Consigli Pratici per Scrittori Emergenti

In questo post voglio condividere con te qualche consiglio pratico e rispondere alle domande più frequenti che si pongono gli scrittori emergenti sul Web.

Rita Cioce: Amo il mare e a lui sono voluta tornare quando mi sono accorta che il mio tempo di vivere si era ridotto dal venerdì sera alla domenica. La passione per la scrittura è stato il motore che mi ha dato la forza per un’inversione di rotta: voglio vivere da timoniere non da naufraga mi sono detta. Ora mi circondo di scrittori emergenti che seguo in ogni fase del processo editoriale.

Pubblicato il: 1 marzo 2016 | Categoria:

Qualche giorno fa, fermamente convinta che un articolo debba rispondere ad un reale bisogno, dando delle risposte concrete, ho chiesto ad uno dei gruppi di scrittura su Facebook, a cui sono iscritta e che conta più di novemila persone, quali fossero gli argomenti utili per il compimento del loro sogno di scrittura.

L’indagine ha stimolato un bel dibattito e ha portato alla luce i molti dubbi che attanagliano un aspirante scrittore.

Rispondere a tutti i quesiti attraverso un solo articolo mi risulterebbe un po’ complicato, rischierei di fare un guazzabuglio di informazioni poco produttivo, per cui inizierò rispondendo a due delle domande più ricorrenti.

La Prima: Come Migliorare la Propria Scrittura?

Scrivere significa comporre un testo attraverso la scrittura che è fatta di parole. Lo sapevi che i lemmi contenuti nel vocabolario sono 250.000 ma pare che ne vengano usati solo 7000? Tu quante parole conosci?

Un musicista potrebbe mai comporre una musica senza sapere le note?

Se ne conoscesse solo alcune il risultato sarebbe piuttosto noioso, per te che scrivi l’esito sarebbe identico.

L’utilizzo di sinonimi è, quindi, il primo dei miei consigli.

Anche Google se non fai uso di sinonimi ti confonderà con uno spammer o ti considererà uno scrittore di bassa qualità, escludendoti o buttandoti in basso nei risultati di ricerca.

L’italiano, è una lingua con la quale non puoi accampare scuse, 243000 parole sono ancora lì che ti aspettano, ansiose di essere utilizzate.

Prima di essere uno scrittore, però, ricordati che devi essere un accanito lettore.

Il secondo dei miei suggerimenti è, pertanto, leggere, leggere e ancora leggere, e ovviamente sempre in compagnia di un buon vocabolario.

Mi sono imbattuta recentemente in un articolo scientifico, il suo incipit ha catturato immediatamente la mia attenzione:

Scrivere una parola sembra un atto semplice ma, in realtà, è il risultato di un’operazione complessa. Dobbiamo, infatti, avere “immagazzinato” un vocabolario di parole scritte e dobbiamo saper riprodurre in modo corretto la sequenza delle lettere che compongono la parola da scrivere.

Hai capito cosa voglio dirti con questo?

Scrivere è un processo creativo sì ma anche razionale.

La nostra attività ha bisogno di attrezzi come il vocabolario e di buone abitudini, come quella dell’ascolto, per ricreare scene di vita reali e quindi credibili che facilitino l’immedesimazione del lettore.

Mi capita, grazie al mio lavoro di editor, di sfogliare pagine con testi privi di dialogo ed è un peccato oltre che un errore. I dialoghi sono lo strumento più naturale per delineare i tuoi personaggi, attraverso di loro puoi raccontare molto senza perderti in descrizioni che potrebbero rendere noiosa la tua narrazione. Per ricrearne uno ti basta ascoltare quelli veri, al ristorante, in tram, in famiglia, fra amici.

