Diventare Nomade Digitale: Da Dove Iniziare?

Ecco alcuni suggerimenti sui primi passi che ti consiglio di fare se vuoi diventare un nomade digitale

Alberto Mattei

Alberto Mattei: Col mio spirito giramondo e anticonformista sto capitanando Nomadi Digitali, un'emozionante avventura umana e lavorativa che ho fondato per il desiderio di realizzare il sogno di una vita e dopo un caldo, sorprendente e indimenticabile viaggio in Messico. Voglio dare grandi ali a questo progetto e fargli raggiungere inaspettati traguardi.

Pubblicato il: 18 Ottobre 2013 | Categoria:

Ho scritto questo articolo per rispondere alle due domande più frequenti che mi sono state fatte fin dal primo giorno in cui ho avviato il progetto Nomadi Digitali.

La prima di queste è: come si fa a diventare nomade digitale?, seguita a ruota da, come si guadagna su internet?

Procediamo con ordine. Le due domande, in effetti, sono collegate tra loro, ma secondo me rispondere alla seconda è molto più facile rispetto alla prima:

Vuoi Sapere “Come si Guadagna su Internet”?

Per me la risposta è molto semplice…: non si guadagna su Internet!

E’ possibile invece guadagnare in diversi modi utilizzando la Rete, grazie a un computer e a una connessione a Internet, così come fino ad ora si è fatto utilizzando e organizzando gli strumenti, gli spazi e i mezzi di lavoro tradizionali, aggiungendo naturalmente capacità, competenze e tante ore di lavoro!

Chiarito questo concetto, concentriamoci ora sulla domanda a cui a me piacerebbe dare una risposta precisa:

“Come si Fa a Diventare Un Nomade Digitale?”

Faccio una doverosa premessa: io non amo molto insegnare agli altri cosa fare, non sono un coach, un formatore ne tanto meno un guru in materia. Mi piace però condividere con gli altri le mie esperienze e, all’inizio del mio percorso, ho commesso degli errori che forse tu potresti evitare.

Il mio più grande errore è stato quello di aver approcciato il mondo del Web con la stessa testa con cui ero stato abituato a ragionare, ovvero ho pensato che bastasse capire come guadagnare dei soldi su Internet per poi finalmente essere libero di poter lavorare ovunque.

Diventare nomade digitale implica invece, e prima di tutto, una scelta di vita consapevole, meditata, voluta, progettata e portata avanti con dedizione, sacrificio ed entusiasmo.

Bisogna lavorare sodo al fine di rendere questo stile di vita sostenibile e conquistarsi, non solo economicamente, la libertà di poter vivere e lavorare ovunque.

Chi pensa di poter aprire un blog e semplicemente viaggiare per il mondo gratuitamente è destinato a rimanere tristemente deluso.

Noi passiamo molto più tempo dietro un computer portatile che non ad esplorare, a fare escursioni, come fanno i viaggiatori tradizionali. La vera differenza rispetto alle nostre vite precedenti è che stiamo lavorando per noi stessi e che possiamo farlo da qualsiasi parte del mondo.

Ci sono tanti modi diversi di essere Nomade Digitale, ci sono quelli che mostrando una maggiore propensione all’avventura, desiderando scoprire il mondo in lungo e in largo, sono estremamente mobili e orientati ai viaggi.

Altri invece preferiscono stabilirsi in un luogo per un certo tempo, scegliendo destinazioni che amano o che ritengono particolarmente vantaggiose per loro.

Alcuni viaggiano da soli, altri invece si spostano con il proprio partner, con la propria famiglia o con i propri amici.

Tutti però, oltre a sfruttare le nuove tecnologie per sostenersi economicamente, hanno fatto delle scelte precise, hanno fissato i propri obiettivi e in base a questi hanno progettando la loro vita.

Il consiglio personale che io posso darti per iniziare un percorso di questo tipo è:

Smetti per un Attimo di Pensare a Come Puoi Guadagnare e/o a che Lavoro Puoi Trovare su Internet per Riuscirci.

Sì, hai capito bene, se davvero vuoi capire come sfruttare le opportunità del Web per diventare un nomade digitale, devi prima di tutto “smettere di concentrarti”, di pensare esclusivamente a come “trovare un modo facile e veloce per guadagnare dei soldi” e allo stesso tempo smettere di “cercare un lavoro che puoi fare su Internet”.

Attenzione, non sto dicendo che pensare a come mantenerti economicamente non sia la necessità più importante e lo scoglio più difficile che dovrai superare se davvero vuoi riuscire a cambiare il tuo stile di vita, vorrei solo suggerirti un percorso diverso per riuscirci.

Là fuori ci sono centinaia di migliaia di “esperti” pronti a consigliarti metodi e tecniche rivoluzionarie per guadagnare dei soldi con Internet.

Combattono gli uni contro gli altri a colpi di scrittura persuasiva, ciascuno per affermare la propria “ricetta infallibile”, cercando di convincerti che è quella giusta per avere successo.

Evita di finire in queste trappole, perché non ti porteranno molto lontano!

Allo stesso modo evita di “cercare un lavoro che possa andar bene per te”.

Per anni il nostro lavoro è stato inviare curricula e aspettare risposte, oggi le cose fortunatamente sono cambiate.

Se è vero che il Web oggi ha creato nuovi profili professionali che prima non esistevano (qui ne trovi un elenco abbastanza completo: profili professionali per il Web secondo le direttive CEN) è vero anche che, grazie ad Internet, abbiamo a disposizione, per la prima volta, un mezzo di comunicazione sociale potentissimo, che ci permette di mostrare a tutti chi siamo e cosa siamo in grado di fare.

Le aziende o i privati in cerca di collaboratori stanno diventando attivissimi sui Social Media per trovare il loro candidato ideale.

Questo è il motivo per cui oggi devi puntare tutto su te stesso e valorizzare al massimo i tuoi punti di forza, quello che ti rende unico e differente rispetto ai tuoi concorrenti. Devi comunicare in maniera efficace cosa sai fare, come lo sai fare, quali benefici porti e perché gli altri dovrebbero sceglierti.

Questo in gergo tecnico viene chiamato personal branding, ovvero attuare una strategia per riuscire a promuoverti sul web in maniera efficace.

Attenzione però, questo non significa costruirti un’immagine falsa. Vuol dire, al contrario, far conoscere chi sei effettivamente, lavorando alla tua immagine, creandoti la tua rete di contatti, partecipando alle discussioni con intelligenza e visione strategica.

Ecco perché il mio consiglio è smettere di vagare sul web alla disperata ricerca di qualcosa da fare e iniziare piuttosto a lavorare su te stesso.

Sincronizza subito il tuo Google interno sulla giusta frequenza e chiedigli:

  • Qual è il mio obiettivo?
  • Cosa possiedo io che può servire al mondo?
  • A chi possono davvero servire le mie capacità?
  • Parlando di me stesso con un’altra persona, quale attività potrei dirgli che sono bravo a svolgere?

L’obiettivo è dare a ciò che è solo nella tua testa una veste tale da essere percepito come qualcosa di utile e valido per gli altri.

Una volta che avrai focalizzato il tuo obiettivo il passaggio successivo sarà di domandare al tuo Google interno di capire se:

  • Esiste un mercato in cui le persone stanno attivamente cercando le cose che io posso proporre?

Questi personalmente ritengo che siano i punti fondamentali su cui tu dovresti iniziare a ragionare fin da subito

Io per ora mi fermo qui!


