Come Rinunciare alla Residenza Fiscale Italiana e Andarsene all’Estero

Ecco tutto quello che devi sapere e devi fare, prima di rinunciare alla residenza fiscale italiana e aprire una partita Iva all'estero

Luca Taglialatela

Luca Taglialatela: Ho trovato l’indipendenza nella rete costruendo online il mio business di assistenza e consulenza fiscale al servizio di chi ha voglia di farcela mettendosi in proprio. Sostengo da sempre che il mondo sia troppo piccolo per non riuscire a visitarlo tutto. La mia prossima scrivania? Una tavola da surf!

Pubblicato il: 17 gennaio 2014 | Categoria:

Non tutti gli ordinamenti tributari del mondo prevedono la necessità di aprire un numero di partita Iva per lavorare.

Piuttosto di domandarsi “Quale sia il Paese Migliore sotto il Profilo Fiscale” dove aprire un numero di partita Iva, sarebbe preferibile chiedersi “Come Fare per Rinunciare alla Residenza Fiscale Italiana e Andarsene all’Estero” in tutta tranquillità senza il timore di subire accertamenti o verifiche da parte delle autorità fiscali italiane come quelli che ti ho descritto negli esempi del mio post precedente “Residenza Fiscale: Perché E’ Importante per i Nomadi Digitali”.

Trasferire La Propria Residenza Fiscale All’estero

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Ma procediamo per gradi.

1. La Procedura

Secondo quanto detto nel mio precedente articolo “Residenza Fiscale: Perché E’ Importante per i Nomadi Digitali”, per essere considerato fiscalmente residente all’estero, un cittadino italiano deve essere per la maggior parte del periodo d’imposta non iscritto nell’anagrafe della popolazione residente e, allo stesso tempo, non domiciliato né residente nel territorio dello Stato.

2. La Tassazione

Nel caso di un soggetto fiscalmente residente all’estero, sono imponibili in Italia solo i redditi ivi prodotti.

3. L’Iscrizione all’AIRE (Anagrafe Italiana dei Residenti all’Estero)

Tutti i cittadini italiani, ovunque siano nati, che risiedono fuori dal territorio nazionale per più di un anno devono richiedere al proprio Comune la cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente (se residenti in precedenza in Italia) e conseguentemente il trasferimento nell’anagrafe dei residenti all’estero (Aire) del Comune italiano di origine o di ultima residenza prima dell’espatrio, entro tre mesi dall’arrivo nel paese estero (ai sensi della legge n. 470/88).

Sono previste tuttavia alcune eccezioni nei casi di trasferimento temporaneo, di durata non superiore l’anno, o per dipendenti dello Stato inviati all’estero per motivi di servizio.

4. Il Problema

Il requisito dell’iscrizione all’Aire da solo non è tuttavia sufficiente. Ciò in quanto è comunque necessario soddisfare anche un requisito sostanziale, rappresentato dall’effettivo trasferimento della sede principale degli affari e interessi e della dimora abituale nello Stato estero.

Questa condizione potrebbe essere difficilmente realizzabile in molti casi, ad esempio qualora il nucleo familiare del lavoratore trasferito all’estero rimanga in Italia.

Sul punto si segnala una posizione della Commissione finanze secondo la quale la residenza fiscale all’estero dovrebbe presumersi per i dipendenti iscritti all’Aire che prestino la loro attività all’estero per almeno un intero anno fiscale e siano ivi assoggettati a imposta (risoluzione del 13 febbraio 2001, n. 8-00075).

In assenza di tale requisito, non è dunque da escludere che, indipendentemente dall’iscrizione all’Aire, il lavoratore si debba comunque considerare ancora fiscalmente in Italia, con l’ulteriore rischio, peraltro, di risultare contestualmente residente ai fini fiscali anche nello Stato estero.

5. Per Scongiurare la Doppia Tassazione

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…e gli accertamenti?

6. I Possibili Accertamenti dell’Agenzia delle Entrate

Per quanto riguarda i possibili accertamenti dell’Amministrazione finanziaria italiana, deve evidenziarsi che questa può facilmente avere conoscenza del Paese in cui è avvenuto il trasferimento, visto che i cittadini italiani che trasferiscono la loro residenza all’estero devono comunicarlo all’Ufficio anagrafe del proprio Comune oppure, all’ufficio consolare della circoscrizione di immigrazione entro 90 giorni dalla immigrazione e detto ufficio trasmette, entro 180 giorni, copia della dichiarazione resa dal contribuente al Ministero dell’Interno italiano che poi provvede a informare il comune italiano nelle cui liste della popolazione residente il contribuente era iscritto prima del trasferimento.

La predetta iscrizione, che è eseguita gratuitamente, è un diritto-dovere del cittadino e comporta la cancellazione dall’Anagrafe della popolazione residente del Comune italiano di provenienza.

Una specifica attività di vigilanza è operata dall’Amministrazione finanziaria, in collaborazione con i Comuni, al fine di ostacolare il fittizio trasferimento all’estero della residenza, allo scopo di ottenere vantaggi fiscali.

