Viaggiare e Lavorare da Nomadi Come Coppia

In questo post ti racconto perchè io e il mio compagno abbiamo scelto una vita nomade invece del matrimonio e del mutuo.

Ilaria Cazziol: Da sempre al posto fisso preferisco l’idea di un lavoro che mi permetta di viaggiare e di godere della mia libertà. Amo la comunicazione digital e dopo qualche intenso anno in un’agenzia ho deciso che volevo realizzare i miei sogni: così mi sono messa in viaggio, scrivendone su viaggiosoloandata.it e facendo copywriting, SEO e traduzioni come freelance.

Pubblicato il: 12 agosto 2017 | Categoria:

Chiunque abbia raggiunto un certo numero di anni con il proprio compagno/a e abbia superato l’età dell’adolescenza da un po’ lo sa:

iniziano improvvisamente ad esserci svariate pressioni nei confronti della relazione, aspettative più o meno evidenti da parte di amici e parenti nei confronti di scelte di vita, diciamo, “classiche” – matrimonio, casa, figli…la lista la sai anche tu.

Conosco tante coppie di lunga data che desiderano fortemente intraprendere questo percorso, anzi, non vedono l’ora, ma si trovano con dispiacere a dover rimandare un figlio o altro per difficoltà economiche, incompatibilità lavorative o altri problemi. Un vero peccato, perché quando si sa di volere una cosa simile, è paradossale ritrovarsi a non poterlo fare a causa delle difficoltà della società stessa…ma sto divagando, scusa.

Il punto, però, è che non tutte le coppie desiderano lo stesso percorso.

Per usare una terminologia che oggi va tanto di moda tra i sociologi, i millennials, in particolare quelli come me figli della generazione dei baby boomers, ha assistito con i propri occhi al fallimento di un sistema di valori classico: la crescita esponenziale dei divorzi, l’arrivo della crisi che ha spazzato via la ricchezza accumulata da molti, le pensioni sempre più esigue e sempre più lontane negli anni, sono solo alcuni esempi di quello che intendo.

Il mondo continua a dirci di lavorare sodo, di cercare la sicurezza economica, di mettere via i soldi per goderci la vita quando avremo la pensione ma…guardando a chi lo ha fatto prima di noi, siamo proprio sicuri che questa scelta “saggia” sia anche quella giusta? Io no e, se mi stai leggendo, credo proprio nemmeno tu.

Questo non significa che non sia importante tutelarsi, anzi, lo è ancora di più, scegliendo forme alternative di previdenza e assicurazione, orientandoci un po’ verso il modello americano per prevenire il disastro. Ma significa che molti di noi stanno mettendo in discussione il modello di vita classico, soprattutto come coppia, di matrimonio-mutuo-figli-lavoro-pensione.

Per molti miei coetanei la scelta che io e il mio ragazzo abbiamo fatto, di vivere da nomadi come coppia, è inconcepibile.

Non tanto (o non solo) per questioni morali, ma soprattutto per quelle economiche: “come fai con i soldi?” ci chiedono, proprio mentre stanno andando in banca ad accendere un mutuo che li indebiterà per la vita. O mentre organizzano il proprio matrimonio in grande stile e con tutti i fasti. Oppure dal finestrino abbassato della loro auto nuova di pacca. Io sorrido e penso “questione di scelte”.

Per quanto ci riguarda, la scelta di vivere e lavorare da nomadi come coppia, o almeno il tentativo di farlo, non è né più né meno che una forma molto laica e un po’ alternativa di matrimonio. Non sappiamo se e quanto durerà, esattamente allo stesso modo, e abbiamo deciso di investire i nostri soldi, faticosamente messi via in anni di lavoro, in questa esperienza di unione e condivisione massima. Più o meno con lo stesso budget, tra l’altro. Ci vedi molte differenze, tu?

Chiaramente la scelta di essere nomadi come coppia non è facile, né particolarmente lungimirante. Con tutte le premesse del caso, per premunirci in caso di fallimento del progetto, abbiamo comunque rinunciato a lavori sicuri per inseguire sogni da freelance in Paesi lontani. Non è una cosa che tutti si sentono di fare e, soprattutto, non è facile trovare una persona che la pensi allo stesso modo su questo argomento. Molto più facile trovarla “sulla strada”, in caso. Ma in realtà, a meno che non si tratti di una coppia davvero male assortita in cui i due desiderano cose completamente diverse dalla vita, sarà facile e naturale ritrovarsi piano piano a guardare nella stessa direzione.

Noi ci abbiamo messo 7 anni, mica 7 giorni. Ma alla fine ci siamo accorti che stavamo visualizzando lo stesso orizzonte.

In fondo le coppie alternative sono sempre esistite, un tempo le chiamavano hippie. E se tutto intorno a noi si muove e si evolve, se il mercato del lavoro non è più quello di prima, se il posto fisso è diventato una chimera, se “il mattone” non è più un investimento sicuro, se i divorzi sono sempre più frequenti e facili, se l’età della menopausa si alza di generazione in generazione e l’aspettativa di vita di anno in anno…perché non dovrebbe cambiare anche il nostro modo di vivere una relazione di coppia?

Se il peggior nemico della passione è la monotonia… non è che inseguire i propri sogni, inventarsi lavori sempre nuovi e stimolanti, trovarsi in situazioni sempre diverse, insomma, vivere da nomadi digitali come coppia, possa essere la ricetta della felicità “matrimoniale”?

Per ora la butto lì, come provocazione…in caso, ti faremo sapere!


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