Le parole sono abitate e tu consapevole di questo devi farle vivere. Sono il tuo unico strumento per donare emozioni, dare vita a scene e ad ambienti. Potrebbe esserti utile pensare di dover ricostituire con le parole un palcoscenico con luci, scenografia e abiti. Per trasportare il lettore nel mondo della tua narrazione hai bisogno di tutto questo e tanto altro ancora.

Per rendere l’idea della situazione in cui versa il tuo protagonista, per esempio, uno strumento potentissimo è l’iperbole, suggerita anche dal grande maestro Umberto Eco.

L’iperbole è la figura retorica che consiste nell’ingigantire la descrizione della realtà attraverso un linguaggio che ne accresca il senso.

Ti è mai capitato di incontrare un amico e dirgli: “È un secolo che non ti vedo!”

Non è certo un secolo che non lo vedi ma con questa espressione esagerata hai voluto sottolineare che il tempo è stato davvero lungo. Se nella vita reale usi l’iperbole perché non dovresti farlo quando scrivi?
Veniamo alla seconda domanda.

La Seconda Domanda Più Ricorrente è: Come Promuoversi?

Nel mio precedente articolo ho parlato della potenza del blog per costruire la tua identità di scrittore, ma se non ne hai uno e hai bisogno di testare le tue capacità di scrittura puoi affidarti a due strumenti gratuiti: le note di Facebook e il profilo Google Plus.

Le note di Facebook ti permettono di creare un articolo con immagine copertina, titolo, testo che, anche se limitatamente, puoi formattare.

Ti ricordo che la funzionalità è dedicata sia ai profili che alle pagine fan.

È uno strumento, che viene usato poco e secondo me è un peccato, perché si è sottovalutato quanto possa invece essere efficace per narrare emozioni ed esperienze.

Ho l’impressione che a volte ci siano tanti strumenti poco conosciuti o a cui semplicemente si attribuisce poco valore.

Il profilo Google Plus, spesso sminuito può invece essere gestito come un blog con il vantaggio di poter scrivere fino a centomila caratteri, inserire una foto, essere indicizzati come una pagina web e formattare il testo.

Se ti ho convinto puoi creare, anche da qui, il tuo account Google!

Per entrambe le soluzioni ricordati di utilizzare sempre una foto o una immagine, in linea con quel che hai scritto. La potenza del tuo messaggio verrà amplificata.

Devi creare un incanto: grazie alla forza della parola e dell’immagine puoi sedurre il tuo lettore.

Per ottenere delle immagini copertina Facebook ed essere sicuro delle dimensioni e dell’impatto grafico ti segnalo due risorse gratuite:

Entrambe le soluzioni ti offrono molte possibilità di scelta: puoi inserire un testo, decidere lo spessore dei bordi e anche gli effetti.

Ricordati che se non disponi di foto tue puoi utilizzare quelle di Pexels e Unsplash, citando la fonte.

Una volta creata la tua presenza sul web con note e/o profilo Google Plus devi interagire con le persone che condividono i tuoi stessi sogni perché fra simili ci si intende meglio!

Esistono decine e decine di gruppi Facebook dove la condivisione di consigli, dubbi, perplessità, è all’ordine del giorno. Io stessa come hai potuto vedere all’inizio dell’articolo mi sono rivolta ad uno di loro.

Passiamo alla pratica.

Nella tua pagina personale, in alto a sinistra hai una barra blu: è il motore di ricerca interno di Facebook, fai subito una prova: scrivi la parola chiave “scrittura”, la quantità dei risultati ti stupirà.

Ogni gruppo conta migliaia di iscritti, fatti avanti! Tu scrivi perché sei felice nel farlo, è un’energia, un impulso a cui non puoi sottrarti, e allora forza invadi il web del tuo sentire.

In sintesi: scegli la solitudine per creare la tua opera letteraria ma affidati alla condivisione per tutto il resto!

Cesare Pavese scriveva:È bello scrivere perché riunisce le due gioie: parlare da solo e parlare ad una folla.

Come dargli torto?


Foto Credit Shutterstock


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