Cambiare Vita e Lavoro: da 20 Clienti a +200 Grazie al Digitale

Se stai pensando di cambiare vita e lavoro voglio raccontarti come un viaggio e un libro mi hanno dato la forza di provarci e di raggiungere il mio obiettivo.

Marco Masoero: Appassionato di viaggio ed amante dell’informatica sono diventato finalmente libero grazie al Fitness. I miei 18 anni di coaching su alimentazione e allenamento, resi disponibili online sono statI la chiave per liberarmi dalle catene del “posto di lavoro”. Tramite il mio sito web insegno alle persone uno stile di vita sano e sostenibile in qualsiasi situazione (Si anche in viaggio!)

Pubblicato il: 14 febbraio 2017 | Categoria:

Nel 2010 mi trovavo in Patagonia e un amico e compagno di avventure mi consigliò un libro da leggere: 4 Ore alla Settimana di Timothy Ferriss.

Così inizia la storia del cambiamento della mia vita.

Al tempo ero un Personal Trainer in uno dei maggiori Club di Milano e portavo a casa il mio bel gruzzoletto che mi permetteva di farmi uno, due anche tre viaggi l’anno.

Qualcosa però non quadrava, potevo fare bei viaggi e guadagnavo bene però mi sentivo incastrato nella routine 8/10 ore al giorno per 5/6 giorni a settimana per 45 settimane all’anno.

Non male certo, solo quell’anno lavorativo ho fatto 2 settimane in tenda in Namibia, 3 settimane in Patagonia e Terra del Fuoco e 4 settimane di Transpacifica (Cile, Isola di Pasqua e Polinesia Francese), ma era sempre “lavorare per pagarsi la vacanza” e la cosa non mi andava bene.

L’Oceano:

A volte capita che dentro di noi ci sia già tutto quello che serve per far partire un cambiamento e basta qualcosa a darci la spinta necessaria per farlo. Per me è stato quel libro.

In sintesi Tim Ferriss nel suo “4 Ore alla Settimana” affronta in maniera chiara e stimolante tutte le argomentazioni possibili per scollegarsi dal sistema lavorativo classico come per esempio l’orario di ufficio, lo stipendio fisso, la pensione e così via.

Come risolve questo problema? Parla di una Musa, un prodotto fisico o di informazione con delle caratteristiche ben definite (Costo/Ricarico/Valore) da rendere automatico per la sua vendita.

Tutto bello, interessante e in un certo senso anche facile, ma la verità è che da lì ad arrivare ad oggi, nel 2017, anno in cui mi sento finalmente libero, sono passati 7 anni di tentativi, fallimenti, cambiamenti e sacrifici.

Sì, perché quello che nessuno ti dice quando parla del suo bel lavoro indipendente è che quando le cose dipendono esclusivamente da te tutto cambia, vivi in mare aperto e raramente approderai in un porto sicuro. Dovrai di nuovo lasciare le calme acque della costa e tornare nel luogo riservato ai liberi professionisti, il mare aperto.

Grazie a Tim Ferriss è scoccata in me la scintilla per modificare la mia situazione.

Il Processo di Apprendimento:

Un’altra componente chiave del processo di “liberalizzazione” dal posto di lavoro sono i tentativi e i conseguenti fallimenti.

In questi 7 anni ho letto tutto il possibile sull’argomento startup, digital, gestione di small business e quant’altro e una costante che ho ritrovato nella storia delle persone di successo è l’iceberg sotto il livello del mare, ovvero la parte di ghiaccio nascosta sott’acqua che è il duro lavoro prima di tutto.

Tutte le “idee geniali” in realtà non sono idee geniali per niente. Sono frutto di anni di sacrifici e fallimenti, di disperazione e dubbi, di paure e contrasti.

I fondatori di Google non stavano seduti sul divano a mangiare patatine e guardare serie tv e tutto d’un tratto si sono svegliati per “inventare” Google.

Da Wikipedia: Larry Page e Sergey Brin, allora studenti dell’Università di Stanford, dopo aver sviluppato la teoria secondo cui un motore di ricerca basato sull’analisi matematica delle relazioni tra i siti web (topologia) avrebbe prodotto risultati migliori rispetto alle tecniche empiriche usate precedentemente, fondarono l’azienda il 4 settembre 1998. Convinti che le pagine citate con un maggior numero di link fossero le più importanti e meritevoli (Teoria delle Reti), decisero di approfondire la loro teoria all’interno dei loro studi e posero le basi per il loro motore di ricerca.

