Come Sono Diventato Un Nomade Digitale

Ti racconto come, grazie a Internet, sono riuscito a conquistarmi la libertà di poter vivere e lavorare ovunque

Jonathan Pochini

Jonathan Pochini: Sono diventato Nomade Digitale gradualmente, passando per un paio di agenzie a Firenze, la rinuncia a un contratto a tempo indeterminato e un lavoro freelance a Sydney. Oggi la mia rete di clienti online mi permette di lavorare ovunque, viaggiare, esplorare diversi stili di vita e avere più tempo da dedicare ai miei progetti personali. Mi occupo di SEO, Marketing e contenuti per il Web.

Pubblicato il: 2 luglio 2013 | Categoria:

Bondi Beach, Sydney, Australia | questa foto dovrebbe illustrare il fatto che un nomade digitale può lavorare dove gli pare. Ovviamente nessuno è così pazzo da mettersi a lavorare sotto il sole cocente…


A febbraio 2009 ho rinunciato a una proposta di contratto a tempo indeterminato e mi sono trasferito in Australia. Questa si è rivelata la mossa più azzeccata per la mia vita professionale. Ma partiamo dall’inizio.

Una laurea quinquennale ottenuta con calma (10 anni), un Master in “digital writing” (scrittura digitale), qualche lavoretto temporaneo e tre siti pubblicati più per fare esperienza che per altro… ho iniziato tardi a lavorare nel Web: passati i 30 anni, quando ho risposto a un annuncio per “copywriter per il Web” offerto da un’agenzia a Firenze.

Ciò comportava già un primo trasferimento: da una provincia italiana non troppo matura tecnologicamente a una città più in sintonia con quella che sarebbe stata la mia professione. Un primo piccolo passo che ho fatto non senza timori: spostarsi, trasferirsi in un posto nuovo comporta sempre un piccolo o grande salto nell’ignoto e questo fa sempre un po’ paura.

La Gavetta

La promessa di poter lavorare online, da casa, era già inclusa in questa prima offerta di lavoro: 3 mesi in ufficio e poi libero di lavorare come “esterno”.

La prospettiva era interessante quanto improbabile: la promessa infatti non è mai stata mantenuta. Le aziende, quelle non mature, tendono a voler mantenere un certo controllo sui propri dipendenti.

Ad ogni modo… dopo un periodo di entusiasmo iniziale l’azienda si è poi rivelata poco seria e quindi ho deciso di andarmene. Ma l’esperienza è stata ugualmente fondamentale: ho imparato le basi della Search Engine Optimization (per dirla in poche parole “come portare un sito Web in prima pagina su Google”), ho approfondito la mia conoscenza dei codici di sviluppo dei siti Web ma soprattutto ho incontrato colleghi e collaboratori che in seguito si sono rivelati preziosissimi come fonte di clienti ed eventuali altre collaborazioni.

Dopo aver lasciato questa prima azienda ho passato alcuni mesi a studiare codici di programmazione e ad approfondire diverse competenze relative al mio lavoro… ho anche fatto un primo timido tentativo per mettermi in proprio, ma obiettivamente avevo ancora poca esperienza, non avevo una valida rete di clienti e non sapevo come muovermi per costruirla.

Così, poco dopo aver aperto Partita IVA, ho avuto l’occasione di lavorare in un’altra agenzia Web, stavolta molto più seria. Avevo bisogno di esperienza.

In questa seconda agenzia mi sono trovato bene: l’ambiente era positivo e stimolante, il lavoro non era male e la prospettiva era quella di ottenere, dopo un anno a progetto, un contratto a tempo indeterminato.

Ma alla fine… quale sarebbe stata la prospettiva esistenziale? 40 ore di lavoro a settimana, quattro settimane di ferie l’anno e così via per i prossimi 30 anni almeno. Era questa la vita che mi si prospettava? Cosa ci fai con quattro settimane di ferie l’anno, quando in realtà desideri esplorare nuovi progetti esistenziali o semplicemente girare il mondo?

