ancora nel territorio dello Stato nonostante la tua partenza (perché ad esempio te ne sei andato ma hai lasciato il tuo business in Italia – vd: Come Rinunciare alla Residenza Fiscale Italiana e Andarsene all’Estero), i redditi ovunque prodotti saranno assoggettati a tassazione in Italia.

Le contestazioni che possono arrivarti di solito sono le seguenti:

1. Omessa presentazione della dichiarazione (hai prodotto reddito in Italia e per il Fisco dovevi dichiararlo e non lo hai fatto).

Il Fisco ti applicherà una sanzione con queste percentuali: dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 258 euro oppure da 258 euro a 1.032 euro, se non sono dovute imposte.

2. Dichiarazione infedele per omessa o errata indicazione di redditi (si verifica se il Fisco ti ha ritenuto residente in Italia e se tu hai comunque dichiarato dei redditi nonostante la tua asserita posizione di non residente, ma lo hai fatto sbagliando qualcosa).

Il Fisco ti applicherà una sanzione con queste percentuali: dal 100 al 200% della maggiore imposta o del minor credito.


# Cosa Rischi con il Fisco: le Sanzioni Penali.

Con il Fisco è meglio fare attenzione: con riferimento alle violazioni che ti ho appena indicato sono ipotizzabili anche eventuali fattispecie “delittuose” quali:

  • a. l’omessa dichiarazione
  • b. la dichiarazione infedele
  • c. la dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici


a. Omessa dichiarazione

E’ prevista la reclusione da uno a tre anni per chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, non presenta, essendovi obbligato, una delle dichiarazioni annuali relative a dette imposte, quando l’imposta evasa è superiore, con riferimento a ciascuna delle singole imposte, ad euro 30.000.


b. La dichiarazione infedele

Questa fattispecie prevede la reclusione da uno a tre anni per chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, indica in una delle dichiarazioni annuali relative a dette imposte elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo od elementi passivi fittizi, quando, congiuntamente:

1) l’imposta evasa è superiore, con riferimento a ciascuna delle singole imposte, a 50.000 euro

2) l’ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all’imposizione (anche mediante indicazione di elementi passivi fittizi) è superiore al dieci per cento dell’ammontare complessivo degli elementi attivi indicati in dichiarazione, o, comunque, è superiore ad euro 2 milioni.


c. La dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici

La norma punisce con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, sulla base di una falsa rappresentazione nelle scritture contabili obbligatorie e avvalendosi di mezzi fraudolenti idonei ad ostacolarne l’accertamento, indica in una delle dichiarazioni annuali relative a dette imposte elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo od elementi passivi fittizi, quando, congiuntamente:

1) l’imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte, ad euro 30.000

2) l’ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all’imposizione, anche mediante indicazione di elementi passivi fittizi, è superiore al 5% dell’ammontare complessivo degli elementi attivi indicati in dichiarazione, o comunque è superiore ad 1 milione di euro.


Devi scusarmi se questa volta sono stato un po’ più o un po’ troppo “tecnico”, ma esistono questioni che non possono essere semplificate più di tanto.

Ad ogni modo resta connesso: nel prossimo articolo tratterò un caso pratico per permetterti di capire ancora meglio.


PS: Mi fa sempre piacere ricevere i tuoi feedback per capire se le informazioni che ti ho condiviso ti sono state di aiuto, purtroppo però, come potrai capire, per motivi di tempo non posso materialmente rispondere a tutte le eventuali domande che mi porrai qui nei commenti.


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  • Andrea Melli

    A complemento di questo interessante articolo, credo sarebbe opportuno spiegare come lo Stato Italiano controlla la veridicita’ dei trasferimenti all’estero. Vale la regola dei 183 giorni all’anno nel paese di residenza (anche estero), vale la registrazione AIRE ma poi resta tutto il discorso del “centro di interessi dell’individuo” (famiglia, possedimenti, etc..).

    DOMANDA: come si comporta lo Stato Italiano per controllare i trasferimenti veri da quelli fittizi?

  • Carlo Guerra

    Domanda molto terra terra: ipotizzando che la residenza all’estero non sia fittizia ma effettiva, ad esempio nel caso di un italiano che vive all’estero e lavora all’estero per aziende estere producenti reddito solamente all’estero, ma che non ha richiesto la cancellazione della residenza italiana con domanda di iscrizione all’AIRE… che succede? Vigente il principio del divieto di doppia tassazione, pagando le tasse nello Stato estero si è a posto o i tentacoli dello Stato italiano arrivano anche lì?

