Lavorare Sui Social Network: Devi Essere Sempre Presente

Quando si lavora sui social network occorre essere sempre presenti, ecco un esempio pratico di lavoro in viaggio

Daniele "Viralavatar" Montemale

Daniele "Viralavatar" Montemale: Zaino in spalla, laptop e una connessione wifi, e giro il mondo lavorando allo stesso tempo. Come base ho scelto Berlino, ma da sei anni continuo a viaggiare. Fornisco consulenze professionali ad aziende e privati nel campo della pubblicità e del marketing online. Sono il Social Media Strategist ed Editor di Nomadi Digitali.

Pubblicato il: 7 Agosto 2013 | Categoria:

Il lavoro di un freelance spesso non ha orari. È un concetto che si capisce solo se lo si vive in prima persona. Alcuni mestieri richiedono una presenza saltuaria in Rete, come ad esempio lo scrittore o il fotografo; ci sono invece altre figure professionali che richiedono una presenza continua online.

Io faccio parte del secondo gruppo. Sono un Social Media Manager, ossia gestisco la comunicazione sui social network per conto di terze parti.

Spesso mi trovo a lavorare in un bar o in un co-working o più semplicemente nella mia stanza (al momento vivo a Berlino); ci sono momenti però, in cui mi trovo a scrivere nei posti più disparati, magari offline o semioffline.

A marzo, durante il fine settimana pasquale, sono andato per quattro giorni a Monaco di Baviera, dove avrei dovuto allenarmi per gli europei di Capoeira del mio gruppo. Avrei dovuto perché, dopo appena 20 minuti di training, ho avuto uno strappo muscolare e addio europei…

Ma torniamo a noi. Il viaggio da Berlino a Monaco l’ho fatto su un autobus e da lì ho potuto lavorare per ben sei ore sia offline che online (roaming dal mio smartphone). Anche da un bus in viaggio posso lavorare quel minimo indispensabile a far sentire ai miei clienti che sono presente.

Voglio essere sempre presente per il cliente. E’ uno dei punti fondamentali del mio lavoro e di come io ho deciso di gestirlo.

Questo punto è fondamentale per un freelancer, specie se si trova a Berlino e ha i suoi clienti a Milano o in qualsiasi altra città. Certo, siamo tutti sempre più digitalizzati ma il rapporto reale è insostituibile. Io cerco di colmarlo con una comunicazione quasi continua uno-a-uno (nel marketing si chiama one-to-one o 121).

Negli anni, molti clienti si sono affezionati al mio lavoro anche per questa credibilità comunicativa. Non ti nascondo che alcuni se ne sono anche approfittati e mi hanno chiamato o scritto oltre la soglia del buon senso e della professionalità.

Ti voglio presentare due progetti a cui stavo lavorando mentre ero su quel bus e mostrarti quanto sia importante la comunicazione continua tra un freelancer e il suo cliente e di come le ore settimanali per un lavoro come il mio non esistano, o meglio i giorni diventano secondari. Si lavora sempre.

Da dicembre sono un consulente per la gestione dei profili social della rivista Focus Storia e per due mesi ho co-gestito quelli di Geo Magazine, entrambi magazine del gruppo Gruner&Jahr.

Le pagine hanno totalizzato nei mesi una grande crescita (anche del 400%), un rafforzamento del brand (marchio) ed un aumento delle vendite. Questi successi sono il risultato di una ottima sinergia tra me e la redazione di entrambe le testate.

Sono stato fortunato. Molto fortunato.

Per entrambe le riviste, gestite dallo stesso direttore, le mie referenti sono delle ottime professioniste, pronte ad ascoltare ed apprendere (in fretta) e ad aver capito le regole del social media marketing che ho spiegato loro, sia in sede (formazione sul posto) ma soprattutto quello svolto insieme online.

Non ho avuto mai alcun paletto o problema né con il direttore, che anzi ha spesso supportato le mie strategie, né dalle redazioni; tutto ciò ha fatto in modo, a differenza di molte delle campagne di cui mi occupo, di avere un livello burocratico molto basso e quindi di muovermi all’interno delle fanpage in modo rapido e professionale.

