Realizzare Un Progetto di Business Online: 4 Scuse che Impediscono di Iniziare

Voglio condividere con te qualche consiglio utile contro le scuse più frequenti che spesso ci impediscono di realizzare un nostro progetto di business online.

Alessandro Nicoletti

Alessandro Nicoletti: Sono un biologo marino con la passione della natura. Per scovare gli angoli più nascosti del pianeta, ho dovuto inventarmi una professione e diventare un nomade digitale. Non ho destinazioni precise, sono convinto che la meta sia il viaggio in se.

Pubblicato il: 24 marzo 2015 | Categoria:

Se sei un lettore abituale di Nomadi Digitali, probabilmente anche tu hai un sogno da realizzare e stai cercando il modo giusto di sfruttare il Web per crearti un’alternativa professionale.

Oggi voglio condividere con te quali sono state le paure e i dubbi più grandi che io ho dovuto superare quando ho deciso di realizzare il mio progetto di business online.

I sogni sono molto importanti, ma spesso ci blocchiamo dietro a delle motivazioni che non sono altro che scuse che diamo a noi stessi e che ci impediscono di mettere in pratica i nostri progetti.

Dalla mia esperienza passata, posso affermare che cambiare vita, inventarmi un lavoro partendo dalle mie passioni, licenziarmi da un lavoro poco appagante è stato difficile, molto difficile.

Nella situazione attuale per chi ha un posto di lavoro decidere di mollarlo per dedicarsi ad un lavoro autonomo è una scelta che va affrontata con molta cautela.

Molte volte dire la verità è impopolare, ma non mi piace vendere utopie. E la verità mi dice che se da una parte le difficoltà ci fanno desistere, dall’altra devono essere usate come motore per andare avanti e lavorare al nostro sogno di indipendenza.

Dalla mia esperienza, ho capito che i segreti per avere successo sono pochi ma ben definiti. Tra questi, quelli che io reputo i più importanti sono la perseveranza, lo spirito di sacrificio e la stabilità personale.

Ti spiego brevemente perché ne sono convinto.

Intanto ogni business online ha bisogno di tempo per decollare e c’è il rischio concreto di mollare alle prime difficoltà.

Durante questo periodo, che può durare anni, ho sacrificato molto tempo libero per studiare e testare continuamente nuove cose e nel frattempo ho mantenuto il mio lavoro poco gratificante per pagare le bollette.

Certo, esistono casi in cui il successo è arrivato immediatamente, ma sono le eccezioni che confermano la regola a mio avviso. Non dimenticare che dietro ogni caso di successo, ce ne sono migliaia che falliscono.

Oltre al tempo, mi sono ritrovato a spendere soldi per corsi di formazione, per acquistare uno spazio hosting e un servizio per la gestione della newsletter : certo, se paragonate ad un’attività tradizionale le cifre investite sono irrisorie, ma per chi ha pochi risparmi possono rappresentare un motivo di preoccupazione ulteriore.

In aggiunta alle difficoltà reali, ci sono le scuse, di cui ti accennavo prima, che diamo a noi stessi per non iniziare affatto. E proprio di questo che voglio parlarti per aiutare a superarle.

Queste scuse sono assai frequenti e io le ho raccontate a me stesso dalla prima all’ultima, ma grazie alla buona volontà, l’impegno, la determinazione e adottando dei piccoli accorgimenti sono riuscito a superarle.

Ecco quali sono:


1. La Concorrenza Mi Ha Giá Preceduto

Tornando indietro con la mente, ricordo le giornate passate davanti al computer a cercare conferme di esclusività alle mie idee di business.

Pensavo: aprirò un blog di turismo e viaggerò per il mondo, ed ecco che spuntavano altri mille che avevano avuto la mia stessa idea.

Un’altra, aprirò un sito per vendere online musica, ed ecco che rispuntava qualcuno che aveva avuto la mia stessa intuizione.

Dalla mia esperienza, ho capito che, almeno nel mio caso, l’esclusività dell’idea non serve a niente.

Il web è una realtà consolidata dove quasi tutte le idee hanno già i propri sviluppatori, il segreto sta nel capire che tu non devi essere l’unico che opera in quel settore, ma devi diventare un punto di riferimento per un gruppo specifico di persone, non per tutti.

Ti faccio un esempio pratico molto facile.

Qual è il senso dell’esistenza del Burger King, se tanto c’è già Mc Donald a vendere hamburger?

P.S. Burger King fattura miliardi di dollari all’anno e i due fondatori, Mc Lamore e Edgerton, decisero di creare il loro primo negozio dopo aver visitato un locale di Mc Donald.

Piuttosto che focalizzarsi su quello che fanno gli altri, i due imprenditori hanno trovato molto più utile concentrarsi sulle esigenze della loro clientela.


2. Non Ho Abbastanza Tempo da Dedicare alle Mie Passioni

Hai mai contato le ore che trascorri navigando sul Web senza nessuna utilità, oppure davanti alla tv per seguire programmi spazzatura ?

Oppure le ore passate a seguire i botta e risposta in Rete sulla politica (solo per fare un esempio)?

