Come Vincere la Paura di Viaggiare da Soli in Un Paese Sconosciuto

Ecco una lista di consigli e precauzioni da prendere che ti aiutano a superare la paura di viaggiare da solo in un paese che non conosci.

Furio Fu

Furio Fu: Ho lasciato l'Italia otto anni fa e da allora non ho smesso di viaggiare. Sono uno scrittore impenitente nonché poliglotta sgrammaticato e gran bevitore di tè verde Long Jing.

Pubblicato il: 11 luglio 2013 | Categoria:

Il 4 febbraio sono atterrato a Bangkok e, al solito, mi è venuta l’ansia.

La Thailandia sarà il quindicesimo paese in cui arrivo da solo, ma non ho ancora imparato a gestire la paura di non sapere cosa aspettarmi.

Si tratta di una paura primordiale, subdola. Ma tutto sommato naturale. I nostri meccanismi di autodifesa ci portano a temere quello che non conosciamo.

Oggigiorno non ci sono più tigri dalle lunghe zanne ad assalirci appena mettiamo un piede fuori dalla grotta. Le paure con cui ci misuriamo sono forse meno letali, ma non per questo meno spaventose.

Non mi va di giocare a fare il viaggiatore coraggioso. Quando approdo da solo in un Paese nuovo, trascinandomi dietro tutto quello che possiedo, ‘me la faccio sempre sotto’.

Mentre anni fa subivo momenti di atroce panico – ad esempio quando mi persi nella metro di Parigi durante la mia prima trasferta all’estero o quando, a Dublino, non avevo idea di quale fosse la fermata del mio autobus double decker – oggi ho imparato a limare questa paura, limitarla a qualche minuto (di solito il tempo che ci vuole tra l’uscire dall’aeroporto e trovare la linea della metro, un autobus o un taxi).

Come?

Prima di tutto, essendo cosciente di essere preparato al peggio. Secondo, affrontando i miei timori da un punto di vista razionale.

Perché atterrando a Bangkok temo di perdere il portafoglio o che mi freghino il passaporto mentre quando arrivo a Shanghai accendo l’iPod, metto su un disco de Los Redondos e non ho paura neanche delle guardie che mi urlano dietro perché non rispetto la fila al controllo passaporti?

La risposta è che a Shanghai mi sento a casa, parlo la lingua, so che comunque vada conosco tanta gente pronta ad aiutarmi.

Invece a Bangkok non conosco nessuno, non riesco a leggere questi – per me – simboli bizzarri che si amalgamano a comporre nomi di strade e quartieri a me sconosciuti. Mi sento come la vecchietta che ha paura del signore che gli passa di fronte solo perché è nero. E lei, con signori di quel colore, non ha mai avuto a che fare!

Ecco allora una lista di consigli e precauzioni da prendere che a me aiutano a vincere la paura quando viaggio da solo in un paese che non conosco:

Utilizza Sempre Due Portafogli

Per evitare sorprese all’uscita dall’aeroporto o sulla metropolitana giro sempre con due portafogli. Uno nella tasca dei jeans, dove tengo una carta di credito ricaricabile (quasi tutte le banche te ne offrono una al costo di circa dieci euro), qualche soldo e una fotocopia del passaporto e del visto.

L’altro portafoglio, quello principale, lo tengo sempre in una tasca interna o in una di quelle cinture che assomigliano a un marsupio compatto (da indossare sotto la maglietta). E’ qui che conservo il passaporto, la maggior parte dei soldi e la mia carta di credito principale.

Così, sia in caso di scippo che rapina (può succedere) sono sicuro di limitare i danni.

Stipula un’Assicurazione Sanitaria

Quando viaggi in un Paese che non appartiene all’Unione Europea è buona norma sottoscrivere un’assicurazione sanitaria che ti copra le spalle in caso di incidente o malattia.

Io al momento ho un contratto con Europassistance. La polizza standard (Viaggi no stop vacanza, che costa circa 50 Euro al mese) garantisce la copertura delle spese mediche e, in certi casi, anche il rimpatrio in Italia.

Un’altra compagnia interessante è World Nomads, che però offre assistenza al cliente solo in lingua inglese.

