Viaggiare alla Pari: La Mary Poppins del Terzo Millennio

Scopri come, accudendo bambini e sbrigando piccole faccende domestiche, puoi ricevere in cambio da una famiglia straniera, vitto, alloggio e un piccolo compenso per pagare i tuoi viaggi.

Serena Lampus

Serena Lampus: Ho lasciato la mia bellissima Itaca, la Sardegna, e ho deciso di cambiare rotta. Ho messo in stand-by la mia carriera da medico per partire da sola alla volta dell'Australia, dove vestire i panni di una nuova professione, quella della "curiosa". Un anno sabbatico? Due anni di riflessione? Un'intera vita in viaggio? Non so, "no planning" questo è il mio motto!

Pubblicato il: 25 Giugno 2013 | Categoria:

Ti piacciono i bambini? Vuoi imparare una lingua straniera? Hai un budget ridotto? Vuoi conoscere da dentro lo stile di vita di un altro Paese vivendo in una famiglia per alcuni mesi?

Vuoi lanciarti in un’avventura nella quale testare il tuo lato creativo, le tue capacità ai fornelli, la tua capacità di improvvisare e intrattenere dei bambini, o magari vuoi semplicemente renderti conto di cosa comporti decidere di metter su famiglia?

Allora prendi in considerazione la possibilità di partire come “au pair”.

Quest’esperienza è soprattutto un’ottima occasione di crescita personale: ti permette di confrontarti con un mondo molto diverso dal tuo, di acquisire autonomia e mette alla prova il tuo spirito di adattamento. Parola d’ordine: flessibilità! Con i bambini non si può pianificare troppo!

Lavorando come au pair aiuterai la famiglia nella quale verrai ospitato accudendo i bambini e sbrigando leggere faccende domestiche in cambio di vitto, alloggio e un piccolo compenso settimanale -pocket money- di importo variabile da Paese a Paese (l’Australia è uno dei Paesi con la retribuzione più alta, in media 200 AUD a settimana) e da famiglia a famiglia. Ma non è detto che fare l’au pair significhi trasferirsi per diversi mesi in un’altra località: è infatti possibile che una famiglia cerchi un au pair anche per accompagnarla durante un lungo viaggio nel quale abbia bisogno di un paio di mani in più per stare dietro alle sue tenere canaglie.

Uno dei punti forti di questo tipo di esperienza è che non ci sono dei requisiti restrittivi per partecipare: nessuna clausola relativa a età, genere, provenienza geografica, periodo di permanenza e via dicendo. Unico requisito imprescindibile è esser ben predisposti a passare molto tempo coi bambini.

Nella maggior parte dei casi però la durata del periodo alla pari è lungo e compreso tra i 3 e i 24 mesi (troverai soprattutto offerte per una durata di minimo 6 mesi).

Le ragazze sono certamente avvantaggiate nella ricerca del lavoro ma non è detto che un ragazzo non possa trovare una sistemazione au pair soprattutto in Paesi come l’Inghilterra, la Francia, l’Austria e quelli scandinavi.

L’età dell’au pair è in genere compresa tra i 18 e i 26 anni, ma anche in questo caso c’è estrema flessibilità: i requisiti, lo ricordo, sono dettati dalla famiglia ospitante.

Spesso per essere selezionati non è necessario avere nessuna esperienza e per quanto riguarda il livello di lingua straniera richiesto è spesso sufficiente avere un livello discreto, tale da permettere una comunicazione di base con la famiglia. In alcuni casi non è nemmeno necessario conoscere la lingua ufficiale del Paese dove ci si trasferisce, in quanto la famiglia potrebbe parlare italiano o un’altra lingua di tua conoscenza: non è affatto infrequente che famiglie espatriate cerchino un au pair che parli la loro lingua natia per permettere ai loro bambini di impararla al meglio.

Per quanto riguarda la tipologia di lavoro usualmente si divide in tre classi in base al numero di ore di lavoro richieste:

  • demi-au pair, prevede normalmente un impegno nelle faccende domestiche per una media di 3 ore al giorno più 3 o 4 serate di baby sitting e un giorno libero settimanale.
  • au pair tradizionale, prevede un impegno medio di 5 ore di lavoro giornaliere e una o più serate di baby sitting e un giorno libero alla settimana.
  • au pair plus o mother’s help, prevede normalmente 40 o più ore lavorative settimanali ed anche 2-3 sere di baby sitting.

In realtà però queste classi vanno bene solo per avere un’idea di massima, in quanto spesso l’impegno lavorativo è molto variabile e non è possibile racchiudere in una tabella rigida il numero di ore di lavoro che verranno richieste: scordati di timbrare il cartellino se fai l’au pair, in genere è domandata massima flessibilità e ciò significa che si alterneranno settimane di lavoro più intenso ad altre più leggere, in relazione per esempio all’impegno scolastico dei bambini, al lavoro dei genitori e ad altri fattori di cui ti dovrai accertare nel momento in cui contatterai la famiglia ospitante.

Per trovare una famiglia dove fare l’au pair puoi rivolgerti a un’agenzia dedicata oppure effettuare la ricerca della famiglia ospitante autonomamente online.

Esistono siti internet che permettono di visionare gli annunci di famiglie residenti in ogni parte del mondo, di compilare una scheda di candidatura e di accedere ai dati di contatto della famiglia gratuitamente.
Altri permettono l’accesso ai dati di contatto solo dietro pagamento (in pratica funzionano come delle agenzie on-line).

Ecco 5 indirizzi utili per trovare lavoro come au pair nel mondo:

  • Aupair-world: Sito ottimo, gratuito, intuitivo, di facile consultazione, permette di effettuare una ricerca per Paese di destinazione (iscrivendosi al sito si può effettuare una ricerca con criteri più specifici) ottenendo un elenco di famiglie con rispettivi dettagli (numero di bambini, età, periodo di inizio e fine, requisiti dell’au pair e lettera di presentazione della famiglia).
  • Easyaupair: Simile al precedente, gratuito, si differenzia da questo in quanto è spesso riportato l’importo del pocket money (utile per orientarsi sulla media della retribuzione in un certo Paese).
  • Findaupair: Gratuito e facile da usare.
  • Aupair.com: Sito ben strutturato, internazionale, parzialmente gratuito: è possibile inserire gratuitamente la propria candidatura e consultare il profilo delle famiglie; è però possibile visionare i loro dati di contatto solo previo pagamento di una tassa -premium membership- di circa 40 euro (la propria scheda può essere comunque visionata da una famiglia e si potrebbe quindi essere contattati direttamente senza necessità di pagare alcuna tassa).
  • Greataupair: 
Sito internazionale, parzialmente gratuito, permette di trovare anche lavoro come baby-sitter, pet sitter, house keeper, senior care e personal assistant.

Non ti basterà aprire l’ombrello come Mary Poppins ma poco ci manca: puoi davvero arrivare ovunque, basta volerlo!

Qui di seguito trovi alcuni interessanti articoli su come preparare un colloquio con la famiglia che potrebbe ospitarti (in Inglese):

Preparation for the interview

What questions should au pairs ask families

Questions Prospective Au pairs could ask Interested Host Families

  • teresacastillo

    Ciao a tutti,
    Vorrei provare a fare questa esperienza, ma non mi fido a cercare una famiglia da sola su internet, preferirei il supporto di un’agenzia, a chi potrei rivolgermi?

    • Ciao Teresa, prova a digitare su Google “Agenzie per Ragazze alla Pari” e qualcosa sicuramente potrai trovare.