Guida Completa alle Opportunità di Carriera e di Crescita Professionale per Lavoratori da Remoto e Nomadi Digitali

Chi lavora da remoto ha altrettante opportunità di carriera o di crescita professionale dei lavori tradizionali con il vantaggio di poter lavorare ovunque ed essere liberi

Giovanni Battista Pozza: Amo la semplicità nella vita, l'agilità al lavoro e la felicità come esperienza. Ho scoperto che posso lavorare ovunque come in ufficio e anche meglio, così insegno agli altri a lavorare e collaborare da remoto nel miglior modo. Mi piace vivere tra l'Italia e il Costa Rica in base al luogo che mi rende più felice in un particolare momento della vita.

Pubblicato il: 24 aprile 2018 | Categoria:


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Il continuo aumento di popolarità dei lavori da remoto e insieme la maggiore flessibilità offerta dai nuovi contesti di lavoro delineano un quadro sempre più ricco per chi lavora da remoto e per coloro che hanno scelto uno stile di vita da nomade digitale.

Chiunque inizi a lavorare da remoto dovrebbe avere un punto di vista il più ampio possibile sulla propria vita per capire quali sono le opportunità di crescita professionale e di miglioramento del proprio business.

Avendo una visione di questo tipo è possibile affrontare la scelta del lavoro da remoto più consapevolmente e con una visione a lungo termine sulla propria carriera, un pò come quella che caratterizza il lavoro tradizionale.

Avendo la possibilità di lavorare ovunque e con chiunque puoi cogliere opportunità da tutto il mondo.

Per questo motivo ti racconterò un punto di vista locale legato al business in Italia e uno più internazionale.

“Il modo migliore per predire il futuro è crearlo”

– Abraham Lincoln –

Il modo più semplice per iniziare a lavorare da remoto è farlo come freelancer. Per molte persone che aspirano a lavorare ovunque senza limiti ed essere nomadi digitali il lavoro da freelancer è il primo passo per farsi conoscere e creare entrate economiche.

Da qualche parte è necessario partire, mettendo a frutto le proprie competenze, e il web offre davvero molte opportunità per i freelancer.

#1 Libero Professionista AKA Freelancer o Independent Contractor

Il freelancer è per definizione un lavoratore autonomo che offre le sue competenze e i suoi servizi a più soggetti. Di solito il freelancer, in Italia, è titolare di partita IVA ma può anche lavorare in ritenuta d’acconto e con altre forme contrattuali.

Nei paesi dove esistono altre forme contrattuali, oltre ai freelancer, esistono gli independent contractor. Questi ultimi si trovano a metà strada tra la posizione di un freelancer e quella di un dipendente d’azienda.

Il freelancer è un lavoratore libero che gestisce in autonomia il suo tempo e le sue risorse, inoltre decide quali collaborazioni iniziare e quali rifiutare. Il freelancer è un lavoratore responsabile di se stesso, della propria attività e della propria reputazione online.

I freelancer possono lavorare per un progetto o per una serie di progetti, e proprio per la caratteristica delle competenze individuali, non ha bisogno di sapere come fare il lavoro. Di solito il freelance ha tutto quello che gli serve per portare a compimento il lavoro e raggiungere i risultati aspettati dal committente.

Ad esempio: sviluppare un’App o un sito Web per un cliente con determinate caratteristiche.

Le professioni che puoi fare da remoto sono davvero molte

Nonostante il numero sempre maggiore di lavori da remoto è meglio orientarsi verso quelle professioni che sono in linea con il proprio scopo e la propria vocazione.

“Tutti siamo chiamati a fare qualcosa, ma tanti si lasciano travolgere dalle circostanze della vita e finiscono col percorrere una strada diversa.”

– Jeff Goins –

Puoi svolgere agevolmente un lavoro freelance strettamente connesso al mondo del web o più in generale al settore del IT & Communication Technology, a patto di aver sviluppato le competenze giuste per farlo.

Le figure più richieste dal mercato del lavoro attuale sono ad esempio: Software engineering, Sviluppatore, Visual Designer 3D, Content Manager, Web designer, SEO/SEM expert, Digital Marketing Manager, Project Manager, Social Media Manager.

Esistono poi tutta una serie di professioni più tradizionali che puoi fare da remoto, come ad esempio: traduttore, graphic designer, scrittore, giornalista, video maker, responsabile del customer service, consulente, contabile, assistente virtuale, commercialista.

Alcune professioni, quando vai oltre i confini italiani, cambiano il loro nome e chi si occupa di customer service, ad esempio, diventa un Customer Happiness Specialist.

Se intendi lavorare con aziende estere potresti scoprire molte professioni appaganti che in Italia non esistono ancora.

La lista delle professioni che puoi fare da remoto è in continuo aumento, quindi è impossibile fare un elenco ragionato.