Così queste riflessioni, e complici quelle sulla scoraggiante situazione politica ed economica italiana, mi portarono in una piovosa domenica d’autunno a cercare su Internet un progetto esistenziale alternativo: finisco su un forum dedicato all’Australia, contatto qualche ragazzo che si stava preparando alla partenza ed inizio un percorso che mi porterà dall’altra parte del mondo.

In Australia

La scusa ufficiale per andare in Australia era quella di fare un corso di inglese di 12 settimane. Ma in realtà ero appunto alla ricerca di nuove opportunità di vita: l’esplorazione è andata a buon fine e in Australia ci sono rimasto per altri 4 anni.

L’obiettivo di mettermi in proprio era temporaneamente accantonato e, durante il mio corso di inglese a Sydney, ho provato a trovare un lavoro da dipendente. Ma il mio inglese aveva ancora molte lacune e non era facile trovare un lavoro in un settore in cui il linguaggio è una parte fondamentale.

Ero arrivato quasi alla fine del mio visto in Australia e se non avessi trovato una soluzione sarei dovuto tornare in Italia. E non ne avevo nessuna voglia!

Surf in Crescent Head (NSW) | 12 settimane passate semplicemente a studiare inglese e ad esplorare l’Australia e l’Australian Way of Life: il più bel regalo che mi sia mai fatto!


Così ho provato a fare questa mossa: ho aperto un blog gratuito su blogspot, l’ho riempito con il mio profilo, il mio curriculum, il mio portfolio e ho lanciato una campagna AdWords (gli annunci sponsorizzati di Google) specificamente progettata per trovare un datore di lavoro. Mi è andata bene: con 30 euro ho trovato il contatto con un’agenzia di Sydney con cui ho collaborato per i successivi 3 anni e mezzo (se vuoi leggere tutta la storia la trovi qui: Trovare lavoro con AdWords).

Per i primi mesi è andata alla grande: ero in Australia, un Paese ancora nuovo per me, lavoro in agenzia ce ne era a sufficienza e io potevo migliorare il mio inglese semplicemente vivendo la mia vita di tutti i giorni.

Poi è arrivata la “bassa stagione” e lavoro in agenzia non ce ne era più. Era necessario trovare altri clienti!

E così è stato: a parte momenti scoraggianti nei quali il mio conto corrente australiano si abbassava pericolosamente i clienti sono iniziati ad arrivare… da precedenti contatti, dai miei amici e collaboratori in Italia, da altre mie iniziative e operazioni sul Web.

Ma soprattutto una più approfondita conoscenza dell’inglese mi ha permesso di allargare il mercato dei miei potenziali clienti dalle limitate e forse non ancora mature aziende italiane a quelle di tutto il mondo, pronte ad investire su Internet e sul mio lavoro.

Poco dopo anche il lavoro in agenzia è iniziato a riprendere e così mi sono ritrovato spesso a lavorare più di quanto avrei voluto.

Location Indipendent

Quando nell’estate 2011 sono dovuto tornare in Italia per motivi familiari avevo già una mia decorosa rete di clienti. Così non ho smesso di lavorare ma anzi ho continuato a far crescere la mia rete di contatti e a sviluppare i miei progetti, senza la “perdita di tempo” del dover andare in agenzia a lavorare!

Una cosa è infatti lavorare per i propri clienti e per i propri progetti, una cosa è lavorare per i clienti di qualcun altro!

Prima di tornare in Australia per l’ultima volta sono anche andato in Thailandia per 7 settimane, mi sono portato dietro il laptop e ho continuato a lavorare anche da lì… poco: quando un paio d’ore di lavoro ti bastano per fare la tua giornata in un’isoletta tropicale a basso costo della vita e quando ti trovi in un bungalow a 2 passi dal mare (e quando ti iscrivi ad un corso intensivo di yoga che ti occupa 6 ore al giorno)… la lista delle tue priorità cambia parecchio!

