Diventare Nomade Digitale a Tempo Pieno: Il Mio Percorso Personale

Ecco quello che ho fatto per raggiungere l’obiettivo di diventare un Nomade Digitale full timer

Gianluca Orlandi

Gianluca Orlandi: Nel 2009 ho lasciato un posto di lavoro a tempo indeterminato e sono partito, prima per le Canarie poi per Londra e la mia mente non si è più fermata. Amo rimettermi in gioco, fare un salto nel buio, viaggiare spendendo il meno possibile e buttarmi nelle idee che ogni giorno affollano la mia testa.

Pubblicato il: 14 Marzo 2014 | Categoria:

Pensa a quando eri più giovane. Qual’era il tuo sogno? Cosa volevi fare da grande?

Probabilmente uno dei tuoi sogni era quello di vivere una vita piena di avventure, trovare un lavoro in linea con le tue passioni, divertirti con la tua futura famiglia ed essere libero. Non quello di essere seduto 8 ore al giorno dietro una scrivania lavorando per qualcun’altro oppure bloccato in mezzo al traffico mentre torni a casa dall’ufficio.

Purtroppo più diventi grande e più cominci a fare i conti con la realtà, abbandondando qualsiasi progetto per una maggiore stabilità economica. Normale, quando tutte le persone accanto a te fanno esattamente lo stesso.

Ci sono però alcune scelte che prendi nel corso degli anni che condizionano molto quello che farai da grande.

Non sempre risulta facile capire quale strada prendere e quello che si vuole diventare, a volte bisogna rischiare e seguire il proprio percorso per capire quale sia la strada più giusta per ognuno di noi.

Ecco Quello che è Successo a Me!

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A me è successo proprio così; circa 5 anni fa avevo un lavoro a tempo indeterminato con uno stipendio sicuro e un futuro già ben definito.

Lavoravo come progettista meccanico presso una importante azienda del Nord Italia, a Como, ma non ero soddisfatto di quello che stavo diventando e svegliarmi ogni mattina per recarmi in ufficio era diventato un incubo.

Avevo probabilmente perso di vista quei sogni che avevo da giovane e così un giorno entrai nell’ufficio del mio capo e decisi di consegnare le mie dimissioni; non avevo un piano ben preciso, ma un biglietto di sola andata in tasca, destinazione Tenerife.

Lasciavo un posto di lavoro fisso per partire verso le Canarie, imparare una nuova lingua e fare un’esperienza di vita all’estero. Non potevo però immaginare quali eventi avrebbe causato quella decisione.

Da quel giorno non sono più riuscito a stare fermo, nemmeno con la mente che continuava ad elaborare piani di fuga più o meno lunghi.

Ho vissuto in Spagna e Inghilterra per circa 2 anni e viaggiato in più di 20 paesi; ho svolto diverse professioni come l’aiuto cuoco, il barista, il pr per alcuni locali. Lavori semplici che mi aiutavano a mantenermi, ad imparare più in fretta le lingue, lavori che sono riuscito a trovare direttamente sul posto, girando personalmente per bar e ristoranti oppure grazie al passaparola di amici e conoscenti.

Ho imparato inoltre a racchiudere tutto quello di cui ho realmente bisogno in una valigia e vendere tutto il resto; sono riuscito a ridurre al minimo il mio bagaglio portando con me qualche vestito, il mio computer portatile e fare a meno di tante cose che avevo lasciato chiuse nell’armadio per molto tempo.

L’esperienza spagnola si concluse dopo 5 mesi. Tornai a casa, ma avevo imparato una cosa fondamentale durante quel viaggio; lasciare alle spalle tutto quello che avevo costruito faceva un po’ meno paura di quando ero partito.

La vita lontano da casa può spaventare sotto molti aspetti; troverò un lavoro per mantenermi e una casa dove abitare? Riuscirò a fare amicizia con altre persone? È normale farsi queste domande ma una volta superate le preoccupazioni iniziali sarà più facile anche far fronte agli aspetti più comuni.

Internet può aiutare molto in questo caso; in ogni paese esistono infatti siti di annunci e forum dove trovare le informazioni di cui hai bisogno; prova a visitare Loquo per la Spagna e Gumtree per il Regno Unito e ti accorgerai dell’enorme quantità di annunci presenti! Altri portali come Meetup e Couchsurfing invece sono utili per trovare eventi a cui partecipare e per conoscere gente.

Durante la mia permanenza in Spagna avevo inoltre conosciuto una persona che lavorava grazie al web; creava siti internet e gestiva la sua piccola web agency lavorando a metà tra Italia e Tenerife. Era un Nomade Digitale, ma questa definizione non era ancora conosciuta ai tempi.

Dopo qualche mese passato in Italia avevo però nuovamente addosso quella strana sensazione di non sentirmi più davvero a casa, nonostante mi trovavo esattamente nel posto in cui ero nato e cresciuto.

Avevo trovato lavoro in un ristorante, ma sentivo di nuovo il bisogno di spostarmi e qualche breve viaggio non bastava più, dovevo passare qualche mese lontano dal vecchio stivale per ritrovare stimoli e motivazioni.

Tempo qualche mese e mi ritrovai su un volo di sola andata per Londra, con le solite mille idee, progetti, sogni e speranze che mi frullavano per la testa.

Durante questi anni, anche grazie al quel ragazzo conosciuto in Spagna, mi sono interessato al mondo digitale, ho studiato da autodidatta e fatto esperienza con un lavoro nel Regno Unito. Ho imparato a creare un sito web, posizionarlo sulle prime pagine di Google, fare Social Media Marketing e via dicendo.

Ma nemmeno una città fantastica come Londra è riuscita a placare la mia voglia di viaggiare, di andare oltre e rimettermi in gioco. Così ho deciso di fare nuovamente i bagagli e inseguire l’ennesimo progetto; diventare un Nomade Digitale full time.

