Vivere e Lavorare in Cina: Pro e Contro

Se stai pensando di trasferirti per un periodo di tempo nel Continente asiatico, ecco quali sono oggi i vantaggi e gli svantaggi di vivere e lavorare in Cina

Furio Fu

Furio Fu: Ho lasciato l'Italia otto anni fa e da allora non ho smesso di viaggiare. Sono uno scrittore impenitente nonché poliglotta sgrammaticato e gran bevitore di tè verde Long Jing.

Pubblicato il: 29 maggio 2013 | Categoria:

Se stai pensando di adottare uno stile di vita da nomade digitale o hai già effettuato la transizione dal famigerato “dalle 9 alle 5… orario continuato” a un impiego che ti consenta di lavorare esclusivamente su Internet, avrai forse accarezzato l’idea di trasferirti in Asia, per esempio lavorare in Cina.

L’Asia però è un Continente immenso. Meglio andare in Thailandia, India o, perché no, Giappone? Ognuno di questi Paesi ha i suoi pro e contro.

A esempio il Giappone è molto ordinato e sicuro. Dovrai però confrontarti con un costo della vita elevato, alle volte proibitivo.

L’India è un Paese affascinante, dalla cultura immensa, ma dovrai abituarti ad essere al centro dell’attenzione 24 ore su 24 – agli indiani piace osservarti da vicino – e convivere con situazioni di povertà estrema.

La Thailandia… ahi, la Thailandia. Spiagge, mango shake e minigonne… ma a meno di “scappare” ogni estate, dovrai sottostare al volere dei monsoni e delle piogge torrenziali che ne conseguono. Tra l’altro dovrai subire i continui richiami degli autisti di tuk tuk e delle ragazze appostate fuori dai centri massaggi che vedono in te, diavolo bianco, un’occasione per fare qualche $$$ anziché una persona che vive e lavora nel loro Paese.

Oggi voglio però esplorare un’altra realtà, quella che conosco meglio. Sono arrivato in Cina nel 2010 e da allora non me ne sono più andato.

Quali sono i Pro di Vivere e Lavorare in Cina?

1) La Lingua e le Opportunità che Ti Potrebbe Schiudere

Vivere e Lavorare in Cina: Hello in Cinese

Quando non si è mai stati in Cina si è portati a pensare che il mandarino sia un problema. Tutti quei suoni astrusi e quei caratteri esoterici da memorizzare.

Sì, imparare il cinese comporta uno sforzo iniziale superiore a quello necessario per imparare lo spagnolo. Ma, come tutte le lingue, il mandarino non è altro che un mezzo di comunicazione e come tale può essere imparato.

Nel 2013, chi parla cinese possiede un’arma in più da giocarsi nel campo di battaglia che chiamano “mondo del lavoro”.

Su Nomadi Digitali non vendiamo favole. La strada che porta a uno stile di vita location independent è costellata da dubbi esistenziali, progetti abortiti, fallimenti. Richiede, insomma, una curva di apprendimento che può durare anche alcuni anni.

Conoscere la Cina, la sua cultura e la sua lingua ti fa diventare appetibile da tutti quegli imprenditori già affermati che stanno pensando di esportare il Made in Italy nel mercato più esteso del mondo, di de-localizzare la loro produzione in Asia o di bypassare i propri fornitori e importare direttamente dalla Cina.

Immagina di riuscire a comunicare in maniera efficace sia con i cinesi che con gli italiani, di conoscere le usanze e la cultura di entrambi i mondi. Non pensi anche tu che diventerebbe più facile lavorare come consulente, intermediario commerciale o esportatore diretto?

La maggior parte di noi – io per primo – tende ad associare il nomadismo digitale con i servizi marketing, con la scrittura o con la programmazione freelancing.

Ma non di sole parole e codice vive l’uomo…!

Lo so che anche tu sogni di cambiare il mondo con la tua app di messaggeria gratuita per smartphones oppure di diventare il nuovo Mark Zuckerberg.

Ma quando sei agli inizi e stenti ancora a vedere i frutti economici dei tuoi sbattimenti notturni, un modo più che dignitoso per sbarcare il lunario è quello di proporsi come insegnante di lingue (italiano, ma anche inglese, francese o spagnolo).

In Cina la domanda per l’apprendimento delle lingue straniere è alle stelle e, per un lavoro part-time da 20 ore a settimana, si arrivano a guadagnare dagli 800 ai 1.000 euro, più che sufficienti per sopravvivere anche a Pechino o Shanghai, le metropoli più care del Paese.

Certo, potresti insegnare le lingue anche in Thailandia o Indonesia. Ma tieni presente che, eccetto per Cina e Giappone, nella maggior parte dei Paesi asiatici la richiesta di insegnanti è molto più limitata e, particolare non trascurabile, il salario orario rapportato al costo della vita molto più basso.

2) Infrastrutture di Prima Qualità

Vivere e Lavorare in Cina: Infrastrutture di Prima Qualità

Se sei stato in Vietnam, ti sarai reso conto che le infrastrutture lasciano il tempo che trovano. Gli aeroporti sono antidiluviani, i treni partono e arrivano quando vogliono, le strade a scorrimento veloce sono una chimera e il traffico… lasciamo perdere!

In Cina, al contrario, il governo ha investito una quantità enorme di risorse nella creazione di infrastrutture di prima qualità: treni veloci (la tratta Pechino-Shanghai si percorre in cinque ore, mentre in aereo ce ne vogliono due), autostrade, sistemi metropolitani all’avanguardia metropolitana di Shanghai è già la più estesa del mondo) e aeroporti moderni.

Tra l’altro molte di queste infrastrutture sono ancora sovvenzionate dallo Stato, per cui spostarsi in Cina risulta abbastanza economico.

Per darti un’idea, un biglietto della metro a Pechino costa poche decine di centesimi di euro e un biglietto aereo da Pechino a Shanghai (2 ore di volo) costa meno di cinquanta euro, se comprato con almeno qualche giorno d’anticipo sui siti web di Elong o Ctrip, le compagnie che al momento offrono i prezzi migliori per i voli interni.

3) Basso Costo della Vita

Vivere e Lavorare in Cina: Banconota Cinese

Nonostante negli ultimi anni la Cina abbia subito un’inflazione elevata, i prezzi sono ancora inferiori a quelli a cui siamo abituati in Europa (se si escludono i beni di consumo importati come il mirto Monte Arcosu o il prosciutto di Parma).

Ad esempio, a Shanghai si può ancora mangiare con pochi euro (un piatto di ravioli in una taverna si acquista per meno di due euro), una corsa in taxi da venti minuti ti costa circa cinque euro e, su smartshanghai, puoi ancora trovare una stanza in affitto in un appartamento con tre stanze da letto, bagno, cucina e soggiorno per circa 200 euro, in centro città.

Se poi ci si sposta in città più “piccole” – parlo sempre di metropoli più grandi di Roma – quali Kunming, Chengdu o Changsha, il costo della vita si riduce ulteriormente del 30-40%. Nel dettaglio puoi conoscere la differenza di prezzi tra Shanghai e Chengdu, la capitale della provincia dello Sichuan).

Qui di seguito ti riporto uno schema costantemente aggiornato circa i costi della vita in Cina

4) Le Città Sono Sicure

Vivere e Lavorare in Cina: Macchina della Polizia Cinese

Non so se sia a causa dell’indole dei cinesi o del sistema giudiziario che non perdona, però in Cina ci si sente sempre sicuri, anche la notte.





5) Collegamenti con l’Europa e l’Asia

Vivere e Lavorare in Cina: Collegamenti con l’Europa e l'Asia

A patto di comprarlo con almeno due mesi di anticipo, puoi trovare un biglietto aereo andata-ritorno sulla tratta Roma-Pechino o Milano-Shanghai anche per 500 euro.

E, tralasciando il ritorno a casa, i voli che partono da Shanghai, Pechino o Guangzhou (la capitale dell’industria manifatturiera cinese che si trova poco a nord di Hong Kong) per il Giappone, l’Indonesia, le Filippine, la Corea, il Vietnam o la Thailandia sono molto frequenti e generalmente economici. La ragione di questo fatto è probabilmente dovuta all’importanza economica della Cina e al costante traffico aereo che ne deriva.