Ogni giorno professioni tradizionali che venivano svolte in ufficio diventano realizzabili da remoto grazie alla digitalizzazione dei servizi.

  • A Milano sono cominciate alcune sperimentazioni per fare in modo che i portieri di condominio possano lavorare da remoto.
  • In Alaska molte scuole sono dotate della tecnologia tale per cui i professori possono insegnare agli alunni rimanendo a casa. Il luogo dove si trovano è da tutt’altra parte del paese.
  • Negli Stati Uniti alcuni negozi sono dotati di robot che aiutano il cliente nella scelta dei prodotti e il commesso che lo manovra e interagisce con il cliente lavora a migliaia di chilometri di distanza.

Oltre a queste suggestioni c’è l’opportunità di creare un business completamente nuovo e basato sulle proprie idee. Tutto questo grazie alla tecnologia e alla creatività.

Se stai comunque cercando una lista di professioni standard per mettere subito in pratica le tue competenze ne trovi una su Upwork.

È disponibile inoltre un documento ufficiale dell’International Web Association che (fino al 2014) ha cercato di definire i standard e profili professionali di riferimento per il mondo del Web.

Molte delle professioni che ti ho elencato prima, soprattutto quelle digitali o legate al mondo del IT, possono essere svolte come independent contractor.

Questa formula contrattuale non esiste in Italia, dove esiste invece il freelancer.

È una formula contrattuale diffusa nei paesi anglosassoni che prevede la stipula di un contratto tra il libero professionista e l’azienda, della durata variabile tra 3 mesi a un anno.

Come il freelancer anche il contractor lavora su una base progettuale. La prima differenza è che un freelancer è quasi sempre un singolo professionista mentre un independent contractor può essere anche un’azienda. Fiscalmente parlando, freelancer e independent contractor sono praticamente identici.

Il contractor, pur non essendo un dipendente ed avendo quindi diritti e doveri diversi, può lavorare con un’azienda in un rapporto più stretto, pur mantenendo la possibilità di lavorare con più soggetti come il freelancer. Il contractor è spesso molto vicino ai valori dell’azienda per cui lavora.

In pratica i contractor lavorano in maniera differente dai freelancer: di solito un contractor lavora per un cliente full-time per un determinato periodo di tempo, magari per coprire una temporanea mancanza di competenze in azienda.

A scadenza il contratto può essere rinnovato, ma in media ci si aspetta di lavorare per un cliente al massimo per un paio d’anni. Questo implica che il libero professionista deve essere sempre sul mercato, avere una buona rete di contatti e prepararsi a trovare nuove opportunità di lavoro. L’alternativa può essere quella di diventare un remote employee (dipendente da remoto).

Perché ti sto raccontando tutto questo?

Se il tuo desiderio è di proporti sul mercato internazionale potresti trovarti di fronte proposte contrattuali diverse da quelle Italiane.

La semplicità nel diventare un freelancer è sicuramente uno dei vantaggi nella scelta di questa professione. È un ottimo inizio per la tua carriera da remoto.

In ogni caso niente ti vieta di continuare questa professione felicemente per molti anni o per sempre. Però se il tuo desiderio è di crescere ti racconterò tra poco cosa puoi fare in più da remoto.

L’utilizzo di piattaforme di intermediazione e marketplace, come Upwork, mostra uno degli svantaggi di fare il freelancer.

Utilizzando quelle piattaforme ti metterai in competizione sul mercato globale: questo significa entrare in competizione con professionisti molto preparati provenienti da tutto il mondo e magari con tariffe più basse delle tue.

Quindi se sei un freelancer poni attenzione ai canali con cui trovi il lavoro e attraverso i quali ti promuovi.

Ovviamente in un mercato competitivo l’unicità dei tuoi servizi può fare la differenza nel farsi scegliere e nel proporre le proprie tariffe.

In un contesto più piccolo come quello dell’Italia può essere vantaggioso concentrarsi sul mercato locale. La scelta di proporsi su un mercato piuttosto che su un altro può essere sintetizzata dal pensiero che segue.

“Mercato locale: minori opportunità ma minor concorrenza. Mercato globale: più opportunità ma più concorrenza.”

Inoltre la scelta di competere in un mercato locale o globale dipende dalle competenze e dai servizi che offri, dalla tipologia dei tuoi clienti, dalla conoscenza della lingua, dalle tue tariffe.

#2 Dipendente Remoto AKA Remote Employee

Qualcuno ti ha mai detto che puoi fare il dipendente da remoto?

In Italia sempre più aziende si aprono al lavoro flessibile, ma nonostante questo quando pensi al dipendente remoto è necessario guardare alle opportunità del mercato globale.

Ancora troppi pochi datori di lavoro italiani assumono un dipendente perché questo lavori al 100% da remoto o poco meno.