Non vorrei confonderti troppo le idee e non voglio sembrare troppo invadente, dando per scontato cose di te che non conosco, ma se questa discussione ti ha stimolato e pensi davvero che possa aiutarti, io sono disponibile a continuarla nei limiti delle mie possibilità.

Per farlo però ho bisogno del tuo aiuto, del tuo feedback e dei tuoi suggerimenti.

Fammi sapere qual è l’ostacolo più grande che trovi nel momento in cui provi a ragionare così come io ti ho suggerito di fare.

Ora ti saluto, ti auguro una splendida giornata e aspetto le tue considerazioni!

  • riccardo

    ragionamento giusto, ma se io sono un massaggiatore, cosa posso proporre su internet ?
    o come posso propormi, visto che io devo toccare le persone per poter svolgere il mio lavoro ?

    • Ciao Riccardo, grazie per il tuo feedback, in realtà prima di pensare a cosa puoi proporre, devi pensare a qual è il tuo obiettivo.

      Vuoi continuare a fare il massaggiatore, oppure vorresti trovare un modo diverso, grazie a internet, di mettere a frutto le tue conoscenze e le competenze in questo settore?

      Secondo me, questo fa tutta la differenza del mondo.

      Per farti un esempio pratico, Francesco Ciaccia è un massaggiatore e riflessologo che ha creato un corso online di massaggi che vende attraverso il suo sito ( zoneriflesse ).

      Chiaramente questa è solo una delle tantissime possibilità di sfruttare il web per creare valore utile in una nicchia interessante ed ampia come quella dei massaggi.

    • Io e un amico vogliamo fare un esperimento a breve: anche lui per professione deve essere in prossimità del cliente per poter operare.

      Per adesso l’obiettivo è solo quello di pagarsi qualche “vacanza” trovando qualche cliente nelle aree che vuole visitare, ma non è detto che la cosa non si sviluppi in una vera e propria professione itinerante.

      L’idea è quella di usare AdWords o altri sistemi che permettano di visualizzare i propri annunci sulla base di specifiche zone geografiche.

      Anche tu per esempio potresti dire “a Novembre (e solo per Novembre) me ne vado a New York e provo a offrire i miei servizi lì”. Da notare che “l’offerta limitata nel tempo” è un ingrediente importante del marketing!!!

      Se i tuoi clienti hanno bisogno invece di un rapporto più continuativo nel tempo magari invece che proporre sessioni di massaggio potresti offrire corsi… e insieme ai corsi magari tuoi eventuali libri e corsi online come suggerito da Alberto.

      Si diversifica l’offerta e si esplorano le possibilità del personal branding. Non sarà facile forse ma potrebbe valerne la pena.

      Questa strategia influenzerà la scelta delle tue mete: la Thailandia non sarebbe da questo punto di vista una buona meta, come lo è invece per altri lavoratori digitali.

      Ma potresti appunto andare in posti dove il costo della vita è più alto e quindi presumibilmente anche i guadagni (cosa che invece altri nomadi magari tendono a evitare).

      Tutto questo sempre appellandomi al principio del brainstorming… 🙂

      • Grazie mille Jonathan per il tuo contributo interessantissimo e per aver condiviso la tua idea.

        Ps* per Riccardo se non lo conosci, AdWord a cui accenna Jonathan, è il sistema di Google per pubblicizzare a pagamento degli annunci che appariranno nelle pagine di ricerca, normalmente nella colonna di destra o nelle primissime posizioni in alto, evidenziati da un colore diverso.

    • Alberto Cabas Vidani

      Come ti hanno consigliato, la prima cosa che viene in mente è la creazione di prodotti formativi. Però, devi anche pensare che internet ti può aiutare a trovare un maggior numero di clienti o clienti migliori.
      Se al momento hai abbastanza clienti da riempire sempre la tua agenda, ti va bene.
      Mabqualora non fosse cosi, la visibilità di internet ti permetterebbe di aumentare il numero di clienti.
      Inoltre, potresti scoprire che c’è più richiesta per un particolare trattamento su cui potresti avere un margine maggiore e dedicarsi a quello.

  • Marko Alessi

    bello questo articolo!
    in effetti ho sempre cercato di trovare qualcosa per “lavorare” su internet,
    ora invece stò piu dirigendomi su aquisire competenze che possano servire
    sul mercato…ma non è facile trovare fonti dove poter studiare e aquisirle

    • Ciao Marko, grazie per il tuo feedback! E’ vero, sicuramente non è facile trovare le informazioni giuste, ma ti assicuro che ci sono, bisogna solo cercarle nel modo corretto e imparare a distinguere quelle autorevoli da quelle che invece non lo sono.

      Se hai qualche esigenza specifica mi farebbe piacerebbe poter aiutare la tua ricerca.

      A presto e buona giornata.

      • Marko Alessi

        Grazie per avermi risposto Alberto!
        innanzi tutto complimenti per il sito credo sia il migliore che c’è in circolazione al momento sugli argomenti che tratta, ho trovato molte info utili che potranno servirmi,
        ho iniziato a studiare costruzione di siti , codici e web marketing, al momento sono molto base e stò cercando una nicchia monetizzabile in cui magari specificarmi trovando qualche fonte autorevole da cui studiare,
        i tuo consigli nel tuo articolo sono molto utili infatti su come posizionarsi
        e proporsi al mercato con le proprie skills

        • Ciao Marko, grazie per i complimenti che fanno sempre piacere. Detto questo provo a risponderti.

          Da quel poco che leggo capisco che stai ragionando nel modo corretto.

          Secondo me infatti proporsi genericamente con esperto nella creazione di siti o di web marketing non ti aiuta ad emergere, poichè sono tantissimi quelli che si propongono esattamente nello stesso modo.

          Sicuramente è importantissimo per la tua formazione personale imparare e conoscere queste cose, ma per riuscire a proporti in maniera efficace è importante che tu scelga un nicchia molto specifica e poi specializzarti su quella.

          In questo modo eviterai anche di perderti in quell’oceano sterminato di cui accennavo nell’articolo.

          Per riuscire a scegliere la tua nicchia, la prima cosa indispensabile da fare è definire in maniera esatta chi vuoi aiutare e quale è il problema che vorresti andare a risolvere loro.

          Il modo giusto di ragionare secondo me è questo.

          La prima cosa che devi chiederti è: coloro che hanno bisogno di un esperto in web marketing chi sono e che problemi specifici potrebbero avere?

          Vedrai che ti troverai di fronte a tantissime possibili tribù di persone diverse tra loro con tanti problemi specifici che vorrebbero risolvere ma, anche questi, molto diversi tra loro.

          Tra tutte queste persone e problemi diversi, tu dovrai essere bravo a focalizzarti come un raggio laser solo su un gruppo preciso di persone che hanno un problema molto preciso da risolvere…offri la soluzione a quel problema e loro verranno da te!

          Ti faccio un esempio pratico per cercare di spiegare meglio questo concetto partendo proprio dalla nicchia immensa come quella del web marketing a cui tu accennavi.

          Es: Ci sono molte aziende che vorrebbero promuoversi su Twitter e cercano qualcuno che possa farlo per loro. In questo caso questi soggetti non andranno a cercare genericamente un esperto di web marketing, ma nemmeno un esperto di social media marketing, più probabilmente cercheranno direttamente un esperto in Twitter Marketing.

          Metteranno i loro annunci su le piattaforme di intermediazione e cercheranno attivamente su Google un esperto in questa materia.