In particolare, entro sei mesi da ogni richiesta d’iscrizione all’AIRE, il Comune deve confermare all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente per l’ultimo domicilio fiscale che il contribuente ha effettivamente cessato la residenza in Italia. In seguito, per i successivi tre anni, il Comune deve vigilare sulla persistenza della cessazione della residenza in Italia.

6. Il Paese Migliore Dove Trasferirsi

Non c’è alcun dubbio che il Paese migliore dove trasferirsi sia quello dove desideri vivere tu, da solo o con famiglia al seguito. Alcuni Paesi con tassazione bassa o agevolata potrebbero non collimare con le tue esigenze di svago, relax e vita sociale. A volte, il risparmio fiscale non è tutto.

Tuttavia, è possibile trovare degli ottimi compromessi.

Al link seguente trovi dunque tutte le informazioni per ponderare la tua scelta con calma e determinazione: http://www.fiscooggi.it/rubrica/dal-mondo

Clicca sul Paese del quale vuoi conoscere meglio il profilo fiscale utilizzando il piccolo planisfero che trovi in alto a destra.


PS: Mi fa sempre piacere ricevere i tuoi feedback per capire se le informazioni che ti ho condiviso ti sono state di aiuto, purtroppo però, come potrai capire, per motivi di tempo non posso materialmente rispondere a tutte le eventuali domande che mi porrai qui nei commenti.



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  • Nico Max Tedeschi

    il suo articolo è interessante ma manca di una premessa basilare,ovvero,non basta essere iscritti all’AIRE per avere una rinuncia di tutte le posizioni amministrative italiane, bisogna necessariamente prima acquisire la NAZIONALITA’ e CITTADINANZA presso lo stato estero in cui si è scelto di vivere,Dopodichè, si ha per prima cosa la doppia nazionalità e quindi si procede in fase Consolare alla rinuncia di quella italiana.

    • Grazie Nico, per il tuo contributo, apprezzato e molto utile. A presto!

  • Luca Taglialatela

    Ciao Nico,

    giusta osservazione, ma attenzione a non far confusione.

    Il mio articolo non ha ad oggetto la perdita della nazionalità (tema civilistico), né tanto meno l’iter dimissionario da eventuali cariche pubbliche amministrative, bensì la perdita della residenza a fini esclusivamente e squisitamente fiscali.

    Il legislatore cui far riferimento, pertanto, è quello tributario ed, in particolare, il DPR cui attingere è il n. 917/86 (meglio conosciuto come testo unico delle imposte sui redditi).

    Le posizioni amministrative di cui parlo nel mio articolo sono tipicamente le cariche da amministratore di società o membro del consiglio di amministrazione, cariche in relazioni alle quali è sufficiente una semplice rinuncia per decadere dall’incarico; non ho mai fatto riferimento, ripeto, alle cariche pubbliche che, invece, non sono assolutamente né oggetto del mio intervento né tantomeno delle mie competenze in ambito legale.

    Dunque, la tua rimane di certo un’osservazione interessante e ti sono grato per l’intervento, ma si rischia di confondere due tematiche distanti e diverse tra loro: quella della residenza fiscale da un lato e quella della rinuncia alle cariche amministrative pubbliche dall’altro (che potrebbe riguardare una minima parte dei lettori, per quanto importante).

    Mi scuso nella misura in cui non fossi riuscito ad interpretare in maniera corretta il tuo pensiero.

    Cari Saluti

    Luca Taglialatela

  • Pingback: Lavorare da casa. Come crearsi un lavoro serio da casa.()

  • Eleonora

    E chi viaggia di continuo? Da freelance può mantenere la posizione fiscale in un paese nel quale ha determinati interessi (clienti e famiglia) che non sia l’Italia? Mi spiego. Vivo in Turchia – marito turco e figlio con doppia cittadinanza – e vorrei aprire una posizione fiscale qui, anche se sono ancora residente in Sardegna. Se dovessimo andare via dalla Turchia per andare, per esempio, in Francia, dovrei cambiare nuovamente residenza fiscale?
    In pratica chi viaggia come deve fare?

    Grazie in anticipo per la risposta.

    • Ciao Eleonora, come è scritto chiaramente nell’articolo, se vuoi rinunciare alla residenza fiscale italiana e aprire una posizione fiscale all’estero, per la legge Italiana devi necessariamente e come prima cosa richiedere al tuo Comune la cancellazione dall’anagrafe della popolazione e richiedere l’iscrizione all’AIRE (nell’anagrafe degli italiani residenti all’estero)

      Purtroppo non conosco la legislazione Turca in materia fiscale, quindi se apri una posizione fiscale in Turchia e vuoi spostarla in Francia devi verificare cosa prevede la normativa fiscale esistente in quel paese.

      Purtroppo anche se ti sposti di continuo, per legge devi comunque risultare fiscalmente residente in un determinato paese.

      • Viv_seconda

        Alberto, salve. Dici che bisogna comunque risultare fiscalmente risiedente in un posto, ma tal posto può essere scelto liberamente, in base alla tassazione preferita o ci sono dei limiti? Se, ad esempio, volessi trasferire la residenza fiscale in Thailandia, potrei farlo?