Fuori dell’Italia le professioni che puoi svolgere da remoto possono essere svolte con un rapporto di lavoro subordinato, puoi quindi essere dipendente di un’azienda o un independent contractor come ti raccontavo poco sopra.

Gli scenari sono molteplici:

  • L’azienda per cui lavori è remote-friendly e quindi parte dei dipendenti lavora da remoto e parte in ufficio. Diversamente dal pensiero comune, però, è proprio quel remote-friendly a fare la differenza. Questo tipo di aziende vedono i dipendenti da remoto e quelli in ufficio allo stesso livello, questo significa nessuna discriminazione a te che lavori da remoto. Tutti i processi e le modalità di lavoro sono aggiornate per poter rendere il lavoro da remoto semplice.
  • L’azienda per cui lavori è remota e remote-first. In questo caso ti trovi tra persone che la pensano come te sul lavoro da remoto. Remote-first significa che tutta la modalità di lavoro è impostata in modo tale che la modalità primaria di lavoro è quella remota.
  • L’azienda per cui lavori è 100% remota o location-independent. Questo tipo di aziende non hanno un ufficio, ognuno lavora dal posto che preferisce. In questo caso puoi godere di tutti i vantaggi, la flessibilità e in parte della libertà del lavoro da remoto.

Molti nomadi digitali lavorano per le ultime due tipologie di aziende.

Nelle aziende completamente remote non esistono limiti al ruolo che puoi ricoprire. Basti pensare che esistono ruoli “virtuali” per cui puoi ricoprire il ruolo di direttore virtuale o anche di “virtual CEO”. Questi ruoli sono impensabili nei contesti di lavoro più tradizionali.

Chiaramente in questo caso la libertà è limitata dalla presenza lavorativa più o meno costante e dalla necessità di lavorare in team. Nonostante questo sono in aumento le aziende che, promuovendo un ambiente di lavoro valoriale basato sulla fiducia, offrono le unlimited vacation.

Queste parole significano che l’azienda permette ai dipendenti di scegliere quanto tempo possono prendersi lontano da lavoro in base ai progetti, agli obiettivi dell’azienda, agli impegni con gli altri colleghi. L’idea delle unlimited vacation rende le persone più responsabili.

Anzi succede che i dipendenti prendono vacanze più spesso ma corte, solitamente qualche giorno, piuttosto che lunghi periodi di vacanza come qualcuno potrebbe pensare.

Se lavori per un’azienda di questo tipo non sentirai la mancanza dell’anno sabbatico.

Ricapitolando quindi puoi fare il:

  • Freelancer
  • Independent contractor
  • Remote employee

Ma ora passiamo a vedere le scelte professionali che ti assicurano la massima libertà e le maggiori opportunità di crescita.

#3 Solopreneur AKA l’Imprenditore Solitario

Una crescita ulteriore rispetto alle professioni precedenti è diventare un solopreneur. Gli imprenditori solitari sono una categoria di imprenditori che sta crescendo molto in questi anni.

Negli Stati Uniti questo fenomeno è spinto da una crescita dei lavoratori autonomi che nei prossimi 3 anni passeranno dal 40% al 48%.

Un solopreneur è un imprenditore che lavora da solo e si differenzia dal freelancer per l’aspirazione imprenditoriale del suo lavoro. Le altre differenze principali tra un freelancer e un solopreneur sono:

  • Un solopreneur ha una visione molto più ampia del proprio business. Solitamente questo tipo di imprenditore crea un modello di business basato su servizi e prodotti unici progettati da lui. Questo modello di business è scalabile e proiettato alla crescita.
  • Un solopreneur sfrutta le proprie competenze per creare un prodotto/servizio nuovo per una nicchia di mercato ben definita. Questa strada può risultare vincente in molte situazioni perché è un’evoluzione del modello di lavoro del freelancer.
  • Il solopreneur ha meno competitor sfruttando l’unicità del suo prodotto/servizio.

Molti solopreneur concentrano il loro lavoro sul miglioramento continuo del modello di business, ottenendo così ottimi ritorni economici. Inoltre un modello di business di questo tipo può essere molto snello da gestire, permette di ottenere un ottimo bilanciamento vita-lavoro e un grado di libertà completa.

L’impegno necessario per far crescere un business da solopreneur può essere notevole, stai pur sempre creando un’azienda a tutti gli effetti.

Ancor più del freelancer, il solopreneur promuove i suoi servizi e i suoi prodotti ricoprendo diversi ruoli, dal marketer, al designer, al CEO. Tecnicamente, è un “one-man show” che si occupa di tutte le attività del business.

Il successo del solopreneur deriva senz’altro anche dalla capacità di delegare e circondarsi di collaboratori che lo aiutano a realizzare la sua visione di business.