Due anni fa, prima di iniziare il mio business online, nella homepage del mio browser apparivano le notizie di uno dei maggiori giornali italiani. Passavo ore a leggere le news, italiane e straniere, e inesorabilmente la mia vita non andava da nessuna parte.

Non sto dicendo che non dobbiamo informarci e seguire l’attualità, ma piuttosto che dobbiamo semplicemente ridurre il numero di ore che dedichiamo al mondo e concentrarle su noi stessi.

Con l’esperienza ho imparato a gestire il tempo a mia disposizione nel migliore dei modi.

La giornata è fatta di 24 ore, di cui 8 passate a dormire, mentre altre 8 si spera a lavorare. Ne rimangono 8, a cui dobbiamo sottrarre il tempo per il cibo, la famiglia, gli amici e il meritato relax.

Diciamo che il tempo a nostra disposizione per lavorare alle nostre passioni si limita a 4 ore quotidiane.

Se eliminiamo le inutili perdite di tempo (e sono molte), questo tempo è più che sufficiente per trasformare i nostri sogni in progetti concreti. A patto di non abbandonare tutto alle prime difficoltà.


3. Non Sono Abbastanza Bravo

Dalle mie parti si dice che “nessuno nasce imparato”. Non so se sia un modo di dire usato in tutta Italia. Fatto sta che dietro ogni grande vittoria, ci sono lunghe fasi di preparazione e di lavoro.

Prendi ad esempio le Olimpiadi.

I grandi atleti passano ben 4 anni prima di mettere alla prova le loro capacità. Noi persone normali vediamo solamente il momento della medaglia olimpica, ci soffermiamo sul momento di gloria senza riflettere sul percorso fatto in precedenza, lontano dalle telecamere, per diventare i migliori al mondo.

La buona notizia è che noi non dobbiamo andare alle Olimpiadi e non dobbiamo essere i migliori al mondo. La pressione su di noi è certamente inferiore, ma questo non esclude che devi studiare e impegnarti molto per diventare competente e autorevole in un determinato settore.

Lo so, è molto più facile nascondersi dietro una scusa, “non sono abbastanza bravo”, piuttosto che mettersi davanti ai libri e studiare, ma per cambiare vita si deve lavorare tanto.

Esistono diversi percorsi a seconda del tipo di lavoro o di progetto online che vuoi sviluppare, ma tutti prevedono un percorso di studio e di approfondimento.

Se non avessi studiato e testato le competenze acquisite, non sarei mai arrivato ad essere indipendente e libero di poter vivere e lavorare ovunque.


4. Il Fisco Mi Impedisce di Realizzare il Mio Sogno

Un’altra scusa ricorrente che procrastinava la messa in pratica dei miei progetti era la paura del fisco.

Lo stato Italiano ci riempie di tasse, la burocrazia è lunga e farraginosa, non guadagno abbastanza e tante altre scuse simili.

Sì,è vero, sono d’accordo con te, lo stato italiano fa di tutto per disincentivare la libera impresa, ma ogni problema ha una sua soluzione.

La differenza la fa la tua determinazione e l’ approccio che hai verso la vita: puoi scegliere di focalizzarti sulle scuse oppure sulle soluzioni.

Io dopo un primo tempo passato a rimandare, ho deciso che era arrivato il momento di passare alla azione, mettendo da parte le scuse e trovando una soluzione ai problemi.

La crescita in termini economici di un business online è spesso molto lenta, talmente lenta da non poter sostenere i costi fissi di una società regolarmente registrata.

In Italia è vero che per dare senso alla creazione di un’attività in regola devi raggiungere fatturati superiori a determinate cifre (circa 20.000 euro lordi), probabilmente troppo alte per dei nuovi freelance o neo imprenditori online appena affacciati sul libero mercato.

Per assurdo il punto più critico è la fase intermedia del business. Infatti, fino a 5000 euro sei esonerato dall’obbligo di aprire una posizione Iva e lavorare con la ritenuta d’acconto per quelle attività che non sono continuative come ad esempio le consulenze online.

Per risolvere questo problema ho scoperto due soluzioni.

La prima è la differenziazione dell’attività, fatturi fino a 5000 euro con la ritenuta d’acconto e metti in pausa il pagamento delle altre entrate economiche.

Discorso diverso per le pubblicità e le affiliazioni che lo stato considera un’attività continuativa e prevedono l’apertura della partita Iva.

Un imprenditore online spesso inizia a guadagnare attraverso i circuiti pubblicitari più famosi (Adsense e Amazon) che sono semplici e offrono la possibilità di generare piccoli profitti piuttosto velocemente. In questo caso puoi settare i tuoi account e rimandare l’incasso dei tuoi pagamenti aspettando di guadagnare cifre più sostanziose.

La seconda soluzione è quella di trasferirsi a vivere in Paesi dove essere liberi professionisti è più facile e conveniente. Certo, a qualcuno questa potrebbe risultare una presa di posizione forte, ma ricorda che la tua felicità è importante e tu hai diritto a realizzare i tuoi sogni.