        • Ciao non capisco bene la tua domanda, il concetto mi sembra spiegato bene nell’articolo di Luca, ma provo comunque a risponderti.

          Tu puoi senz’altro scegliere il pese in cui a te piacerebbe trasferirti, (per trasferirti fiscalmente devi trasferirti anche fisicamente) ma devi verificare quali sono le normative che ti permettono di ottenere la residenza permanente in quel determinato paese che tu hai scelto.

          • Viv_seconda

            Grazie per la risposta. Forse non sono stata chiara. Io mi riferivo alla situazione di un nomade digitale che non ha una residenza fissa, ma che si sposta continuamente da posto in posto. In un caso simile, tu non vivi in Italia (per la maggior parte dell’anno), ma non ha neppure una residenza fissa all’estero. Quindi mi chiedevo, nonostante stia quasi sempre fuori dall’Italia e non usi i servizi statali, devo comunque pagare le tasse allo stato italiano? Tu personalmente come fai?

          • Il fatto che tu lavori spostandoti per il mondo non è influente ai fini della tua residenza anagrafica, tu comunque devi risultare residente in uno stato e, la tua residenza anagrafica, rimane in Italia finchè tu non decidi di trasferirti la residenza in un altro Paese seguendo chiaramente le procedure previste. Lo stesso discorso vale più o meno per la residenza fiscale. Tutto questo è spiegato molto bene in questo articolo:
            http://www.nomadidigitali.it/amministrazione-fisco-e-finanze/residenza-fiscale-perche-e-importante-per-nomadi-digitali/

            PS** Riguardo il mio caso specifico io sono anagraficamente e fiscalmente residente in Italia.

          • Viv_seconda

            Ah, ho capito. Credevo si potessero scampare le pesanti tasse del paese, non usandone i servizi, ma a quanto pare non si può. Grazie per avermi chiarito le idee. Sei stato gentilissimo.

  • filomena

    E posso spostarmi fiscalmente all’estero se ho una pesantissima cartella esattoriale che sto pagando a rate, e un immobile?

    • Filomena purtroppo non so rispondere a questa domanda perchè non rientra nella materia trattata nell’articolo che parla di residenza fiscale e non fattori e condizioni che possono limitare la possibilità di recarsi fisicamente all’estrero.
      Questo dovresti chiederlo alle autorità competenti in materia.

  • Marco

    Tema molto interessante. Avevo un quesito da proporvi: sono in trattativa per vendere l’immobile adibito a “prima casa” ed entro la fine di questo anno, intendo riacquistare in Spagna. Ai sensi della circolare AdE 31/E del 2010:

    “deve ritenersi che anche nell’ipotesi in cui l’immobile acquistato sia situato in uno Stato estero non si decade dall’agevolazione, semprechè sussistano strumenti di cooperazione
    amministrativa che consentono di verificare che effettivamente l’immobile ivi acquistato
    sia stato adibito a dimora abituale”.

    Praticamente cosa vuol dire l’estratto citato? Devo presentare documentazione specifica a qualche ente? Grazie a chi vorrà illuminarmi.

    • Ciao Marco, purtroppo come avrai letto nell’articolo Luca non può materialmente, rispondere qui a tutte le singole e specifiche domande. Se vuoi puoi richiedere una sua consulenza privata. Qui trovi i suoi contatti. http://www.fiscosulweb.it/servizi/

  • Massimo

    Io avrei una domanda riferita al mio caso particolare.
    Sto lavorando per una societa’ araba a Dubai dai primi dal 17 Aprile.
    Non ho ancora fatto l ‘iscrizione all’ AIRE. Attualmento ho la carta di Identita’ degli Emirati e il visto da lavoratore.
    In Italia ho una casa di prorpieta’ e basta.
    Cosa dovrei fare a parte l’iscrizione all’AIRE per pagare le tasse sono nell UAE? e soprattutto ogni hanno devo fare 183 gg fuori dall’ITALIA oppure una volta cambiata residenza ho risolto??
    Grazie

    • Ciao Massimo, mi dispiace molto non poter soddisfare la tua richiesta, ma purtroppo come avrai letto nell’articolo Luca non può materialmente, rispondere a tutte le singole, e specifiche domande, che gli vengono poste in materia fiscale. Se vuoi puoi richiedere contattarlo privatamente. Qui trovi i suoi contatti. http://www.fiscosulweb.it/servizi/

  • lui la plume

    residenza estero

    Sono un pensionato ormai dal 2000 e risiedo da solo in una località al mare mentre mia moglie risiede in città.

    Ora il mare mi ha stufato … di fatto da un paio di anni sono spesso lontano dalla residenza che non mi soddisfa più …. e vorrei traferirmi altrove.

    In Svizzera …. miei antenati si sono recati prima del 1400 …. e si sono trovati bene ..

    Ora anche ho localizzato in Locarno il luogo ideale dove trascorrere il tempo che mi resta.

    Ovviamente i vantaggi fiscali mi interessano … e non desidero alcuna doppia imposizione

    ad essere sincero più che i vantaggi fiscali è la speranza di un minore “pasticcio tributario ad attrarmi” ……

    Le rendite derivano esclusivamente dalla pensione e da immobili e terreni tenuti a disposizione in varie località.