          Se tu hai un sito personale, magari un blog annesso, e dimostri la tua esperienza specifica nella gestione professionale di “account twitter per aziende”, perchè loro non dovrebbero prendere in seria considerazione la tua candidatura.

          Perchè dovrebbero rivolgersi ad un tuttologo?

          Altre aziende potrebbero venire da te e chiederti di formare il loro personale interno, potresti fare dei corsi etc..etc..partendo da una nicchia specifica si aprono molte possibilità diverse rispetto a chi ha un’esperienza generica e deve rispondere a tante esigenze tra loro completamente diverse e poco scalabili.

          Come vedi, anche se questo era solo un banale esempio, ti fa capire come essere molto specifici ti aiuta molto ad emergere, e questo vale nella caso in cui tu debba ancora formarti poichè la ricerca di fonti autorevoli diventa molto più mirata.

          Ricordati però che tu dovrai scegliere una nicchia che ti appassioni veramente, questa passione deve trasparire sempre ed è fondamentale per il tuo successo.

          Spero di averti dato qualche ulteriore consiglio utile e ti auguro un buon week end.

  • Nomadina Digitale

    Ciao Alberto, sono sempre molto utili ed interessanti gli articoli che scrivete, ricevo la vostra newsletter con piacere da un bel po’.
    Aspiro a diventare una nomadina digitale anche io, ci sto provando da un anno e mezzo ma la continuità lavorativa scarseggia, la competizione è altissima ancor più in rete e quando passa troppo tempo tra un lavoro e un altro mi sento un libero professionista come tanti che sia in rete o meno senza tanta differenza.
    In sintesi il problema è sempre uno: il guadagno reale almeno per ora non mi permette di andare davvero in giro per il mondo, di cambiare prospettive di vita e quindi la diversità sta “solo” solo nel lavorare “online” e in pacifica solitudine.
    Per fortuna poi “leggervi” mi tira su.
    un caro saluto 🙂

    • Grazie Nomadina Digitale, non mollare e vedrai che pian piano la salita inizierà ad essere meno ripida.

      Cambiare prospettive di vita però non può essere solo la conseguenza di quanto riusciamo a guadagnare, ma bensì deve essere frutto di una programmazione e progettualità precisa, più ampia. Questa senz’altro contempla anche la la verifica dei risultati economici ottenuti ma non può essere la sola.

      Spesso vivere fuori in un contesto diverso rispetto a quelli in cui viviamo normalmente può essere molto più economico, quindi possiamo accontentarci di guadagnare di meno ma di vivere alle nostre condizioni…Poi chiaramente ognuno ha le sue!

      Se posso esserti utile in qualche modo non esitare a chiedere.

  • Peppino

    Questo articolo mi ha ricordato un evento personale passato. Tempo fa mio padre annaspava tra i suoi progetti personali e non riusciva a realizzare nulla di concreto. Un giorno incontro’ un tizio che gli disse seccamente: “E’ inutile progettare e lamentarsi in continuazione che il sistema non funziona, tu devi rispondere profondamente a queste 3 domande prima di partire a fare qualcosa:- Chi sono?
    – Cosa so fare veramente bene?
    – Cosa voglio fare?”
    Mio padre da quel giorno iniziò un’analisi di coscienza che lo porto’ a cambiare e intraprendere altre strade/scelte.
    Ecco quelle 3 domande mi sembravano molto vicine alle domande finali dell’articolo. Alla fine, in giro ci sono centinaia di persone che sanno parlare bene di possibili sistemi migliori, idee per fare soldi, cambiamenti di vita, ecc. Ma la verità, secondo me, è che si parte sempre da quelle domande fondamentali, finquando uno non se le fa e finquando non risponde ad esse in maniera profondamente onesta non può partire, nè “guadagnare su internet”, nè essere nomade digitale.
    Grazie 😉

    • Ciao Peppino, condivido al 100% !

      Secondo me per avere successo online devi aggiungerne a queste una quarta: Che cosa posso offrire io che possa portare dei reali benefici ad altre persone?

      Grazie per il tuo contributo e a presto.

    • Donatella

      Ciao Alberto,
      grazie per tutti i tuoi consigli generosamente condivisi su questo sito,
      io sono approdata solo ora qui tra voi e non a caso aggiungo io.
      Ho sempre lavorato in maniera classica e lavoro ancora nel campo informatico sebbene io non abbia grandi competenze tecniche.
      Ho il desiderio di essere libera da orari e luoghi sempre ripetitivi e sempre gli stessi.
      In questo momento vorrei veramente fare esperienze diverse altrove per poi tornare ed un lavoro digitale sarebbe l’ideale.
      Vorrei occuparmi del lato ‘umano’ della rete ma non ho ancora trovato il modo adatto per farlo.
      Per lato umano intendo lato sociale e socievole.
      Sono determinata a trovarlo ed a lasciarmi alle spalle la routine quotidiana che comunque affronto con gioia.

      • Ciao Donatella,
        piacere di conoscerti e grazie per il tuo contributo.
        Il mio consiglio per iniziare a valutare un’alternativa professionale da svolgere utilizzando il Web è quello di partire da quelle che sono le tue vere passioni e le tue competenze. L’obiettivo deve essere quello di creare, attraverso queste, “valore vero”, ovvero cose pratiche e realmente utili che possano aiutare un gruppo specifico di persone (quelle simili a te, che ti piacerebbe aiutare) a risolvere un loro problema reale e ben determinato.

  • Monica

    Articolo utilissimo, condivido il tuo punto di vista, d’altronde vale x ogni ambito della vita: partire da se stessi.

    • Grazie Monica per il tuo contributo!

  • paolo

    Mi ricordo tempo fa quando cercavo su internet la possibilità di poter riuscire a fare un lavoro che fosse svincolato da un luogo fisico dove svolgerlo,di essermi imbattuto in un bellissimo” conto alla rovescia” di due ragazzi che da li a breve avrebbero aperto un sito che si sarebbe chiamato “Nomadi digitali”.Bene,questa vostra esperienza è forse la sintesi di un’idea vincente,cioè quella di poter offrire ciò che la gente chiede.Da allora mi appassiono a seguire il vostro percorso e devo dire che siete diventati un vero punto di riferimento del settore.Bravi bravi bravi!!!! Bellissimo questo articolo e il mio consiglio è di continuare a cercare storie e suggerimenti di come un operaio potrebbe offrirsi sul mercato ,di come un odontotecnico possa offrirsi sul mercato, di come un fruttivendolo possa offrirsi sul mercato,etc,cioè tutte quelle persone che hanno una distanza notevole da questo mondo e non saprebbero davvero che pesci pigliare per sviluppare un’idea vincente.Vi auguro tanta forza e costanza.ciao grazie Paolo

    • Ciao Paolo, grazie mille per i tuoi complimenti che mi fanno davvero tanto piacere e mi spingo a fare sempre meglio e sopratutto grazie per aver avuto la pazienza di seguirci fino ad ora.

      Il tuo feedback per me è importantissimo, mi dai delle indicazioni importanti che cercherò in tutti i modi di sfruttare al meglio.

      Io sono convinto però che per trovare la soluzione sia necessario uscire da quella logica che ci vede collocati nella società come, ingegneri, avvocati, operai, fruttivendoli, etc. e occorra invece puntare tutto su quello che noi siamo e che nel nostro piccolo possiamo fare per aiutare gli altri.