Sono tornato alla base qualche mese fa e non più smesso di viaggiare. Germania, America, Macedonia, Kosovo, Romania sono state le mie ultime tappe e proprio in questi giorni, sto programmando le prossime.

Partirò di nuovo con il mio laptop e poche altre cose; grazie all’esperienza acquisita a Londra, ho fondato Social Me e faccio consulenza online di Social Media Marketing per alcuni clienti trovati grazie a siti quali Guru.com, Elance e l’italianissimo Starbytes.

Ho inoltre iniziato a condividere la mia esperienza di viaggiatore low cost su Viaggiare Gratis, un sito dove pubblico offerte di viaggi e suggerimenti per viaggiare senza spendere una fortuna; in questo caso guadagno tramite l’affiliazione ad alcuni portali come Amazon, Skyscanner e Booking.

Ho pensato che era arrivato il momento di dedicarmi a progetti per i quali sono realmente appassionato per costruirmi la libertà di lavorare da qualsiasi angolo del mondo.

Oltre a soddisfare la mia grande passione per il viaggio, sto reinventando una prospettiva lavorativa tutta nuova per me e sono convinto che questa filosofia di vita e di lavoro sia quella che cercavo da sempre, ma che ancora non avevo scoperto.

Come Fare a Capire Se Anche Tu Hai le Caratteristiche per Fare il Nomade Digitale?

Io non mi sono svegliato una mattina pensando che da grande avrei voluto viaggiare e lavorare con il web, ma ho seguito un percorso (a volte anche casuale e fortunato) le cui conclusioni mi hanno spinto a pensare che la vita in ufficio, la giacca, la cravatta e la carriera non sono adatte per uno spirito libero come il mio.

Sono una persona che cambia idea da un momento all’altro, a cui piace inseguire un sogno e coltivarlo fino a realizzarlo. Una persona a cui piace fare, senza pensare alle conseguenze. Penso che sia meglio provare e fallire piuttosto che rimanere con il dubbio, anche perchè se non ci provi, hai già fallito in partenza.

Devi essere pronto a cambiare mentalità, sul lavoro e nella vita, a fare i conti con pagamenti in ritardo o clienti che non pagano, a dimenticare lo stipendio fisso alla fine del mese. Non avrai più un contratto a tempo indeterminato, ma dovrai essere in grado di costruire collaborazioni che possano durare nel tempo.

Il percorso per diventare Nomade Digitale non è dei più semplici, devi essere in grado di adattarti alle più disparate situazioni e far fronte ai problemi che potresti incontrare durante il tuo cammino.

Avrai bisogno di organizzare la tua giornata nei minimi dettagli, dovrai probabilmente lavorare nei weekend e stare sveglio fino a tarda notte per portare a termine un progetto.

Almeno inizialmente dovrai fare i conti con entrate minime e mancanza di idee, ma non devi mai demordere. In fin dei conti stai cercando di guadagnarti la libertà di vivere e lavorare da ogni parte del mondo e dedicarti a un progetto di cui sei realmente appassionato… Non è forse quello che sognavi fin da bambino?

A te quali sono aspetti gli spaventano maggiormente nell’affrontare questo percorso? Cosa ti fa più paura? Scrivimi nei commenti se hai domande oppure osservazioni da fare, mi farebbe piacere poterne discutere con te!



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  • Francesca

    ciao Gianluca,
    grazie per aver condiviso questo “percorso” di vita con noi. Leggerti mette proprio il buon umore. Io ho capito di essere sempre stata nomade…devo solo diventare “digitale”! Un abbraccio e i migliori auguri per la tua vita

    • Ciao Francesca, vedrai che riuscirai a trovare anche tu la tua strada.. ne sono convinto! Grazie a te e un enorme in bocca al lupo!

  • Sono d’accordissimo sul fatto che sia un “percorso” e non una cambio repentino. Bisogna capire le proprie priorità ed essere pronti a fare rinunce sugli altri fronti, non si può avere tutto soprattutto quando si prendono decisioni intraprendenti ma incerte sulla riuscita. Valori quali la stabilità economica e la sicurezza sono parte della nostra cultura, e partire per vivere all’estero sicuramente apri gli occhi su stili di vita differenti ma possibili. Io stesso se non avessi lasciato l’Italia anni fa, probabilmente non avrei la visione del Mondo che ho adesso. Al momento vivo a Londra dove le opportunità (di ogni tipo) non smettono mai di arrivare. Però a volte poi mi manca l’estate, i giri in moto per le campagne sotto un sole che scalda e ovviamente famiglia e amici che sono lontani. Nonostante tutto il bilancio è positivo per me, so quali sono le mie priorità e lavoro su quelle!

    • Sono d’accordo con te Valerio, credo che un’esperienza all’estero sia fondamentale per capire quale strada si vuole seguire. Londra in particolare poi è un buon banco di prova. Anche a me capita spesso di sentire la mancanza di tante cose ma è ancor più importante riuscire a raggiungere gli obiettivi che mi sono prefissato.

      • Alla fine è un bilancio, l’importante è che sia positivo in base alle proprie esigenze!

  • NomadeCasalingo

    lavoro online da anni, ma son sempre chiuso nell’ambiente dove c’e un pc.. socialmente è molto penalizzante perche nessuno “fra le persone normali” puo starti dietro

    • Certo, sotto alcuni aspetti può essere penalizzante ma esistono spazi di coworking dove poter lavorare e condividere idee e spunti con altre persone che lavorano sul web. Trovo che sia una buona idea per lavorare in un ambiente professionale e allo stesso tempo conoscere altre persone che condividono un lavoro simile al tuo 🙂

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