    ……

    Vorrei …..

    affittare un appartamento in Svizzera e trasferirvi la residenza entro fine anno … dal 16 dicembre per chiudere fiscalmente in Italia nel 2014 ed iniziare nel 2015 in Svizzera …..

    entro 90 giorni mi iscriverò all’AIRE ..

    e farò ciò che và fatto …..

    (ovviamente nessuna frode fiscale …. se poi dovessi pentirmi della scelta … ma questo è un altro problema)

    .

    nel 2015 ….. fiscalmente che accadrà? …..

    la mia pensione subirà delle modifiche?

    (mi par di capire che dovrei riceverla dall’Inps al lordo e che la Svizzera non dovrebbe chiedere alcuna tassa su tale rendita … ma non trovo conferma)

    .

    le case in Italia … diventerebbero per me tutte seconde case assoggettate ad oneri maggiorati ….

    ma potrebbero gradualmente essere poste in vendita o affittate …

    in questo caso ….. che succede?

    .

    se da residente …. acquisterò in Svizzera …. potrò farlo come unico proprietario … o il 50% ricadra in comunione dei beni con ulteriori casini …

    .

    sempre sulle case …

    e se decidessi di conferire ogni proprietà in Italia ed altrove ad una società (soci marito, moglie, figli, nipoti con quote ricavate dal corretto uso delle leggi sulla successione … discusso ed accettato da tutti i soci)

    che abbia il solo scopo di gestirle nel rispetto delle leggi risparmiando il mal di stomaco che il regime fiscale “incasinato” genera da anni …

    (nessun utile … obiettivo il pareggio tra entrate da affitti veri o contributi da parte di chi … socio … utilizza ….. e gabelle varie condominii … tasse …)

    a parte la retribuzione dell’amministratore …. scelto fra i soci se possibile ..

    sarebbe cosa lecita ed alla fine conveniente ….

    (la convenienza non è solo economica … non aver nulla da dichiarare rende la vita decisamente più serena)

    • Ciao, grazie per il tuo commento, purtroppo la tua domanda è molto specifica e non riguarda le problematiche strettamente connesse a chi vuole capire come vivere e lavorare online viaggiando per il mondo.

      Come puoi ben immaginare la materia fiscale è molto molto complessa e Luca, il nostro esperto, come puoi leggere nell’articolo non ha materialmente la possibilità di rispondere a tutte le domande che gli vengono poste.

      Pertanto, puoi prenotare una consulenza privata con lui, seguendo le istruzioni che trovi in questa pagina: http://www.fiscosulweb.it/servizi/

      Ti auguro una buona giornata a presto.

      • Giancarlo Pravettoni

        In pratica non rispondete a nulla ma rimandate solo alla consulenza a pagamento…

        Bei volpini!

        • Ciao Giancarlo,
          forse ti è sfuggito il fatto che noi non ci occupiamo di fiscalità, ma di nomadismo digitale.

          Luca, l’autore dell’articolo, è un professionista che ci ha fornito il suo aiuto per spiegare un concetto importante per chi lavora online in giro per il mondo.

          Invece di offendere, perchè non proponi una soluzione diversa che possa essere realmente fattibile… Secondo te Luca cosa dovrebbe fare?

          Stare tutto il giorno sul nostro sito per fornire gratuitamente le sue consulenze a chiunque abbia un domanda riguardante la materia fiscale….oppure? Tu cosa proponi?

          Perchè non offri un contributo attivo invece di criticare in maniera così subdola il lavoro degli gli altri. Questo son bravi tutti a farlo.

          Tu ad esempio: cosa pensi di aver apportato di utile a questa discussione, a parte la cavolata che hai scritto nel tuo commento?

  • Alessandra

    Il mio problema è piuttosto articolato. Ho acquistato alcuni anni fa una casa con delle agevolazioni fiscali in Italia. Per non perdere tali agevolazioni devo restare residente nel comune in cui questa casa si trova (nel comune, non necessariamente nella casa stessa) per un totale di 10 anni. Mi trovo però da 7 mesi a lavorare in Spagna con un contratto spagnolo. Secondo tale contratto per i primi sei mesi di lavoro lo Stato spagnolo trattiene circa il 25% di tasse dal mio stipendio, che però mi dovrebbe essere restituito al momento della dichiarazione dei redditi qui in Spagna. Per procedere con la dichiarazione è però necessaria la targhetta di residenza spagnola. La richiesta di tale documento potrebbe farmi perdere diritto alle agevolazioni fiscali sulla casa in Italia?

    • Ciao Alessandra, grazie per il tuo commento.
      Purtroppo la materia fiscale è molto molto complessa e Luca, il nostro esperto, come puoi leggere nell’articolo non ha materialmente la possibilità di rispondere a tutte le specifiche domande che gli vengono poste qui nei commenti.

      Pertanto, se hai bisogno di una consulenza puoi contattare Luca seguendo le istruzioni che trovi qui http://www.fiscosulweb.it/serv

      Ti auguro una buona giornata a presto.