Se scegli questa strada, ricorda che devi seguire tutte le procedure necessarie ad avere la residenza fiscale all’estero.
Dalla mia passata esperienza, io ho trovato nel Regno Unito (http://www.aprireazienda.com/aprire-una-ltd/) un giusto compromesso perché i primi 10.000£ sono esentasse, ma nessuno ti vieta di trovare altre strade più consone alle tue necessità.

Se ti interessa approfondire l’argomento relativo alle partite IVA, ti condivido un paio di guide gratuite e molto interessanti:

l’IVA Funesta: il manuale per le partite IVA di Fulvio Reddkaa Romanin

Come e Quando aprire un numero di partita IVA per la vendita online


Considerazioni Finali

Ti ho raccontato quali sono state le scuse che raccontavo a me stesso per non iniziare davvero con il mio progetto online e di come sono riuscito a lasciarmele alle spalle.

Mi impedivano di cambiare vita e realizzare i miei sogni. Certo, sono solo un primo passo sulla lunga strada verso una nuova esistenza, un nuovo modo di vivere e di lavorare, ma senza quel primo passo non avrei mai iniziato.

Sperando che possa ispirarti, ti condivido una frase di Eric Hoffer sulla crescita personale che trovo profondamente vera e mi ha fatto sempre riflettere:

“Coloro che mancano di talento si aspettano che le cose accadano senza sforzo. Essi ascrivono il fallimento a una mancanza di ispirazione o capacità, o alla sfortuna, piuttosto che all’insufficiente applicazione. Nel nocciolo di ogni vero talento c’è una consapevolezza delle difficoltà inerenti ad ogni realizzazione, e la confidenza che con la perseveranza e la pazienza qualcosa di valido possa essere realizzato. Quindi il talento è una specie di vigore”.

Voglio salutarti chiedendoti un piccolo favore: puoi indicarmi nei commenti se hai delle scuse da aggiungere alla lista? Ogni articolo è un’occasione unica per crescere e confrontarsi insieme.


Foto credit: Shutterstock



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  • aggiungo che in Uk in ogni caso dopo le 10.000 sterline la tassazione è valida e sopportabile, fino a 75.000 se non di più e non c’è bisogno di partita iva. io ero libera professionista ma ho chiuso la partita iva: essere scesa sotto i 12.000 di fatturato a causa della maternità mi avrebbe portato multe per gli studi di settore, nonché tasse per un guadagno netto di 6000 euro. a che pro, se posso essere esentasse fino a 5000? mio marito, disoccupato da 3, si sta ricostruendo una sua attività professionale, ma quando sarà il momento di metterla in pratica credo che o sceglieremo finalmente di trasferirci in Uk, oppure boh…

    • nino

      E così che il nostro stato vuole incoraggiare le persone a crearsi una propria attività, piuttosto che elemosinare il posto fisso ?? …. NO COMMENT !!

      Una soluzione concreta potrebbe essere per esempio, alzare almeno a 10.000 euro l’anno, il tetto max per poter lavorare senza aprire P.IVA e fare fatture, ma semplicemente emettendo ricevute con ritenuta d’acconto IRPEF, come è adesso per le prestaz. occasionali.
      … ma non lo faranno mai !!

  • beatrice

    Grazie per questo articolo, mi ci voleva oggi! Altre scuse: “a nessuno interessa quello che ho da offrire”, “non sono abbastanza smanettona per tutto questo” etc.:)

  • Elena

    Grazie Alessandro dell´articolo! Secondo me un´altra scusa che sto dicendo a me stessa é: e se a meta dell´ opera mi accorgo che il progetto non funziona? Dovrei ricominciare tutto dall´inizio con nuove idee….

    • Ci sono dei test da fare per provare l’idea. Alcuni suggeriment in estrema sintesii: prepara una pagina di raccolta email, lancia campagna facebook, vedi la risposta della campagna. 🙂 Tempo: si fa tutto in una due settimane di test

      • Elena

        Grazie per il consiglio:-) dacci presto tue notizie! Ciao, Elena

  • Paolo Monaco

    A quanto ne so però, il discorso dei 5000€ è valido per attività occasionali. Me ne ero interessato per l’ambito fotografico, ed avevo letto alcuni articoli di TAU Visual. Quindi fare il fotografo, con tanto di sito, promozione, e avere introiti inferiori ai 5K, non fa di te un fotografo occasioanle, ma un professionista con poco mercato. L’occasionalità, secondo l’articolo, si rifà a passaparola, richieste di amici e simili. Quindi, ribaltandolo su altri settori, suppongo che se uno fa il grafico, o lo sviluppatore e lavora per 1 o più società, ma guadagna meno di 5k, per il fisco, dovrebbe comunque avere la partita iva.

    • Paolo, purtroppo la materia fiscale e molto complessa e delicata. Anche il concetto di occasionalità è soggetto a diverse interpretazioni e non dipende dal fatto che tu abbia un sito o meno. Il mio consiglio è pertanto sempre quello di rivolgersi ad un professionista fiscale per evitare di commettere errori.