Lavorare da Nomade Digitale in Una Località Semi Deserta: la Mia Esperienza

Ecco come sono riuscita a razionalizzare l'esigenze di avere internet e corrente elettrica per lavorare da nomade digitale in una piccola isola del Mar Egeo

Ursula Liccardo

Ursula Liccardo: Amo la Natura, adoro leggere e viaggiare per scoprire luoghi, colori e sapori sempre nuovi. La curiosità e lo spirito di avventura mi hanno sempre spronato verso nuove sfide: l’ultima? La realizzazione di Arkigo: un portale Web per la progettazione a distanza e la consulenza di architettura in tempo reale, per aiutare chiunque da qualunque posto a creare la casa dei suoi sogni.

Pubblicato il: 2 gennaio 2018 | Categoria:

Viaggiare verso una nuova meta: attese, curiosità, tanto da scoprire e, all’arrivo, un nuovo assetto da dare all’organizzazione di vita e lavoro.

Questo è ciò che capita a chi ha sempre la valigia sotto il letto e la vita programmata solo in una direzione: girare il mondo, scoprirlo e cogliere tutto che ciò di bello la scoperta regala.

Non sempre però la vita è agevole: cambiare spesso luogo, per brevi o lunghe permanenze, può significare doversi adattare parecchio prima di trovare l’equilibrio perfetto che risponde alle esigenze di vita e lavoro.

A volte sono capitata in posti meravigliosi, immersi nella natura e davvero lontani dal mondo, in alloggi a dir poco spartani.


Rinunciare per il Lavoro ad Un Luogo da Sogno?

Come quella volta sull’isola greca di Thassos, di fronte alla penisola Calcidica, dove mi sono fermata per una lunga estate. I quattro mesi della mia vita più stimolanti che io ricordi.

Avevo trovato alloggio in una casetta bianca appena costruita, immersa nella pineta; era arroccata su uno sperone di roccia che si affacciava su una piccola baia, su un mare cristallino che lasciava scorgere i reperti archeologici sommersi.

Un luogo da sogno.

Di contro, come puoi immaginare, era una casa lontana dal centro abitato e quindi da tutti i tipi di servizi, anche quelli minimi: mancava addirittura l’energia elettrica, l’acqua calda era garantita solo da un piccolo impianto solare termico, e di rete wi-fi e collegamenti internet manco a parlarne!

Pensa che la sera per leggere avevo una lampada a petrolio sul comodino. Però da lì ho visto le stelle cadenti più belle della mia vita.

Ma come facevo a lavorare in quelle condizioni?

Avevo già cominciato a fare consulenza di architettura a distanza, anche se Arkigo non era ancora nato, e quelle erano veramente condizioni proibitive per chi, come me, viveva già allora di digitale!

Nei centri più grandi dell’isola l’energia elettrica c’era, ed anche Internet. Dunque avrei dovuto cambiare casa, cercare una sistemazione in centro con tutto ciò che ne conseguiva: confusione, turisti, niente più panorama. Questa fu la prima soluzione che mi venne in mente, ma era semplicemente quella più ovvia.

Dovevo dunque rinunciare al paesaggio da sogno? Alle cene a lume di candela? Alle rovine sommerse?

No. Non ne avevo proprio voglia!

E allora?

Come potevo riuscire a lavorare nonostante la mancanza della rete internet e dell’elettricità stessa?


Come l’Organizzazione può Sopperire alla Scarsità

La perfetta organizzazione del lavoro, era la svolta!

  • Punto primo, ottimizzare le risorse: risparmio energetico ON attivato su tutti i dispositivi: smartfone, tablet, PC.

E poi… organizzazione dei tempi di lavoro in maniera rigorosamente calcolata, in funzione di pochi, pochissimi elementi:

  • la durata di carica del PC e di tutti i dispositivi mobili,
  • l’ora di maggiore tranquillità del centro,
  • il momento di massima affluenza dei fan sulla pagina Fb.

E così fu semplice stabilire che avrei dovuto essere connessa per almeno due ore al giorno, e che queste due ore dovevano essere comprese nella fascia oraria pomeridiana, quella in cui c’era meno confusione in centro, ed includere l’ora di picco di visite alla pagina Fb, che era alle 15 circa.

Stabilii dunque che avrei trovato un internet cafè tranquillo, ne avevo già adocchiato uno nel centro di Limenaria. Qui mi sarei recata dalle 14 alle 18, ora in cui il posto iniziava a rianimarsi di turisti di ritorno dal mare.

Cominciai quindi il lavoro con la mia nuova organizzazione. Fu molto più facile di come avrei potuto immaginare!

La mattina mi dedicavo alle letture, alla scrittura di annotazioni, alla pianificazione di progetti; tutto questo naturalmente sulla carta, semplicemente… del resto è così che ho imparato a scrivere e a disegnare: su carta… non sono nativa digitale… ahimè!

Trasferivo poi tutte le idee, il materiale e le bozze in forma digitale più tardi, nel pomeriggio, tramite PC.

Dopo aver sistemato i file e i documenti mi connettevo al mondo, stavolta tramite tablet, consentendo al PC di ricaricarsi.

Mi riservavo, poi, due pomeriggi a settimana per le call con clienti e collaboratori, così da discutere più argomenti e quindi ottimizzare i collegamenti via Skype.

Così, anche avendo l’uso del PC e la connessione ad internet razionati, riuscivo a capitalizzare tutti gli sforzi della mattina.

Di quel meraviglioso periodo ho un ricordo bellissimo, per le le nuotate nel mare cristallino tra i resti sommersi di un’antica civiltà perduta, per le stelle più belle della mia vita e perché, proprio in quei quattro mesi, ho imparato a gestire tempi e ritmi di produzione in una maniera razionale ed efficiente, che oserei definire quasi scientifica!


Foto credit: Shutterstock


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