Cosa Devi Verificare Prima di Firmare Un Contratto di Lavoro da Remoto

In questo articolo analizziamo assieme quali sono le clausole contrattuali alle quali prestare attenzione prima di sottoscrivere un contratto di lavoro da remoto

Frida Del Din: Amo il diritto, la tecnologia e i viaggi. Affascinata dalle prospettive e possibilità che offre il mondo dell’online, ho fondato il mio studio legale completamente digitale dove presto la mia attività di consulenza e assistenza da remoto. Questo mi permette di lavorare in modo flessibile, ottimizzando le energie e le risorse per la migliore qualità del servizio.

Pubblicato il: 2 Maggio 2019 | Categoria:

Il lavoro da remoto, o lavoro agile, è frutto dell’impatto che le nuove tecnologie hanno avuto sulla nostra vita privata e lavorativa, slegando il concetto di lavoro rispetto ad un luogo fisico nel quale essere presenti per un monte ore determinato.

Questa rivoluzione ha completamente ribaltato il concetto di lavoro tradizionale ed ha favorito la nascita di nuovi modi di lavorare, in mobilità (per viaggiare e riuscire a mantenersi) o per rimanere vicino a familiari bisognosi (figli o genitori anziani).

Questo profondo cambio di paradigma ha, dapprima, rivoluzionato il modo di lavorare dei freelance (lavoratori autonomi), distaccandosi completamente dall’idea di lavoro= ufficio, studio o ambiente fisico condiviso con altri professionisti, per poi interessare anche i lavoratori subordinati che, sempre di più, si vedono offerta l’opportunità di lavorare al di fuori del perimetro aziendale full time, part time o alcune giornate al mese.

Come abbiamo già visto, un primo tentativo di regolamentare questa forma di lavoro Smart si è registrato anche in Italia, con la promulgazione della Legge 81/2017. Questa legge pone il proprio focus sulla regolamentazione del lavoro agile di tipo subordinato, prevedendo un pallido tentativo di tutela anche per i freelance, anche se del tutto marginale.


Perchè Occorre Regolamentare lo Smart Working dei Freelance?

La risposta è abbastanza intuitiva: la forza contrattuale di una parte (di solito una grande azienda od organizzazione) può portare a costringere il piccolo lavoratore o professionista autonomo ad accettare condizioni estremamente svantaggiose per lui, pur di portarsi a casa la commessa.

Nel 1942, quando è stato scritto il nostro codice civile, la società era profondamente diversa: chi aveva un’attività in proprio godeva di una posizione di privilegio (anche in termini di maggiori conoscenza e mezzi) rispetto al cliente/committente e, di conseguenza, sono molte le norme ancora vigenti che tutelano in maniera preponderante i primi a scapito dei secondi.

Oggi, però, l’assetto è completamente cambiato e, anche grazie alla tecnologia che ci permette di entrare in contatto e di lavorare con chiunque in ogni parte del mondo, il rapporto tra prestatore d’opera e committente è spesso Freelance/S.p.a.

Si sente l’esigenza, quindi, di offrire degli strumenti per riequilibrare le forze e per assicurare sul mercato dei contratti che siano vantaggiosi e soddisfacenti per entrambe le parti e non, invece, completamente sbilanciati a favore di una di esse (quella contrattualmente più forte).

Non a caso la L. 81/2017 stabilisce che le clausole che attribuiscono al committente (il cliente) la facoltà di modificare unilateralmente le condizioni di un contratto avente ad oggetto una prestazione continuativa, sono affette da nullità.

E, ancora, non a caso, la L. 81/2017 estende le norme in materia di abuso di dipendenza economica anche a queste tipologie di contratti.


Quindi Oggi Come Viene Regolamentato Un Contratto di Smart Working B2B (ovvero tra due soggetti con Partita IVA, dotati di una loro autonomia?)

Lo schema contrattuale da utilizzare in questi casi è ancora quello del contratto di prestazione di opera (lavoro autonomo e professioni intellettuali), previsto dagli articoli 2222 e ss del nostro codice civile.