    • Ciao Carlo,

      Purtroppo come hai letto nell’articolo, Luca non può rispondere a tutte le specifiche domande che gli vengono poste qui nei commenti.

      Io personalmente non conosco quali siano le possibili conseguenze, ma se tu risiedi all’estero, la legge (legge n. 470/88) prevede che bisogna richiedere al proprio Comune la cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente e conseguentemente il trasferimento nell’anagrafe dei residenti all’estero (Aire) entro tre mesi dall’arrivo nel paese estero .

  • Francesco

    Ciao e grazie per il post davvero ben fatto! E complimenti anche per questo fantastico sito!

    Premetto che non voglio fare quello che non paga tasse in Italia, anzi, preferisco pagare tutto ma fare sogni sereni! Ora vorrei capire una cosa.

    Io vivo in Italia ma apro una Corporation negli stati uniti (magari da solo magari con un amico americano), da lì vendo prodotti digitali anche in Italia. Quindi i soldi dei clienti finiscono sul conto USA.

    Come ci pago le tasse? Pago le tasse Americane su quello che rimane in USA e pago le tasse Italiane sui soldi che porto in Italia? Magari fatturando tramite l’attività americana il mio lavoro di freelance dove mi occupo di mantenere il sito?

    Esempio: ho un fatturato di 10.000$, fatturato appunto dalla corporation americana. Di quei 10.000$ voglio pagarmi come compenso da freelance 3.000$

    E’ giusto dire che su 7000 pago le tasse USA e su 3000 pago le tasse italiane?

    Grazie mille

    • Ciao Francesco, secondo il criterio territoriale lo stato italiano tassa tutti i redditi prodotti all’interno del suo territorio. Purtroppo, come puoi leggere anche nell’articolo, Luca non può materialmente rispondere a tutte le eventuali domande specifiche qui nei commenti. Pertanto ti consiglio sempre di rivolgerti ad un fiscalista esperto perchè questa è una materia delicata che va affrontata caso per caso.

      • Francesco

        Con fiscalista esperto intendi ad esempio Luca? Perché non mi è ben chiaro il suo modello di business, vedo che vende corsi ma io non voglio comprare corsi vorrei appunto il parere di un esperto magari pagando una consulenza, mi sono perso qualcosa? Hai qualche link da girarmi?

        • Ciao Francesco, un fiscalista esperto è un commercialista che ne sappia in materia e possa fornirti una consulenza dettagliata e specifica in base alla tua esigenza. Sinceramente non conosco quale sia il modello di business di Luca. Lui è un solo un nostro contributors esterno ( il nostro è un blog collaborativo), per cui se vuoi saperne di più oppure vuoi avere una sua consulenza puoi richiederla direttamente a lui. Questo è il suo sito. http://www.fiscosulweb.it

  • Petite Ferrari

    Ciao
    ho letto tutto quello che hai scritto in questa pagina e mi chiedevo se è possibile contattarti tramite mail per avere alcuni chiarimenti personali.

  • Silvio Cimini

    Salve,

    Ecco la mia domanda. Se risiedi all’estero e ti compri casa. Ma la casa e di entrambi. In più tua moglie non e italiana. E nessuno dei due ha proprietà in Italia di qualsiasi genere. Non hai più ne la residenza e neanche sei iscritto all’anagrafe o altrove. Ma paghi le tasse dove vivi e risiedi in questo caso nella nazione che ti ospita. In più in quel paese estero hai la residenza permanente. Che tasse devi pagare all’italia. Grazie

      • Silvio Cimini

        Ciao Alberto,

        Ho letto ma non ha in qualche modo risposto alla mia domanda. L’Imu si paga oppure no. Quanto c’entra l’essere iscritto all’aire.

        • Silvio,
          noi come puoi capire dal sito non ci occupiamo di tasse sugli immobili. Comunque ti basta fare una semplice ricerca su Internet per scoprire che per tutti gli altri iscritti AIRE, qualunque immobile posseduto in Italia (abitativo o non abitativo) è di fatto un normale immobile soggetto ad aliquota ordinaria deliberata dal Comune in cui l’immobile è ubicato. Il versamento dell’imposta va effettuato con Bonifico Bancario al Comune dove sono ubicati gli immobili. Le coordinate su cui fare il bonifico devono essere chieste al Comune, presso l’Ufficio Tributi.