Koh Samui, Thailandia | questa foto la spaccio per “il mio ufficio a Koh Samui”… Ovviamente non è vero!


L’ultimo anno passato in Australia è stato caratterizzato da molto lavoro con i miei clienti online e da poco lavoro con l’agenzia.

Per certi versi la situazione era un po’ preoccupante perché Sydney è una delle città più care del mondo e lavorare in agenzia mi dava una certa sicurezza: obiettivamente a casa non riuscivo a lavorare le stesse ore che lavoravo in agenzia, quindi guadagnavo di meno (ma avevo anche più tempo per approfondire diversi progetti).

Ci sono stati mesi interi in cui potevo fare affidamento solo sui miei clienti. Così la decisione finale è maturata con una certa sicurezza: potevo lavorare da dove mi pareva, le mie tariffe erano le stesse a prescindere dalla mia posizione nel mondo e vivevo in una delle città più care al mondo (senza contare il dover scendere a costosi compromessi con i visti di ingresso per stare e lavorare in Australia).

Cosa me ne facevo di stare a Sydney? Così sono ripartito, di nuovo in Thailandia, stavolta diretto a Nord.

Chiang Mai, Thailandia, la “Capitale Mondiale dei Nomadi Digitali”

Ci sono un sacco di ragioni secondo le quali Chiang Mai viene considerata la “capitale dei nomadi digitali” e tra queste ragioni io ci metterei:

  • basso costo della vita
  • ottima qualità della vita
  • buona connessione Internet disponibile ovunque
  • possibilità di incontrare altri nomadi digitali

La mia intenzione era esplorare lo stile di vita “nomade digitale” e Chiang Mai sembrava proprio il posto adatto per farlo (e lo era e lo è tuttora).

Il quartiere di Nimman Road (Nimmanhaemin) è dove si trova la maggior parte dei nomadi digitali. Puoi decidere di lavorare a casa con la tua connessione Internet o andare in qualche café predisposto ad accogliere questi strani personaggi che arrivano armati di laptop e iniziano a smanettare per ore e ore. Nelle pause magari ne conosci qualcuno e ci fai 2 chiacchiere.

Non credo di aver trovato un ambiente più stimolante di Chiang Mai per il mio lavoro: si incontrano nomadi e imprenditori digitali, si fa “networking”, si condividono esperienze, ci si dà qualche dritta a vicenda.

I 2 mesi passati a Chiang Mai, a Nimman Road, a contatto con i nomadi digitali mi hanno cambiato, mi hanno dato un’altra prospettiva di quella che potrebbe essere la direzione delle mia futura vita professionale: se sono riuscito a passare gradualmente da una posizione di dipendente ad una posizione di professionista freelance, oggi le mie energie e ambizioni si vogliono muovere verso la realizzazione di progetti e idee imprenditoriali personali e autonome. Magari ci metterò altri 4 anni ma è già qualcosa avere la consapevolezza di dove si voglia andare a parare.

Monachini al tempio di Doi Suthep, Chiang Mai | ho spedito uno di questi monachini in Italia ma si è fermato alla dogana perché nel pacco ho scritto “souvenir” senza specificare il valore in termini monetari del contenuto. Ho dovuto compilare un form e spedirglielo indietro. That’s Italy, baby!

Back to Italy

Sono tornato in Italia da un paio di mesi. A quanto pare, dopo 4 anni con l’ABN (Australian Business Number, leggi “Partita Iva Australiana”), riesco a riaprire – non senza timori – la Partita IVA. Di sicuro voglio tornare a svernare a Chiang Mai, Thailandia, Sud Est Asiatico e continuare ad esplorare la vita nomade digitale e a incontrare e fare “networking” con altri “Location Independent Entrepreneur” che prediligono quell’area.