    • frank

      No, vedi che resistenza fiscale e “empadronamiento” sono due cose diverse, tu puoi continuare tranquillamente a risiedere in due posti alla volta, solo che in spagna se non hai la residenza fiscale pagherei un po’ più tasse

  • Pingback: MALTA è un paese in white list e non è un paradiso fiscale….leggete invece se….just in case. FATE LE GIUSTE SCELTE anche scegliendo la giusta giurisdizioneo | MALTA way, la tua via d'accesso alla vita, al business e agli investimenti a ()

  • Andrea Rossi

    Se possibile, sarebbe importante chiarire il seguente paragrafo (in basso). In quali modi il comune vigila sulla persistenza della cessazione di residenza in Italia?

    I freelance viaggiano, entrano ed escono dall’Italia di conitnuo e anche in caso di voli, all’interno della zona EU basta la carta di identita’ che non viene nemmeno registrata nei controlli aeroportuali extra-Schengen (per esempio rientrando da Londra). Poi si puo’ anche entrare/uscire in auto/treno/etc.. quindi mi chiedo in quali modi si potrebbe maio contestare la presenza (o meno) di un residente AIRE estero?

    Io vivo all’estero il 90% del mio tempo e sono registrato AIRE, e mi chiedo se mai il fisco Italiano sara’ capace di trovare qualche cavillo per controllare la mia fiscalita’

    “In particolare, entro sei mesi da ogni richiesta d’iscrizione all’AIRE, il Comune deve confermare all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente per l’ultimo domicilio fiscale che il contribuente ha effettivamente cessato la residenza in Italia. In seguito, per i
    successivi tre anni, il Comune deve vigilare sulla persistenza della cessazione della residenza in Italia.”

    • Andrea, credo che questa sia una domanda che dovresti sottoporre direttamente all’Agenzia delle Entrate. Luca nel suo post ha condiviso le linee guida per capire cosa fare per poter rinunciare alla residenza fiscale italiana, non come fare per poterle raggirare.

  • gasperino79

    Salve a tutti,
    Ho una domanda. Mi sono trasferito negli Emirati Arabi Uniti nel 2012 perche’ avevo ricevuto un’offerta di lavoro da una societa’ di Dubai. Appena sono arrivato mi sono subito iscritto all’AIRE. Mia moglie vive e lavora a Dubai.
    Da poco ho cambiato datore di lavoro, e sono impiegato presso una societa con sede legale a Cipro con una filiale a Dubai, ma mi hanno inviato a lavorare in Iraq con turni di 28 giorni (28 giorni in Iraq e 28 giorni a Dubai).
    Posseggo una casa in Italia al 50% con i miei genitori, ma ci abitano e risiedono loro. Pago regolarmente l’IMU come seconda casa, poiche’ non ho piu’ residenza in Italia, e posseggo ancora un conto corrente italiano tramite il quale pago il mutuo della casa.
    1 domanda: Sono passivo di tassazione sui redditi in Italia se vivo regolarmente a Dubai (centro di interessi personale), pur avendo un immobile e conto corrente?
    2 somanda: Se dovessi acquistare un secondo immobile in Italia (Ovviamente pagando tutte le imposte come seconda casa), cambierebbe la mia situazione?
    Grazie a tutti in anticipo!

    • Ciao Gasperino, grazie per il tuo intervento.

      Purtroppo, come scrive anche nell’articolo, Luca non ha materialmente la possibilità di rispondere a tutte le singole domande che gli vengono poste qui nei commenti.

      Essendo questa una materia molto delicata e complessa io personalmente ti consiglio di sottoporla direttamente all’Agenzia delle Entrate o a un fiscalista esperto, altrimenti rischi di ricevere risposte incomplete o non corrette.

      Grazie e a presto

  • riccardo

    Buongiorno…grazie mille per l’articolo, mi e’ stato molto utile e mi ha chiarito alcuni punti. Ho ancora un dubbio, sono un italiano residente in Egitto, assunto da una societa’ estera e percepisco il salario all’estero. Vorrei acquistare casa in spagna. Non sono sposato e non ho nessun bene in italia. Devo dichiarare questa casa in italia e pagarci le tasse? immagino proprio di no ma visto che ancora non ho avuto una risposta certa e’ bene chiedere.
    grazie in anticipo
    Buona giornata

    • Ciao Riccardo,
      Luca in questo articolo ha condiviso le linee guida su Come Rinunciare alla Residenza Fiscale Italiana, purtroppo, come scrive anche nell’articolo, non ha materialmente la possibilità di rispondere a tutte le singole domande che gli vengono poste qui nei commenti. Essendo questa una materia molto delicata e complessa io personalmente ti consiglio di sottoporla direttamente all’Agenzia delle Entrate o a un fiscalista esperto, altrimenti rischi di ricevere risposte incomplete o non corrette.

      Grazie e a presto

  • Mister Van Doosendorf Winburgs

    Salve! Io sto cercando, ma purtroppo non trovo un link sulla residenza, cioè Io non sono un nomade(per ora) ma sto risparmiando per un camper e poi via in giro per il mondo(o l’euro-asia 😀 ) Ma appunto poi come faccioa per la residenza ed il resto degli documenti che mi servono?[Carta Id. Passaporto e cose del genere da rinnovare che ricchiedono un’indirizzo fisico?]