Al momento, io compro quasi tutti i miei voli internazionali su Go Voyages, perché di solito ci sono offerte economicamente più vantaggiose di quelle che riesco a spuntare su motori di ricerca più popolari come Vayama o Skyscanner. L’unico inconveniente è che Go Voyages è in francese (se provi a comprare dalla pagina in inglese i prezzi salgono!). Lo so che sembra strano (in effetti lo è), però finché la matematica mi darà ragione mi adeguo a ricevere biglietti elettronici scritti nella lingua di Maupassant).

6) Al Centro del Mondo

Vivere e Lavorare in Cina: Stare nel centro del mondo

Come dico spesso, fossi nato vent’anni prima, probabilmente sarei finito negli Stati Uniti d’America. Uno dei motivi principali che mi ha spinto in Cina è stata infatti la voglia di sentirmi al centro del mondo. Oggi è qui che si sta scrivendo la storia. E io voglio farne parte.



Quali Sono i Contro di Vivere e Lavorare in Cina ?

Se la prima parte di quest’articolo ti ha già convinto che la Cina sia la tua meta ideale, aspetta a comprare un biglietto sola andata Firenze-Pechino. Nella Terra di Mezzo abbiamo anche qualche problemino .

1) Difficoltà ad Accedere a Internet

Vivere e Lavorare in Cina: Internet Bloccato in Cina

Come già saprai, la Cina non è un Paese democratico. Non lo è mai stato. E per preservare l’armonia (parola molto usata e abusata a queste longitudini), il governo ha messo in atto da vari anni una politica di restrizione della rete Internet. Mentre alcuni siti Web sono completamente bloccati (Facebook, Youtube o Twitter, solo per citare i più celebri), altri sono accessibili ma caricano molto lentamente (penso a Gmail o a siti a prima vista innocui come LaRepubblica).

La censura può essere bypassata tramite una tecnologia denominata VPN. Tieni presente che il servizio è a pagamento (al momento in cui scrivo il migliore è Astrill; 30 euro per sei mesi di abbonamento e 52 euro per un anno) e che da un momento all’altro potrebbe cessare di funzionare a causa di un cambiamento nell’algoritmo di controllo messo in atto dai cinesi.

Ho deciso di inaugurare la sezione dei “contro” con Internet perché, dando per scontato che buona parte dei lettori di Nomadi Digitali lavora o progetta di lavorare in Rete, si tratta di un problema di non poco conto.

La mia esperienza personale è che, alla fine, si riesce sempre a fare quello che si vuole. In alcuni periodi si rischia però di perdere un bel po’ di tempo – e di capelli – a cercare di capire perché la nostra VPN si è bloccata o va più lento di una FIAT 126 Bis assemblata a Varsavia nel 1986.

2) Prendere un Visto Non Turistico

Vivere e Lavorare in Cina: Visto cinese

A differenza di Paesi come la Thailandia o il Vietnam, che dipendono dal turismo per buona parte del loro Prodotto Interno Lordo e non hanno quindi nessun interesse a “tenere fuori” gli stranieri, in Cina le cose sono diverse.

La priorità del governo è la stabilità del Paese. Questo si traduce in periodiche strette sui visti, di solito prevedibili. Ricordo per esempio che, durante le rivolte dei tibetani prima dell’Olimpiade di Pechino del 2008, ci fu una stretta tremenda sui visti turistici e business e in molti furono costretti a lasciare il Paese.

Con modalità molto più leggere si è registrato un nuovo ‘giro di vite’ sui visti, anche durante il congresso decennale per l’elezione del nuovo presidente e del nuovo comitato esecutivo del Partito svoltosi nell’autunno 2012. Questa volta si è trattato di un cambiamento nei documenti da presentare al momento dell’ottenimento del visto. A esempio, per i visti turistici prima non era necessario avere un biglietto aereo andata-ritorno o una prenotazione in hotel per tutta la durata della permanenza. Bastava un passaporto valido.

Quello che consiglio è di rivolgerti a un’agenzia che, in cambio di poche decine di euro, ti aiuterà a risolvere i problemi burocratici che potresti incontrare.

3) Inquinamento

Vivere e Lavorare in Cina: Inquinamento

La Cina è un paese estremamente inquinato. Si va dall’inquinamento atmosferico, dovuto soprattutto alla produzione di energia elettrica basata in gran parte sul carbone, al traffico cittadino, all’inquinamento delle falde acquifere causato dagli scarichi delle industrie; per finire, l’inquinamento alimentare, dovuto all’uso massiccio di pesticidi e a pratiche non sempre trasparenti (come ad esempio lo scandalo del silicone iniettato nelle zampe delle galline per aumentarne il peso).

4) Sarai Quasi Sicuramente Costretto a Vivere in Una Metropoli

Vivere e Lavorare in Cina: Shangai

Abitare in una metropoli non è obbligatorio, ma diciamo che una città cinese con meno di un milione di abitanti normalmente equivale a una città-dormitorio dove è difficile anche trovare un bar. Le uniche eccezioni sono rappresentate dalle cittadine che vivono di turismo come Yangshuo, Dali o Lijiang.



La mia rassegna sui pro e i contro di vivere in Cina termina qui, con la speranza che possa esserti utile a valutare di vivere e di lavorare in questo Paese. Adesso sai cosa aspettarti. A te la scelta : )

  • antonio

    Sono tornato da poco da guangzhou…e condivido pienamente tutte le riflessioni che hai fatto sulla cina! Adesso devo appunto scegliere se trasferirmi la oppure no! 🙂 ciao

    • furio

      Ciao Antonio,

      scusa il ritardo ma non ho visto il commento… Occhio che la Cina è pericolosa, ti prende e non ti lascia più scappare ; )

      • Daniele Manduchi

        HO 15 ANNI E MI VOGLIO TRASFERIRE IN CINA,GIAPPONE,THAILANDIA,PHILIPPINE DOVE MI CONSIGLIATE DI ANDARE? AMO QUESTI POSTI IN TUTTO E PER TUTTO 😉 ANCHE PER LE DONNE LOCALI POCO PROBLEMATICHE ECC. NON COME LE NOSTRE RAGAZZI NON PER DIRE MA IO AMO L’ORIENTE 😉 MA CHE DOVREI FARE PER INIZIARE A PROGRAMMARMI DI ANDARE LI A VIVERE? PER 18-20 ANNI?

        • Poco problematiche? haha non sono del tutto d’accordo : P

          • Maria Ferraro

            ciao io sto x and a pechino da Nov a marzo.dato k faro un corso d Chinese e la scuola m aiutera con il visto volevo sapere se in qlk modo riesco a lavorare un pochino.grazie

          • Ciao Maria,

            in teoria con il visto studentesco non puoi lavorare. In pratica qualcuno lavora in nero però è rischioso: se ti scoprono possono multarti e/o espellerti.

    • alessandro

      ciaooo sono gia stato da quelle parti ma adesso volevo tornarci per 5 6 mesetti per studiare cinese giusto a parlarlo pero mi servirebbe un lavoretto per mantenermi e nn ho nessun diploma pero parlo 3 lingue ici che si trova hai qualche sito da lasciarmi mi daresti un grande aiuto…
      scrivimi in e mail. mereu.antonello@alice.it grazie e mille per la tua attenzione

      • Ciao… bella domanda. Io punterei sulle scuole di lingue. Cerca direttamente su internet e proponiti.

    • miki

      ciao antonio dovro andare a Guangzhou..e’ la prima volta…vado a conoscere un mio fornitore dato che ho una attività mia. vorrei da te e da altri amici che ci sono gia stati qualche “dritta” magari su qualche hotel sul viaggio ( quale volo? come ci si muove la?) cosa ce’ da fare avendo 3-4 giorni di tempo..grazie anticipato “”!!!