“Per capire cosa vuoi dalla vita, trova ciò che più di tutto ti spinge a muoverti.”

– Drew Houston –

Proprio la visione del business è la caratteristica che contraddistingue maggiormente un solopreneur da altri liberi professionisti che lavorano da soli.

In questa categoria rientrano:

  • Gli imprenditori online che propongono prodotti/servizi creati attorno ad una loro idea, ad esempio un sito e-commerce che vende prodotti che risolvono il problema di un target ben specifico di persone.
  • Gli imprenditori online che hanno creato un prodotto/servizio partendo dalle loro passioni, ad esempio un insegnante di yoga che insegna questa disciplina online basandosi su blog, video, corsi online.
  • I blogger con un progetto ben definito e una chiara visione di business, ad esempio un blog di crescita personale in cui vengono venduti infoprodotti e formazione.
  • Chi ha inventato un prodotto/servizio remoto partendo da un prodotto/servizio tradizionale, ad esempio, un commercialista che ha migrato online i propri servizi sfruttando la tecnologia digitale e le sue competenze.

Per chiarire ancora meglio la definizione, un solopreneur:

  • Lavora per se stesso e non per altri come potrebbe fare un freelancer.
  • Non sta aspettanto un’acquisizione e non ha costruito l’azienda perché sia ben vista dai venture capitalist ma è focalizzato a realizzare qualcosa di suo e di ambizioso.
  • E’ devoto alla sua idea piuttosto che a pensare di venderla.
  • Cerca collaborazioni piuttosto che persone da assumere, proprio perché vuole avere il maggior controllo possibile sull’idea e sullo sviluppo.

#4 Azienda Remota AKA Remote Company e Virtual Entrepreneur

Per tutti coloro che vogliono crescere ulteriormente è possibile fondare un’azienda remota.

Come dice la parola stessa questo tipo di aziende fondano il loro business sulla modalità di lavoro da remoto.

Le aziende completamente remote o location-independent non hanno un ufficio e i collaboratori lavorano agevolmente da qualunque luogo.

Potresti quindi diventare un founder di un’azienda di questo tipo ed essere un virtual entrepreneur ovvero un imprenditore che lavora da remoto insieme ai suoi collaboratori.

A questo livello di crescita professionale sei in grado di dare lavoro e aiutare altri aspiranti nomadi digitali o lavoratori da remoto nel loro obiettivo di libertà e indipendenza.

Hai quindi la possibilità di creare valore per il mercato di riferimento, tramite i tuoi servizi/prodotti ma anche per tutte le persone che lavorano con te.

La creazione di un’azienda remota è molto simile allo sviluppo di un business tradizionale quindi servono tutte le caratteristiche di un imprenditore e la stessa capacità di fare business per arrivare al successo.

Oltre a questo dovresti concentrarti:

  • Sulla digitalizzazione spinta di tutti gli strumenti e sull’automazione dei processi. Essendo l’azienda basata sugli strumenti digitali per mantenere il team in contatto è necessario investire tutte le risorse per lo sviluppo di questa infrastruttura. Molti pensano che non avere un ufficio sia solo una forma di risparmio ma in verità quelle risorse vanno investite in altro. Ad esempio tutte le aziende 100% remote organizzano dei ritiri annuali per fare team-building.
  • Sulla cultura aziendale per mantenere il tuo team e i tuoi collaboratori uniti.
  • Sul lavoro per obiettivi in modo da svincolare i collaboratori da una presenza assidua.
  • Sullo studio e l’applicazione di nuove modalità di lavoro flessibile. Hai visto nell’articolo le unlimited vacation ma esistono numerose opportunità di lavoro flessibile.
  • Sulla scelta di collaboratori che sappiano lavorare da remoto e relazionarsi con i propri colleghi in questa modalità.

Raggiunto questo livello di imprenditorialità ci troviamo di fronte ad un’azienda che può crescere notevolmente il suo business, con la particolarità che tutto sarà fatto online.

Queste aziende a loro volta daranno lavoro a giovani aspiranti lavoratori da remoto o nomadi digitali per permettere una sempre maggiore diffusione di questa modalità di lavoro.

Cosa Scegliere e Su Cosa Concentrarsi

In una carriera di lavoro da remoto, la scelta del piano di crescita professionale dovrebbe basarsi su una visione chiara di quello che vuoi fare e del perché lo vuoi fare.

Scegliere di lavorare ovunque avendo libertà e indipendenza implica un lavoro su se stessi prima di tutto, per non trovarti a fare un lavoro che non ti piace, con l’unica variante che è online.

E’ importante essere felici delle proprie scelte.

Puoi iniziare come freelancer per staccarti dal lavoro tradizionale ma se ogni cosa che fai ha uno scopo e delinea un percorso il più preciso possibile verso i tuoi sogni hai fatto bingo.


Foto credit: Shutterstock


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