(In questa directory trovi un elenco completo di servizi utili per scegliere la tua polizza assicurativa, organizzare gli aspetti sanitari e per far rivalere i tuoi diritti di viaggiatore: Assicurazione e Aspetti Sanitari.)

Fai il Backup dei Documenti Importanti

Nell’era digitale basta fare una foto per ottenere una copia del passaporto, del visto, della polizza assicurativa e della carta d’identità. Puoi quindi spedirti il tutto via email o utilizzare un servizio di backup come Dropbox. Per la ricevuta dell’hotel e il biglietto aereo di solito non è necessario perché te li mandano via email.

A me piace salvare una copia di questi documenti anche in una chiavetta USB che tengo in una tasca interna (in caso ne abbia bisogno in un momento in cui non ho accesso a una connessione Internet).

Organizza il Viaggio dall’Aeroporto all’Hotel

Il viaggio dall’aeroporto all’hotel è il momento in cui si è più vulnerabili, soprattutto se si arriva di notte.

Quando adocchiano un diavolo bianco con tanto di backpack all’uscita dell’aeroporto i tassisti non vedono una persona, bensì un pollo da spennare.

Lo scorso agosto sono atterrato a Ho Chi Minh City, la leggendaria Saigon, alle due del mattino. A quell’ora gli autisti degli autobus sono a nanna e si è costretti a prendere un taxi. Cercando un po’ su Internet ho scoperto che i tassisti di Ho Chi Minh sono ben noti per modificare i tassametri in modo da farli andare più velocemente, raccontarti che il tuo hotel è chiuso e portarti da un’altra parte. Le uniche compagnie serie sono Mailinh e Vinasun.

Sapere a quale compagnia rivolgermi mi ha quindi fatto risparmiare una bella incazzatura e, forse, una notte all’addiaccio.

Ho inoltre stampato una mappa dall’aeroporto all’hotel, completa del nome e dell’indirizzo dell’ostello. Non solo questa mossa evita fraintendimenti (sai com’è, non sono proprio un esperto di pronuncia vietnamita), ma fa anche intendere al tassista che sei in grado di capire se ti sta portando nella giusta direzione.

Quando si dice bluffare…Dulcis in fundo, ho segnato il numero di licenza del tassista (di solito si trova sul cruscotto).

Non è che non mi fidi, diciamo che… vabbé, diciamo che non mi fido proprio. Soprattutto quando mi porto dietro il passaporto, le carte di credito e duemila euro di attrezzatura fotografica.

Portati Dietro un Telefono di Backup

Viaggio sempre con due telefoni. Un vecchio catorcio con la scheda italiana che all’occorrenza mi consente di fare chiamate internazionali (ad esempio quando mi bloccano la carta di credito, avvenimento abbastanza frequente quando prelevi da tre diversi Paesi in un mese, come mi capita di fare a volte) e uno smartphone nel quale inserire la scheda telefonica locale.

Alla Fine Tutto si Risolverà…

…e se non si è ancora risolto, vuol dire che la fine non è ancora arrivata.

Sii cosciente del fatto che, anche nel caso perdessi tutto, c’è sempre una soluzione.

E se perdessi tutti i miei soldi?

Supponi di perdere tutti i contanti e carte di credito (cosa comunque improbabile se viaggi con due portafogli e con qualche banconota nello zaino). In questo caso basta chiamare in Italia e chiedere a un parente o a un amico di andare allo sportello Western Union più vicino e prestarti i soldi che ti servono.

Western Union ti rilascerà un codice con il quale recarti allo sportello più vicino e ritirare i contanti. Ci vogliono letteralmente dieci minuti.

Se non hai nessuno che ti possa aiutare forse, prima di partire, dovresti pensare a farti una vita sociale : P

Un altro modo per andare “sul sicuro” è quello di avere un conto PayPal e caricarci un po’ di soldi prima della partenza.

E se perdessi il passaporto?

In questo caso dovresti chiamare l’ambasciata italiana e chiedere un passaporto nuovo. In casi estremi l’ambasciata di solito provvede al rimpatrio.

Per essere sicuro che ti vengano a cercare anche in caso di tsumani, terremoto o guerra civile, prima della partenza puoi sempre registrarti sul sito Dove siamo nel mondo, curato dal Ministero degli Esteri Italiano.