  • Federica

    Interessanti riflessioni. Ogni estate da ormai quattro anni, la passo in Cina. Devo dire che fin dalla prima volta mi ha colpito molto. Viverci, soprattutto per chi viene da realtà molto differenti, può diventare un’esperienza fantastica.
    Buona continuazione!

    • Ciao Federica,

      grazie per il commento : )

  • Romy

    Ciao,potrei sapere in quale città vivi attualmente ed eventualmente dove mi consigli di stabilirmi per approcciarmi meglio al mondo del commercio cinese?
    Grazie anticipatamente

    • Ciao,

      dipende da cosa vuoi commerciare. Per l’elettronica Shenzhen, per i tessuti Hangzhou, per gli attrezzi da ginnastica Nantong e così via… La Cina funziona a clusters industriali

  • Marco Marci

    ciao cosa mi dici della vita a beihai nel sud della cina

    • Ciao, non ci sono mai stato ma so che si trova in Guangxi, vicino ad Hainan e che c’è la spiaggia. Quindi suppongo si viva bene. Se hai domande più specifiche anch’io posso risponderti con più precisione

  • Andrea Cilotti

    Ciao Furio,
    Sono rimasto molto colpito dal tuo articolo; mi piacerebbe trasferirmi a vivere a Shanghai e lavorare come agente commerciale per il mercato orientale ed europeo, hai qualche consiglio da darmi su come iniziare una carriera professionale?
    Grazie mille in anticipo
    Andrea

  • Matteo

    Buonasera ragazzi e ragazze e anche a te Furio io mi sto trasferendo a Shanghai per lavoro dall’Italia non sono mai stato in Cina prima ho lavorato a Singapore e volevo saper se ci sono comunità italiane li a Shanghai , e cosa mi consigliate di fare grazie
    Matteo

    • Ciao,

      a Shanghai ci sono tantissimi italiani ma che io sappia non esiste una vera e propria comunità nel senso che sono un po’ ovunque…

  • Ermes

    Salve. Sto x partire…destinazione WUXI. Vado x lavoro…durata 2 anni.
    Mi chiedevo quale fosse il costo delle utenze.
    qualcuno me le sa’ indicare ?

  • Ivana

    Ciao a tutti e ciao Furio!!!
    Sto per trasferirmi a Pechino causa lavoro!!! Ed ho una paura matta!! Leggo opinioni discordanti su questa città!! Lavorerò in zona Chaoyang District, a dire il vero sto cercando anche di capire qualcosa sui quartieri della città e scegliere una zona in cui trovare casa. Hai qualche indicazione? Ci sono comunità italiane in città?..e importante: pubs dove andare a bere birra ;-)??? No dai con qst ultima domanda scherzavo però potresti darmi qualche info sulla vita sociale pechinese!!

    • Ciao Ivana, la zona dei bar di Chaoyang è Sanlitun. Ti consiglio di trovare casa vicino a dove lavori o per lo meno, vicino a una stazione metro connessa alla linea metro più vicina al tuo ufficio visto che Pechino è una città a dir poco immensa. Lascia perdere le comunità di italiani, incontrerai un sacco di gente!

      Se hai bisogno di una guida più precisa sugli affitti a Pechino cerca “Affitti a Pechino” su Google; dovresti trovare un mio articolo pubblicato su Sapore di Cina.

      F

      • Ivana

        Ciao Furio e grazie!!! Si to ho Gia’ letto in lungo e in largo sul web!!
        Lo so che incontrerò tante altre persone!!!solo un po’ paura di un così radicale cambiamento ma è normale!!
        Un aspetto che dovrei sistemare è il great firewall!! Ho letto un pó quello che hai scritto sui vpn!! A me hanno parlato di panda pow…come lo trovi?
        Ma non è rischioso scavalcare il controllo? La vita sociale pechinese com’è???

        • Panda Pow mai testata. La migliore al momento sembra essere VyprVPN. Di nuovo, su SDC trovi una recensione. No, non penso sia rischioso visto che la utilizza il 99% degli stranieri in Cina (e anche tanti cinesi).

          Pechino ha 15 milioni di abitanti, ci trovi di tutto; poi dipende anche da cosa cerchi! Le zone più attive sono Sanlitun, Wudaokou e, in minor misura, Houhai e Gulou

          • Ivana

            Grazie!!! Sei stato velocissimo e precisissimo!! Mi sono iscritta su sdc!! Ne farò tesoro ;-))

  • mario

    salve,
    qualcuno mi sa dire quanto denaro si può spedire in Italia da un lavoratore con regolare contratto cinese? ci sono limiti? grazie

  • mario

    integrazione msg precedente.
    il mio dubbio è che quando si termina il contratto(nello specifico 3 anni) ed avendo il denaro in una banca cinese dove viene accreditato lo stipendio non si riesca a trasferirlo in italia. grazie

    • Sì, vi è un limite al denaro che puoi spedire tramite T/T (bonifico). Non ricordo i dettagli visto che personalmente non ho mai spedito denaro dalla Cina. La cosa migliore che puoi fare è andare a chiedere in banca. Poi mi informo anch’io e ti dico.

      Se mi dimentico, tra qualche giorno ricordamelo qui sui messaggi così mi arriva un’altra notifica ; )

  • mario

    grazie mille te lo ricorderò tra qualche giorno

    • OK, sembra che sia così: in generale 5,000 USD all’anno. Però se hai un regolare di contratto la cifra è più alta (ma devi parlarne con la tua banca)

  • mario

    ti ringrazio tantissimo per le preziose informazioni , buon lavoro!!!!!!!!
    mario

  • gian

    ciao furio, bellissimo articolo, mi hai fatto voglia di partire! per trovare lavoro come istruttore di palestra o arti marziali pensi sia possibile?? grazie anticipatamente

    • Ciao,

      non ho mai visto un istruttore di palestra o arti marziali non cinese quindi mi sembra improbabile. Magari vi sono eccezioni, ad esempio arti marziali che in Cina non sono troppo comuni quali il pugilato o la capoeira. Chiaro che se vuoi insegnare Kung Fu non penso sia possibile visto che si tratta di un’arte marziale cinese : )

  • Raffaele Tarallo

    Ciao. Mi chiamo raffaele. E giorni fa mi è’ arrivata una proposta di lavoro per Shanghai. Io sono un graphic designer e mi ha contattato un’ agenzia pubblicitaria. Mi vogliono al piu presto li ma non mi hanno detto cosa dovrei fare,il tipo di contratto di lavoro, n’è come si chiama la societa’. Cioè’ decidere di partire e poi li’ si vedra’. Ma è’ normale che facciano così’? Mi troverebbero poi una casa, ma poi dovrei pagarmi le spese…mi chiedono quanto vorrei di stipendio..non so’ sinceramente quanto è’ il costo della vita a shangai…la cosa mi appare nebulosa, la Cina non è dietro l’ angolo….ok che in Italia il lavoro e’ quel che è’, ma partire cosi’….attendo suggerimenti grazie…

    • Ciao Raffaele,

      1) Chiedi un visto di lavoro (visto Z).

      2) Per lo stipendio dipende… 10,000 RMB sarebbero probabilmente abbastanza per vivere dignitosamente ma senza tanti fronzoli; poi dipende dalle tue aspirazioni personali.

      3) Magari fatti un giro su Sapore di Cina dove abbiamo trattato tutti questi argomenti in dettaglio

      F

  • laila

    Ciao sono Scilla,
    senti io sto valutando una prposta di intership dove per 3 mesi mi daranno circa 400/600 euro e poi 800/1200 secondo te potrei vivere dignitosamente a Beijing?ho bisogno di info..!!!
    grazie mille in anticipo..

    • Ciao, con 600 Euro a Pechino la vedo dura, sopratutto se è la prima volta che vai in Cina e non parli cinese. A meno che non ti offrano 600 Euro + l’alloggio. Allora potresti farcela.

  • ilariross

    Ciao!! Io ho trovato molti annunci in cui ricercano insegnanti di inglese anche non madrelingua in città come chengdu e suzhou..includono vitto, alloggio, internet, week end liberi e 5/7000 RMB al mese e visto..solo che alcuni dicono che i non madre lingua potrebbero essere mandati in medie o piccole città. Premetto che non sono mai stata in cina e che questi annunci li ho trovati su internet anche se ho ho già avuto conversazioni prolungate con queste persone. Ti è già capitato di sentire di persone che fanno questo tipo di mansione, trovata su internet, e cosa ne pensi del fatto di poter vivere in una città medio/piccola in cina? Vorrebbe dire scordarsi internet e igiene? Grazie mille!!

    • Dipende da cosa intendi per “medio-piccole”, che in Cina è spesso riferito a città di diversi milioni di abitanti. In ogni caso prima di partire dovresti conoscere la città; in caso contrario non avresti neanche un visto di lavoro (che è legato a una data città e datore di lavoro) e staresti lavorando illegalmente

      • ilariross

        Infatti quest’ agenzia mi fornirebbe il visto Z gratuito..basta questo giusto? per ora mi hanno proposto Qingyuan city che è a canton.. peccato che io voglia migliorare il cinese mandarino quindi lo vedo come totalmente inutile.

        • Totalmente inutile non direi: OK che la lingua principale è il cantonese. Però comunque, a parte gli anziani, la gente parla il mandarino e, se non parli cantonese, si adatterà. Inoltre considera in Guangdong ci sono tanti immigrati che non parlano il cantonese

          • ilariross

            Ok grazie dell’informazione:) approfitto per chiedertene UNA Molto Importante.. mi hanno detto adesso che non potrebbero darmi il visto Z perché io andrei li come volontario e non come insegnante pagato dalla scuola ma pagato da loro. Quindi mi darebbero un visto L oppure M e una volta arrivata nella città mi portano dalla polizia locale a registrarmi così che io possa vivere in quella città. Secondo te ci può stare? Grazie mille:)

          • Chi ti paga? Se ti pagano i cinesi per lavorare legalemente ti serve un visto Z. Ovvio, tanta gente lavora in nero con un visto L o M ma questo io non posso consigliartelo (né sarebbe qualcosa che accetterei di fare in prima persona).

  • Silvia

    Ciao, ho letto il tuo articolo e l’ho trovato molto interessante.
    Sono un’insegnante di italiano per stranieri e un po’per gioco l’altro giorno ho risposto ad un annuncio di lavoro per insegnanti di italiano in Cina e oggi mi hanno risposto. Non sono mai stata in Cina e non so come funzionano le cose lì, ovviamente non so nemmeno il cinese, per cui mi chiedevo se qualcuno qui può aiutarmi.
    Ho risposto all’annuncio mandando cv e cover letter in inglese (l’annuncio era in inglese) e loro mi hanno risposto chiedendo di compilare un modulo con i miei dati, una foto e alcune domande relative al lavoro (qual è il tuo metodo di insegnamento, quanto guadagni adesso, quando potresti iniziare ecc).
    Non capisco, questa è la norma? Ho già mandato il cv dove c’è scritto tutto.
    Inoltre non capisco se la scuola è una scuola seria perché non parlo cinese e non capisco niente sul sito gzinstitute e facendo una ricerca in inglese non trovo info. La mail e l’annuncio erano da parte del Director of Recriutment Office del CCPIT Foerign Language Traning Center (altra cosa che non conosco).
    Inoltre l’eventuale contratto sarebbe per un tirocinio per i primi due mesi e poi contratto di due anni, copio e incollo il testo della mail:

    “As an intern, you just like the international students here in our university. The only aspect that is different is that you don’t have to pay the tuition fees. You just do some simple work in our university so as to improve your Chinese level and increase some working experience”

    Questo invece è quello che diceva l’annuncio:

    “Work location: Beijing, Tianjin, Zhengzhou, Chengdu
    You’ll have 2 days off/week and national holidays per year
    After you pass the training and probation, you will get a 3 months internship with the salary of 400-600. After 3 months, we’ll sign up the employment contract with you for 1-2 years. And the salary will be 800 – 1200 EURO + %).
    We can assist you in Chinese language learning and practicing”

    Ora, le mie domande sono: secondo voi è una cosa seria? Ed è fattibile vivere in Cina a quelle condizioni? Ogni consiglio è benvenuto!

  • Fabrizio

    Ciao, ho letto l’articolo e sicuramente fornisce molti spunti interessanti e di riflessione, grazie per averlo condiviso con tutti !
    Sono un ingegnere di 37 anni che vive a Milano e l’azienda per cui lavoro mi sta proponendo di seguire un progetto con sede a Shangai, questo vorrebbe dire trasferirsi lì per un periodo di circa 1-2 anni.
    Premetto che ho già viaggiato un po’ ma non sono mai stato in Cina e ho qualche perplessità ad accettare la proposta sia a causa della lingua, che alle potenziali difficoltà che potrei trovare nel muovermi in autonomia senza aver bisogno di interprete e/o supporti della gente del posto che parla almeno l’inglese. Quali sono i tuoi consigli in questo caso ?
    Le condizioni date dall’azienda saranno di permanenza in Shangai tutta spesata (appartamento, cibo, viaggi,..), mi hanno indicato Xujihui come zona dell’alloggio, tu la conosci ? secondo te andrebbe bene per un “neo-trasfertista” in Cina ?
    Altra cosa, la patente europea non è idonea per guidare, quindi sarò senza auto. Mi sto chiedendo se invece sia necessario averne una per essere autonomo negli spostamenti. Cioè, per andare al lavoro mi porterebbero i colleghi del posto, ma per tutto il resto saranno sufficienti i mezzi pubblici ?
    Altra mia perplessità è dovuta alla moglie in Italia che sta valutando di mollare tutto e seguirmi. Non so se sia la cosa giusta da fare ma ad ogni modo, secondo te, lei riuscirebbe a trovare nel giro di poco tempo le condizioni tali da poter lavorare in Shangai ? se si, come ? (lei è laureata in marketing).
    Ultima cosa, Shangai come è messa dal punto di vista dell’inquinamento ? ci sono rischi per la salute ad es. per una donna in cinta ? ci sono ospedali o centri medici validi utilizzabili anche dagli occidentali ?
    Internet e Skype funzionano decentemente per mantenere i rapporti con l’Italia?
    Ti ringrazio in anticipo per la tue risposte, mi sarebbero veramente di aiuto.
    Fabrizio.

    • Ciao,

      1) Xujiahui è in centro, nessun problema.

      2) L’inglese oramai è più che abbastanza a Shanghai, al massimo chiedi se ci sarà qualcuno ad aiutarti ne caso di problemi complessi (trasformare il visto in permesso di soggiorno, ad esempio).

      3) SH ha la rete di metro più estesa del pianeta e i taxi costano pochissimo. La macchina non ti serve.

      4) Su tua moglie non posso rispondere; è una scelta personale. Trovare lavoro a SH nel campo del marketing comporta più o meno le stesse difficoltà di trovare un lavoro simile a Londra o NY.

      5) Shanghai è inquinata ma non so a che livello ciò possa incidere su una donna incinta o un neonato.

      6) Per internet ti servirà probabilmente una VPN.

      7) Fatti un giro su SaporediCina punto com, dove abbiamo pubblicato decine di articoli su tutti questi temi.

  • Naomi

    Ciao Furio. Io sono parrucchiera e conosco abbastanza bene il ”zhongwen”. Mi piacerebbe fare un esperienza lavorativa all’estero.
    Potrei riuscire a lavorare e a guadagnare per mantenermi per un anno in una regione come lo ”Sichuan”?

    • Sì, a patto di trovare una parrucchieria di “lusso”, ovvero di quelle dove va la gente con i $$$ e dove le tariffe si avvicinano a quelle europee, che ti assuma.

  • Fabrizio

    Ciao, innanzitutto grazie per la condivisione di importanti notizie..
    Sono fabrizio e sono un designer, vorrei recarmi in Cina per poter vedere se ci sono possibilità di incremento per il mio lavoro qui in Italia. Ovviamente non so nulla di questo paese e non ho idea da dove iniziare!! L’idea è di stare li 6 mesi /1 anno..
    Che ne pensi?! È un suicidio economico?
    In pratica vorrei trovare aziende produttrici per prodotti che ho disegnato e disegnerò..
    Grazie ancora!

    • Ciao, non penso che per trovare un fornitore di prodotti personalizzati sia necessario stare un anno in Cina. Anzi, conosco tanta gente che ci è riuscita senza nemmeno andarci, in Cina.

      Poi se vuoi andarci per altri motivi allora è un altro discorso

  • Daniele

    Furio io sono prossimo a trasferirmi a shanghai e vorrei chiederti qualche dritta su internet (modem) e schede telefoniche cinesi e poi anche come funziona per il permesso di soggiorno aspetto una tua risposta grazie 🙂

    • dimmi pure

      • Daniele

        Come si possono stipulare dei contratti con adsl(tipoFastweb), come ottenere il visto di lavoro e le promozioni sul cellulare (tipo minuti sms internet) grazie in anticipo

        • Daniele

          Scusa volevo dire il permesso di soggiorno non il visto..

          • Daniele, queste sono domande estremamente generali cui non è possibile rispondere via commento.

            Però ti basta andare su Sapore di Cina (il mio sito) e scaricare l’e’book gratuito. Il capitolo 4 è dedicato al permesso di soggiorno e il 10 a internet/telefonia

  • Alessandra

    Ciao Furio, mi chiamo Alessandra e stavo pensando di trasferirmi in Cina. Ho ricevuto una proposta di lavoro da una scuola di lingue di Shanghai, il problema è che mi lascia un pò perplessa. Non sarei assunta direttamente dalla scuola, bensì loro mi manderebbero in varie strutture a fare delle prove finché non ne trovo una che mi assuma. Lo stipendio che mi hanno proposto è di 12000 RMB il fulll time (anche se adesso stanno iniziando a parlare di part-time), al visto dovrei pensarci io, quindi niente visto lavoro ma solo turistico (e questo significa altri costi, ossia andare ad Hong Kong per rinnovarlo ad ogni scadenza). Alla casa dovrei pensarci io e, ovviamente, finché non trovo una scuola che mi assuma non avrò uno stipendio. Tu che dici, è un suicidio economico, una perdita di tempo? Non so davvero cosa fare e ho poco tempo per decidere!!!

    • Ciao Alessandra,

      A prima vista mi sembra una fregatura, anche perché lavorare con il visto turistico è illegale.

      • alessandra

        Grazie per avermi risposto, anche a me non ispira fiducia, troppe incognite, incertezze.

  • Daniele

    Ciao, c’è lavoro per enologi?

    • suppongo di sì ma non sono un esperto del settore

  • Luca

    Ciao, sono un ragazzo di 28 anni che dopo università e 2 lauree in conservatorio si ritrova a lavorare in un call center a 200 euro al mese. Tempo fa un amico che era stato in Cina mi aveva confidato che cercano insegnanti di musica europei, anche perchè a parte alcuni noti “mostri sacri” (che in realtà ci sono in ogni paese) il livello medio loro è inferiore al nostro. Vedo annunci di lavoro su internet ma non riesco a capire se siano seri. Volevo chiederti se conosci qualcuno che abbia scelto questa strada o se avessi un contatto specifico per questa tipologia di impiego.
    Grazie

    • Personalmente no. Hai provato a contattare chi ha messo gli annunci? se sono seri ti proporranno un visto di lavoro e ti invieranno i documenti per ottenerlo.

  • ToxyCat

    Ciao! interessanti pro e contro 🙂

    Vorrei chiederti come ti trovi a mangiare dato il problema dell’inquinamento cibo,aria ecc. e se questo ti crea problemi di salute o comunque può incidere?
    com’è il tempo durante l’anno?
    Inoltre vorrei chiederti se sarebbe possibile venire li e vivere e in un monastero a imparare il kung fu.

    • Ciao,

      1. Il mangiare non è un problema a corto termine. Suppongo che quando si resta in Cina per tanti anni diventi invece un fattore importante a livello di salute. Ma questo è discorso che vale per molti posti.

      2. La Cina è grande quanto l’Europa. Le zone climatiche variano da quella tropicale a quella siberiana passando per il clima continentale.

      3. Sì, è possibile vivere in un monastero e imparare il kung fu, nella Provincia dello Henan, dov’è nato in Kung fu. Su Sapore si Cina trovi un’intervista a un ragazzo che ha fatto quest’esperienza

      F

  • Luca

    Ciao Furio, io e mia moglie dopo 10 anni di studio della lingua e diversi viaggi di piacere nella terra di mezzo, siamo pronti a fare un’esperienza internazionale di circa 2 anni e stiamo pianificando il nostro arrivo per Febbraio o più probabilmente Marzo 2015 in modo che passato il capodanno i prezzi dei biglietti siano meno esosi. Abbiamo scelto GuangZhou per vivere visto la comodità di avere sia ShenZhen che HongKong vicino, cosa che ci potrebbe permettere (sulla carta) di avere più possibilità di lavoro e anche perché a nostro avviso si mangia propio bene :-).
    Secondo te è possibile ottenere il visto, affittare una casa e aprire un conto in banca senza lavorare o lavorando a Spot? In altre parole, noi non avremmo bisogno di un impiego fisso ma grazie alle entrate Italiane potrei tranquillamente vivere e magari integrare le entrate con delle consulenze fatte alle aziende con cui collaboro. Queste infatti mi chiedono di trovare la ditta X a ShenZhen che fabbrichi quel determinato prodotto o l’architetto Y che possa pensare al bene di lusso per il cliente facoltoso di HongKong. Ovviamente quando parlo di visto intendo uno non turistico ma per lo meno della durata di 3/6 mesi. Grazie per il tuo aiuto è il tuo tempo. Complimenti per il tuo sito, è veramente fatto bene e molto realistico. Grazie ancora. Luca

    • Ciao Luca,

      1. Se hai un’azienda (cinese) che può farti una lettera d’invito puoi ottenere un visto business (visto M) dall’Italia.

      2. Se invece non hai alcuna azienda sponsor, l’unica possibilità per ottenere un visto di quella durata in Italia è quella di iscriverti a una scuola di cinese che ti rilasci un visto da studente (visto X). Ovviamente dovrai frequentare (penso il minimo sia 15 ore a settimana).

      Occhio: Non tutte le scuole di cinese possono rilasciare il visto X

      3. Tecnicamente se sei studente non puoi lavorare; non so però se la ricerca saltuaria di ditte o architteti (o qualsiasi cosa tu intenda fare in Cina) sia inteso come lavoro.

      4. Ad Hong Kong è ancora possibile ottenere visti M della durata di 6 mesi. da quello che ho capito sono le agenzie a procurarti una lettera d’invito da parte di un’azienda cinese. Non so quanto sta cosa sia legale però è molto diffusa.

      Occhio: non è affatto detto che tu ottenga tale visto; se ti fai un giro sui commenti dei vari articoli sui visti su SDC (ce ne sono circa 800 in totale, nella versione italiana) vedrai che la casistica è alquanto variegata.

      Dimmi se ti servono altre info!

      F

      • Luca

        Grazie Furio,
        L’opzione scuola l’avevo scartata perché costa 5/600€ per la durata del corso e nel nostro caso sono buttati via. Mi sà che l’unica soluzione sia cercare una scuola per insegnare l’italiano. Solo un chiarimento: se io vengo invitato per lavoro e mia moglie no, lei può ottenere ugualmente il visto che abbia le solite caratteristiche di durata? Se eventualmente nel periodo lavorativo, volessimo andare ad HK o Macao o in un paese straniero, che tipo di visto devo chiedere senza che mi venga precluso il rientro in Cina?
        Grazie

        Luca

        • Se hai un regolare permesso di residenza (si ottiene con il visto, Z, quello lavorativo) allora tua moglie può ottenere un visto S della stessa durata.

  • Stefania de Marco

    Ciao! In questi giorni sto valutando la possibilità di andare un anno in Cina per continuare il mio dottorato di ricerca (la mia prof. ha dei contatti a Shanghai). Vorrei avere la tua opinione a riguardo, considerando che dovrei partire da sola e la mia borsa di studio non supererà le mille euro al mese. Purtroppo ho parlato con persone che mi hanno elencato una lista di CONTRO che frena la mia voglia di scoprire la Terra di Mezzo (Cinesi poco socievoli, difficoltà ad integrarsi, difficoltà a comunicare in inglese, virus intestinali all’ordine del giorno, assistenza medica scadente…) Grazie mille per tutte queste informazioni (utilissimi anche i link 😉 )

    • Ciao Stefania,

      io ho lavorato come ricercatore in Cina per più di due anni. Se cerchi su Google “Cina: la mia esperienza di ricercatore | italiansinfuga” troverai un mio articolo su tema. Se hai domande specifiche spara pure!

  • Elisa

    Ciao Furio! Leggo questo tuo articolo 4 mesi dopo aver lasciato definitivamente la Cina dopo quasi 9 anni.. e dopo tutti questi anni, tutti i pro di cui tu parli erano quasi spariti per me! Le cose cambiano anche rapidamente: a più di un anno e mezzo dal tuo articolo, il costo della vita é ulteriormente salito, e anche l’inquinamento continua a fare passi da gigante (la cosa più preoccupante a mio parere). La Cina continua comunque a essere una destinazione che consiglio, ma per un periodo limitato di tempo! Un saluto a te e a tutta la community dei Nomadi Diglitali!

    • Ciao Elisa,

      ho dato un’occhiata ai pro: non penso le infrastrutture o la lingua che – suppongo – avrai imparato siano sparite : )

      Poi se tu oggi hai altre priorità è diverso!

      Sì, il costo della vita è senza dubbio cresciuto, sopratutto nei grossi centri. Però il costo della vita a Shanghai o Pechino non è certo comparabile a quello di Londra o NYC

      Ciau

      F

      • Elisa

        Assolutamente non sono sparite! Non voleva essere polemica come osservazione infatti, un commento così di condivisione : ) Io ho lasciato la Cina come posto base in cui vivere ma continua sempre a far parte di me (eh sí, le infrastrutture sono di primissima categoria). Buona continuazione!

      • Marco

        Lo chiedo ad entrambi: passerò 6 mesi (settembre-febbraio) a pechino/shanghai (non lo so ancora) per uno scambio erasmus: devo preoccuparmi per l’inquinamento anche se passerò solo 6 mesi via? Dovrò prendere precauzioni?

        Grazie ciao!

  • schiatt’e muort

    All’estero ci sono stato per 40 anni nel campo dell’industria per la costruzione/avviamento/impianti industriali e training del personale.Parlo correttamente 4 lingue e francamente parlando mi sono rotto dell’andazzo che c’è in italia e me ne vorrei andarmene via in maniera definitiva.Allo stato attuale sto pensando di aprirmi una LTD a Londra ma sto valutando anche altre opportunità per pagare meno tasse.

    • Ciao,

      aprire una Limited Company a Londra è abbastanza facile (e si può fare online). Però assicurati prima di avere i requisiti per poter aprire un Business Bank Account in quanto, senza quello, non potrai gestire la società.

      Ti do questo consiglio perché il sistema bancario inglese è estremamente regolato e non è affatto scontato che troverai una banca disposta ad aprirti il conto.

      Sembra paradossale mea è così!

  • Marta

    ciao Furio, a fine giugno partirò per la Cina per insegnare italiano in una scuola internazionale di Shijiazhuang vicino a Pechino. Come funziona il discorso tasse? E’ meglio far accreditare lo stipendio su un conto cinese o sul mio italiano? e per l’assicurazione sanitaria? puoi consigliarmene una valida? grazie mille Marta

    • Ciao,

      1. Dipende dal datore di lavoro! Se è cinese probabilmente ti pagheranno in Cina. Chiedi se lo stipendio che ricevi è al netto delle tasse (di solito è così).

      2. Chiedi inoltre se ti fanno un visto Z, l’unico che ti permette di lavorare legalmente

      3. Sull’assicurazione, dipende! Se resti qualche mese anche World Nomads. Se resti a lungo ti consiglio di diventare AIRE. Assicurazioni ce ne sono tante, una delle più famose è Axa

  • Andy

    Ciao Furio,complimenti per il Sito innanzitutto.
    Mi chiamo Andrea e vivo da tanti anni in Germania.Lavoro da 20 anni nel campo turistico e specialmente con gruppi cinesi.Mia moglie è cinese,abbiamo un figlio di 9 mesi(cittadinanza tedesca) e siamo sposati da 2 anni.Mia moglie conduce ancora una società a Pechino e per questo motivo vorrebbe trasferirsi in Cina per almeno 2 anni finché nostro figlio comincerà ad andare all’asilo in Germania .Io parlo diverse lingue,ma non cinese purtroppo.Conosco bene mentalità e abitudini del popolo cinese, e non ho problemi di ambientamento.La mia domanda però è che occupazione potrei trovare.Non penso però come insegnante di lingue straniere visto che non parlo cinese.Quali consigli mi puoi dare a riguardo?Grazie .Ciao.Andrea

    • Ciao,

      in Cina si trova lavoro solo se hai una specializzazione. Esempi: Insegnante di lingue, Pizzaiolo, Parrucchiere, Avvocato, Manager etc.

      Quindi, dipende da quello sai fare!

  • Marco Simonini

    Ciao Furio,
    Grazie per le utili Info.
    Dopo un periodo di studio a Shanghai sto cercando di aprire un’attività di commercializzazione di prodotti italiani in Cina.
    Ho già il progetto pronto! È un idea innovativa realizzata in collaborazione con l’Università Marco Biagi di Modena.
    Ciò che mi serve ora è un investitore che creda nella mia idea e magari che possa impegnarsi nell’attività diventandone parte attiva e socio!
    Sapresti consigliarmi come effettuare la ricerca di una figura del genere? O anche solo un possibile socio cinese non investitore ma che mi aiuti!
    Ogni consiglio o critica a riguardo è benvenuto.
    Grazie, ciao.

    • Ciao Marco, mi dispiace ma non saprei dove iniziare visto che si tratta di qualcosa che non ho mai fatto. Tra l’altro non so quanto la cosa sia “saggia”. Una joint venture con un cinese è sempre molto complicata, in inizierei con il vedere se puoi trovare un socio italiano (o comunque espatriato) già di base in Cina.

  • Rodja

    Ciao Furio, ti ringrazio per la condivisione di importanti notizie e per l’articolo preciso e dettagliato. Sperando di non essere inopportuno,mi rivolgo a scrivere sul tuo sito perché sono uno studente di Mediazione Linguistica e da due anni ho intrapreso lo studio del cinese e dell’inglese. Sono ormai a metà del mio percorso e a breve dovrò organizzarmi per lo scambio culturale con le università cinesi con cui la mia università ha stretto cooperazione. Volevo da parte tua un consiglio su che tipo di università frequentare,dove vivere per un periodo di pochi mesi (non potrò permettermi di starci più di 3-4 mesi anche se in futuro prevedo di starci di più) e che tipo di mestieri è possibile intraprendere per un giovane studente. Che professioni è consigliabile seguire (al di fuori della tradizionale vendita,traduzione,interpretariato)? I livelli di inquinamento sono davvero così spaventosi? Grazie mille per la disponibilità e la pazienza nel rispondermi.

    • Vuoi andare a studiare o lavorare? Perché dal tuo messaggio non è chiaro. Chiedo perché gli studenti di breve corso hanno visto X2 e con tale visto non è possibile lavorare in Cina. Se invece resti più di sei mesi puoi ottenere un X1, con il quale potresti lavorare part-time.

      Se vuoi imparare il cinese, ti sconsiglio Shanghai, Beijing, Shenzhen e Guangzhou, visto che ci sono troppi stranieri. Qualsiasi altra città andrebbe bene.

      Per l’inquinamente, dipende molto dalla città… se vai ad Wuhan l’inquinamento è terribile; mentre ad esempio a Xiamen il cielo è blu : )

      • Rodja

        Ciao Furio,grazie mille per avermi risposto così presto. Io partirei anche con la volontà di poter lavorare,in modo da aggiungere attività al curriculum e anche per cominciare ad acquistare esperienza,ma visto che posso starci non più di 4 mesi credo che protenderò per il visto X1. Per quanto riguarda la scelta della località,oltre all’inquinamento un’altra variabile che mi limita é la vasta scelta di dialetti presenti nella Cina Continentale. Da come ben saprai,in Europa si insegna solamente il cinese mandarino (普通话 più precisamente) che é la lingua cinese standard principalmente parlata a 北京 e in tutto lo Henan. Se scelgo altre località,centri culturali ed economici con meno presenza di stranieri e con delle condizioni di vita vivibili (come Xiamen) avrò ancora più difficoltà in una conversazione? Per questo motivo io stavo pensando di andare a studiare a Taipei,o al massimo in Macao,ma volevo naturalmente chiedere consigli a chi é più esperto. E nel caso potessi lavorare,che tipo di mestieri sono più consigliati per acquistare sempre più esperienza nella lingua? Grazie mille ancora per la disponibilità e la pazienza.

        • Ciao, per la questione dei dialetti direi che ti basta evitare il Guangdong, Hong Kong e Macau. Per il resto non dovrebbe essere un problema visto che la gente, essendo tu uno straniero, si rivolgerà a te in mandarino.

          Sul tipo di lavoro da fare non saprei, dipende sopratutto dalle opportunità che si trovano e dalle capacità/specializzazioni di ciascuno

          • Rodja

            Ok,perfetto. Quindi anche se vado a studiare nel Sud della Cina comunque non avrò difficoltà a dialogare. Ci sono delle città in cui mi consiglieresti di andare a studiare? Mi baso specialmente sulla possibilità di poter studiare in delle buone università,vivere in degli ambienti a misura d’uomo. La mia università cambia i gemellaggi ogni anno quindi é improbabile che possa decidere già ora (visto che programmo di andarci nell’estate dell’anno prossimo) ma comunque volevo provare ad organizzarmi mentalmente. Grazie per tutte le info.

          • Personalmente consiglio Hangzhou, Xiamen o Chengdu. Poi dipende anche da cosa vuoi tu. Magari dai un’occhiata al mio sito, SaporeDiCina, dove approfondiamo tutti gli aspetti relativi al vivere, studiare e lavorare in Cina

          • Rodja

            L’ho farò molto volentieri,Furio. Grazie mille,spero di poter mettere in pratica i tuoi consigli,mi sei stato veramente di grande aiuto. Buona fortuna per tutto.

          • Buona fortuna anche a te e fammi sapere se hai bisogno di altre info!

          • Giuseppe

            Ciao furio io parlo l inglese
            Sono un cuoco ed un pizzaiolo,per una esperienza di vita andando in Cina potrei trovare lavoro
            Nelle citta dove si parla l inglese grazie.

  • Luca Maffei

    Ciao Furio,
    Sono Luca e sono stato contattato da un’agenzia di Milano per recarmi 6 o 12 mesi ( lasciano a me la scelta ) a Zhengzhou. Dovrei andare in una scuola a fare l’insegnante di calcio, considerato che il presidente cinese lo ha reso obbligatorio nei programmi scolastici. Mi è stato offerto, vitto , alloggio , spese per i biglietti aerei e uno stipendio. Inoltre mi hanno comunicato che dovrei insegnare in inglese ( io il mandarino non lo conosco ). Ti chiedevo se conoscevi questa città, come si vive e il costo della vita. Sono appena stato 6 mesi a Sydney e vorrei poter capire quanto possa valere la pena trasferirmi per un periodo più o meno lungo in questo Paese.
    Ciao e Grazie !

    • Ciao Luca, Zhengzhou è la capitale della Provincia dell’Henan. Anche se una metropoli ci troverai ben pochi occidentali.

      Sul costo della vita, potresti cavartela con anche solo 1,000 Euro al mese, dipende dal tuo stile di vita.

      Sul nostro sito, Sapore di Cina, trovi articoli sia sull’Henan che sul costo della vita in Cina

      Furio

      • Luca Maffei

        No , io andrei per farmi un esperienza e se ne fossi capace provare a studiare il mandarino. ovviamente non ho intenzione di spendere ma provare a mettere da parte ciò che guadagno.
        ti ringrazio , vado a vedere sul sito che mi hai indicato.
        Luca

  • Paolo

    Ciao Furio,
    Lavoro per un’azienda che mi ha proposto di andare un anno presso la filiale cinese a Dongguan.
    Andrei con mia moglie che è specializzata in design d’interni e di prodotto. Probabilmente la scelta migliore sarebbe quella di vivere a Shenzen in modo che abbia più possibilità, ma ad oggi non ho trovato articoli incoraggianti sulla facilità di trovare lavoro in quella zona.
    Conosci Shenzen? Offre opportunità agli occidentali? La lingua è una barriera all’ingresso per trovare lavoro oppure è sufficiente l’inglese? Com’è la qualità e il costo della vita In quella zona? Hai qualche consiglio?

    Grazie,
    Un saluto,

    Paolo

    • Ciao Paolo,

      Shenzhen è la città più dinamica della Cina; l’inglese è sufficiente per molti lavori, dipende da cosa si fa…

      Per il costo della vita etc ti rimando al nostro sito, saporedicina, visto che abbiamo già trattato tali temi in dettaglio

  • Luke76bg

    Ciao Furio,
    Io ho un enorme sogno, quello di fare il panda keeper, ma non so assolutamente nulla su come orientarmi per poterlo realizzare. Chiaramente Chengdu sarebbe la scelta più logica, insieme a Bifengxia, ma non ho idea di quali possibilità ci sono e come muovermi. Hai qualche info per caso al riguardo ? Conoscere in anticipo il mandarino mi sarebbe di aiuto ? Grazie!

    • Ciao,

      ne ho sentite tante ma questa è nuova : )

      Onestamente non ho notizie di prima mano. Ecco alcune considerazioni del tutto personali, basate sulla mia esperienza in Cina:

      1. Sì, dovresti cercare in Sichuan, per il resto c’è poco o niente. Ad esempio nell’enorme zoo di Pechino ci sono pochissimi panda (e tra l’altro estremamente drogati).

      2. Penso che conoscere il cinese sia essenziale; ho visitato la Riserva di Chengdu e tutte le persone che lavoravano lì erano cinesi.

      3. Visto il punto due, non so se siano minimamente interessati ad assumere stranieri. Mi spiego, a meno che tu non abbia competenze specifiche, perché dovrebbero complicarsi la vita ed assumere uno straniero, considerate le difficoltà per farti avere un permesso di soggiorno etc?

      Io inizierei informandomi sul punto 3, ovvero cercando di capire se tali strutture assumono – o sono interessate ad assumere – personale non cinese.

      Buona fortuna!

      F

      • Luke76bg

        Si beh il panda keeper è principalmente per i centri di ricerca sui panda, a Chengdu, Wolong, Bifengxia, e forse altri luoghi minori. La maggior parte dei panda in cattività si trovano li, in cattività, ovviamente. Solo nella panda base di Chengdu ve ne sono 200 ora. Devo provare a chiedere al Wwf, magari sapranno indirizzarmi. So solo che il requisito della lingua è fondamentale. Non mi risultano altri requisiti a parte l’amore per i panda e conoscenza dell’animale e delle sue abitudini perchè ti fanno un training loro. E si può anche fare il volontario anche per tre mesi a Wolong, per esempio, e ci sono state molte persone non cinesi.
        Tristissimo che droghino i panda nello zoo di Pechino! Ma sei sicuro di questo ? Grazie ancora dei consigli!

        • No, in effetti non sono assolutamente sicuro, è stata una mia impressione perché erano abbastanza addormentati, sopratutto rispetto a quelli di Chengdu. Ma magari è dovuto a fattori ambientali (a Chengdu si trovano in una specie di bosco, anche se ovviamente recintato).

          OK, se esiste la possibilità di fare volontariato etc probabilmente hai più possibilità. Come vedi ne sai più di me sul tema quindi non farti scoraggiare da quanto ti ho scritto ieri. Informati bene e magari facci sapere, così impariamo qualcosa anche noi.

          • Luke76bg

            Beh per quanto riguarda i panda di Pechino immaginavo che si trattasse di qualcosa del genere, i panda dormono in media 14 ore al giorno e il resto del tempo lo passano mangiando e facendo tanta popò! E’ molto probabile che a Chengdu tu abbia visto i panda giovani, quelli di 1-2 anni, molto molto attivi di loro perchè giovanissimi, e poi perchè vengono stimolati dai keeper di Chengdu, che gli mettono il cibo tra gli alberi, tipo le mele, gli preparano delle torte ghiacciate con la frutta dentro e loro si devono muovere per riuscire a prendere la frutta, tutte cose fatte per tenerli in attività, perchè in cattività e avendo sempre la pappa pronta è ovvio che siano molto piu “rilassati” che in natura, dove devono procacciarsi il bamboo da soli. E’ molto molto probabile che nello zoo di Pechino siano piu addormentati proprio perchè non gli manca nulla e i keeper non facciano proprio questo meraviglioso lavoro per tenerli attivi. Tieni comunque presente che il loro metabolismo è molto lento perchè il bamboo non fornisce loro molte energie, anche se in cattività la loro alimentazione viene arricchita da specifici alimenti come i cakes panda (un mix di cereali, soia,e vitamine e minerali in una sorta di mini plum cake secco, che gli forniscono tutto il nutrimento di cui hanno bisogno), ma al di là di questo, man mano che crescono tendono a rallentarsi molto in base quanto cibo hanno a disposizione. E’ compito del keeper mantenerli attivi, con attività di ricreazione e di ricerca anche del cibo. A Chengdu c’è un keeper che di mattina presto, quando fanno colazione, gli da i loro panda cakes tramite un asta con attaccato il tortino da dove sono i turisti, cosi loro si alzano per mangiare e fanno un po di movimento. Quindi non preoccuparti che non sono di sicuro drogati, anche perchè se fosse realmente cosi e si venisse a sapere lo zoo di Pechino passerebbe brutti guai. I panda sono tesoro nazionale in Cina, e sono considerati sacri, il governo cinese sta facendo un ottimo lavoro sulla protezione e reintroduzione di questi mammiferi in natura, infatti sono stati declassati recentemente da “a rischio di estinzione” a “vulnerabile” proprio grazie agli sforzi di zoo e governo nel programma di protezione. Quindi dubito davvero tanto che possano essere drogati, verrebbe su un casino della madonna come è già successo in passato per un panda morto in un zoo per via della toxoplasmosi. Ricordati che sono vegani addormentati 😛

            Grazie comunque per i consigli, sarebbe il sogno della mia vita se si realizzasse, perchè amo queste creature più della mia vita stessa, ho una storia alle spalle molto complicata che mi lega a loro, anche se resta comunque un sogno che non dipende solo da me per la sua realizzazione. Un mio amico mi ha detto che la fattibilità viene subito dopo il “voglio diventare astronauta” dei bambini! Forse perchè la Cina appare cosi lontana e sconosciuta da spaventare un poco, nell’immaginario collettivo. Voglio sperare che sia cosi. Ora comunque mi attivo e cercherò più info possibili, sono sicuro che il wwf saprà qualcosa in merito.E comunque prima devo imparare il cinese, altrimenti non se ne parla in nessun modo! Grazie ancora per la disponibilità!

          • Sip, il mio era più che altro un modo di dire, su Pechino : p

            Ps. dai un’occhiata al nostro sito, Saporedicina . com, ti sarà utile sia per imparare il cinese che per trasferirti in Cina

          • Luke76bg

            Grazie, lo consulto subito!

      • Luke76bg

        Dimenticavo, per il cinese sai in Italia da dove potrei iniziare per impararlo ? Io vivo Bergamo e possibilmente non vorrei spendere una fortuna, se fosse possibile.

  • Davide Mariotti

    Ciao Furio
    Ho una domanda tecnica. Come funziona la sanità in Cina? È possibile portare con sè medicine dall’Italia?
    Esistono limiti di quantità?
    Esempio io uso un farmaco che in Italia è pagato dallo stato. Mi hanno consigliato di fare una scorta e magari trovare lo stesso principio attivo in Cina. Se mi porto la scorta per un anno avrò problemi con la dogana?

    • Ciao Davide,

      è possibile portare medicine, non conosco però i limiti esatti, visto che immagino dipenda anche dalla sostanza. Io comunque proverei a portarmi un scorta, magari accompagnata da una ricetta / parere medico in inglese.

      Inoltre nota che è possibile anche spedire un pacco.

      Quello di trovare lo stesso principio attivo in Cina è un consiglio che, per quanto possibile, eviterei, visto che i medicinali sono comunque diversi, anche se il principio attivo è lo stesso.

  • Tiziano Cantarelli

    Mi sono trasferito in cina circa 1 anno e mezzo fa nella stupenda cornice di Hangzhou (anche se in realta’ io vivo nella frazioncina di Linping) e devo dire che ho amato questo posto dal primo minuto in cui sono stato qui. Certo, rispetto a quando hai scritto questo articolo il costo della vita e’ di parecchio cresciuto, soprattutto a Shanghai.
    Io arrivai qui con un visto turistico in visita ad un amico, ma quando sono stato qui mi sono immediatamente innamorato della cina. Ho quindi convertito il mio visto in uno studentesco e mi sono fatto 2 semestri di lezioni di cinese presso la Zhejiang University e vivendo a Linping ho dovuto praticare il mio cinese talmente tanto che ora, dopo 1 anno e mezzo, direi che lo parlo piu’ che decentemente. Da giugno ho trovato lavoro nella stessa compagnia (cinese) per la quale lavora il mio amico. Il consiglio che do io a tutti quelli che vogliono provare a vivere in cina e’ di buttarsi, venire e provare. In un anno e mezzo ho visto tanta gente andarsene e tanta nuova arrivare. Molti amano la cina altri la odiano. Non esiste la via di mezzo o ti piace o non ti piace. La cina sa darti tanto, ma pretende anche moltissimo in cambio. I cinesi stessi sono persone dolcissime, ma se ti fermi alla prima impressione vedrai solo un popolo ancora molto razzista e sessista, legato alle sue tradizioni e totalmente incapace di autogestirsi. Se invece si fa lo sforzo di mescolarsi con loro, vivere con loro e essergli amico allora viene fuori un popolo completamente diverso.
    Il lavoro non manca, anche se il governo ultimamente sta dando un bel gio di vite a tutti quei visti mezzi legali che le scuole concedevano agli insegnanti. E qui non si scherza, da 10 a 20 giorni di prigione, multa di 5/6000 Rmb e deportazione dal paese per un periodo compreso tra i 3 ed i 5 anni (non scherzo, ad un mio amico e’ successo poco piu’ di un mese fa).

    • Ciao Tiziano,

      grazie per il feedback.

      ps. A Linping ci sono stato un paio di volte : )

      • Tiziano Cantarelli

        Se ti capita di tornarci fammi un fischio. Mi trovi su Wechat come macsforzo 😉

  • Egidius

    Ciao Furio sono un ragazzo di 26anni volevo chiederti visto che sono un istruttore fitness, con laurea triennale in scienze motorie e sportive, certificato personal trainer, istruttore di kickboxing , sapresti dirmi se in questi campi c’è opportunità in Cina?

    • Ciao Egidius,

      onestamente sul kickboxing non saprei. Sul calcio vedo che arrivano in tanti.

      Sulle arti marziali immagino che avresti molta più “concorrenza” dalle arti marziali asiatiche, in primis Kung Fu e Tai Chi, in quanto non penso tanti cinesi scelgano il kickboxing.

      Però ripeto, non sono un esperto quindi ti consiglio di fare più ricerche, magari contattare qualche palestra etc