Questo vale nella misura in cui tu sia un freelance che presta la sua attività con lavoro prevalentemente proprio. Nel momento in cui ti dovessi strutturare in un’impresa, le regole cambiano ma, per ora, consideriamo solamente la prima ipotesi.

Questo tipo di contratto, per sua natura e per scelta legislativa, lascia ampio margine di manovra alla libertà di contrattazione (c.d. autonomia contrattuale) ponendo solo alcuni limiti che sono stati leggermente ampliati con la L. 81/2017.

Perciò le sfaccettature che possono trovarsi all’interno di siffatti contratti sono le più variegate e, quindi, non risulta semplice poter prevedere tutte le ipotesi possibili.

Poiché questa tipologia di contratti non richiede l’obbligo della forma scritta (perché potrebbero benissimo essere validamente conclusi solo oralmente), abbi cura di insistere sempre per consacrare i vostri accordi in un documento scritto. Può costare un pò di tempo e fatica all’inizio, ma può risparmiare un sacco di fastidi e di perdite di tempo e di denaro poi.

Infatti la L. 81/2017 qualifica come abusivo il rifiuto del committente (cliente) di stipulare un contratto in forma scritta.

Detto questo, vediamo quali sono alcuni accorgimenti che occorre tenere bene a mente prima di firmare un contratto di Smart Working di natura autonoma.


Il Contratto ti Viene Presentato già Bello Confezionato o la Proposta è Negoziabile?

Il primo grande aspetto da tenere presente è distinguere se il contratto è frutto di negoziazione (e quindi di accordi particolari tra le parti) oppure se si tratta di un modello standard che viene proposto da una parte nei confronti dell’altra (e, con ogni probabilità, ad un numero indefinito di altri freelance come te).

Questo dipende molto dalla forza contrattuale delle parti e dal livello di strutturazione di cui una parte può disporre rispetto all’altra.

Di certo se il contratto viene presentato già bello confezionato ed accompagnato dal messaggio “prendere o lasciare” è sicuramente frutto di una elaborazione “di parte”, che terrà sicuramente conto prevalentemente degli interessi di questa e, con buona probabilità, a scapito dell’altra.

In tal caso, comunque, vale la pena non farsi intimidire da questa situazione, sia perché di seguito ti indicherò quali clausole leggere e comprendere con attenzione, sia perché esistono dei meccanismi legali che tentano di riequilibrare il divario contrattuale tra le parti, prevedendo la sanzione di nullità o annullabilità a clausole che si pongano in maniera eccessivamente sbilanciata a favore di una parte e a scapito dell’altra.

Se, invece, il contratto sarà frutto di negoziazione e di accordo, allora avrai più spazio di manovra e potrai meglio salvaguardare i tuoi interessi, ponendo il focus sulle cose per te davvero importanti e cedendo su aspetti di secondaria importanza.

Se il contratto ti viene presentato già scritto e finito, un trucco rapido per individuare le clausole più problematiche è quello di andare alla fine del contratto e di controllare le clausole che sono soggette ad una specifica doppia sottoscrizione. quelle clausole sono sicuramente le più spinose, da controllare prima di ogni altra.


Oggetto della Prestazione: Ovvero che Cosa ti Viene Richiesto di Fare

Il primo aspetto importante sul quale soffermarsi è capire bene che cosa la controparte si aspetta da te, soprattutto in base a ciò che è scritto nel contratto.

La parte che deve riconoscere un corrispettivo in denaro è, in linea di massima, più avvantaggiata perché la matematica non è un’opinione e, quindi, scritta una determinata cifra, quella è e quella rimane, senza possibilità di grandi interpretazioni o fraintendimenti.

La parte, invece, che deve rendere il servizio o la prestazione intellettuale deve fare moltissima attenzione a definire bene che cosa è compreso e che cosa non è compreso nel contratto.

Spesso a parole sembra che tutto sia chiaro ma, poi, quando si va a scrivere, occorre delimitare correttamente il perimetro della controprestazione non in denaro.