      Io credo che oggi ci sia spazio per tutti ma è necessario cambiare marcia e, come scrivo anche nell’articolo, cercare in noi stessi il nostro punto di forza quello su cui possiamo davvero fare leva per cambiare in meglio la nostra vita.
      Purtroppo le bacchette magiche non esistono e chi vuole farci credere il contrario mente.

      Ti auguro uno splendido weekend e spero presto di riuscire a darti qualche ulteriore spunto per aiutarti a sviluppare l’idea vincente.

  • Ciro

    Ciao Alberto, ti seguo dall’inizio e ti faccio i miei complimenti sia per questo pezzo ma per la costanza con cui portate avanti la diffusione di questo nuovo lifestyle, davvero complimenti. Volevo farti una domanda proprio su un aspetto di questo stile di vita: ma quando lavori esclusivamente online.. magari sei lì per 5-6 mesi… e come ti integri lì dove vai? Per tutti gli emigranti/viaggiatori il lavoro in loco è anche un mezzo di integrazione. Premetto che lavoro online anch’io da vari anni ma sono cmq nel mio paese natio ed ovviamente non ho il problema di dovermi integrare.

    Cmq da gennaio si parte (con findanzata che collabora con me e pronta a partire) e magari lo scoprirò da me, ma intanto mi farebbe piacere avere la tua esperienza su questo. grazie in anticipo per i suggerimenti 🙂

    • Ciao Ciro, grazie mille per il tuo contributo e per questo interessante quesito che tu sollevi.

      In generale come tu saprai, lavorare come freelance o come un piccolo imprenditore online, non significa necessariamente chiudersi da soli in casa e trascorrervi l’intera giornata. E’ molto importante organizzare bene la propria giornata lasciando spazio ad altro.

      E’ verissimo, però, che a differenza di un lavoro tradizionale spesso si è portati ad isolarsi, soprattutto se si vive per un periodo di tempo in un paese, o città, che non si conosce bene.

      Io posso dirti però che esistono però delle ottime soluzioni a questo problema di isolamento professionale che attualmente stanno riscontrando sempre più successo.

      In primis voglio mettere senz’altro gli spazi di Coworking che oggi sono sempre più diffusi nel mondo. Questi sono considerati un pò come l’habitat naturale per i nomadi digitali (http://www.nomadidigitali.it/lifestyle-e-nomadismo/spazi-di-coworking-dove-lavorano-i-nomadi-digitali/).

      Oltre a contatti di lavoro importanti, qui possono nascere anche delle amicizie interessanti e ottime opportunità per socializzare, che spesso ti permettono di integrarti al meglio nel contesto sociale di quel determinato Paese o Città.

      In seconda battuta ci sono sicuramente tutta una serie di servizi e risorse online che mettono in contatto persone, che hanno interessi e passioni condivise, proprio al fine ultimo di incontrasi fisicamente in giro per il mondo.

      Bizpora, solo per citare un esempio, è un servizio che ti permette di conoscere ed entrare in contatto con tanti professionisti, freelance e imprenditori in tutto mondo, che vogliono scambiarsi ospitalità o semplicemente incontrasi per un caffè.

      Ma ti assicuro che online di questi servizi, o social network, ce ne sono tantissimi e per tutti i gusti. ( Se ti interessa in questa categoria puoi trovare diversi e in continuo aggiornamento:http://www.nomadidigitali.it/risorse/trovare-amici-e-contatti-nel-mondo/ )

      E poi detto tra noi, io personalmente quando ho lavorato in ufficio, quasi sempre mi sono trovato a fare un lavoro che non mi piaceva circondato da gente che non mi ero scelto e con cui condividevo ben poco!)

      Per finire metterei senz’altro la naturale tendenza, quando si viaggia o ci trasferisce per un periodo di tempo in un’altro paese, a conoscere, a scoprire gli usi e costumi locali e ad aprirsi verso il prossimo, questo favorisce già di per se la socializzazione.

      Spero di aver risposto alla tua domanda e augurandoti un buon week-end, rimango a tua disposizione per ogni ulteriore chiarimento o richiesta.

      A presto

  • StefanoNarducci

    Mi unisco ai complimenti che un po’ tutti ti hanno fatto. Il sito lo conosco da qualche mese e ho apprezzato subito il valore aggiunto che è in grado di dare, con una serie di informazioni e tool che consentono di capire come muoversi nel percorso per diventare “nomade digitale”.

    Rientro in una delle categorie “classiche” da te citate: sono un avvocato. Ho una grande passione per la tecnologia e per il web, sto costruendo il mio sito e rafforzando la mia presenza online.

    Il punto è che la consulenza legale si presta perfettamente ad essere proposta via web, ma mi risulta sempre molto difficile fare scelte nette sui servizi da proporre, perchè per esperienze e competenze ne ho più di una, ma come scegliere fra esse? Proporsi con più skills legali confonderebbe il potenziale cliente?

    • Alberto Cabas Vidani

      Io, in generale, sceglierei un approccio “lean”.
      Determina il minimo prodotto valido che puoi proporre, ovvero concentrati su un settore singolo e comincia a misurare la risposta su quella. Decidine uno in cui l’intersezione tra le tue abilita e le esigenze dei clienti è maggiore.
      Poi, dall’interazione con i clienti capirai in che direzione andare. Se sfrutti il content marketing, le reazioni ai tuoi contenuti ti aiuteranno molto a capire quali sono i servizi più richiesti.

      • Grazie Alberto, ottimo contributo come sempre. Sono d’accordo al 100%!

        Io a questo però aggiungerei la “Passione per quello che fai” . Questa secondo me deve necessariamente intersecarsi con le abilità e le esigenze del pubblico a cui ti rivolgi.

        Se fai qualcosa solo perchè è potenzialmente redditizia non si va molto lontani !

        A presto e buona domenica.

        • Alberto Cabas Vidani

          Sì, bravo, non bisogna mai dimenticarlo.

    • Grazie mille Stefano per il tuo contributo e per aver dedicato parte del tuo tempo a darmi il tuo feedback.

      Quando ho letto che sei un avvocato mi è venuta subito la voglia di condividere con te una rubrica che, una mia amica canadese avvocato e nomade digitale (qui puoi leggere la sua storia http://www.nomadidigitali.it/storie/jodi-ettenberg-legal-nomads/), ha creato sul suo sito, dedicata ad avvocati che come lei hanno fatto scelte di vita alternative (http://www.legalnomads.com/category/thrillable-hours )

      Ora voglio provare a rispondere alla tua domanda, prima faccio però una breve premessa.

      Tu secondo me fai benissimo a creare il tuo sito personale e a promuovere la tua immagine e professionalità sul Web.

      Se punti a creare un servizio online per fornire delle consulenze a distanza (ottimo modello di business), il mio consiglio è senz’altro di creare un progetto ad hoc specifico per questo, tenendolo magari separato dalla tua pagina personale.

      In questo caso ti consiglio di essere il più specifico possibile e puntare a soddisfare le esigenze di un gruppo preciso di persone, che hanno tra loro esigenze molto simili.

      Questo per due motivi principali.

      1) Le persone utilizzano i motori per fare delle richieste molto precise e non generiche.

      Ti faccio un esempio. Se sono all’estero, ho un problema serio con la mia assicurazione, molto probabilmente la prima cosa che mi verrà in mente di fare non è quella di cercare un avvocato, ma piuttosto qualcuno che possa risolvere il mio specifico problema.