Giusto per darti un’idea.

Pewdiepie non è solo un ragazzo che fa video stupidi per ragazzini, Ha più di 50 milioni (si milioni) di follower su YouTube.

Da wikipedia: PewDiePie (/ˈpjuːdipaɪ/), pseudonimo di Felix Arvid Ulf Kjellberg, è un comico svedese divenuto famoso grazie alla sua
attività su YouTube.

Il suo canale YouTube, creato nel 2010, ha raggiunto il milione di iscritti nel 2012. Dal 22 dicembre 2013 è quello con più iscritti in assoluto tra gli youtuber, così come dal 2014 è diventato il più visualizzato.

Il 6 settembre 2015 PewDiePie ha raggiunto le 10 miliardi di visualizzazioni, divenendo il primo youtuber a raggiungere tale cifra; al mese di dicembre 2016 il suo canale conta oltre 50 milioni di iscritti.

Felix è nato nel 1989 a Göteborg, in Svezia, dove è stato cresciuto dai suoi genitori Johanna e Ulf Kjellberg insieme alla sorella Fanny.

Sua madre, un’ex CIO della Kappahl, fu nominata nel 2010 CIO dell’anno in Svezia[11], mentre suo padre, Ulf, è anche lui un CIO di un’azienda. Nel 2008 Felix si diplomò alla Göteborgs Högre Samskola e si iscrisse all’Università di Tecnologia di Chalmers, che poi lasciò per dedicarsi appieno alla sua carriera su YouTube.


Questo ragazzo dal 2010 gira e monta video giornalmente. Un lavoro pazzesco.

Non esiste l’idea geniale esistono il duro lavoro e le competenze che ti permettono di sfruttare un vantaggio enorme, al giorno d’oggi: poter mettere su un sito web e offrire il tuo servizio/prodotto con dei costi praticamente nulli e al tempo stesso raggiungere un pubblico che solo 5 o 6 anni fa era impossibile anche solo da immaginare.

Personalmente il mio “iceberg nascosto” parte dal mettermi in proprio.

Nel 2011 apro il mio primo centro CrossFit a Milano. Nel 2013 lo lascio per aprire il secondo, ma presto mi rendo conto che avere una proprietà fisica è una schiavitù forse maggiore del posto fisso.

Hai tutte le responsabilità di un imprenditore oltre ad avere un posto di lavoro dove passerai la maggior parte del tempo.

Nel 2015 lascio anche il secondo centro e inizio a collaborare con un terzo centro CrossFit. Il non essere proprietario mi permette di avere la mobilità di pensare anche ad altro e creo il mio primo prodotto: una barretta alimentare dalle caratteristiche molto naturali.

Ben presto mi accorgo che la componente di vendita online è quella giusta, mentre la gestione di un prodotto fisico (magazzino/spedizioni/resi) non fa per me.

Vendo l’azienda e rifletto.

A questo punto mi dedico al primo progetto online, un programma per atleti CrossFit (Disciplina sportiva americana), ancora oggi attivo. Metto in pratica tutti i buoni propositi e cerco di offrire anche una grossa fetta del prodotto gratuitamente.

Offrire qualcosa di gratuito che possa essere utile agli altri credo fermamente sia alla base di un ottimo servizio.

Ma anche qui qualcosa non torna, pochi acquisti e tanto utilizzo della parte gratuita, mancava qualcosa.

Torno a riflettere.

Un Indiano, Un Lupo Solitario e l’Ikigai:

La chiave di volta arriva circa un anno fa quando in me si rafforzano tre concetti fondamentali per creare The Lean Body il prodotto che ad oggi mi permette di seguire più di 200 persone. Un prodotto nato da poco che mi da già guadagno e soddisfazione personale.

Mercato

Nell’estate 2016 scopro Ramit Sethi e leggo tutto quello che c’è da leggere su di lui, studio e apprendo, seguo anche un suo corso online. A rimanermi impresso e prezioso per il futuro è un concetto di fondo tanto banale quanto utile . Un concetto che ho messo in pratica nella realizzazione del prodotto finale:

“Crea un prodotto che abbia mercato, questo mercato deve avere la possibilità di spendere dei soldi e deve percepire un valore tale per cui i soldi che chiedi siano pochi rispetto a quello che l’utente finale ne guadagna acquistando il tuo prodotto”.

Ecco alcuni errori che ho fatto prima di arrivare al prodotto finale.

