Nomadi per Scelta

In questo post ti racconto come ho deciso di diventare prima nomade e poi nomade digitale, ecco il mio percorso

Sara Bigatti

Sara Bigatti: Da quasi dieci anni giro per il mondo, un po’ per l'avventura e un po’ perché sono una persona naturalmente curiosa. Sono una designer freelance, ma la mia grande passione, che ho trasformato in professione, è lo Yoga. Amo la natura e la vita in infradito. Da qualche mese mi sono trasferita a Taiwan, ma sto già pensando alla prossima meta.

Pubblicato il: 10 Gennaio 2014 | Categoria:

Da ormai tre mesi sono rientrata in Italia, una tappa programmata prima della nuova partenza, ma questa lunga sosta mi ha fatto tornare a riflettere ancora una volta sulla mia scelta di vita da nomade digitale.

La prima partenza è stata più o meno dieci anni fa. Beh, a dire il vero all’epoca non ero proprio una nomade digitale, ma più una neo laureata esasperata da stage e contratti a progetto, che andava alla ricerca di un impiego e di possibilità più concrete.

Dopo Londra, la prima meta, ne sono arrivate tante altre e col tempo ho cambiato anche le mie prospettive, facendo prevalere sul posto fisso un lavoro che veramente mi piaceva fare.

Ora però rientrata per questa lunga ‘vacanza’ in Italia mi chiedo quali siano state le mie vere motivazioni per partire e perché ancora oggi io preferisca lasciare il mio Paese e rimettermi nuovamente in gioco.

Io, come la quasi totalità dei ragazzi italiani della mia generazione abbiamo affrontato, e stiamo tuttora affrontando, una situazione lavorativa a dir poco assurda e quindi la scelta di partire credo che per molti, e forse anche per me, sia stata dettata prima di tutto dalla necessità di trovare finalmente un impiego.

Tornando a guardarmi indietro però credo di poter dire che per partire ed essere felici della propria scelta questo non basta.

“Negli anni ho conosciuto una marea di Italiani con la valigia, ognuno con la sua storia, ognuno con la sua ragione per partire o per ‘scappare’, che dir si voglia, ma di questi direi che solo alcuni erano nomadi convinti…e quello che più conta, felici!”

Sicuramente se il nostro Paese offrisse una maggior stabilità economica e serietà sul lavoro, molti di noi non sarebbero partiti. Ma la realtà è ben diversa e per molti la scelta di partire è stato un doloroso obbligo.

Anch’io sono partita perchè ‘obbligata’ dalle circostanze, ma in fondo viaggiare e scoprire nuove realtà è sempre stato il mio sogno e quindi ho cercato di cogliere il lato positivo della situazione in cui mi trovavo.

Diventare poi una ‘nomade digitale’ è stato il punto che veramente ha reso migliore la mia esperienza all’estero.

Quando sono partita per l’Inghilterra volevo come molti trovare il posto fisso, avere la sicurezza di uno stipendio mensile e la tranquillità mentale di aver raggiunto un obiettivo. Ma ora più che mai mi rendo conto di come questo fosse il modo sbagliato per affrontare la crisi lavorativa.

Mi ci è voluto un po’ per passare oltre a questo, che non posso definire altrimenti se non uno schema mentale. Le difficoltà pratiche ci sono chiaramente state, ma il lavoro più grande è stato quello di passare oltre le mie paure.

Rendersi indipendenti, basare tutto il proprio lavoro sul web e continuare a girare per il mondo, da follia impensabile è diventato con il tempo sempre più fattibile e meno spaventoso.

Se sono ancora qui a fare la valigia per la prossima meta è soprattutto perché ho lavorato per non farmi angosciare dalle incertezze e non lasciare che queste potessero togliermi il
divertimento del viaggio e della scoperta, ma soprattutto del poter far liberamente il lavoro che amo.

Quindi se sei alla tua prima partenza, mi sento di consigliarti con tutto il cuore di prendere una per una le questioni che ti tengono legato e che ti impediscono di partire.

Analizzale, cerca tra i post di questo sito, discuti con chi questa scelta l’ha già fatta (e qui un po’ di gente la trovi ;-)) e così facendo riuscirai a passare oltre a tutte le incertezze e capire le tue vere motivazioni.

Ti dico questo perchè credo che partire e diventare un nomade sia una scelta bellissima, che va goduta fino in fondo, ma deve e può essere una scelta voluta e non obbligata!

Se stai per fare la valigia e vuoi la motivazione per chiuderla e paritire, lasciami un commento o se hai già preso il volo, scrivi e motiva un nuovo nomade a partire!!



Potrebbero Interessarti Anche: