Homeschooling

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E’ possibile vivere viaggiando con la propria famiglia assicurando l’istruzione scolastica ai propri bambini? Come riuscire a conciliare il desiderio di far crescere i propri figli in giro per il mondo, dando loro un’educazione cosmopolita e multiculturale, con l’esigenza di provvedere all’istruzione scolastica obbligatoria per legge? Con l’homeschooling i genitori, supportati da strumenti e servizi, si occupano direttamente dell’istruzione dei figli, che sosterranno gli esami obbligatori per conseguire i titoli di studio.

Cosa è L’Homeschooling

L’homeschooling, o educazione parentale, è un sistema di istruzione in cui i genitori possono impartire direttamente l’educazione scolastica ai propri figli.

La legge italiana prevede che si possa fare ‘scuola da casa’ per gli anni di istruzione obbligatoria: i genitori devono attestare di avere mezzi e competenze per istruire i figli, comunicarlo formalmente alla direzione scolastica di riferimento e far sostenere gli esami ai bambini, presentando domanda formale di ammissione e il programma di studio svolto.

L’homeschooling può essere una esperienza davvero entusiasmante per una famiglia e un momento di crescita del rapporto con i figli, ma soprattutto assicura l’istruzione obbligatoria ai bambini che per necessità o per una scelta di vita dei genitori vivono viaggiando.

L’homeschooling ha forse la maggiore potenzialità proprio per le famiglie che viaggiano: i bambini imparano fianco a fianco con i propri genitori stando a contatto con culture, stili di vita, lingue diverse. Diventano autonomi, aperti al confronto con gli altri e hanno un’educazione cosmopolita.

Naturalmente il dibattito tra chi la considera una alternativa valida e capace di colmare molte delle lacune del sistema scolastico tradizionale e quei genitori che sono più scettici rispetto a questa possibilità, soprattutto sull’effettiva qualità della formazione, è aperto.

L’homeschooling è una realtà affermata da molto tempo in diversi Paesi, che in Italia sta aprendosi la strada da non molto tempo, riscuotendo un buon interesse.

Risorse per Approfondire

In Italia i siti di riferimento sono

www.controscuola.it – Home schooling: appunti per un’educazione alternativa.



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www.educazioneparentale.org– Network e Forum di discussione sull’educazione parentate. (Iscrizione a pagamento 19 euro/anno)

A livello internazionale alcuni siti di riferimento sono:


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Homeschool Word sito ufficiale per la pratica dell’home schooling contiene articoli, cataloghi, risorse consigliate e forum di discussione.



Let’s Homeschool: il sito offre articoli su una varietà di programmi di studio, idee per l’homeschooling, statistiche e altro ancora.




2013-08-05_145523Homeschool helper online: è un sito dedicato a homeschoolers che vogliono aiutarsi a vicenda.




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Homeschool Freebie of the Day: il sito fornisce risorse gratuite e aggiornate sull’homeschooling.




2013-08-05_151109A to Z Home’s Cool Homeschooling: una guida ad articoli, blog, risorse e siti web sull’homeschooling per l’educazione da casa e sul web.




Letture per Approfondire

homeschooling



Homeschooling. L’educazione parentale in Italia di Erika Di Martino

  • Letizia Mogetta

    Credo che quello che manchi in Italia sia un servizio di consulenza, di accompagnamento per i genitori che vogliono compiere questa scelta ma non si sentono sereni ad affrontare tutto autonomamente. Un servizio che sia attivo sempre per qualunque famiglia italia compia questa scelta, tanto più se vive all’estero o è nomade digitale, che strutturi percorsi e attività, fornisca materiali, consulenze e sia un riferimento costante in caso di dubbi.

    • Ciao Letizia, hai già letto questo articolo? http://www.nomadidigitali.it/lifestyle-e-nomadismo/vivere-viaggiando-con-i-propri-figli-un-alternativa-alla-scuola-tradizionale/ Sono segnalate le risorse che ti interessano.

      • Letizia Mogetta

        Non avevo letto questo articolo, ma l’ho fatto ora. Conoscevo parzialmente la storia di Erika e avevo letto alcune cose sul sito da lei fondato, ma al di là delle fomra anche li ho rovato un’impostazione piuttosto comune tra le diverse realtà che partecipano al forum e agli altri servizi resi disponibili, l’impostazione di una scuola libertaria o di una unschooling. Io non ho figli ma sono una docente di scuola dell’infanzia e primaria che non trova più efficacia, valori, adulti competenti ed insegnanti degni di questo nome nelle scuole che gira costantemente, essendo pecaria. La burocrazia e le riforme poi stanno trasformando la scuola in un’azienda con funzionamento da azienda privata ed anche i costi ora sono sostanzialmente a carico delle famiglie per moltissimi aspett. Questo comporta la creazione di scuole di elitè e di scuole di serie B, inoltre comporta una sorta di inchinarsi di molti docenti e dirigenti alla volontà dei genitori o meglio ai diktat su questioni di nin loro competenza. Una vera collaborazione scuola famiglia, in dieci anni di lavoro, io non l’ho quasi mai riscontrata. Il progetto che ho in mente io è una sorta di network che uscisca e metta in collaborazione costante tutte le famiglie che ne aderiscono e fornisca anche programmi in relazione a quanto richiesto poi agli esami che questi bambini devono superare ogni anno o quasi per legge. Un network e una rete di persone e servizi che svolgano consulenze, foniscano libri, diano supporto anche per sviluppare programmi e attività alternative che portino comunque i bambini a raggiungere quelle competenze richieste negli esami di fine anno ma che svilluppino contemporaneamente capacità cognitive e metacognitive, creatività, autostima, senso di autoefficacia, pensiero critico. Mi piacerebbe che tutte le famiglie che desiderino compiere questa scelta poi non si facciano bloccare dal timore di non sentirsi pronti a realizzazione un percorso didattico. Ne ho conosciute diverse che con un supporto di un insegnante o di un aiuto esterno per un certo lasso di tempo hanno iniziato con determinazione questa avventura che da soli, invece, non si sarebbero sentiti pronti di affrontare.

        • Ciao Letizia, capisco quello che vuoi dirmi e penso che un progetto del genere sia interessante. Io non sono particolarmente esperto in educazione parentale e homeschooling, non è questo il focus del mio progetto. Io voluto questa come un’opportunità per quelle famiglie di nomadi digitali che vorrebbero superare l’ostacolo dell’istruzione tradizionale per spostarsi con i propri figli. Quello che posso dirti è che la cosa più importante quando si pensa a sviluppare un nuovo progetto di comunicazione è trovare il modo di fare rete con tutte le realtà già esistenti e non invece, pensare a come fare qualcosa di completamente nuovo, diverso e totalmente separato dal resto. Il rischio è solo frazionare ulteriormente e rendere ancora più difficile per le persone vere punti di riferimento affidabili.

          • Letizia Mogetta

            Grazie Alberto per la tua risposta. Il mio progetto è ancora solo su carta, a livello di pianificazione, strategie, connessioni con altre realtà. Tutto è ancora agli albori. Condivido però il tuo pensiero sul fatto che, per poter sviluppare al meglio questo tipo di progetto, io debba fare rete con le altre realtà già presenti. Spero che si possa presentare la possibilità e la disponibilità da parte di tutti perchè nel mio piccolo, quando ho cercato relazioni costruttive, ho trovato un senso di distanza e di “rifiuto” in quanto le idee di fondo dei diversi progetti partono da presupposti diversi e conducono verso direzioni diverse. Io ho tutto da imparare ma, se qualcosa ho capito, è che quando i progetti partono da basi ideologiche, difficilmente possono trovare punti d’incontro con progetti che hanno altri basi ideologiche o meno.

          • Lo capisco, questo purtroppo deriva della nostra radicata incapacità di fare rete. Quando si opera sul Web però, le relazioni sono assets fondamentali, ancora più importanti dei contenuti di qualità.

          • Letizia Mogetta

            Condivido il tuo pensiero riguardo a quanto creare relazioni, operando nel Web, sia una questione di fondamentale importanza per il successo del progetto, per la sua diffusione e per la sua efficacia.

  • @letiziamogetta:disqus In realtà ci sono associazioni di genitori, scuole non scuole di vario genere, qualche sito ecc. Tutti hanno voglia di dare informazioni e suggerimenti ma la parte più dura e relazionarsi con la scuola dove l’unico vero tuo interlocutore e il dirigente scolastico che ha diritto di vita e di morte e a parte qualche circolare spesso di indirizzo contrario ed opposto a quanto ti dicono le associazioni, non ha praticamente strumenti.
    La nostra esperienza si conclude Lunedì col famoso esame che per alcuni è obbligatorio, per altri un aberrazione e così via. Magari tornerò qui a raccontarti come è finita.
    Noi siamo usciti dal sistema scolastico non in opposizione alla scuola ma perché avevamo l’occasione di partire un anno attorno al mondo dunque non siamo dei “radicali” la TOTALE assenza di linee guida da parte delle istituzioni è per noi sconcertante e triste ed è il vero problema. In sostanza la nostra esperienza è conferma parziale della tua delusione se così si può chiamare.