    • Ciao Mister, fai attenzione a non confondere residenza anagrafica, residenza fiscale (di cui abbiamo parlato nel post) e domicilio.

      In generale la residenza è il luogo in cui la persona ha la sua “dimora abituale” e il domicilio è invece il “luogo in cui ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi”.

      La cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente e l’iscrizione nell’A.I.R.E. (anagrafe degli italiani residenti all’estero) di per se stessa non esclude il domicilio o la residenza nello Stato.

      Qui puoi approfondire l’argomento: http://www.tasse-fisco.com/case/domicilio-fiscale-residenza-persone-per-agevolazioni/10197/

      Qui invece puoi trovare risposta alla tua domanda di vivere in un camper. domanda: https://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20100323131326AAEh79I

      Spero di esserti stato minimamente di aiuto.

  • Rudy

    salve,
    sto pensando di aprire una societa’ negli usa, e tramite essa, lavorare con il commercio di mobili solo NEGLI usa, in Italia sono titolare di altra attivita’.
    Se non vivo in Usa, ma faro’ 6/7 viaggi all’anno, sono obbligato a versare il conguaglio delle tasse anche in Italia?
    grazie

    • Ciao Rudy, questo concetto mi sembra che sia espresso molto chiaramente nell’articolo di Luca.

      Essendo però la materia fiscale molto complessa e delicata, io ti consiglio di rivolgerti sempre ad un professionista fiscale che possa valutare la tua situazione specifica e consigliarti al meglio.

      Grazie e buona serata

  • giuseppe

    Salve,io risiedo in Francia (con iscrizione aire da piu di 2 anni)
    lavoro e pago le tasse quelle del lavoro e la tassa di abitazione,ma
    pago anche tutte le tasse in Italia.
    Ho un casa ereditata da miei
    ci vive mia sorella , ma il padronato continua a dire che devo pagare
    con f 24.potrei risparmiare, se si come potrei fare?..
    grazie

  • Luca

    Salve … una delucidazione se possibile, se ad es un chirurgo che opera prevalentemente in italia come libero professionista volesse spostare alle Canarie la sua fiscalità con tutti i vantaggi che questo ne comporta avendo lui anche un altra attività in una delle suddette isole ,sarebbe poassibile? grazie Luca

    • Ciao Luca, purtroppo la tua domanda è molto specifica e non riguarda le problematiche strettamente connesse a chi vuole capire come vivere e lavorare online viaggiando per il mondo.

      Come puoi ben immaginare la materia fiscale è molto molto complessa e Luca, il nostro esperto, come puoi leggere nell’articolo non ha materialmente la possibilità di rispondere a tutte le domande che gli vengono poste.

      Se vuoi puoi prenotare una consulenza privata con lui, seguendo le istruzioni che trovi alla fine dell’articolo.

  • Di EffeDue

    Ciao, io sono un cittadino italiano residente in UK ed iscritto presso i registri AIRE. Percepisco redditi da lavoro in UK mentre non ho alcuna fonte di reddito in Italia, in cui ho solo un rapporto di conto corrente con IWBank. Sarei interessato ad effettuare degli investimenti usando questo conto.
    IWBank finora ho operato in regime amministrato ma vedo che danno la possibilità di adottare il regime dichiarativo nel caso di non residenti. In UK attualmente non si devono pagare imposte su capital gains inferiori a 11000£ per cui mi chiedevo se fosse possibile dichiarare i capital gains effettuati in Italia nella dichiarazione dei redditi che faccio in UK. Per esempio, supponiamo che dalla vendita delle quote di un fondo io ottenga un capital gain di 1000€. In regime amministrato, IWBank trattiene 260€ a titolo di imposta. Con regime dichiarativo in Italia incassarei i 1000€ lordi per poi dichiararli come capital gain nella mia dichiarazione dei redditi in UK. Se questo fosse effettivamente possibile, visto che il gain è inferiorie alla soglia oltre la quale la tassa in UK viene pagata (11000£), io potrei evitare di dover pagare i 260€ di imposte. Esistono limitazioni a tale operato (es. i capital gain ottenuti in Italia su conto italiano vanno pagati in Italia)? Ho letto che vi è solo tutela contro la doppia imposizione ma nel mio esempio in UK non verrei tassato (gain inferiore a 11000£) mentre in Italia sì (26%). C’è da aspettarsi qualche brutta sorpresa da parte dell’Italia se io qui non dichiaro nulla, mettendo solo nella dichiarazione in UK i gain effettuati in Italia? Grazie.

    • Ciao, Di Effe Due,
      come puoi ben immaginare la materia fiscale è molto molto complessa e Luca, il nostro esperto, come puoi leggere anche nell’articolo non ha materialmente la possibilità di rispondere a tutte le specifiche domande che gli vengono poste.