Grazie ad una comunicazione continua tra le due parti, anche fuori l’orario di lavoro standard come è avvenuto a Marzo su quel bus.

Ci sono diversi modi di comunicare con i clienti e dipende molto cosa dobbiamo dirci e da dove. Ad esempio:

  • Email – la utilizziamo per messaggi importanti di lavoro o per la condivisione di file di rilievo.
  • Messaggi privati su Facebook – una comunicazione sincrona e continua che può essere letta anche da smartphone.
  • Gruppo privato su Facebook – per messaggi generali che possono essere letti da tutti i membri delle due redazioni.

Posso quindi lavorare con le due redazioni da qualsiasi posto e momento. Questa modalità ci permette di essere molto fluidi e continui nella comunicazione social, rendendo un servizio che piace all’utente.

La redazione suggerisce i temi da trattare e io li analizzo. A volte sono io invece che suggerisco dei temi da trattare e analizziamo insieme come e quando pubblicarli. La redazione può ad esempio inviarmi delle foto per un post da pubblicare; io analizzo le foto ed il testo e scelgo ad esempio quella che potrebbe avere più impatto visivo per gli utenti.

Sul bus, come ti dicevo, ho lavorato per 5 / 6 ore. Ma cosa ho fatto di concreto? Oltre al mio laptop e allo smartphone, mi ero portato i nuovi numeri di Focus Storia e Geo che le redazioni mi hanno inviato, che poi sono l’oggetto vero e proprio d’analisi.

Ok, lo so che è bello leggere questo tipo di riviste e dire poi che ci lavori mentre stai viaggiando... ne sono consapevole.. comunque sia, stavo leggendo l’articolo principale del numero su Geo che parla del Ladakh, un altopiano a 7mila metri conteso tra India, Cina e Pakistan e leggo che il villaggio di Lamayuru è uno dei villaggi più in alto al mondo.

Gli indovinelli nelle fanpage hanno di solito un buon grado di interazione perché stimolano l’utente a rispondere e quindi ad avere un feedback attivo sulla pagina.

Così scrivo, mentre sono sul bus, un messaggio privato su Facebook alla mia referente Geo dicendogli di fare un indovinello e domandare qual è la città più in alta del mondo.

Questi sono stati i risultati che ho ottenuto.

schermata_facebook

Con questo post ho quindi:

  • svolto il mio lavoro di consulente
  • dato il suggerimento della creazione di due post (domanda / risposta)
  • comunicato ai fans della presenza di un articolo interessante nel nuovo numero del magazine
  • fatto partecipare attivamente i fans

e tutto ciò mentre ero su un autobus e me ne andavo agli europei di Capoeira.

Figo vero?

Se ci pensi però non è proprio oro quello che luccica o meglio è oro se tu lo vuoi. Ero seduto su un bus e stavo lavorando. Stavo comunicando con una redazione a Milano, ma ho continuato a farlo anche il Sabato e la Domenica di Pasqua e anche il Lunedì di Pasquetta.. tra un training e un altro che avrei dovuto fare…

Potrei essere meno reperibile ma ne risentirebbe la qualità del mio lavoro. Gli utenti sono sui social network ogni giorno e ad ogni ora. E tra questi ci sono anche i fans delle Fan pages che amministro. I Social Networks sono aperti 24 ore su 24 e non seguono la logica dell’orario di ufficio: 8-16 o 9-17

Nel caso potessero servirti, queste sono le app che utilizzo per lavorare su Facebook quando non sono di fronte al mio computer:

Spero di averti dato un’idea di cosa voglia dire per me essere un freelancer 24/7 (me lo sono inventato ora) e di come lavoro.

Naturalmente quello che hai appena letto non sono regole universali, anzi se tu hai qualche suggerimento da dare a me e alla community di Nomadi Digitali, l’area commenti è a tua disposizione.

Ti ringrazio per aver letto il mio articolo. Grazie del tempo che mi hai dedicato, spero sia riuscito/a a darti dei feedback interessanti per il tuo lavoro, la tua vita o per i tuoi progetti futuri.



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