Nomadi Digitali in Treno: Percorrere la Transiberiana e Lavorare Online è Possibile?

Voglio condividere la mia esperienza e qualche consiglio utile se anche tu stai pensando di viaggiare e lavorare da nomade digitale sul mitico treno che attraversa la steppa russa.

Ilaria Cazziol: Da sempre al posto fisso preferisco l’idea di un lavoro che mi permetta di viaggiare e di godere della mia libertà. Amo la comunicazione digital e dopo qualche intenso anno in un’agenzia ho deciso che volevo realizzare i miei sogni: così mi sono messa in viaggio, scrivendone su viaggiosoloandata.it e facendo copywriting, SEO e traduzioni come freelance.

Pubblicato il: 28 agosto 2017 | Categoria:

Per molti nomadi digitali, la destinazione preferenziale dove provare a gestire un’attività da remoto è il sud-est asiatico. Come dargli torto?

Un luogo in cui costi della vita bassi incontrano una buona connettività internet, conditi da bellissime location e un ottimo clima – non c’è da stupirsi che molti nomadi digitali vogliano dirigersi lì. E, ammettiamolo, io e il mio compagno non siamo da meno!

Ma se la maggior parte delle persone decidono di prendere un aereo che dall’italia li porti direttamente a destinazione, noi abbiamo deciso di incominciare la nostra nuova vita con un lungo viaggio, e di raggiungere quella zona via terra, in particolare via treno. E qual è il treno per antonomasia che collega Europa e Asia? Esatto, hai indovinato: la transiberiana, o meglio, la transmongolica che, attraverso Russia, Mongolia e Cina, ci porterà fino a Pechino!

Ma se da una parte abbiamo ovviamente dovuto mettere in conto un regime molto minore di lavoro, visto che per forza di cose spostandosi sempre non sarebbe fattibile fare altrimenti, dall’altra non volevamo certo chiudere completamente le attività fino al nostro arrivo in sud-est asiatico. Io in particolare, che sto cercando di costruirmi un percorso da web writer, non potevo certo lasciar andare le poche collaborazioni al momento nel mio portafoglio per andarmene in vacanza.

Fortunatamente un lavoro come il mio presuppone solo l’accesso ad un dispositivo per scrivere (ormai mi sto specializzando in scrittura dal cellulare, ahimé, dato che il computer spesso è un problema) e, occasionalmente, di una connessione a internet per condividere quanto si è scritto. Un bel vantaggio rispetto ad esempio ad un programmatore come il mio compagno, che ha bisogno di un connessione molto più spesso (uno dei pochi visto la differenza di remunerazione tra i due tipi di lavoro).

Ma il dubbio rimaneva, ovviamente, e mi ha accompagnato fino al giorno in cui abbiamo messo piede sul treno: riuscirò davvero a lavorare da un treno che attraversa la steppa russa? Quando ci si imbarca in un’avventura del genere non si sa mai quali condizioni ci si troveranno davanti.

Alla fine della prima parte del percorso, arrivata in Mongolia, posso dirti che sì, si riesce. E mi piacerebbe condividere con te la mia esperienza, così che possa esserti utile se anche tu deciderai mai di percorrere questa mitica tratta non da vacanziero, ma da nomade digitale.


Gestione del Tempo

Paradossalmente, di tutte le condizioni che ci siano trovati a vivere da quando siamo partiti, quella del treno è stata la più proficua per il lavoro. Forse io sono predisposta a questo, fin da ragazzina amavo viaggiare in treno, ho preparato interrogazioni al liceo ed esami all’università sui tavolini del FrecciaBianca tra Milano e le Marche. La musica nelle orecchie per isolarmi, il posto finestrino per lasciar vagare lo sguardo sul paesaggio quando cercavo ispirazione, il mio computer o anche solo un foglio di carta e una penna davanti per scrivere.

Trovo che la dimensione del viaggio, che ti obbliga a una condizione di stallo per molte ore consecutive, stimoli la riflessione e la creazione, quello in treno in particolare. In aereo non c’è connessione a internet, rendendo difficile fare ricerche o andare a confermare dei dati, mentre in macchina si guida o si parla con il conducente, di solito.

Quindi il treno è il mezzo di locomozione perfetto per lavorare, a patto di essere in grado di concentrarsi anche senza avere intorno un perfetto silenzio. Anzi, può esserci il problema opposto: si può rischiare di approfittare eccessivamente del tempo a disposizione, prefiggendosi una lista di cose da fare troppo lunga. In fondo, non è come stare seduti a una scrivania: il vicino può aver bisogno di qualcosa, può passare un controllore, può esserci un problema con le prese per ricaricare il dispositivo. In ogni caso, bisogna organizzare bene il tempo a disposizione.