Nel frattempo mi posso godere una bella estate italiana e magari fare qualche esplorazione in Europa: magari Malta, dove un amico incontrato a Chiang Mai vuole sviluppare la consapevolezza dell’isola come meta per nomadi digitali (vedi il gruppo facebook Malta Digital Nomads) oppure le Canarie, base di un altro nomade digitale olandese con cui sono venuto in contatto in Thailandia.

Tu hai qualche altro posto che vorresti suggerirmi?


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  • Cristina Brasil

    Ciao Jonathan, altro posto? Magari il Brasile dove la cultura del nomade digitale non è ancora sbarcata. Un mercato notevole, dove lo straniero è benvenuto e le persone sono apertissime alla innovazione. Il problema più grande: sicurezza quasi zero. Esci con il leptop e rischi di rientrare a piedi nudi e senza mutande.

    • JonathanPochini

      ahahah…
      Di brasiliani ne ho conosciuti parecchi a Sydney: belle persone. Consapevoli del fatto che il loro paese e’ piuttosto pericoloso: te lo confermano con una certa decisione. So anche che e’ un paese in forte crescita. Infatti forse nell’ultimo periodo che ero a Sydney se ne vedevano un po’ di meno di brasiliani…
      Tu (immagino dal tuo nickname che ti trovi la’) come ti stai trovando?

  • Valeria

    Siviglia <3

    • JonathanPochini

      Grazie Valeria.
      La Spagna mi sembra un’ottima destinazione…
      Magari riesco a farci un giro quest’estate. 🙂

  • koalalondinese

    Bello l’articolo e soprattutto fa capire che tutto é possibile se lo si vuole.

    Mi hai fatto ridere con la storia dei Monachini al tempio di Doi Suthep perché a me é successa una cosa simile ho spedito in Italia un paio di lipbalm fruttati e me li hanno bloccati alla dogana dicendo che erano prodotti medici e volevano una barca di soldi per “sdoganarli” quando io li avevo pagati pochissimo ovviamente li ho lasciati a lí e non sono mai andata a sdoganarli … chissá chi se li stará mettendo ora ahhh uno era pure un bel rosso lacca! 😉

    • JonathanPochini

      Grazie mille!
      A proposito di dogana italiana…
      Un mio amico mi ha raccontato che si era fatto spedire del miele da un’isoletta sperduta del pacifico. L’aveva assaggiato da qualcuno, l’ha trovato buonissimo e quindi l’ha cercato su internet e l’ha ordinato tramite il loro sito (quindi le spedizioni di questo miele sono possibili… in altre parti del mondo).
      Peccato che il miele si e’ fermato alla dogana: hanno chiesto al mio amico qualcosa come un certificato veterinario o qualcosa del genere…
      Morale: il miele e’ ancora alla dogana… da 3 anni!

      • koalalondinese

        se lo saranno magnato 😉
        sí mettono su questa roba che secondo loro é materiale medico o veterninario ….. considera che per questo motivo molti ebayer stranieri, non spediscono piú una mazza in Italia perché la merce non arriva mai, oppure viene bloccata alla dogana o roba del genere e quindi tu che fai richiedi i soldi e ovviamente a quelli – l’ebayer – scoccia ridarteli indietro. Io difatti non spedisco piú nulla ma porto giú in valigia che é meglio!

        • JonathanPochini

          Non avevo considerato eventuali problemi su ebay. Buono a sapersi… Certo c’e’ da chiedersi “Ma quanto sono grandi sti magazzini della dogana?” 🙂

          • koalalondinese

            Si me ne sono accorta un pó di tempo fa che volevo spedire un regalino in italia perche non facevo in tempo ad esserci per un compleanno e molti non listavano proprio l’italia nella lista dei paesi in cui spedivano e considera che era makeup non bombe atomiche 🙂 quelle che volevo acquistare e recapitare in Italia. Peró sí saranno pieni di roba secondo me ci fanno le aste o poi dopo un tot di tempo che non vengono richiesti se li portano a casa o li mandano al macero mah!