Più specifica sarà la delimitazione e meno fraintendimenti ci saranno poi in fase di esecuzione del contratto.

Ad esempio se il contratto prevede la realizzazione di una APP o di un Software, è bene precisare molto nel dettaglio che cosa il committente si aspetta e, soprattutto, che cosa tu puoi garantire.

Può anche essere utile rinviare l’oggetto della tua prestazione ad un allegato del contratto, che può essere un documento, una relazione, un’analisi dettagliata di cosa volete realizzare e di cosa tu sei tenuto o non sei tenuto a fare. In questo modo sarà tracciato un perimetro chiaro della tua prestazione e si ridurranno le possibilità di trovarti, poi in fase di esecuzione del contratto, a ricevere richieste che non avevi nemmeno immaginato, a causa della formulazione generica dell’oggetto della prestazione che è a tuo carico.

Su questo fronte la tua posizione, al cospetto della legge, è più debole perché sei tu il professionista e sei tu che devi sapere ben circoscrivere il tuo lavoro, prevedendo anche in anticipo possibili scenari critici che devi saper prevenire ed arginare.

Quindi, onde evitare facili contestazioni, abbi una cura maniacale nel descrivere e circoscrivere bene che cosa ti impegni a fare.


Offri Un Mezzo o Un Risultato?

Se, per esempio, ti proponi come esperto di marketing, proiettando la possibilità di aumentare del 100% il numero di like sulla pagina Facebook del tuo cliente, sei proprio sicuro di voler garantire questo risultato? Poiché in questo caso il risultato dipende anche da moltissimi altri fattori, che hanno a che vedere con il messaggio e il posizionamento del cliente, non è proprio opportuno garantire un risultato sul quale non si ha il pieno controllo.

Diverso sarebbe, ad esempio, se l’oggetto del contratto fosse la scrittura di almeno 4 articoli al mese per il blog del tuo cliente: in tal caso, trattandosi di un risultato che è pienamente nel tuo controllo, potresti tranquillamente impegnarti in tal senso.

Questo aspetto è molto importante, perché ha delle ripercussioni rilevanti in un secondo momento, nel caso in cui non ci si trovi d’accordo sull’esatto adempimento, o meno, del contratto stesso.


Il Pagamento

La L. 81/2017 sancisce che le clausole che prevedano termini di pagamento superiori a 60 giorni rispetto al momento in cui si presenta la fattura o si richiede il pagamento, sono abusive e prive di effetto.

Questa legge si applica in Italia e a tutti i contratti per i quali è applicabile la legge italiana.

Inoltre è previsto che, in caso di ritardo nei pagamenti, siano applicabili gli interessi moratori previsti per le transazioni commerciali (per il primo semestre del 2019 il tasso degli interessi moratori ammonta all’8%).


Risoluzione e Recesso

Se tutto va bene, un contratto viene sottoscritto e poi, quando viene completamente eseguito, esaurisce la sua funzione e si estingue.

Molto spesso però, nella vita di tutti i giorni, possono accadere dei fatti che possono portare alla estinzione anticipata del contratto. Molte volte tale potere è anche attribuito alla semplice volontà di una delle parti, soprattutto se i contratti hanno una certa durata.

Quindi è molto importante prestare attenzione alle clausole che si riferiscono alla risoluzione del contratto ed al recesso.

Si tratta di due cose differenti, con effetti differenti.

Il recesso è una facoltà, attribuita ad una sola o ad entrambe le parti, di terminare il contratto prima della sua naturale scadenza. Di solito tale facoltà è subordinata ad un congruo preavviso, per permettere all’altra parte di conoscere per tempo le intenzioni dell’altra e di organizzarsi di conseguenza.

Se nulla viene stabilito sul punto, la regola generale è che il cliente (committente) può recedere dal contratto, pagando il compenso per il lavoro svolto. Il prestatore d’opera, invece, può recedere solo per giusta causa.
La L. 81/2017 stabilisce che è nulla la clausola che consente al cliente di recedere dal contratto senza un congruo preavviso.