      Pertanto, se vuoi avere una risposta precisa alla tua domanda puoi prenotare una consulenza privata con lui, seguendo le istruzioni che trovi in questa pagina: http://www.fiscosulweb.it/richiesta-consulenza-nomadi-digitali/

      Grazie e a presto

    • Salvatore Benducci

      ciao sarebbe possibile parlare con te di effedue? grazie

  • Sonic23

    Salve, sono italiano e tra pochi mesi mi sposerò in Romania con una ragazza di nazionalità Rumena. Abbiamo intenzione di aprire un’attività su territorio rumeno. Per evitare la doppia tassazione ma soprattutto la tassazione italiana, per me sarebbe opportuno abbandonare la residenza italiana?

  • Dorian

    Domanda veloce. Sono residente in Italia dal 2001 ma cittadino rumeno, attualmente vivo in Spagna. Collaboro a distanza con una ditta italiana per servizi web e arrivo al punto: Se aprissi la partita iva in Spagna (come cittadino rumeno non come residente in italia) per fatturare (anche) in Italia, rischio qualcosa col fisco italiano? Attualmente lavoro con un contratto ma vorrei mettermi in proprio.

    • Ciao Dorian, purtroppo Luca non può materialmente rispondere a tutte le singole domande che vengono fatte qui nei commenti. La materia fiscale è molto complessa e delicata e va vista caso per caso. Il mio consiglio è quello di chiedere sempre la consulenza di uno specialista. In generale però, se leggi bene l’articolo trovi già risposta alla tua domanda. I redditi prodotti in Italia sono tassati dallo stato italiano anche se tu non sei qui residente.

  • Priscilla

    Una cosa non ho capito dell’articolo: che significa “redditi prodotti in italia” per un residente all’estero?
    Intende che, anche se si è residenti all’estero, fisicamente si è in Italia a lavorare e quindi produrre quei redditi?
    Oppure che il cliente che paga è italiano anche il lavoro è stato svolto online dall’ufficio estero?
    Grazie in anticipo per il chiarimento!

  • Luca

    Buongiorno,
    Articolo interessante ed esauriente. Ho una curiosità in più, se possibile.
    Io cittadino italiano ho un’impresa turistica estiva (4 mesi circa) e a breve sposerò una russa che intende avviare la propria attività da libero professionista a Mosca. Vorrei trasferirmi a vivere lì ma mantenere la mia attività in italia. La mia domanda: c’è la possibilità di una doppia tassazione, visto il mio trasferimento di residenza domiciliare, o semplicemente i redditi delle due imprese verranno tassati nei rispettivi stati?
    Grazie per ogni eventuale risposta!
    Cordialmente
    Luca

    • Ciao, grazie per il tuo contributo!
      Purtroppo Luca, come puoi immaginare non può rispondere a tutte le specifiche domande che gli vengono poste, quindi ti consiglio di chiedere una consulenza direttamente a lui utilizzando il link che trovi alla fine dell’articolo.
      Grazie a presto

  • Spark

    Salve, volevo alcune info a proposito della residenza fiscale all’estero. Sono un lavoratore dipendente, presso un’azienda sotto statuto Saudita. L’arabia Saudita e’ uno stato a TAX free. A breve mi iscrivero’ all’AIRE, ed e’ previsto che soggiornero’ per lavoro in Arabia per piu’ di 184 giorni. In italia ho solamente un terreno, no case o altro, piu’ moglie e figlia. Volevo chiederla se quindi sotto tali condizioni non dovrei pagare tasse sul reddito in italia.
    P.s. e’ prevista comunque tra l’italia e l’arabia saudita la convenzione per evitare la doppia imposizione. In attesa di un suo gentile riscontro saluti

    • Ciao Spark, grazie per il tuo contributo!

      Purtroppo Luca, come puoi immaginare non può materialmente rispondere a tutte le specifiche domande che gli vengono poste nei commenti. Se quindi ne hai bisogno io ti consiglio di chiedere una consulenza privata direttamente a lui utilizzando il link che trovi alla fine dell’articolo.
      Grazie a presto

  • Andrea

    Salve,
    che succede se tra i due stati c’è un mismatch di date? Io sono in bilico fra Italia e Uk, anni fiscali 31dicembre e 5aprile. Se uno si trasferisse ad agosto con se e famiglia, per l’Italia avrebbe passato l’anno (famiglia, scuola, interessi etc) nel territorio, stessa cosa per Uk al successivo 5 aprile.
    Come gestire le diverse scadenze di anno fiscale?

    • Ciao Andrea,
      purtroppo Luca, come puoi immaginare (e leggere nell’articolo) non può materialmente rispondere a tutte le specifiche domande che gli vengono fatte qui nei commenti. Se hai bisogno io ti consiglio di chiedere una consulenza privata direttamente a lui utilizzando il link che trovi alla fine dell’articolo.
      Grazie a presto

  • Maria

    Salve,volevo fare una domanda,sono una cittadina italiana e da circa un anno lavoro in Francia per un’azienda,non sono ancora iscritta all’AIRE,ora,la dichiarazione del reddito la devo fare sia qui in Francia che in Italia?

    • Ciao Maria, purtroppo Luca, come puoi immaginare (e leggere nell’articolo) non può materialmente rispondere a tutte le specifiche domande che gli vengono fatte in materia fiscale, qui nei commenti. Puoi utilizzare il form che trovi alla fine dell’articolo per fare la tua domanda e chiedere direttamente la sua consulenza. Grazie e buona Pasqua!