Sii Razionale

Questo è probabilmente il punto più importante di tutti.

La paura dell’ignoto ci spinge a riempire il vuoto di informazioni con l’immaginazione, portandoci a concepire scenari catastrofici che nella pratica non hanno quasi nessuna probabilità di avverarsi (ad esempio quelli che ho descritto precedentemente).

Esiste però un modo, quasi una formula, per smettere di preoccuparsi e iniziare a vivere in maniera più rilassata:

  • Analizza la situazione onestamente sino a capire cos’è il peggio che possa capitarti.
  • Una volta aver appurato lo scenario peggiore, accettalo con serenità.
  • Da adesso in poi, impegnati a migliorare la tua situazione, cosciente comunque di aver già accettato il caso peggiore.

Buon viaggio!

  • Luca

    Bellissimo articolo,ma io sono ancora bloccato !!

    • furio

      Ciao Luca,

      non è mai troppo tardi, no? Magari inizia da un paese europeo che è più facile ; )

  • Marco

    Grazie di questo articolo Furio, mi ha fatto molto piacere scoprire che adottavo già la quasi totalità dei consigli illustrati. Unica cosa non conoscevo Dropbox, usavo un paio di norbt, ma devo dire che DB è molto più capiente.

    • furio

      Ciao Marco,

      ci sono varie opzioni gratuite, anche Google Docs funziona bene ma io preferisco usarlo per condividere documenti con le persone con cui lavoro. Invece dropbox lo “dedico” a cose più personali

  • Paulina

    Ciao, bello e utile il tuo articolo! Quale invece il suggerimento per trovare il dennaro per vivere in modo simile?! Io non ho paura di viaggare da sola, l’unica cosa che mi blocca è la mancanza di soldi…grazie!

    • Ciao Paulina, credo che il modo migliore per “trovare il denaro” sia quello di lavorare per riuscire così a guadagnare i soldi che ti servono per vivere lo stile di vita che tu sogni per te.

      Noi ci occupiamo di capire come sfruttare le opportunità offerte dal Web per sostenere economicamente questo stile di vita.Credo che su questo sito tu possa trovare diversi spunti interessanti per rispondere da sola alla tua domanda.

      Hai già letto le guide per chi inizia da zero? ( http://www.nomadidigitali.it/guide-introduttive/ )
      Hai dato un’occhiata alle storie di successo? ( http://www.nomadidigitali.it/storie/)

      Ti consiglio di farlo e vedrai che qualche idea verrà anche a te. A presto

    • furio

      Ciao Paulina,

      concordo con Alberto. Inoltre per viaggiare non s’intende sempre andare in vacanza… l’ultima vacanza che ho fatto è stata a Settembre, in Xinjiang, ma l’ho “sfruttata” per scriverci una decina di articoli haha

      Il problema è quello di “costruirti” un lavoro che ti permetta di emanciparti dal 9to5, ovvero dal dover presenarsi in ufficio. Leggi le “storie di successo” su nomadi digitali e/o “100$ startup” di Chris Guillebeau per un po’ di ispirazione: )

  • JonathanPochini

    Ciao Furio

    Complimenti per l’articolo!

    Secondo me sarebbe bello un bel sondaggio tra i nomadi e viaggiatori che contribuiscono a questo sito per vedere quali sono le strategie di sicurezza che adottano quando viaggiano.

    Anch’io ho…

    – dropbox, dove tendo a mettere non solo copia dei documenti personali, ma anche gli ultimi file dei progetti in corso (stando attento alle immagini troppo pesanti); se ti rubano il computer (o se si guasta), il danno maggiore e’ probabilmente quello di perdere tutto il tuo lavoro.

    – 2 (o +) portafogli da stipare in posti diversi (bagaglio, bagaglio a mano, marsupio…)

    – diverse carte e account (2 conti italiani, postepay, paypal, conto australiano… ancora per poco); la storia di western union non la sapevo, ottimo consiglio.

    – assicurazione sanitaria, nell’ultimo viaggio era WorldNomads.

    – 2 telefoni, uno con sim locale, uno con sim italiana.

    Ottimo il consiglio dei taxi a Ho Chi Minh. Ci voglio andare anch’io e seguiro’ il tuo consiglio. E in effetti confermo che il momento in cui scendi dall’aereo e devi prendere un taxi e’ il momento in cui ti senti piu’ vulnerabile, specialmente alle “spennate”. Finora ho provato a contattare l’albergo che avevo prenotato online e a chiedere se facevo servizio navetta… ma con scarso successo! 🙂

    • furio

      Ciao Jonathan,

      beh precauzioni abbastanza simili direi haha

      Western Union per fortuna non l’ho mai dovuta usare, però da poco hanno rapinato un amico ad Hong Kong (immagina, uno dei posti più sicuri del pianeta…) e mi ha detto che si è salvato così : )

      Sì, il momento dello sbarco è quello in cui ti senti più vulnerabile; i motivi per me sono 3:

      1) non conosci il posto

      2) ti tiri dietro tutti i tuoi averi

      3) i tassisti ti vedono con il backpack, sanno che sei appena arrivato e non si fanno scrupoli. L’unico è fingirse un “locale” di ritorno ma se non parli la lingua a volte non è facile.

  • Eleonora Malacarne

    Ciao Furio,

    quelli che hai fornito mi sembrano tutti ottimi consigli da inserire in una checklist da esaminare prima di partire!

    Anch’io durante il mio viaggio in solitario mi sono premurata di avere portafogli e cintura portasoldi, anch’io avevo più carte di credito, assicurazione di viaggio, documenti e biglietti aerei li avevo in cartaceo,nella mia mail e in una chiavetta USB, sicuramente la prossima volta userò Dropbox o uno di questi servizi di file sharing.

    Dal mio punto di vista poi è fondamentale organizzare il viaggio aeroporto-hotel. Per me è stato meglio informarmi per tempo e non essere andata “all’avventura”. Per l’India poi, per esempio, secondo me è bene progettare almeno i primi due-tre giorni di viaggio, prenotare un alloggio (e iniziare dopo qualche giorno a cercare in situ) e poco a poco abituarsi al posto, al traffico, alle mille cose che ci possono sorprendere, insomma penso sia bene andare per gradi.

    Il mito dei tassisti di Ho Chi Minh mi ricorda quelli di Delhi o di Chennai… Non so quanti avrebbero voglia di stare a litigare per il tassametro spento o a contrattare con il taxi-wallah di turno per essere portati in hotel dopo 15 ore di volo (parlo di chi come me parte dall’Europa). Nei principali aeroporti e nelle stazioni ferroviarie esiste un servizio di “prepaid taxi”, si paga un prezzo fisso presso un apposito sportello che assegna al passeggero un autista e si viene portati a destinazione. Il passeggero ha con sé un voucher che riporta la destinazione, che consegnerà a viaggio concluso.

    Qualche hotel poi offre il servizio di navetta per aeroporti o stazioni, ma a volte esagera un po’ con i prezzi 🙂

    • furio

      Ciao Eleonora,

      sì io di solito prenoto almeno due notti in ostello in modo da avere un po’ di tempo per organizzarmi. Il problema con i taxi è sopratutto di notte visto che di giorno è difficile che non ci sia almeno un autobus (se non la subway) che ti porti in centro.

      Sì conosco il servizio dei taxi prepagati ma non l’ho mai usato. Il servizio di navetta non l’ho mai usato perché di solito si tratta di prezzi improbabili e fanno sempre un casino.

      In effetti l’amica che viaggiava con me l’aveva prenotato ad Hanoi perché stranamente costava come un taxi. But you get what you paid e infatti non si è presentato nessuno… dopo varie chiamate a vuoto abbiamo preso un taxi : P

  • il gemmologo

    Se voi avete ANSIE e PAURE io dovrei essere con la dissenteria in ogni momento! 😀
    Simpatico il commento: “Con 4000 euro di attrezzatura addosso….” se vi dico con cosa io vado in giro impallidite!
    Il segreto? Ma sembrare un nullatenente povero e sfigato… stile scarpe con il buco e jeans sporchi. Sembra incredibile, ma è più facile che rapinino uno che va in un hotelostello che uno che dorme per strada. (Se uno dorme all’addiaccio evidentemente non ha soldi) insomma io me la gioco e me la sono giocata MOLTO sulla psicologia.
    E poi… il.gem ha paura solo di madre natura! Li non discuti. 😉
    Saluti
    Il.gem

    • furio

      haha ciao Gemmologo.

