Come Diventare Autorevole sul Web: dalla Visibilità ai Clienti

Voglio condividere con te qualche consiglio personale per aiutarti a capire come emergere e diventare autorevole sul web.

Lara Ghiotto: Appassionata di viaggi, culture lontane, sostenibilità e nuovi stili di vita. Dopo anni di ricerca ho trovato la mia strada grazie alla rete e oggi lavoro da dove voglio facendo quello che più mi appassiona: aiutare le persone che vogliono migliorare il mondo a costruire la loro attività, dare il loro contributo e vivere la vita che desiderano.

Pubblicato il: 19 luglio 2016 | Categoria:

La creazione di una presenza online che funziona richiede conoscenze di marketing, di branding e altre tecniche per stabilire una struttura di base più o meno complessa che:

1) renda visibili;

2) attragga clienti.

Tuttavia, è importante sottolineare che essere visibili non significa automaticamente attrarre clienti.

Certo, nella grande vetrina di Internet anche la più trascurata delle offerte può attrarre qualche potenziale cliente, ma non è un risultato sporadico e fortuito ciò che ricerchiamo.

La struttura di cui ti sto parlando, deve metterti in contatto con nuovi clienti effettivi con costanza.


Qual è il Fattore che Lega Visibilità e Clienti?

Il legame è “l’autorevolezza”: la fiducia (meritata) che le persone che ti seguono (i potenziali clienti) ripongono nei servizi che offri, fa sì che, nel momento in cui necessitano di servizi come il tuo, pensino immediatamente e senza incertezze di rivolgersi a te e non a qualcun’altro.

Senza autorevolezza, la tua presenza online resterà una luce tra tante, mentre noi vogliamo essere dei veri e propri fari nella notte per chi cerca una guida.

La domanda diventa allora:


Come Creare Autorevolezza?

autorevolezza

Nella mia esperienza, i fattori che generano autorevolezza sono 3:

  • Perseveranza
  • Valore
  • Trasparenza
Perseveranza

Per quanto il mondo della Rete evolva e possa fornire ottimi risultati a una velocità decisamente maggiore rispetto ai canali tradizionali, soprattutto nelle fasi iniziali della creazione della tua attività è necessario lavorare. E parecchio.

È necessario strutturare “fisicamente” la tua presenza online, definire le giuste strategie promozionali, stabilire il giusto messaggio (e il linguaggio per comunicarlo al tuo pubblico), creare i giusti contenuti e così di seguito.

In questa fase, dovrai pianificare e lavorare sodo perché trascuratezze iniziali apparentemente insignificanti potrebbero trasformarsi in grandi difficoltà successivamente (marketing poco efficace, brand poco strutturato o incoerente, solo per dirne alcune).

Non solo: la rapidità di Internet gioca certo a tuo favore, ma nasconde anche uno svantaggio: così come puoi emergere rapidamente, nel mondo online altrettanto rapidamente puoi “scomparire dalla scena” se trascuri il tuo lavoro.

Pertanto, anche una volta che avrai creato la tua presenza online, non darne per scontata la sua solidità: devi impegnarti ogni giorno, proporti con costanza a chi ti segue (la routine lega) e mantenere alto lo standard qualitativo, con l’obiettivo di accrescere sempre di più la reputazione del tuo brand. In questo ti viene in aiuto il “valore”.

Valore

Credo che questo sia il fattore principale sia dal punto di vista etico, sia dal punto di vista commerciale. Si tratta di un elemento talmente importante da conciliare questi due aspetti così spesso in contrasto.

In breve, valore significa utilità.

Tutte le informazioni che offri devono consentire a chi ne fruisce di fare un passo avanti in termini di risultati personali o professionali.

Si tratta quindi trasformare ogni conversazione in un’occasione di miglioramento e di rendere i tuoi canali di comunicazione (il tuo sito web, il tuo canale Youtube, i tuo social network ecc.) una risorsa preziosa e realmente utile per chi ti segue.

Ovviamente, ciò non significa che tutti i contenuti che proponi debbano essere seri e noiosi. Anzi: riuscire a combinare utilità e coinvolgimento è quanto di meglio tu possa fare per creare un’audience affezionata.

E questo ci porta al terzo fattore. Il valore, infatti, fa il paio con la trasparenza.

Trasparenza

Dal mio punto di vista, deve diventare un tratto distintivo della tua “voce”, del tuo stile di comunicazione.

Essere trasparente significa prima di tutto essere te stesso, senza fingere di essere ciò che non sei.

Come dicevo, Internet è uno strumento estremamente potente che, se utilizzato correttamente, può renderti visibile molto rapidamente con tutto il seguito che ne deriva, ma questo non deve “darti alla testa”.

La visibilità non è di per sé un certificato di qualità e, in qualche modo, va “meritata” a posteriori, fornendo servizi, un supporto e una presenza costante e, appunto, di valore.

Concentrati su come vuoi che sia percepito il tuo lavoro/business e non su come ti piace essere percepito personalmente, evita di cadere nella trappola del “guru” di turno..

