Come Mantenersi Motivati Quando Si Sviluppa Un Progetto Indipendente

Mantenersi motivati è di vitale importanza quando si sviluppa un progetto indipendente. Ecco qualche consiglio utile e una tecnica "segreta" per riuscirci.

Sara Bigatti

Sara Bigatti: Da quasi dieci anni giro per il mondo, un po’ per l'avventura e un po’ perché sono una persona naturalmente curiosa. Sono una designer freelance, ma la mia grande passione, che ho trasformato in professione, è lo Yoga. Amo la natura e la vita in infradito. Da qualche mese mi sono trasferita a Taiwan, ma sto già pensando alla prossima meta.

Pubblicato il: 3 Giugno 2014 | Categoria:

In questo post cercherò di spiegarti come sia necessario mantenersi motivati nel corso dello sviluppo di un progetto personale volto a renderti indipendente e ti insegnerò una tecnica per concentrarti su te stesso e superare paure e distrazioni.

Partirò da un antefatto: un paio di anni fa insieme ad alcuni amici, anche loro freelancers, ho visto un film documentario canadese, che al tempo ci aiutò molto ad avere una nuova prospettiva sul nostro lavoro.

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Il film si intitola ‘Indie Game – The Movie’ e racconta la storia dello sviluppo di tre progetti indipendenti, che hanno portato alla realizzazione di altrettanti video giochi di estremo successo: Super Meat Boy, Fez, Braid.

Gli amici con cui ho visto il film stavano al momento sviluppando il loro primo gioco e quindi, lavorandoci a stretto contatto, è stato molto interessante vedere nel film un’esperienza molto simile a quella che stavano vivendo.

Sviluppare un videogioco è un progetto veramente complesso, soprattutto se a farlo è un team indie di due o tre persone.

Durante il periodo di lavorazione, ci sono chiaramente alti e bassi, momenti in cui la meta sembra più vicina e altri in cui si vorrebbe abbandonare tutto.

Non esiste una formula perfetta per creare un prodotto di successo, che piaccia e sia divertente. Sì, chiaro, si possono seguire degli esempi, vedere quello che è già stato fatto e prenderne spunto, ma creare un videogioco (o un qualsiasi altro prodotto) che funzioni e appassioni il pubblico è soprattutto una questione di sperimentazione. Per fare ciò è necessario tempo, pazienza… e parecchi sacrifici!

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Portare avanti un progetto Indie (indipendente, ideato e sviluppato con le proprie risorse), vuol dire non avere un supporto di una struttura aziendale consolidata e quindi accollarsi personalmente tutti i rischi relativi al progetto.

Il fattore che sicuramente influenza maggiormente la riuscita di un progetto indie è la capacità di trovare dei finanziamenti, in grado di supportare tutto o parte dello sviluppo.

In ogni caso, sia che si trovino finanziamenti o sia che si faccia tutto auto-finanziandosi, si tratta sempre di fare una scommessa con se stessi e spesso è necessario avere il coraggio di fare un salto nel vuoto!

Trovo sempre molto interessante leggere o ascoltare esperienze di giovani imprenditori Indie (fai un giro su Italian Indie) perché trasmettono tutti, ognuno alla propria maniera, la forza e la motivazione che li hanno portati al successo, magari sacrificando molto tempo libero e lavorando un numero impossibile di ore.

Mi piace ascoltare le loro esperienze per prendere ispirazione e capire che è più che normale passare attraverso degli ostacoli o semplicemente dei momenti di stanchezza, dove si vorrebbe lasciar andare tutto e trovare una soluzione più semplice.

Da tutte le esperienze, dirette o indirette, che ho conosciuto posso dire che sicuramente sia fondamentale credere al 100% in ciò che si sta facendo. Bisogna dare al progetto un valore superiore, che a mio parere non si può fermare solo al mero guadagno, ma deve essere qualcosa di più profondo e radicale.

Molti tra quelli che scelgono la vita da nomadi digitali, si staccano dal loro ‘posto fisso’ grazie proprio ad un progetto indie, nato da una grande idea, ma soprattutto dalla voglia di realizzare qualcosa liberamente e cambiare nettamente la propria vita.

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Anch’io con il mio progetto ‘La Scimmia Yoga’ ho deciso di intraprendere questo tipo di percorso, passando chiaramente tra alti e bassi, ma con l’esperienza e inspirandomi a quello che in molti altri hanno fatto, ho capito quale dev’essere lo spirito giusto per affrontare una sfida del genere.

Lo Yoga in questo mi ha molto aiutato e oggi ti voglio parlare di una tecnica di meditazione che trovo ottima per focalizzarsi e raggiungere i propri obiettivi: lo Yoga Nidra.