  • Christian Mastrolorenzo

    Bella storia scritta con molta onestà…complimenti Jonathan!
    Io mi trovo più meno in una situazione simile alla tua qualche anno fa: ho appena compiuto 30 anni, laurea in economia, qualche lavoretto alle spalle non attinente ai miei studi e belle esperienze all’estero (a proposito, sono anch’io reduce da un working holiday in Australia dove ho finalmente imparato l’inglese…).
    Vorrei dare una svolta alla mia vita, da tempo seguo le storie del nomadismo digitale…vorrei chiederti un consiglio, dato che hai fatto un percorso simile anche tu in età relativamente “avanzata”: non possedendo nessuna esperienza o competenza nell’ambito del web marketing, quali sono secondo te i primi passi che potrei compiere per iniziare un percorso in questo settore? voglio dire, qualche corso magari all’estero, master, o altro? ti ringrazio e buona continuazione per tutto!

    • JonathanPochini

      Ciao Christian

      Se ti appassiona l’argomento web marketing potresti decidere di iniziare a specializzarti in una delle sue varie articolazioni… per esempio il Social Media Marketing non richiede troppe competenze tecniche secondo me (se non vuoi darti allo sviluppo di applicazioni personalizzate o altre cose che non conosco approfonditamente).

      Considera comunque che – come scrivero’ nel prossimo articolo – se ho capito bene, la nuova filosofia del nomadismo digitale sta passando dal “diventa esperto in qualcosa e vendi i tuoi servizi online” al “fai leva sulle tue capacità e competenze e fornisci un servizio o un prodotto che puoi gestire online”.

      Dei corsi in linea generale mi fido il giusto (espressione toscana che significa mi fido poco), i libri rischiano di essere vecchi gia’ dopo 6 mesi dalla pubblicazione.

      D’altra parte da qualche parte bisogna pure iniziare… 🙂
      La cosa migliore sarebbe che tu andassi as imparare a “bottega” – ma parlo sulla base della mia esperienza, come vedi sopra, cosi’ ho fatto io.

      Ad ogni modo ora che voglio approfondire la possibilita’ di sviluppare miei progetti autonomi sono andato anch’io alla ricerca di un corso sull’ecommerce (mi interessa approfondire la parte off-line). Ho trovato un docente che conosco che mi ha consigliato di iniziare con un particolare libro e cosi’ faro’.

      Quindi come consiglio ti direi… se vuoi valutare un corso, prova a vedere magari se i docenti di quel corso hanno pubblicato dei libri e leggiti prima quei libri… o segui magari i loro blog, comparando le informazioni che ricevi anche con i blog di altri personaggi autorevoli del settore.

      Visto che sai l’inglese, segui direttamente i blog inglesi del settore.

      Spero di esserti stato d’ispirazione… 🙂

  • Bravo Jonathan, questo significa mettersi in gioco e aprire nuovi cammini, complimenti.

    Ciò che oggi può sembrare una “stranezza”, dico dell’esser nomadi digitali, un giorno sarà normale attività, professione riconosciuta, occupazione come qualunque altra. Certamente oggi non è cosa facile, ché a parte lottare contro mentalità legate a tradizioni secolari e a tabù obsoleti, e inoltre trovare i giusti luoghi in cui c’è possibilità di connessione internet, bisogna agire in noi stessi cercando di vincere paure, come quella di non farcela, come quella del cambio… come quella del posto fisso!

    Buon viaggio, ritorna a partire 🙂

    • JonathanPochini

      Ciao Gaspare

      Ti avevo scritto un commento un’ora fa ma non ho capito se non e’ stato inviato o se e’ finito in moderazione… 🙂

      Ad ogni modo…

      Grazie mille!

      Mi e’ piaciuto molto anche il tuo articolo “Ecco Come Vivo da Nomade Digitale in Colombia” e ho trovato molte cose che condivido, come ad esempio “un nomade digitale è sempre pronto al cambiamento”.