  • savio

    Vorrei aprire un attività a dubai in una free tax zone e prendere la residenza(visto), se nel caso in italia continuassi a fare l’agente immobiliare con l’azienda registrata a dubai dove sarei totalmente detassato , come funzionerebbe per le eventuali vendite effettuate in italia?

    • Ciao Savio, purtroppo Luca, come puoi immaginare (e leggere nell’articolo) non può materialmente rispondere a tutte le specifiche domande che gli vengono fatte in materia fiscale, qui nei commenti. Se ti interessa puoi utilizzare il form che trovi alla fine dell’articolo per chiedere la sua consulenza diretta.

  • chiara

    Ciao!grazie per l’articolo e le informazioni utili. Io sono residente all’estero, lavoro, e sono iscritta all’AIRE. Sto pensando però di iniziare a fare qualche lavoro freelance come traduttrice. Questi lavori mi verrebbero pagati in Italia. Devo fare la dichiarazione dei redditi anche in Italia? grazie

  • Vittorio

    Ciao, dal prossimo anno mia trasferirò alle Canarie per lavorare come freelance ,prenderò la residenza e starò fisicamente 183 giorni la i miei clienti sono gli stessi che ho attualmente italiani questo può essere un problema?

    • Ciao Vittorio, la materia fiscale è complessa e delicata e va analizzata caso per caso. Ti consiglio pertanto di rivolgerti ad uno professionista fiscale per evitare di commettere errori. Luca, come puoi immaginare (e leggere nell’articolo) non può materialmente rispondere a tutte le specifiche domande che gli vengono fatte qui nei commenti.puoi chiedere però la sua consulenza contattandolo tramite il suo sito web http://www.fiscosulweb.it/cons

  • Antonio Oinotna

    ciao sono Antonio, avrei solo una curiosità, mia moglie si trasferisce a Londra, per lavoro, il prossimo dicembre ed io chiederò alla mia azienda il trasferimento alla sede di Londra per raggiungerla verso febbraio. Come devo fare per i vari cambi di residenza? posso cambiare la residenza e lasciare il domicilio in italia? grazie 1000

  • ciccottiagnese

    Ciao,
    ammetto che ho sempre qualche difficoltà con questi argomenti…non sono proprio portata. Mi servirebbe avere qualche dritta…o se almeno sai a chi devo chiedere info.
    Mi sono trasferita a Praga con la mia famiglia e tra poco cambierò residenza.

    Mi è rimasta in piedi qualche collaborazione con società italiane per le quali emettevo ricevute con ritenuta d’acconto e con le quali vorrei continuare a lavorare.
    Come devo comportarmi in proposito? Sapresti consigliarmi?
    Grazie e buon lavoro

    • Ciao Agnese! Purtroppo la materia fiscale è sempre molto complessa e delicata, ancora di più per chi opera dall’estero con clienti italiani. Io ti consiglio sempre di rivolgerti ad uno specialista fiscale per evitare di incorrere in errori che possono costare cari. Se vuoi avere una consulenza fiscale da Luca (l’autore dell’articolo) puoi fare usare il from di contatto che trovi sul suo sito. Eccolo: http://www.fiscosulweb.it/902-2/

  • Luca

    ma nell’Unione Europea, non è possibile la libera circolazione dei capitali? Ovvero potrei aprire la p.iva per es. in Bulgaria (tasse al 10%!)continuando a fare tutto quello che sto facendo oggi in Italia…vivere in Italia, residente in Italia, vendere in Italia a clienti italiani? Così mi è stato confermato dalla fondazione italiani all’estero.
    È vero ció?

    Grazie
    Saluti

    • Ciao Luca, la libera circolazione di capitali non c’entra nulla con il paese in cui tu devi pagare le tue tasse. L’articolo spiega molto chiaramente il concetto di residenza fiscale.

  • Sauro

    Buongiorno sono Sauro. Tra poco vado in Portogallo e chiedo la residenza non abituale. Sono pensionato INPS. Sono vedovo e un figlio che vive da solo. Ho una casa in Italia che terrei comunque. La domanda è questa: posso trasferirmi come residente non abituale in Portogallo, evitare la doppia imposizione e mantenere la mia casa qui in Italia con le utenze attive x venirci di tanto in tanto per far visita ai parenti? Grazie mille.

    • Ciao Sauro, purtroppo Luca, come puoi immaginare (e leggere nell’articolo) non può materialmente rispondere a tutte le specifiche domande che gli vengono fatte in materia fiscale, qui nei commenti. Ti consiglio pertanto di chiedere la consulenza di un professionista fiscale che possa consigliarti la meglio.

  • ARNALDO

    Ho la residenza abituale in Bulgaria sono un Pensionato INPS come posso percepire la pensione lorda per essere in regola con il fisco bulgaro?E quando mi devo iscrivere al fisco bulgaro e quali documenti devo presentare?

    • Ciao Arnaldo, purtroppo non possiamo aiutarti in quanto non conosciamo le normative fiscali di ogni singolo paese, sopratutto in materia di pensioni.