      Quindi non digiterò nel box di Google la parola avvocato o consulenza legale, ma digiterò ad esempio “consulenza legale per assicurazione di viaggio”

      Se trovo online qualcuno che si presenta come esperto legale nel settore viaggi (esempio: http://www.travlaw.co.uk/) e mi offre una prima consulenza gratuita, io quasi sicuramente mi affiderò a lui… Perché non dovrei farlo?

      2) Persone che hanno le stesse passioni o interessi, hanno tra loro dei legami sociali e questo favorisce il passaparola. Esempio: se io sono un viaggiatore avrò tra i miei contatti altri viaggiatori, e senz’altro, parlerei con loro di un “servizio specifico che fornisce assistenza legale ai viaggiatori”

      Allo stesso modo promuovere la tua attività è più facile agendo su siti e portali di nicchia che hanno un seguito ben targettizzato.

      Ad esempio, se venissi a conoscenza dell’esistenza di un servizio del genere lo promuoverei senz’altro ai miei lettori perché darei loro del valore, gli consiglierei qualcosa che potrebbe essergli utile, al tempo stesso io aumenterei così la mia reputazione. Se poi avessi anche un interesse economico a farlo tanto di guadagnato.

      Chiaramente il mio era solo un esempio per cercare di rispondere alla tua domanda.

      Il problema quindi non è quello di rischiare di confondere il potenziale cliente, il problema è che la strategia vincente su Internet è quella di puntare a un pubblico numericamente ristretto ma con un’esigenza molto specifica e marcata, a differenza di come fino ad ora siamo stai abituati a ragionare pensando che la cosa più importante fosse riuscire a raggiungere la fetta di pubblico più ampia ed eterogenea possibile.

      Spero di averti dato qualche spunto interessante su cui riflettere e ti auguro una buonissima domenica.

  • Ferruccio Di Rocco

    Carissimo Alberto, nomadi ci si nasce, digitali si diventa. Ho transumato tutta la vita camminando in quasi tutti gli angoli di questa terra così affascinante e coinvolgente fino a diventarci vecchio. Il mio zaino, sempre lo stesso, è come me, consunto ma sempre forte e comodo. Dall’avvento del digitale il mio Mac è il quinto portatile che viaggia con me, tu lo sai scrivo romanzi di viaggio. “Nomadi digitali” è una fonte inesauribile di informazioni e di “Dritte” come le chiami tu e non smetterò mai di ringraziarti per quello che dai a me e a tantissimi altri. Mi chiedi “Considerazioni” su quello che tu hai scritto e ti dirò che, oltre alla tua indubbia capacità ed esperienza che metti al servizio degli altri, chi ti legge deve prima guardare dentro se stesso con obiettività e capire se si hanno le capacità e soprattutto la voglia di infrangere la campana di vetro dentro la quale in molti ci si chiudono in quel comodo tepore. Fai bene a stimolarli, porti avanti le tue idee sperando che altri le capiscano e le facciano loro e le seguano per poi vederli andare a cercare la loro felicità che è fatta certo si di sacrifici, di abbandoni, di lunghi momenti di solitudine e molto altro ancora, ma quanta gioia e quanta forza si può trovare. Forse non te l’ho mai detto prima, tu mi hai dato più di quanto tu possa immaginare, una notte che stavo passando sotto la pensilina di una pompa di benzina chiusa nel deserto australiano circondato da centinaia di chilometri di niente, da cobra reticolati e da dingo affamati, quando, dopo aver acceso il mio portatile e trovato una improbabile connessione, t’ho letto. Alberto, io “nomado” così e scrivo quello che vedo, quello che provo e, ti giuro, vorrei che tutto questo non finisse mai. Tu fai bene il tuo lavoro, che poi lavoro non è perché segui i tuoi istinti, le tue fantasie, la tua curiosità e perciò suggerimenti non te ne posso dare, però ti posso esortare a continuare, questo si. Adesso sono seduto su di una piroga sfondata sulle rive del Mekong a caccia di un’idea per il mio prossimo libro, bambini che giocano, bufali immersi nell’acqua e donne che lavano i panni. Le mie sigarette stanno finendo, ma non me ne importa niente. Alberto c’è bisogno di uomini come te, ti prego, non mollare mai, rimani libero continuando a dare a piene mani prendendo solo quello che ti basta.
    Ciao FE

    • Ciao Ferruccio grazie di cuore! Le tue parole mi riempiono di gioia e mi spingo ad andare avanti, a fare sempre meglio.

      Questo nella speranza di portare avanti un idea in cui credo profondamente, quella cioè che sia possibile fare qualcosa di importante per gli altri, mentre al tempo stesso si perseguire un obiettivo personale.

      In questi anni la logica dominante ha puntato ad insegnarci esattamente il contrario, che le due prospettive debbano essere separate, “o pensi a te o pensi a migliorare la vita degli altri”, oppure “pensa prima a fare soldi e poi semmai pensi ad aiutare gli altri”…..

      Io credo che sia arrivato il momento di superare questa logica che ha portato a risultati devastanti.

      Ti abbraccio e ti vedo in riva al Mekong….Grazie ancora.

  • Elena Stella

    Ciao! Anch’io vi leggo assiduamente da quando ancora il sito dei
    Nomadi Digitali era in costruzione…Perchè già da allora cercavo il
    modo di rendermi libera. Voi siete rimasti la mia fonte di ispirazione e
    le persone attraverso le quali mi piace pensare che non sono ‘matta’
    solo perchè non mi va di fermarmi a cercare un lavoro normale e di
    vivere una vita normale.. Normale nel senso di come ce lo impone la
    società in cui viviamo e a causa della quale la maggior parte delle
    persone mi chiede spesso: ‘ma non è ora di mettere la testa a posto?’

    Diciamo
    che io sono nomade ma ancora non digitale. Cerco sempre di arrangiarmi,
    e di solito ce la faccio sempre, e cerco il modo per poter vivere
    sempre al caldo e al mare.Quello che veramente trovo difficile,
    però, è rispondere alle domande che ci proponi nel tuo articolo… Ho
    anche seguito un master al Sole 24 Ore e ho avuto come docente Luigi
    Centenaro che ci ha parlato brillantemente del Personal Branding.
    Purtroppo ancora non sono riuscita a fare quel salto in avanti. Ma non
    mollo… Nel frattempo continuo a seguirvi.. Tutti!! Ormai è come se vi
    conoscessi di persona..

    • Ciao Elena, grazie per il tuo contributo e per il tempo che ci hai dedicato.

      Grazie di cuore per aver condiviso la tua esperienza, io non posso far altro che incitarti a continuare a credere nei tuoi sogni e a provare a realizzarli, pensando sempre che il fallimento appartiene solo a chi decide di arrendersi.

      Ti abbraccio e ti auguro una buonissima domenica.

  • Daniele Grazioli

    Ciao Alberto, complimenti a parte, che non sono mai scontati ma è bene ribadirli quando è il caso, vorrei capire se ho capito: non serve cercare un lavoro su internet ( perchè non rispecchierebbe i miei obiettivi e le mie migliori competenze e caratteristiche) ma bisogna portare queste competenze e capacità su internet e utilizzare la rete per diffondere questo “brand” per arrivare la dove ci sono quelle persone che possono beneficiare delle mie competenze. Il problema è come compensare la necessità di stare fisicamente con le persone ( sono infermiere) e l’essere on line.

    • Ciao Daniele, grazie per il tuo contributo.

      Si, più o meno questo è quello che bisogna fare, portare le proprie competenze e/o le nostre passioni su internet per mostrare a tutti chi siamo, in cosa siamo bravi e sopratutto cosa siamo in grado di fare per risolvere i problemi degli altri. Quindi non solo per dire: “hai visto come sono bravo!” così come invece avveniva con in nostri curricula piani di titoli e master certificati da qualcun’altro.

      Per riuscirci occorre chiaramente imparare a comunicare efficacemente attraverso i new media, e per farlo occorre essere curiosi, motivati e avere un obiettivo chiaro da perseguire e questo non può essere solo economico.

      Rispondere alla tua domanda in effetti non è facile, l’unica soluzione che mi sento di poterti consigliare è quella di ricavarti del tempo (così come hanno fatto tutti all’inizio), sottraendolo a cose che forse sono più divertenti ma meno produttive….es: guardare la televisione, navigare online e sui network per condividere cose inutili e prive di senso e quant’altro ti permetta di ottimizzare la tua giornata al fine di avere più tempo da dedicare al tuo nuovo progetto.

      Per ora è tutto, ti saluto e ti auguro una splendida domenica.

  • Adelina Patrizia Rullo

    Carissimo Alberto ben scritto si deve partire prima da se stessi, cosa che io ho cominciato a fare da qualche tempo, mi muovo da sola, cosa che per me era impensabile solo pochi anni fa, l’idea di viaggiare senza amici anche incontrati in loco era qualcosa di molto remoto.

    Hai parlato del Messico come fonte di ispirazione, negli anni sono riuscita anche ad avere qualche contatto in più, di mete ne ho molte ma mi frena per ora solo l’incapacità di essere totalmente libera e soprattutto grande cruccio per me economicamente indipendente.

    Ho deciso però di riprendere alcuni skills tecnici legati alla mia vecchia passione la grafica, che potrebbero essermi utili. Il lavoro free-lance su progetti legati alla comunicazione corporate sono sicuramente una buona strada, certo tutta in salita perchè ci sono talmente tanti creativi e ritagliarsi uno spazio non è facile.

    Mi è stato d’aiuto per iniziare essere venuta a conoscenza delle piattaforme legate al mondo della comunicazione ora devo continuare su questa strada non perdendo di vista altre possibilità. Se hai qualche consiglio sarebbe utile e prezioso.

    • Ciao Patrizia grazie per il tuo contributo e per i complimenti che mi riempiono di gioia.

      Fai benissimo, insisti e sopratutto credi sempre in te stessa e in quello che stai facendo. Non è facile, ma proprio per questo è una strada che può darti tante soddisfazioni.

      Prima di tutto voglio consigliarti di guardare un documentario che secondo me può darti importanti spunti su cui riflettere ( lo ha condiviso un amico tempo fa sulla nostra pagina Facebook) eccolo: http://www.youtube.com/watch?v=GHNnBuCLjUs

      L’altro consiglio che sento di darti, oltre a insistere a cercare lavori su piattaforme di intermediazione e di contest creativi (qui ne trovi alcuni che di volta in volta continueremo ad aggiornare http://www.nomadidigitali.it/risorse/offerte-e-opportunita-di-lavoro-freelance/) è quello di avviare prima possibile una tua presenza online, un tuo sito personale, un porfolio dove mostrare ( in maniera creativa e originale) chi sei, quali sono i tuoi lavori, ma sopratutto qual è la tua nicchia specifica di competenza.

      Non proporti genericamente come grafica, designer o illustratrice, ma proponiti piuttosto come esperta nella realizzazione di…………… Cerca di trovare la tua nicchia sulla base di quello che ti appassiona di più. Intercetta le esigenze di chi sta cercando esattamente quello che tu puoi offrirgli.

      Secondo me in questo modo è più facile crearsi una reputazione e dimostrare le proprie capacità.

      Ti faccio un esempio solo per spiegarmi meglio. Immagina di promuoverti
      come esperta nella realizzazione di menù personalizzati per ristoranti, oppure come esperta nella realizzazione di copertine per ebook, o ancora come esperta nella realizzazione di partecipazioni di matrimonio etc..etc..

      In questo modo tu molto probabilmente (tutto da verificare) sarai l’unica che si propone online per fare specificatamente questo tipo di lavori grafici e le persone interessate verranno più volentieri da te, piuttosto che cercare un illustratore generico.

      Detto questo ti saluto affettuosamente e ti condivido un sito che a me piace molto, questo personaggio è stato bravissimo a crearsi una sua immagine sul web: http://theoatmeal.com/

      Spero di averti dato suggerimenti utili e ti auguro una buonissima domenica.

  • vale ilardo

    Caro,carissimo anzi,Alberto 🙂

    Che dire se non grazie? Ero dispersa nel web in cerca di risposte ai dubbi che mi portavo in tasca da sempre quando sono rimasta impigliata nella tua splendida rete dove non ho trovato ragni pronti a mangiarmi ma storie,storie di tanti spiriti liberi,storie di sogni che escono dal cassetto per volare via insieme a chi li ha sognati. Ero solo all’inizio di una nuova fase della mia vita,ero alle prese con l’opportunità di cambiare e questo sito e le tue parole,come ho già scritto in passato mi hanno dato la forza di dire,facciamolo. Concordo con quello che scritto Ferruccio, nomani si nasce…e io credo di esserla sempr estata ma non completamente,ho bisogno di partire per poi tornare,per seminare nel mio giardino altri semi che daranno frutti nuovi e diversi. Ho sempre voluto scrivere e ora lo faccio, ho sempre voluto raccontare il mondo ma non sapevo ancora come e a chi… solo quando ho smesso di cercare un modo per fare soldi,un lavoro qualsiasi per mantenermi intanto che… “scrivevo”, solo quando ho capito che dovevo “soltanto scrivere” ho capito anche come farlo. Ora sto scrivendo il mio secondo libro… scrivo per i bambini, non troppo piccoli, srivo fiabe che in realtà raccontano loro di altri paesi, fiabe che adesso saranno anche illustrae da foto e che facciano nascere in loro la voglia di conoscere e di viaggiare….imparare,confrontarsi..crescere. Sento di fare qualcosa per loro,spero di utile… cerco di spiegare che sentirsi poveri perchè non possono avere l’ultmo videogioco è sbagliato perchè i bambini dell’India non possono avere qualcosa per cena… è difficile,si deve trovare il giusto modo ma sono finalmente felice di fare quello che faccio. Sarò onesta nel dire che non mi sono arricchita e per ora è solo tanta fatica tirare avanti,non so come e quando arriveranno i frutti ma a me basta che mi permettano di poter continuare a scrivere ed essere libera!

    Quando ho dei dubbi,cosa che succede..torno quì e leggo altre storie,commenti,consigli e mi ricarico di nuova energia per ripartire!

    Un abbraccio e un saluto a tutti i compagni di viaggio 🙂

    • Ciao Vale, grazie di cuore per il tuo utilissimo contributo!

      Apprezzo tantissimo il tuo lavoro e sono sicuro che presto ti permetterà di realizzare tutti i tuoi sogni, ha tutte le caratteristiche per essere un progetto di successo.

      Io non posso far altro che continuare a incentivarti e a spingerti ancora di più ad esplorare tutte le nuove opportunità che il web può offrirti.

      Continua a studiare come comunicare efficacemente, attraverso i nuovi media, la tua idea e il tuo messaggio al mondo, io sono convinto che questo è quello che ti permetterà di fare il salto di qualità e di farti conoscere al mondo.