La Transiberiana: Come Funziona

Per capire quanto sia comodo o scomodo lavorare sulla transiberiana, è importante fare alcune premesse. Intanto non si tratta necessariamente di un unico treno, ma di varie tratte che, combinate, portano ad una certa destinazione.

Certo, ci sono treni che portano direttamente fino a Vladivostok e ci sono persone che la percorrono senza mai scendere per un’intera settimana, ma per quanto questo possa essere un buon modo per lavorare a marce forzate (potrebbe essere uno stratagemma per uno scrittore che voglia finire il suo libro, per esempio…ti ho forse dato un’idea?), ma se sei un nomade digitale come noi immagino che vorrai combinare quanto più possibile il lavoro con il viaggio in senso ampio.

In tal caso, fare qualche fermata per scoprire la cultura russa che si vede passare dal finestrino (e nella propria carrozza) è un’esperienza che ti consiglio totalmente!

È possibile viaggiare in prima classe (cabine da due), in seconda classe (da quattro) o in terza classe. Inutile dire che la terza è la più economica (io ho speso 170€ da Mosca a Ulan Ude), nonché la più caratteristica. Si condivide l’intera carrozza con una cinquantina di persone, divisa in scompartimenti da 6 letti: 4 su un lato del treno, disposti a castello l’uno di fronte all’altro, e due a castello disposti perpendicolarmente a questi.

Per lavorare e avere il massimo del comfort, la soluzione ideale è prenotare uno dei due letti sotto in quelli “da quattro”: questo perché avrai sempre accesso al tavolino, che invece scompare per diventare il letto in basso di quelli perpendicolari, e non dovrai aspettare i tempi di chi sta dormendo con te, sarai quindi totalmente autonomo nella gestione del tuo tempo.


E Se mi Serve Internet?

Neanche a dirlo, non c’è un Wi-Fi su questi treni. Sarai quindi dipendente dalla connessione esterna, che non è un granché mentre il treno è in movimento. Tra una città e l’altra ci sono grandi distanze praticamente disabitate, e il segnale è scarso o proprio assente.

Nelle stazioni, invece, prenderà il potentissimo 4g russo, che funziona perfettamente. Idealmente quindi bisognerebbe svolgere il lavoro offline mentre si viaggia e connettersi a internet tramite il cellulare o attivando l’hotspot per il computer quando ci si ferma in stazione. La maggior parte delle soste durano almeno una ventina di minuti, quindi c’è tempo di pubblicare quanto organizzato in precedenza!


Quale SIM Scegliere?

Noi abbiamo comprato una SIM locale con Megafon, compagnia che ci assicurava 3gb di internet al costo di circa 7€ per un mese. Ma appena ci siamo allontanati da Mosca abbiamo ricevuto dei messaggi in russo dal provider e la connessione è stata persa, per cui siamo stati isolati fino alla prossima città, dove abbiamo scoperto che di default il nostro piano valeva solo nell’area di Mosca, e che per estenderlo era necessario pagare circa 20c in più al giorno.

Con questa nuova soluzione ha funzionato tutto alla perfezione, ma se dovessi aver bisogno di una SIM russa ti consiglio di chiedere aiuto a qualcuno del luogo e di spiegare bene dove ne avrai bisogno, per evitare questo tipo di sorprese. Ci è stato detto che anche Tele2, che qui in Russia deve essersi reinventato come fornitore di telefonia, funziona bene ed è economico.


Viaggiare in Russia

Viaggiare in Russia non è facilissimo, soprattutto perché pochissime persone parlano inglese, ma è molto sicuro e confortevole. I treni sono incredibilmente puntuali, spaccano il secondo, e sono abbastanza protetti da furti e simili perché solo chi ha il biglietto può salire (i controlli sono fatti a terra, non dopo come da noi), inoltre si dorme letteralmente sopra la propria valigia.

Un Paese così grande, che spazia attraverso diverse culture, diverse fisionomie, diversi fuso orari, è difficile da conoscere se non si fa un viaggio del genere, ma è davvero sorprendente se si decide di farlo.

Ancora di più come nomade digitale, con il treno che ti culla mentre lavori e il finestrino che ti ispira in continuazione mostrandoti questa grande terra che scorre accanto a te.


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