Nidra in sanscrito significa ‘sonno’ e infatti lo scopo di questo tipo di meditazione è di portarci nello stato di consapevolezza cosciente del sonno. Seguendo le parole del maestro durante la meditazione, si passa dallo stato di veglia a uno stato di ‘sonno cosciente’, nel quale cioè la mente segue solamente il filo della meditazione e si isola da tutto ciò che la circonda.

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Come per tutte le meditazioni, anche questa è un esercizio per controllare o dirigere il vagare della nostra mente, cercare di mantenere la concentrazione e analizzare meglio i nostri pensieri. Seguire 20 minuti di Yoga Nidra per la nostra mente è inoltre un incredibile rilassamento al pari di 4 ore di sonno.

Quello che si vuole ottenere con questa tecnica è di portare la nostra mente nello stato più ricettivo, dove non è distratta dal superfluo, ma può focalizzarsi totalmente su ciò che veramente ci interessa.

Durante la meditazione poi viene chiesto di esprimere un Sankalpa. Sankalpa in sanscrito significa proposito o risoluzione, ma oltre al significato letterale ovviamente c’è molto di più dietro.

Spesso quando pensiamo un proposito, formuliamo nella nostra mente un pensiero al futuro: ‘Da domani inizierò il mio progetto e potrò viaggiare’, ad esempio.

Come proposito è sicuramente ottimo, ma già il fatto di usare un tempo futuro crea uno spazio nella nostra mente, come una giustificazione temporale, e lascia la nostra intenzione circondata dalla nebbia di un futuro un po’ vago.

Spesso è proprio in questo spazio che si insinua la nostra pigrizia e la nostra incertezza.

Esprimere un Sankalpa, significa quindi creare nella propria mente una visione del proprio progetto, pensandola come qualcosa di già realizzato. E’ questo che ci aiuterà a passare oltre a ostacoli e momenti difficili, perché la nostra convinzione sarà molto più forte.

Quello che dobbiamo fare è solamente focalizzare la nostra mente, credere in noi stessi e connetterci con i nostri desideri più vivi, senza lasciare spazio ai dubbi o alla paura.

Se vuoi provare questa tecnica di meditazione, puoi seguire il video che ho pubblicato sul mio canale YouTube. Dedica 20 minuti a rilassarti, segui le istruzioni ed esprimi il tuo Sankalpa.

Se vuoi sapere di più sullo Yoga Nidra ti consiglio di leggere il libro ‘Yoga Nidra’ di Swami Satyananda Saraswati (è pubblicato anche in Italiano).

Se ti incurosice lo Yoga Nidra e vuoi saperne di più, oppure vuoi condividere con noi una tua tecnica, che ti aiuta a focalizzarti, lascia qui sotto il tuo messaggio!



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  • Aggiungo un paio di suggerimenti per restare focalizzati.

    1. Stabilisci 1-3 risultati che devi ottenere l’indomani, e quando ti svegli dedicati unicamente a realizzare questi tre obiettivi lasciando da parte tutto il resto. Ci saranno 1437 altre cose da fare non c’è dubbio, incluso rispondere a qualche mail o fare la spesa, ma finchè non hai depennato quel (o quei 3, non di più) risultati fondamentali non muovi il culo dalla sedia (perdonami il francese).

    2. Tieni attivi i muscoli del cambiamento, aiuta a restare positivi e dinamici. Se viaggi ovviamente sei avvantaggiato perché conosci nuove persone e non hai un’ambiente di vita “monotono”. Se sei fisso in un posto, puoi comunque impegnarti periodicamente a cambiare qualche abitudine, anche piccola non importa. Non si tratta di lanciare chissà quale rivoluzione personale, ma semplicemente di non restare statici. Usa Lift e inizia ogni giorno a sperimentare nuove abitudini.

    Bel post Sara e grazie per la menzione, a furia di parlare di yoga (e il problema è che non sei nemmeno l’unica) finirò col cominciare anch’io 😉

    • Sara C.N. Bigatti

      Fantastici consigli Samuele! Lo so che prima o poi riuscirò a farti diventare uno Yogi 😉

    • marcoceste

      Ahahah…a parte il francesismo…no, scusa ma questo consiglio porta fuori strada. Mi spiego: è vero, è buona cosa mettersi degli obiettivi da raggiungere entro la giornata, il giorno dopo, la settimana…ma poi bisogna incastrare il lavoro con le altre cose della vita. Se stai lavorando su una cosa e non ti riesce, ci sei sopra già da ore, la cosa migliore è staccare! Vai a farti una passeggiata, fai sport, riposati un pò…dopo tornerai su quell’impegno e avrai la mente lucida, fresca, riposata e soprattutto avrai maturato nuove idee per risolvere quel problema. Non dimenticatelo mai: il riposo, lo sport, il ricaricarsi, sono altrettanto importanti, se non di più, dell’impegno pratico per fare il lavoro. Sono il motore.