      Ti abbraccio, ti ringrazio di nuovo e ti auguro una splendida domenica.

  • Francesca Di Pietro

    Grazie Albe bel pezzo, sono completamente d’accordo,

    • Grazie a te Francesca per il tuo contributo! A prestissimo

  • Nino

    Grazie ancora per i tuoi consigli schietti e molto pratici (… a differenza di molti para-guru che ti illudono o ancor più ti riempono la teste di belle teorie, senza indicarti azioni pratiche realisticamente perseguibili).
    Li condivido tutti e li confermo, soprattutto le ultime domande che proponi e che ognuno di noi dovrebbe porsi.
    Ma saprai bene (nella tua esperienza) che non è sempre facile rispondere a quelle domande !!
    Oppure potrebbe succedere che la risposta a una domanda come :

    “Esiste un mercato in cui le persone stanno attivamente cercandole cose che io posso proporre ?” sia una delle due …
    1) No, non credo
    2) Si, ma esistono già tantissimi altri “concorrenti” che già lo fanno molto meglio di me

    E allora, senza allontanarsi troppo dalle proprie passioni e le proprie competenze, cosa si fa in questi casi ??

    un caro saluto e grazie sempre !
    Nino

    • Ciao Nino, grazie mille per il tuo contributo!

      La tue domande sono più che lecite, io provo a darti una risposta sulla base della mia esperienza personale:

      Tu dici:
      “Esiste un mercato in cui le persone stanno attivamente cercandole cose che io posso proporre ?”

      1) No, non credo

      Verificalo con certezza, basta semplicemente andare su Google per capire se ci sono persone o aziende interessate a quello che tu vorresti proporre loro. Inserisci le parole chiave e verifica i risultati che lui ti restituisce.

      Se non c’è un mercato potenziale, anziché chiederti:”Posso farlo?” è più utile chiederti:”Come posso fare per dar luce alle mie capacità?”

      2) Si, ma esistono già tantissimi altri “concorrenti” che già lo fanno molto meglio di me.

      Probabilmente questo è vero. E’ giusto pensare:”perché le persone dovrebbero venire da me quando c’è già qualcun altro che offre le stesse cose che offro io adoperando soluzioni migliori?”

      Trova soluzioni alternative è più specifiche, inoltre considera sempre che
      oggi quasi nessuno vuole avere a che fare con super esperti distanti anni luce da noi.

      Per facilità di contatti e per non essere snobbate, le persone preferiscono rapportarsi con chi è solo qualche passo più lontano da loro.

      Spero di essere minimamente riuscito a chiarire i tuoi dubbi.

  • Roberto

    Caro Alberto, ho letto con molto interesse questo tuo scritto. Mah non ho assolutamente le idee chiare su cosa fare col web – e però hai ragione quando dici che – prima di pensare al guadagno – bisogna focalizzarsi su chi siamo e cosa vogliamo, e quindi fissare degli obiettivi. L’unica materia che per il momento sto seguendo è quella finanziaria: sto cercando di imparare come funziona il forex. Perchè, aldilà dei soldi (che purtroppo servono per vivere pagarsi il mutuo le bollette etc) mi piace la libertà di questa attività che ti permette di lavorare – anche da casa o da un bar o da qualsiasi posto che abbia wi-fi – con il tuo portatile. E puoi seguire questo mercato da lun a ven a qualsiasi ora, anche di notte. La libertà che mi dà – seguire quando voglio questo mercato – ed investire quando lo ritengo giusto – mi piace molto (preciso che al momento sto solo studiando e ho aperto solo un conto demo). Però è molto difficile fare soldi con il forex.
    ne sono consapevole.

    Per cui per quanto mi riguarda, è fondamentale utilizzare internet per fare qualcosa che mi piaccia . per essere più chiaro: logico che se seguo il forex, è perchè spero un giorno di farci dei soldi. Ma a me PIACE!! Piace, seguire questo mercato, con tutte le connotazioni politiche economiche sociali che si porta dietro. Sono sempre stato attratto da grafici e numeri.
    Bene ora ti saluto, alla prossima ciau!! Roberto

    • Ciao Roberto, io sinceramente non vedo nulla di sbagliato in quello che tu stai facendo, se ti piace e se ti permettere di realizzare i tuoi obiettivi, Super OK !

      Fai Attenzione però!

      Capire “come sfruttare le opportunità del Web” non centra assolutamente nulla con il capire come funziona il Forex ovvero, come investire soldi in un mercato valutario sperando poi di generare dei profitti.

      Grazie al Forex Online puoi senz’altro operare, 24 ore su 24 e da qualsiasi luogo, su questo mercato, ma stai semplicemente utilizzando una connessione ad Internet per accedervi, non stai sfrutti le opportunità del “Web”.

      In questo caso infatti tu utilizzi internet come farebbe una persona che, per esempio, decide di scommette online su eventi sportivi tramite i bookmakers online.

      Secondo me quindi il Forex rientra in uno di quei metodi che molti, in malafede (non tutti fortunatamente) sfruttano per guadagnare alle spalle degli altri, promuovendolo come un metodo veloce e infallibile per guadagnare soldi con internet. (…..ti posso fare migliaia di esempi).

      Spero di essere riuscito a spiegare questa sottile ma importantissima differenza.

      Ti faccio un grande in bocca al lupo e ti auguro una buonissima serata.

      A presto

  • Zamunaro Davide

    Ciao , seguo nomadi digitali da circa un anno e seguo le storie di persone che sono riuscite a realizzare i propri sogni attraverso le professioni e le opportunità che il web offre . Lavoro nell’informatica da più di 20 anni(sempre da dipendente e da 10 anni come IT Manger) ma da poco mi sto dedicando al web come passione e possibilità professionale ; soprattutto per cambiare vita e rendermi indipendente .Ma volevo chiederti un parere : esiste ancora spazio per le professioni elencate qui sopra ? O è diventato tutto solo una competizione tra migliaia di persone che si propongono per la stessa figura lavorativa ? O conviene forse puntare a cercare l’idea che può servire agli altri ed essere una figura web ‘essenziale’ che riesce a realizzare la propria idea in autonomia ? Solo un parere e un consiglio . Grazie in anticipo e un complimento per tutto.

    • Ciao Davide,…” la seconda che hai detto” !

      Personalmente ritengo che ci siano ancora tantissime opportunità per persone appassionate e professionali che operano nel settore informatico.

      Quello che secondo me fa tutta la differenza del mondo è capire come proporsi in maniera diversa ed efficace in questo mercato, rispetto a come fino ad ora siamo stati abituati a fare.

      La posizione generalista secondo me non è quella migliore e non credo nemmeno sia così importante cercare un’idea innovativa, credo invece sia fondamentale partire dall’analisi di esigenze e problemi reali e molto specifici, ai quali tu potresti dare una soluzione e, attraverso il web, proporti specificatamente come esperto nella risoluzione di quel problema o esigenza.

      Ecco quindi che diventa importante non solo saper risolvere quel problema, ma sopratutto occorre imparare a comunicare efficacemente la propria immagine ( competenza e passione ) sul web, iniziando a ragionare su una frase del tipo:

      Il progetto/lavoro è destinato a tutti coloro che…. vogliono…. sono interessati a… non sanno come fare per… etc.

      Spero di essere riuscito a chiarire minimamente il tuo dubbio.

      Per ora io ti saluto e ti auguro una splendida giornata.

