Spazi di Coworking: Dove Lavorano i Nomadi Digitali

Ecco perchè gli spazi di coworking sono considerati l'habitat naturale per i nomadi digitali

Sara Bigatti

Sara Bigatti: Da quasi dieci anni giro per il mondo, un po’ per l'avventura e un po’ perché sono una persona naturalmente curiosa. Sono una designer freelance, ma la mia grande passione, che ho trasformato in professione, è lo Yoga. Amo la natura e la vita in infradito. Da qualche mese mi sono trasferita a Taiwan, ma sto già pensando alla prossima meta.

Pubblicato il: 29 luglio 2013 | Categoria:

La prima cosa di cui ti sei orgogliosamente liberato, diventando un nomade digitale, è stato il tuo ufficio. Non solo le quattro mura, ma anche gli orari fissi e le perdite di tempo per andare e venire sono ormai un ricordo lontano.

Essere liberi di spostarsi e di gestire indipendentemente il proprio tempo presenta tantissimi lati positivi, ma anche alcune problematiche comuni a tutti quelli che fanno questa scelta..

Forse la più ovvia è causata dalle distrazioni, che minano la concentrazione anche dei più organizzati. Ci sono mille modi per sfuggire a tutte le tentazioni, ma a volte risulta veramente difficile non farsi prendere dalla pigrizia..

Un’altra problematica è la mancanza di stimoli. Lavorare da casa o anche da una meravigliosa spiaggia caraibica, spesso vuol dire non essere a contatto con altre persone, con le quali avere degli scambi culturali che possano favorire lo sviluppo del tuo lavoro. Per qualsiasi professionista, è sicuramente importante avere dei contatti sociali, che vadano al di là di ciò che può offrire la rete.

Se sei poi un nomade con il pallino per le località esotiche, sicuramente saprai anche quant’è difficile trovare una buona connessione a Internet!

Nei caffè e nei locali con il Wi-fi nella la maggior parte dei casi la velocità è pessima o per problemi tecnici o perchè qualche altro cliente si sta scaricando l’intera collezione di film di 007! In molte località inoltre è difficile anche in casa avere un buon servizio, a meno di non andare per opzioni molto costose come il collegamento satellitare.

Per me e per molti altri nomadi la soluzione a questi problemi si chiama: co-working space!

Cosa sono gli spazi di coworking ?

Di base sono degli spazi dove è possibile ‘affittare’ una scrivania per lavorare, ma in verità offrono molto di più.

L’idea di un co-working space è di dare non solo un luogo dove lavorare senza distrazioni e con un’ottima connessione, ma di creare una punto di incontro e scambio tra professionisti. Chi gestisce lo spazio infatti funge anche da punto di contatto tra i vari utenti, creando connessioni e momenti di dialogo e confronto.

Questa foto è dello spazio che sto frequentando qui a Taipei, CLBC , è aperto da poco, ma hanno già in calendario moltissime iniziative.

Decidere di lavorare da un co-working space vuol anche dire ricevere un supporto per trasferirsi ed iniziare a vivere in un nuovo Paese. Moltissimi infatti offrono un servizio sia logistico che amministrativo, puoi cioè spostare o creare qui il tuo ufficio.

E’ interessante il progetto non-profit Coworking che unisce moltissimi spazi in tutto il mondo e permette anche ai membri di spostarsi da uno spazio all’altro senza pagare extra (co-working Visa).

Oltre ai co-working space esistono anche i co-living space, perfetti se stai sviluppando un nuovo progetto e hai bisogno di immergerti totalmente nel lavoro.

Una volta arrivato nel co-living space infatti non dovrai più pensare a niente che non sia il tuo lavoro, visto che di tutto il resto (pranzi, pulizie, lavanderia, ecc..) se ne prendono cura gli organizzatori.

L’altra ragione fondamentale per cui scegliere di fare un’esperienza del genere è la possibilità di confronto che si ha con altri professionisti. Condividere tutta la giornata con altre persone che stanno sviluppando nuovi progetti, ti dà la possibilità di imparare, di condividere e testare le tue idee e di avere sempre nuovi stimoli.

Io ho vissuto per sei mesi a Bali con Startup Getaway e qui sono riuscita a concretizzare e lanciare il mio progetto sullo Yoga.

Ho trovato interessanti entrambe le esperienze e da nomade a nomade te le consiglio!

Ovviamente il co-living è un’esperienza perfetta per un breve periodo, mentre il co-working space può essere una base ideale sia che tu sia stabile in un posto, ma anche se cerchi un approdo sicuro in una nuova città.

Insomma, saremo anche dei nomadi digitali, ma siamo pur sempre degli animali sociali e credo che i co-working space siano uno dei nostri habitat naturali!!

Sei hai domande da farmi su questo argomento o vuoi condividere la tua esperienza, lasciami qui sotto un tuo commento!

  • Bello! C’era un co-working space a Chiang Mai, nel quartiere di Nimman Road, ma alla fine non ci sono mai andato: i vari cafe del quartiere avevano una connessione sufficiente buona. Ma mi interessa molto come concetto quello del co-working space. E in certi altri posti ce ne sarebbe stato proprio bisogno (ad esempio Koh Phanghan, per dire un posto dove sono stato per tempi piu’ o meno lunghi).
    Mi avevano detto che recentemente un nomade digitale (della banda dei nomadi digitali di Chiang Mai… 🙂 ) aveva aperto un co-working space a Pai, che e’ dove voglio andare la prossima volta che vado in Thailandia (novembre, suppongo).
    Mentre del co-living non ne avevo sentito mai parlare… interessante!

    • Sara C.N. Bigatti

      Ciao Jonathan!
      Io li trovo veramente utili, forse perchè mi aiutano a suddividere meglio il mio tempo tra lavoro e tempo libero e poi si incontrano tantissime persone interessanti!!
      Il co-living è un’esperienza decisamente più intensa, che ti consiglio solo nel caso tu voglia sviluppare un progetto e dedicare un mese solo a quello…è un po’ come ritirarsi in un ashram in India, ma invece che meditare si lavora…e ci si diverte anche ovviamente!!

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    Questa mi è nuova! Se mai riuscito a diventare un nomade digitale è un’ottima informazione!