La risoluzione del contratto, invece, è un effetto che si produce nel momento in cui le cose non vanno come le parti si erano prefigurate prima della firma del contratto: di solito la causa più frequente di risoluzione del contratto è l’inadempimento di una delle parti: una parte non paga il dovuto entro il termine concordato? Se l’altra parte non vuole più proseguire con il contratto, può risolverlo imputandone tutti gli effetti negativi al comportamento della parte inadempiente.

Anche in questo caso vi sono delle previsioni legislative ben precise ma è bene sempre controllare che la facoltà di risolvere il contratto sia ripartita in modo equilibrato tra le parti.

Se dovessi accorgerti che la controparte dispone di un elenco infinito di ipotesi per poter risolvere il contratto, mentre tu magari sei chiamato a rinunciare totalmente a tale facoltà, fermati un attimo e ridiscuti per bene queste condizioni.


Le Penali

Molti contratti contengono delle clausole penali che stabiliscono il pagamento di un importo predeterminato a titolo di risarcimento del danno in caso di ritardo o inadempimento.

Queste clausole vanno lette con attenzione, perché spesso gli importi a prima vista sembrano accettabili ma, a ben guardare, sono molto pesanti (ad esempio tot € per ogni giorno di ritardo).

Queste clausole offrono un notevole vantaggio alla parte a favore della quale è stata prevista la penale, in quanto questa sarà esonerata dall’onere provare l’entità del danno subito (in termini di quantificazione del danno), essendo l’ammontare già predeterminato in sede contrattuale.

E’ pur vero che il giudice può sempre ridimensionare una penale che risulti eccessivamente sproporzionata rispetto al fatto che l’ha fatta sorgere.

Tuttavia è sempre bene alzare bene le antenne e leggere con attenzione e comprendere fino in fondo siffatte clausole che, molto spesso, nella fretta e nell’entusiasmo di concludere, possono passare pericolosamente inosservate.


Obblighi in Base al GDPR

Se il contratto ha ad oggetto attività che implicano il trattamento di dati personali di clienti della controparte, è molto probabile che nel contratto ci sarà una corposa clausola che ti nomina responsabile del trattamento dei dati e che ti impone di tenere il registro per le attività di trattamento e di collaborare fattivamente con la controparte in caso di richieste da parte degli interessati e delle autorità.

Sul punto attenzione a non farti cogliere impreparato, perché assumerti siffatte responsabilità, senza ben sapere come gestirle, può avere degli effetti molto pericolosi e devastanti sul tuo business.

Quindi prima di firmare, verifica bene di sapere che cosa ti viene richiesto ed abbi cura di rispettare queste indicazioni alla lettera, onde evitare spiacevoli e pesanti conseguenze collaterali.


Non Garantire Nulla che Non Puoi Garantire al di Là di Ogni Ragionevole Dubbio

Sembra un gioco di parole, ma non lo è. Spesso capita che, per la fretta o la distrazione, non si leggano e comprendano fino in fondo quali garanzie ci vengono richieste per il nostro lavoro.

Come abbiamo visto un primo livello di attenzione deve essere prestato nel distinguere correttamente la differenza tra obbligazione di mezzi e obbligazione di risultati.

Secondariamente ricorda di non impegnarti mai a garantire cose sulle quali non hai il completo controllo, perché potresti pagarne le conseguenze, per quanto possano sembrare assurde e scollegate dalla realtà.

Quindi soppesa bene quello che ti viene richiesto: sei tu l’esperto nel tuo settore e sei tu che conosci bene le sfaccettature e le zone d’ombra del tuo lavoro.

La regola che devi seguire è quella di non garantire mai nulla che non sia nel tuo totale controllo!


Legge Applicabile e Foro Competente

Di solito queste clausole si trovano alla fine del contratto e possono sfuggire facilmente, soprattuto se il contratto è molto corposo ed ha già richiesto molti sforzi per comprenderlo.