      Ho gia’ una bozza di un secondo articolo che tratta diverse cose raggruppandole in paragrafi tematici e uno di questi si intitola proprio “Non si finisce mai di… cambiare!”

      Mentre mi hai ispirato con il paragrafo dedicato al “diversificare le entrate monetarie”. Dovro’ aggiungere un paragrafo a riguardo nel prossimo articolo… 🙂

  • Flo

    Che bellissima esperienza, grazie per averla condivisa con noi!!! Ho tirato un sospiro di sollievo leggendo soprattutto le prime righe, voglio dire, sono convinta che della vita bisogni fare la propria piccola opera d’arte e non vivere per sempre al servizio di qualcuno che ti gestisce orari e possiede tutto il tuo tempo! Vedo che qualcuno ce l’ha fatta 🙂 complimenti vivissimi e ancora grazie della tua testimonianza, non immagini quanto valore possa avere per me!

    Ciao e in bocca al lupo per tutto!

    • JonathanPochini

      Grazie mille e crepi il lupo! 🙂

  • E’ una bella storia, prima di tutto perché vuol dire che l’età non conta poi così tanto. Io mio avvicino ai 31 e vado in crisi un giorno si e l’altro pure. Bhé grazie!

    • JonathanPochini

      Ciao Sonia
      Grazie!
      Infatti, l’eta’ non conta poi cosi’ tanto.
      Forse siamo noi italiani un po’ prevenuti da questo punto di vista: per quello che ho capito in altri paesi, specie di lingua inglese, e’ molto comune reinventarsi ad una certa eta’ e ricominciare per esempio un nuovo corso di laurea o comunque stravolgere e inventarsi un nuovo lavoro.

  • JonathanPochini

    Ciao Paolo
    Grazie mille!

    All the best!

  • Eli

    Sei il primo in assoluto che ammette pubblicamente di aver ottenuto una laurea con calma 😀 Condivido tutto ciò che hai scritto. Io sono partita a 40 anni: non è mai, mai troppo tardi! Grazie a questa intervista ho scoperto, andando sul tuo sito, l’esistenza di una campagna Adwords per se stessi. Quest’estate ci penso su. E poi ti consulto 😉

    • JonathanPochini

      Mi sa che rientro tra gli “sfigati”, cosi’ come definiti dall’ex viceministro Martone: “Laurearsi dopo i 28 anni è da sfigati”. 🙂
      L’ha detto una prima volta nel Gennaio 2012 e – scopro ora su internet – lo ha ripetuto a Maggio 2013!

      Per come la vedo oggi le mie “sfighe” sono state il non aver scoperto prima le potenzialita’ del web e il non essere andato prima in Australia.

      Se fai una campagna AdWords “non convenzionale” fammi sapere… magari facciamo un bel case study. 🙂

      • Eli

        Io ci ho messo 8 anni a laurearmi. E chissenefrega? Avevo tutt’altro per la testa, ciò che oggi mi ha portata in giro per il mondo. Sì, ti farò senz’altro sapere!

  • Natascha

    Jo, sei un grande.

    • JonathanPochini

      Grazie cara! 🙂 Anche tu!

  • Anna

    Che esperienza meravigliosa….e che scelta di vita coraggiosa, del resto se non mi stupissi non saresti tu 🙂
    Good luck Jo…fammi sognare ancora con i racconti delle tue fantastiche avventure…se fossi interessato al supporto di una photo-reporter…ricordati di me 🙂 e soprattutto se dovessi tornare nella provincia italiana non molto evoluta tecnologicamente…avvisa che ci beviamo uno spritz 🙂
    Con immensa stima…. une busade! Anna

    • JonathanPochini

      Grazie cara! Nella provincia italiana non molto evoluta tecnologicamente dovrei tornarci ad Agosto. E non sarebbe male venirci anche prima visto che dove sono adesso si sono avvertite nelle ultime 12 ore 2 scosse di terremoto piuttosto inquietanti…

      • Anna

        …uhm…e noi di terremoto ne sappiamo qualcosa…tutto ok vero?!?!
        probably a fine luglio o i primi di agosto (devo ancora pianificare) migrero’ verso il sud….sxo di riuscire ad incrociarti 🙂 aggiorniamoci su whatsapp! besos

  • Viv_seconda

    Che bell’articolo! Fare questo genere di vita è proprio il mio sogno. Vorrei chiedere al gentile Jonathan quale corso di studi conviene seguire per specializzarsi in campo marketing e SEO, tanto da essere appetibile per aziende e cliente. Grazie per l’eventuale risposta.

    • JonathanPochini

      Ciao Viv e grazie!

      Per il corso di studi non ho idea se al momento ci sia un corso di laurea specializzato in campo web marketing e SEO. Di sicuro non c’era quando ho iniziato io l’universita’. 🙂

      In generale io ho trovato che l’approccio accademico, seppur utilissimo, e’ un po’ “scollegato” da quello che invece e’ l’approccio di quando si lavora: nel primo caso si tende a fare le cose bene dal punto di vista teorico e con un percorso lineare mentre quando si lavora ci si scontra con problemi di budget e si procede in maniera molto piu’ pragmatica per risoluzioni di singoli problemi.

      La SEO poi cambia di continuo e ho i miei dubbi che un corso di laurea o un corso d’esame possa essere altrettanto flessibile (ma sinceramente non lo so).

      Detto questo, secondo me, per affrontare una delle professioni del web marketing, una base teorica di marketing sarebbe sicuramente molto utile, cosi’ come essere capaci di comunicare e scrivere bene e la conoscenza del medium, delle specifiche del web marketing, un minimo di conoscenza del codice… e probabilmente mi scordo qualcosa.

      L’argomento sembra particolarmente richiesto, quindi magari uno dei prossimi articoli parlera’ proprio di questo.

  • domenico laruccia

    Marbella / Spagna – Sud piu’ sud dell’Europa, ma pur sempre Europa, clima ottimo, popolazione mix (inglesi, nordici, italiani, americani, francesi, russi, spagnoli di varia provenienza, essendo Marbella pochi anni fa solo un piccolo pueblo di pescatori). Mentalita’ aperta, ottimi servizi, ottime abitazioni, fantastico paseo e tramonto con vista Marocco! cosa vuoi di + dalla vita … io da nomade internettiano (sono un futures trader indipendente) ci ho vissuto 1 anno. Bel posto, clima ottimo, easy going, pur sempre nello stile di vita europeo, secondo me ineguagliabile.

    • JonathanPochini

      Ottimo consiglio Domenico!
      Lo considerero’ con molto interesse!
      Grazie!

  • Valeria

    si le Canarie al momento è il posto migliore dove vivere! Io ci vivo da 4 anni e nonostante le difficoltà lavorative (ma tanto a te non interessa 😉 ) si vive bene. I costi sono bassi, è sempre primavera (anche se quest’anno l’estata è molto più calda del solito ma si sa “non ci sono più le mezze stagioni”), ed hai la sensazione di essere sempre in vacanza anche se lavori 8 ore al giorno. La gente è cordiale, i servizi funzionano bene e incontri tutto il mondo! Pensaci! ciao

    • Grazie mille Valeria!
      Agosto e’ quasi finito (Agosto = brutto momento per pianficare un viaggio, quando tutti lo fanno e i costi aumentano), voglio terminare alcuni lavori e progetti e poi sono pronto per partire.
      Se non sara’ Settembre sara’ Ottobre… ma le Canarie rimangono ancora la mia prossima meta piu’ probabile.

  • Nello Odierno

    grande percorso, sono tornato anche io un mese fa da 1 mese di thailandia e 6 mesi di australia. sono anche io fermo in italia a cercare chissa cosa e creare chissa cosa se ti serve ospitalità a milano chiedi pure, no problem, siamo figli della stessa mamma avventura