Errore 1:

Nel mio progetto online precedente offrivo delle consulenze di video coaching per migliorare alcuni movimenti sportivi inerenti al CrossFit, ma il valore percepito per un prodotto del genere era evidentemente poco.

Errore 2:

Ho poi creato un prodotto utile agli studenti universitari per organizzare le sessioni di studio senza soffrire di problemi fisici, alternando lunghe sessioni sui libri ad esercizi di stretching. Potrebbe essere molto utile, ma il target di riferimento non ha molti soldi da spendere, non lavora e spesso è mantenuto dai genitori.

Errore 3:

Ho creato un diario online utile a organizzare la propria vita in base a criteri quali la dieta, la meditazione, l’attività fisica e le priorità giornaliere. Piaceva solo a me.

Soluzione:
  • Creo un prodotto di consulenza alimentare facile da gestire nella vita stressante di tutti i giorni, con un limite di tempo di 60 giorni ed il mio supporto per tutto il programma (mercato ampio, tanta gente deve dimagrire)
  • Mostro i risultati prima e dopo. (Garanzia)
  • Offro una guida gratuita. (Fare del bene e visibilità)

147€ per passare in due mesi da così a così sono percepiti come una spesa minima, insomma ne vale la pena. Tu non lo compreresti 🙂 ?

Perché Funziona?
  • Perché ho una credibilità e una competenza nel mio ambiente. Alleno e seguo persone da 18 anni.
  • Perché il mio prodotto soddisfa un’esigenza (la salute) molto sentita nella società moderna.
  • Perché è facile da mettere in pratica anche nella vita di tutti i giorni, con lavoro, figli a carico e stress da gestire.
  • Perché mi prendo cura del cliente dal primo all’ultimo giorno e anche se il programma si svolge online il cliente è sempre in contatto con me.
Come Funziona?
  • Il mio sito web mi permette di dare informazioni generiche, ma già utili a chi è interessato a migliorare il suo stato di salute.
  • La guida gratuita aiuta molte persone a rimettersi in forma e dato che trovano le informazioni utili e interessanti, mi chiedono di personalizzare il programma.
  • Il mio prodotto è un prodotto valido. Funziona. Questo genera passaparola.
  • Mostrare il tuo prodotto, mostrare che funziona (con i prima e dopo) coglie l’interesse e va dritto al punto.
Il Sistema
  • Si svolge tutto online, il cliente compila un questionario di partenza e mi manda due foto, lato e fronte.
  • Sviluppo il programma sulla persona e poi ci diamo 4 o 5 appuntamenti di adattamento, dove la nostra interazione è molto alta. Prendiamo le misure del programma per abituarci al cambiamento, soprattutto alimentare.
  • Ogni 20 giorni facciamo un check: riprendiamo le misure del girovita e rifacciamo le foto, il cliente me le invia e calibro i successivi 20 giorni in base ai risultati ottenuti nel ciclo precedente.
  • Alla fine dei 3 cicli (60 giorni) il cliente riceve il mantenimento, il suo personale programma per mantenere o per continuare a migliorare i risultati ottenuti.
Vantaggi

Per me:

  • Lavoro tramite web, mi basta il mio MacBook Air, il mio cervello e una connessione a internet (anche solo per 10 minuti al giorno perché posso svolgere il grosso offline).
  • Scelgo l’orario e il luogo di lavoro, posso lavorare a casa mia, sul divano a casa di un amico, a New York oppure da Starbucks (chi non sogna di poter lavorare da Starbucks!).
  • Il costo seppur tassato mi permette di guadagnare tanto in rapporto al tempo dedicato al lavoro e posso gestire ad oggi, da solo anche 100 clienti nuovi ogni mese.

Per il cliente:

  • Riceve ad un costo contenuto un enorme valore per migliorare la propria salute, il suo stile di vita e acquisire maggiore confidenza in se stesso.
  • Impara come ci si nutre e ci si muove in maniera corretta e soprattutto sostenibile per sempre.
  • Non deve impazzire con conteggi calorici o grammature dei cibi, perché nel mio sistema questo è facilmente gestibile.
  • Guadagna valuta sociale, gli altri lo ammireranno e gli faranno i complimenti.
  • Avrà una bella storia da condividere.

Il Lupo:

Albert Einstein sosteneva di non essere adatto a lavorare in gruppo per il semplice motivo che le decisioni e le applicazioni delle decisioni devono essere guidate da una persona sola.