      Questione di stili di vita ; )

      Io non possiedo molto però il portatile e la fotocamera sono i miei strumenti di lavoro.

      E poi ho un debole per le ragazze sofisticate di Shanghai. Se sembrassi uno sfigato non andrei lontano : P

      Saludos!

  • Ottimi consigli. Mi consola sapere che in buona parte sono le stesse “precauzioni” che uso anch’io, soprattutto i soldi divisi in due/tre “zone” diverse 😉
    Mi chiedevo una cosa però: la copia digitale dei documenti (passaporto in primis) è sufficiente? Io fino ad oggi ho sempre usato la fotocopia e basta, ma qualcuno tempo fa mi parlava di fotocopie autenticate (non saprei tra l’altro dove e come farle).
    Per quanto riguarda il backup dei propri articoli, foto, post ecc. Dropbox e Google Drive li uso abitualmente anche quando sono a casa, ma volendo se si vuole avere più spazio (sempre gratis) c’è anche MEGA, che da 50Gb. E poi, per gli incalliti fotografi come il sottoscritto (e sappiamo quanto pesino le fotografie) si può caricare tutto via FTP senza (quasi) limiti su una o più cartelle che ci si può creare sul proprio spazio web (hosting si dice in gergo 😉 ). Però quest’ultima possibilità la può utilizzare solo chi ha un proprio sito con dominio.

    • Ciao Cristiano,

      grazie per la dritta su “Mega,” adesso lo inserisco tra i bookmarks e poi ci do un’occhiata. Un’altra opzione cloud gratuita è Ubuntu One (50 Gb). Inoltre c’è Sugarsync, che però non so quanto spazio offra.

      Io ho tante foto su smugmug. Non ho mai pensato a caricarle sul mio server anche perché la maggior parte delle precauzione che prendo sono in funzione di un problema sul mio server.

      Ovvero, cosa succede se il mio server ha un problema? Sono in grado di riportare i miei siti online entro 24 ore, 48 ore, una settimana? O perdo migliaia di ore di lavoro e tutti i miei lettori?

      Tutto ciò mi ha portato a sviluppare un intricato sistema di backups automatici e manuali tra iclouds, hard disk portatili e remoti (ovvero custoditi in Sardegna haha).

      Magari si potrebbe scrivere un articolo più dettagliato sui backups ; )

      • Ciao Furio,

        capisco cosa vuoi dire, l’icognita “problema al server” c’è sempre. A volte basta che duri due ore e…sono proprio le due ore in cui ne avresti bisogno. Differenziare è un’idea consigliatissima. Se non altro la tecnologia (anche se in modo a volte un poco intricato) ci da varie possibilità. Avevo dimenticato anche Flickr (per quanto riguarda foto e ovviamente non documenti). La nuova release ha ampliato a 1TB (!!) lo spazio gratuito a disposizione, inoltre si possono caricare immagini anche a piena risoluzione (e peso), visualizzarle a tutto schermo, e si può decidere cosa tenere pubblico e cosa no. Anche quello può essere un metodo di archiviazione. Un TB gratis non è male!…
        Grazie ancora e a presto!

        • Sì,

          il problema di tutti ‘sti servizi gratuiti è che uno non sa mai quanto dureranno. Mi spiego, chi ci garantisce che Flickr un giorno non deciderà di chiudere i battenti?

          Giusto ieri una mia amica mi raccontava di aver perso tutte le foto che aveva su iCloud (Apple) perché durante l’ultimo aggiornamento la Apple ha deciso di cancellare le gallerie fotografiche (non so essere più preciso perché non sono un utente Mac).

          Ecco perché io consiglio comunque di mantenere una copia dei documenti/foto anche su un HD portatile.

          • Assolutamente si. Per quello ho capito negli anni che la “differenziazione” è fondamentale. A partire dalla copia “fisica”. So che è una rottura di scatole, ma avere almeno un paio di copie di tutto quello che ci serve/interessa sparso nei diversi dispositivi (fisici e cloud) è importantissimo.

  • Cico

    svegliatevi, se vi fermate a parlare di queste cose non partite nemmeno, è inutile

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