Condividi i migliori consigli e le migliori informazioni che hai a disposizione, non tenerle segrete e non centellinarle. Tieni presente che nel mare magnum digitale è estremamente facile trovare pressoché qualsiasi informazione ci serva.

Secondariamente, condividendo apertamente ciò che sai, non metterai a repentaglio alcunché: chi non sarà pronto a mettere in pratica i tuoi consigli (perché il suo business non è nella fase giusta, perché non ne comprende l’utilità, ecc.), non lo farà.

Chi invece sarà in grado di utilizzare e mettere in pratica le informazioni che tu hai condiviso con lui, ottenendone un miglioramento reale, si rivolgerà a te e non a qualcun altro nel momento in cui avrà bisogno di informazioni più approfondite, di una guida, di una consulenza o degli altri servizi che tu offri.

Al tempo stesso, se riuscirai a distinguerti, a conquistarti la sua fiducia del tuo pubblico saranno loro stessi a consigliarti ad altri alimentando così il passaparola.

Oltre a tutto questo, poi, c’è un aspetto che ritengo fondamentale: condividere apertamente informazioni di valore significa anche attrarre un pubblico attento e, cosa forse ancora più importante a lungo termine, contribuire alla “educazione” del tuo pubblico.

E un pubblico informato è un pubblico di qualità, pronto a comprendere e a rivolgersi senza esitazioni a professionisti competenti.

Spero che questi consigli ti aiutino a capire come emergere e come diventare autorevole sul web. Se hai delle domande o dei suggerimenti utili da condividere non esitare a farlo nei commenti qui sotto.


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  • Emanuel Benedetti

    @Lara Ghiotto: perfetta sintesi di un approccio mentale e della giusta strategia digitale per generare valore e autorevolezza online e nella vita reale.

    • Ciao Emanuel, grazie
      mille per il commento :). Condivido con te il fatto che questi “consigli” valgano anche nella vita reale. O, forse, dovrei dire il contrario: dal mio punto di vista, infatti, il lavoro in rete dovrebbe mutuare la professionalità e l’approccio dal lavoro non online (anche se, ovviamente, anche qui talvolta si incontrano “cattivi esempi”).

      • Emanuel Benedetti

        Le due vite ondine e on site si sovrappongono e auto alimentano…. uno scambio continuo.

  • Pingback: Come Diventare Autorevole sul Web: dalla Visibilità ai Clienti - marcomirra.com()

  • Andrea Gagna

    @Lara Ghiotto, trovo il suo articolo molto interessante ma per esperienza professionale ho riscontrato che non sempre dalla condivisione del sapere si ottengono potenziali Clienti che si rivolgeranno solo a te per consulenze piu’ articolate e quindi retribuite. Nel mio settore si è creato negli anni un sistema chiuso dove le informazioni viaggiano su ognilivello da quello piu’ basso a quello piu’ alto, soddisfando in modo “free” il grosso delle necessità.
    Io sono parzialmente contrario a questa sorta di “svendita del sapere” perchè viene alimentata e mantenuta soprattutto da chi se lo puo’ permettere, dato che magari ha già ottime entrate dal suo lavoro o da altro e che concepisce il settore professionale in cui lavoro qualcosa come se fosse un hobby o una passione e basta. A mio avviso sta diventando essenziale regolamentare il libero mercato del Web, un po’ come sta avvenendo a livello planetario con la Cina o come è successo con i produttori e esportatori di Petrolio.

    • Salve Andrea, grazie mille per il suo punto di vista.
      Non so in che in settore operi lei, tuttavia anche quanto ho scritto è frutto della mia esperienza nel settore dell’impresa individuale e della microimprenditoria online in cui–considerata la grande quantità di offerte è prima di tutto (prima ancora di “vendere” necessario) creare un rapporto con il proprio “pubblico” basato sulla fiducia. A mio avviso, la condivisione del sapere è solo una delle chiavi per presentarsi in maniera trasparente e, generando appunto fiducia, creare un parco di potenziali clienti. Ovviamente non è l’unica soluzione né è infallibile.
      Per quanto riguarda la svendita del sapere, posso in parte essere d’accordo se con “svendita del sapere” si intende fornire informazioni di alto livello e complesse senza le dovute competenze o senza fornire una adeguato contesto e una guida. Questo, a mio avviso, può essere addirittura dannoso per chi, per esempio, si affaccia sul mondo online per la prima volta. Quando parlo di condividere il sapere senza farne segreto, intendo dire essere aperti e disponibili a fornire suggerimenti senza fare i preziosi (per me l'”extra mile” è fondamentale) o chiedere denaro per qualsiasi richiesta di supporto. Non è questione di regalare la propria esperienza solo perché non si ha necessità di guadagnare, ma di fornire un vero supporto a chi ci segue (sembra un’utopia approcciare il mercato in questo modo, ma il mondo online consente anche questo: volendo di esercitare, con ben pochi compromessi, la propria etica personale).
      Infine, per quanto concerne la regolamentazione, credo sia un discorso piuttosto delicato e complesso: personalmente credo che sia necessario tutelare chi acquista servizi, tuttavia è necessario considerare che la normazione è sempre un’arma a doppio taglio (certamente da non utilizzare per creare lobby o monopoli).