Sono d’accordo. Per quanto le influenze esterne e i consigli siano vitali per me, alla fine nel buio della mia cameretta devo essere io a decidere, perché voglio essere io a sbagliare, apprendere dai miei errori e riprovare.

Altrimenti non funziono.

Credo che ad oggi non mettere su un sito e vendere qualcosa sia davvero uno spreco. Ho imparato a fare il mio sito web con dei tutorial su YouTube.

Con una spesa di circa 100€ puoi partire con il tuo progetto.

Adesso è il momento. Non so se più avanti sarà troppo tardi, ma sicuramente 5 o 6 anni fa quando ho iniziato a pensare di vendere la mia conoscenza online era troppo presto. Ora abbiamo tutto a disposizione.

Ikigai:

Appassionato di filosofie orientali, e in particolare amante del Giappone, per trovare la mia strada mi sono ispirato all’Ikigai, il termine che i Giapponesi usano per definire lo scopo dell’esistenza, il motivo per cui ti alzi dal letto la mattina.

Da Wikipedia: L’ikigai è l’equivalente giapponese di espressioni italiane quali “qualcosa per cui vivere” o “una ragione per esistere” o “il motivo per cui ti svegli ogni mattina”.

Nella zona di Okinawa l’ikigai è visto come “una ragione per svegliarsi al mattino”. La parola può inoltre indicare una persona di cui si è profondamente innamorati.

Tutti, secondo la cultura giapponese, avrebbero il proprio ikigai. Trovare quale sia la ragione della propria esistenza richiede però una ricerca interiore che può spesso essere lunga e difficile. Tale ricerca viene considerata molto importante e la sua conclusione positiva porta alla persona una profonda soddisfazione.

Nel processo di ricerca del mio prodotto ho seguito l’ikigai in questo modo, ho unito:

  • La Vocazione (unione tra quello che il mondo necessita e quello per cui potresti farti pagare).
  • La Missione (unione tra quello che il mondo necessita e quello che ami fare).
  • La Passione (unione tra quello che ami fare e le cose che sai fare bene).
  • La Professione (unione tra quello che sai fare bene e quello per cui potresti farti pagare).

Nel mio caso posso essere pagato (vocazione/professione) per le mie competenze alimentari e di fitness, sono bravo (professione/passione) nel seguire, motivare e personalizzare sul singolo individuo un corretto stile di vita, amo (passione/missione) avere un impatto positivo sulla vita degli altri e penso che il mondo abbia bisogno (missione/vocazione) di informazioni corrette e facili da mettere in pratica nel quotidiano.

Insegno alle persone come mangiare e come prendersi cura del proprio corpo attraverso il cibo e l’allenamento.

Ecco il mio IKIGAI

Cosa mi è servito per creare questo servizio?

Costi:

  • Sito web sviluppato con WordPress – Gratis.
  • Pagamenti tramite PayPal – 3% di commissione sulle transazioni.
  • Dominio e Hosting con Siteground- Circa 50€/anno.
  • Commercialista con Il Commercialista sul web – in base al mio regime fiscale e servizi annessi circa 120€ al mese
  • Servizio di Newsletter con Mailchimp – 10€/mese.
  • Sociale tramite Facebook/Instagram/Youtube – Gratis.
  • Impegno quotidiano con me stesso – Valore inestimabile.

Competenze:

  • Voglia di fare tramite mamma e papà.
  • Inglese con Duolingo (Gratis!!!).

Letture:

Voglio chiudere dicendoti che io ci ho messo 7 anni, ma la strada è ancora lunga. 7 anni dove ho sacrificato uscite che amici, relazioni, altri guadagni, certezze e 7 anni in cui il supporto esterno mi è arrivato dalla mia famiglia e da forse una o due persone in tutto.

Non credo che essere un nomade digitale sia una cosa da fare con leggerezza. Non credo nel seguire il tuo istinto o che basta la passione e tutto funzionerà.

Credo nel sapere dove vuoi arrivare e trovare tutti i mezzi necessari per arrivarci, sapendo di percorrere un sentiero lungo e difficile in cui per la maggior parte del tempo sarai il solo a credere in te stesso.

Da un lato è facile perché se non ti fermi mai, sbagli – apprendi – riprovi, prima o poi ci riesci.

Grazie per aver letto la mia storia! Io sono molto felice di contribuire qui su Nomadi Digitali!



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  • carol

    Bellissimo articolo di un’esperienza “reale” e non edulcorata…Bravo