Se stai discutendo un contratto con una controparte straniera, questa clausola dovrebbe essere, in verità, la prima che vai a guardare.

Infatti la cosa strana (ma così è in tutti gli ordinamenti giuridici) è che un contratto potrebbe benissimo essere soggetto alla legge italiana ma essere, allo stesso tempo, sottoposto alla giurisdizione di un altro Paese.

Vale a dire che un giudice austriaco (competente a decidere di una controversia contrattuale tra una società austriaca ed una italiana) potrebbe trovarsi a dover applicare il diritto italiano.

Quindi se dovessi trovare questa antinomia in un contratto, sappi che la cosa è normale e molto più frequente di quanto tu possa immaginare.

Ad ogni modo, per quanto a noi interessa, se il contratto che ci viene sottoposto è soggetto ad una legge e ad una giurisdizione straniera, occorre tenere bene a mente che in quel paese straniero potrebbero esserci delle regole diverse dalle nostre e, quindi, soprattutto se il contratto è importante e di lunga durata, la cosa migliore da fare è quella di chiedere una consulenza per verificare quali norme giuridiche straniere potrebbero incidere su quel contratto, in particolare a favore della controparte.

Perché farlo? Perché tutti gli ordinamenti giuridici dispongono di norme cogenti (norme imperative o di applicazione necessaria) che prevalgono sempre sulla volontà contrattuale delle parti.

Quindi potresti trovare scritta nel contratto una clausola a te piuttosto vantaggiosa, che ti viene magari proposta per ottenere in cambio altre concessioni, ma che, in realtà, se dovessi arrivare ad un contenzioso, potrebbe essere dichiarata nulla e, quindi, come se non fosse stata mai scritta.

Certo questo è un comportamento contrario a buona fede, che può essere anch’esso sanzionato.

Ma potrebbe anche essere fatto in totale buona fede, magari perché chi ha scritto il contratto non ha minimamente tenuto conto di queste norme cogenti (e ciò accade molto più spesso di quanto si possa immaginare!)

Tuttavia saperlo prima di fare delle concessioni potrebbe risparmiarti delle brutte sorprese e potrebbe farti propendere per l’abbandono delle trattative, dedicando il tuo prezioso tempo ed energie alla ricerca di occasioni migliori per te.


Leggi il Contratto in Modo Lineare e in Modo Traversale

Forse questo è il consiglio più banale ma ti assicuro che si tratta di un aspetto che molto spesso viene trascurato.

A volte è difficile anche solo cimentarsi nella lettura di un contratto, figuriamoci leggerlo più volte!

Ad ogni modo, fai una prima lettura lineare (riga dopo riga), avendo cura di sottolineare tutte le formule di rinvio ad altri articoli o a leggi. La seconda lettura dovrà essere trasversale, quindi se in un articolo trovi scritto, ad esempio:

“La parte B avrà facoltà di risolvere il contratto nei casi previsti dagli articoli 7.1, 7.2 …”, interrompi la lettura e vai a leggerti le casistiche richiamate. Questo ti permetterà di comprendere fino in fondo il senso del contratto, che molto spesso prevede molte formule di rinvio o richiamo ad altri articoli o a norme di legge.

Naturalmente se viene citata una qualche legge (o articolo), apri Google e digita i riferimenti, in modo che tu possa farti un’idea del contenuto di quel richiamo.


Per Concludere

In questo articolo ho voluto fornirti alcuni consigli e spunti per comprendere appieno un contratto in generale, segnalandoti quelle che di solito sono le clausole alle quali fare maggiore attenzione.

Naturalmente non si tratta di un elenco esaustivo, ma soltanto delle clausole che più spesso, nel mio lavoro quotidiano, destano problemi.

Naturalmente in caso di dubbi o perplessità, la cosa migliore da fare è sempre quella di chiedere una consulenza professionale, prima di impegnarti con un contratto che potrebbe avere un impatto significativo nel tuo business.


Photo Credit: Shutterstock


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