      • Non ho capito la parte del francesismo 🙂

        Certo che bisogna incastrare gli obiettivi con la realtà in cui vivi, e rilancio. Bisogna anche accettare che a volte le cose non vanno come vorresti, che a volte puoi sbagliare.

  • Io aggiungo un suggerimento testato sulla mia pellaccia svariate volte 🙂

    In due anni da digital nomad ho avuto, come tutti, alti e bassi. Quando mi sento in stallo o demotivata, perché le nottate passate a lavorare non hanno ancora dato i frutti che speravo… Mi guardo semplicemente indietro, e cerco di ricordare i miei primi passi incerti.

    Dopo questo esercizio mi torna sempre la carica perché è vero che darsi degli obiettivi futuri (e per la giornata) aiuta. Ma rendersi conto di tutto ciò che si è già raggiunto, nonostante le difficoltà e l’inesperienza iniziale è uno dei fattori determinanti per spingermi a non mollare!

    Perché se sono dove sono ora non è stata una passeggiata… Ho semplicemente messo su un mattoncino dietro l’altro senza mai mollare il colpo.

    E’ proprio vero che in questo mestiere, oltre alle capacità imprenditotiali ,tecniche e di comunicazione, ciò che fa davvero la differenza e’ la costanza.

    Un po una selezione naturale alla Darwin se vogliamo. Non sempre sono i geni ad aver successo. Riesce piuttosto chi non molla di fronte a una sconfitta… Colui che si rialza e pensa a vincere la guerra 😉

    • Grazie mille Clelia del tuo utile contributo!

    • Sara C.N. Bigatti

      Ciao Clelia! Hai veramente ragione! Sai anch’io a volte mi auto-motivo in questo modo, perchè in effetti nei momenti no è veramente facile dimenticare tutti i successi raggiunti solo con la propria forza di volontà!!

      • Brava Sara! In qualche modo dovremmo pur tirarci su 🙂 delle volte ci sentiamo sopraffatti e ci buttiamo giu’ per cio che ancora non abbiamo raggiunto, e ci dimentichiamo di quanta strada abbiamo fatto!!

  • Max C.

    … il mio caso è un pò diverso, ma si tratta comunque di ritrovare una giusta dose di motivazione e direi anche di (auto)convinzione per un progetto fattibile al fine di svincolarmi dal mio lavoro da dipendente. Mi spiego meglio.
    Io conosco bene quali sono le mie passioni e so anche quali sono i miei limiti; ma nonostante cerchi da tempo l’idea giusta per sfruttarle in un progetto di lavoro autonomo che sia anche per “me” fattibile (tenuto conto le mia condizione e le mie possibilità) e che possa incontri gli interessi di una nicchia con le stesse mie passioni, non trovo nulla che convinca me stesso !
    Quindi non riesco neanche a trovare la giusta motivazione per provare a partire con qualche tentativo.
    Forse dovrei prima provare a cambiare l’ordine interiore dei mie pensieri ?? …. meditazione e yoga potrebbero servire ??
    Max

    • Sara C.N. Bigatti

      Ciao Max, capisco la tua situazione.
      A me è servito molto studiare ciò che gli altri avevano fatto prima di me, quindi i suggerimenti di Samuele sono perfetti in questo senso.
      Poi c’è la fase di concretizzazione, ovvero del fare pulizia nella tua mente e focalizzarti su un unico obiettivo. In questo la meditazione e lo Yoga ti possono aiutare per analizzare i pro e i contro di ogni progetto in modo lucido e senza dispersioni.
      Direi che ciò che spiego nel post avviene dopo queste due prime fasi.

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  • Io adoro lo Yoga Nidra e lo pratico da anni: mi ha salvata in viaggio durante momenti di forte stress, o quando mi svegliavo prestissimo la mattina perchè piena di pensieri.
    In Myanmar ho poi imparato la Meditazione Vipassana, un’altra tecnica di rilassamento molto efficace basata solamente sul respiro. In casi estremi, ricorro al Training Autogeno.
    In un momento come questo in cui mi sto staccando pian piano dal posto fisso, il Sankalpa mi viene d’aiuto: però lo dicevo al tempo futuro, ma dopo averti letta lo dirò al presente.
    Grazie per il bel post!

    • Ciao Eli, perdonami per il ritardo nel rispondere al tuo commento!
      Quello che hai scritto è molto interessante; in molti mi hanno parlato della Meditazione Vipassana e mi piacerebbe moltissimo partecipare ad un ritiro…è tra le prossime cose da fare!

      Namastè
      Sara