Smart Working e Nomadismo Digitale: Quali Sono le Somiglianze e le Differenze tra Queste Modalità di Lavoro?

Gli smart worker e i nomadi digitali cercano entrambi uno stile di vita e di lavoro più bilanciato attraverso nuove modalità di lavoro flessibile, in particolare la possibilità di lavorare da remoto.

Giovanni Battista Pozza: Amo la semplicità nella vita, l'agilità al lavoro e la felicità come esperienza. Ho scoperto che posso lavorare ovunque come in ufficio e anche meglio, così insegno agli altri a lavorare e collaborare da remoto nel miglior modo. Mi piace vivere tra l'Italia e il Costa Rica in base al luogo che mi rende più felice in un particolare momento della vita.

Pubblicato il: 8 maggio 2018 | Categoria:

La categorizzazione dei lavoratori da remoto in smart worker, remote worker e nomadi digitali ha sempre fatto pensare a gruppi di persone con modalità di lavoro e stile di vita molto diverse tra loro. La nascita di queste categorie è avvenuta in base al momento storico in cui sono nate e successivamente si è differenziata sempre di più, creando una divisione. Ha davvero ancora senso parlare di queste categorie nel mondo del lavoro attuale?

Da quando il lavoro da remoto è diventato una modalità di lavoro comune in molte aziende e tra i freelancer è emerso poco alla volta l’obiettivo comune di smart worker, remote worker e nomadi digitali.

Ognuno di loro
usa le tecnologie digitali per poter lavorare ovunque
senza limiti di spazio e di tempo


Più intimamente, tutte le persone che abbracciano nuove modalità di lavoro flessibile cercano un miglior bilanciamento vita e lavoro. In estrema sintesi una vita più felice.

Avere una modalità di lavoro flessibile permette di gestire al meglio la vita e nello stesso perseguire gli obiettivi di lavoro che ti sei prefissato o che il tuo datore di lavoro ti ha assegnato. Inoltre:

  • lo spostamento di focus del lavoro da ore seduti in ufficio a obiettivi, che possono essere perseguiti ovunque, ha permesso la diffusione del lavoro da remoto per i lavoratori dipendenti e autonomi;
  • la ricerca sempre maggiore di ottimizzazione del lavoro ha favorito lo sviluppo di modalità di lavoro smart. Questa modalità presuppone in azienda una serie di cambiamenti che favoriscono l’agilità dei processi e degli strumenti;
  • il datore di lavoro è contento di aumentare la produttività e ottimizzare i processi;
  • i lavoratori possono guadagnare tempo grazie all’ottimizzazione del lavoro.

Per definizione lo smart working non è solo lavoro da remoto ma comprende tutte le dinamiche smart che favoriscono il lavoro agile, solitamente in azienda.

Il nomadismo digitale invece riguarda principalmente un approccio individuale al lavoro da remoto, che ha molto a che fare con uno stile di vita “indipendente da una posizione geografica specifica”.

Nel tempo però la percezione del nomade digitale è cambiata radicalmente: un tempo pensando ai nomadi digitali il pensiero andava subito ai travel blogger e alle persone che viaggiavano spesso. Per una definizione completa di nomade digitale ti suggerisco di leggere Chi sono i nomadi digitali facciamo chiarezza.

Il panorama mondiale ci mostra anche un trend in veloce crescita: quello delle aziende completamente remote o “location independent”. Quindi il nomadismo digitale non è solo uno stile individuale come lo è stato finora. Per una panoramica sul mercato del lavoro da remoto ti consiglio di leggere Opportunità di carriera per lavoratori da remoto e nomadi digitali.

Nel corso del tempo il nomade digitale è cambiato includendo persone che viaggiano da un posto ad un altro o rimangono stanziali in un luogo per un tempo più lungo.

Più in generale molti nomadi digitali si spostano quando sentono che la vita chiede di cambiare luogo. Ci sono molti posti nel mondo dove poter essere felici, potrebbe essere il paese dove si è nati come la spiaggia caraibica dei propri sogni. Esistono intere famiglie che hanno abbracciato uno stile di vita da nomadi digitali.

Il concetto di nomade digitale è cambiato nel tempo

Molti smart worker hanno iniziato a lavorare in maniera flessibile per dedicare più tempo alla propria famiglia. Allo stesso tempo molti smart worker stanno scoprendo ora che è possibile lavorare in luoghi diversi dalla casa.

In un mondo in cui la forza lavoro sta diventando freelance ha davvero senso parlare ancora di lavoro subordinato e autonomo? Le stime Freelance Unions dicono che nel 2027 almeno il 50% della forza lavoro negli U.S. sarà freelance. Questo amplia le prospettive del rapporto tra datore di lavoro e dipendente, quanto di collaborazione tra frelancer e datore di lavoro.

Sempre più persone lasciano un lavoro da dipendente per dedicarsi al proprio progetto di lavoro

Pensando con una prospettiva al futuro, le aziende collaboreranno sempre di più con i freelancer che lavorano da remoto e una buona parte di questi molto probabilmente saranno nomadi digitali. Le stime apparse anche in un articolo de ilsole24ore dicono che nel 2035 ci saranno 1 miliardo di nomadi digitali.

Il rapporto tra smart working e nomadismo digitale vedrà quindi sempre più persone interne ed esterne all’azienda lavorare da remoto e/o in modalità smart. Le aziende che useranno maggiormente lo smart working e favoriranno un approccio paritario tra tutti coloro che lavorano da remoto potranno accedere ad un mondo di professionisti freelance, tra cui nomadi digitali. I freelancer potranno collaborare con sempre più aziende in una modalità remote-friendly.

Allo stesso tempo molti smart worker potrebbero estendere il numero di giorni di lavoro da casa oltre il classico giorno alla settimana. Un maggior numero di lavoratori che chiede una modalità di lavoro flessibile lavorerà da luoghi diversi dalla casa.

Davvero molti smart worker non hanno idea che è possibile lavorare al di fuori dei due luoghi classici: o lavori in ufficio o lavori da casa. La diffusione di co-living e la conoscenza dei co-working è alla nascita di una classe di lavoratori misti che hanno come obiettivo la felicità nella vita e nel lavoro.

Come sempre la cultura governa i cambiamenti sociali

Ai millennial spetterà il compito di riunire queste categorie considerando la loro propensione all’utilizzo degli strumenti digitali, alla ricerca di uno scopo nel lavoro, alla voglia di viaggiare, al desiderio di lavorare da dove preferiscono. Da un sondaggio di Flexjobs emerge che l’85% dei millennial vuole lavorare da remoto al 100%. Il cambiamento è in atto e non sarà nemmeno troppo lungo.

Nomadi Digitali è media partner dello Smart Working Day con l’obiettivo di conciliare gli obiettivi di tutte queste categorie, o almeno in un primo momento di ampliare il punto di vista dei datori di lavoro e dei lavoratori in generale.

Ci vediamo ad una delle tappe dello Smart Working Day.



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