  • Marianna

    Alberto, grazie! Il sito e i tuoi consigli sono sempre così stimolanti, ed aprono orizzonti. Per quanto riguarda me, il mio limite risiede nel “quagliare”. Mi fermo alla fase del brainstorming. Mi spiego: individuato ciò che sono in grado e che ho interesse a fare, come lo converto in una professione? Credo che la questione sia legata proprio al mio tipo di settore e competenze di riferimento. Non possiedo una professione specifica, uso bene il computer, ma non faccio parte dei nuovi profili del web. Sono ricercatrice sociale, osservo, incontro, racconto storie e dovrei suggerire interventi. Non sono competenze per cui qualcuno è disposto a pagare. Probabilmente manco di fantasia o di fiducia. Però che orizzonti che apri…io li continuo a guardare!

    • Alberto Cabas Vidani

      Mi chiamo Alberto anch’io, spero ti vada anche la mia opinione.
      Intanto sul “non sono competenze per cui qualcuno è disosto a pagare” non darlo mai per scontato. Su internet per fortuna puoi scoprirlo a costo zero (o a basso costo) e rischiando poco.
      C’hai anche azzeccato sul fatto che la creatività e la fiducia sono necessarie in questo campo. Devi reinventarti ogni giorno ed esporti molto di più che in un lavoro dipendente tradizionale.
      Le tue abilità, anche se descritte in generale, mi sembrano invece molto spendibili. Ad esempio se racconti storie potresti essere già brava a scrivere e a parlare. Potresti autopubblicarti o fare coaching online grazie alle conoscenze che hai acquisito con la tua attività di ricerca. Potresti fare dei reportage e vedere dove ti porta ciò. Potresti fare le tue ricerche all’estero e documentare il tutto in un blog che poi diventerà un libro. Potresti ricercare un determinato gruppo sociale e fare da intermediaria, connettere persone che hanno esigenze, problematiche, idee simili.
      Secondo me con un po’ di pensiero laterale e studiando le storie di altri che già ce l’hanno fatta ti possono venire mille idee.

      • Nello Odierno

        tu sei un genio, da 3 caratteristiche vaghe hai tirato fuori una meta interessantissima fatta di tante tappe..complimenti per le tue vedute…dovrei elencarti anche io le cose che penso di saper fare…

        • Ciao Nello, concentrati nel pensare a come le cose che tu sai fare e sopratutto, che ami fare, possano risolvere i problemi o le esigenze di altre persone che condividono le tue stesse passioni e potrebbero avere gli stessi problemi che tu stesso hai dovuto affrontare.

    • Ciao Marianna, condivido al 100% quello che Alberto ti ha condiviso nel suo interessantissimo feedback.

      Non esiste una professionalità o una conoscenza che non può essere monetizzata in senso assoluto.

      Il Web non è un nuovo mercato è solo un modo per connettere persone che hanno le stesse passioni, interessi aspirazioni tra loro.

      Se qualcuno fino ad ora ti ha pagato per fare il tuo lavoro non capisco perchè sostieni che la tua professionalità non è monetizzabile.

      Il ricercatore sociale è da sempre un figura professionale che può esercitare la sua attività in maniera autonoma oppure come lavoratore dipendente.

      Ma il punto di partenza rimane quello che oggi noi non dobbiamo più continuare a focalizzarsi sul cosa si possa, o non si possa fare o su qual è la nostra qualifica professionale.

      Occorre focalizzarsi invece su cosa ci piacerebbe realmente fare e su cosa siamo in grado di fare per aiutare altre persone a risolvere i loro problemi specifici.

      Non dobbiamo mettere in campo solo nostre competenze, ma dobbiamo mettere in campo sopratutto noi stessi, la nostra personalità, le nostre passioni e tutti gli assets migliori che abbiamo a disposizione.

      Non possiamo continuare a proporci agli altri come ricercatori sociali, ingegneri, ragionieri o chissà cos’altro. Dobbiamo imparare ad usare internet per comunicare e trasmettere il nostro sapere, partendo da problemi specifici che altre persone hanno e che noi possiamo realmente risolvere loro.

      Per ora è tutto, ti saluto affettuosamente

      a presto!

      • Flavia Montobbio

        Ciao sono Flavia, bellissimo questo sito, condivido la vostra filosofia e sogno una vita diversa, qualcosa di diverso dal lavora-produci-consuma…non ho nessuna qualifica professionale ne’ competenza in un settore specifico; quindi mi sono posta la domanda su cosa possiedo che potrebbe essere utile ad altri. Risposta: so ascoltare, comprendere, sono empatica, ho vissuto molte esperienze e ho, credo, una buona intelligenza emotiva che mi permette di entrare nella sfera psicologica delle persone. In particolare ho esperienza con diversi tipi di “dipendenza”, risolte attraverso un percorso spirituale che potrei condividere con molte persone….che altro? ci devo pensare, ma intanto qualcuno di voi ha un’idea, uno spunto, una riflessione o un suggerimento per me? Grazie grazie grazie e intanto vi seguirò per sempre!

        • Ciao Flavia, piacere di conoscerti e grazie per i complimenti che fanno sempre piacere!
          In verità ognuno di noi ha delle abilità, competenze, esperienze e talenti naturali che può sfruttare per creare valore e utilità per gli altri. Il problema è che siamo abituati a riconoscerle solo se qualcun’altro lo ce le certifica. Fortunatamente però noi non siamo il nostro curriculum, ma siamo quello che facciamo.
          Tu accenni al fatto di avere delle esperienze con diversi tipi di dipendenza. Chi meglio di colui che ha una dipendenza di cui liberarsi, sa di avere un problema da risolvere? Scegline un gruppo di persone specifico che abbia quel tipo di problema e inizia a creare valore utile! Diventa un punto di riferimento per loro, ascolta le loro richieste. Anche se non hai un’abilitazione professionale puoi sempre raccogliere il meglio del meglio che già è disponibile online e creare valore per queste persone. Questi i miei consigli, spero ti possano essere di aiuto.

          • Flavia Montobbio

            Grazie Alberto questo potrebbe essere un buon punto di partenza, che potrebbe far nascere in me nuove consapevolezze e nuove idee, ora leggerò tutto quello che troverò su questo sito con grande interesse…Cari saluti!!

  • Tim Wood

    Ciao Alberto grazie per le tue parole, ma ho difficoltà a capire come monetizzare le mie passioni. Amo disegnare (4 anni di scuola di fumetto) ed amo il cinema (film e telefilm). Sono anche laureato in Psicologia(so che non parliamo di titoli professionali) ma, in generale, ciò che mi piace della Psicologia del Profondo è la stessa cosa che mi piace dell’archeologia azteca ed egizia e delle scoperte scientifiche mai rese pubbliche ed occultate. Ossia la conoscenza e la scoperta di qualcosa di più profondo e di interesse universale, di quel qualcosa che non si vede superficialmente ed è nascosto, ma che c’è, e che è più importante di quello che vediamo in superficie…

    • Ciao Tim, piacere di conoscerti e grazie di cuore per il tuo intervento. Provo a rispondere alla tua domanda.

      Tu hai elencato tutta una serie di passioni e di competenze che hai e che ti piacerebbe mettere a frutto, per crearti una tua professione indipendente sfruttando le opportunità del Web.

      Questo ragionamento è corretto, ma come scrivevo nel post, la cosa più importante all’inizio è “smettere di pensare a come monetizzarle” e concentrarti unicamente nel pensare a come tu potresti essere utile ad altre persone.

      Qual è un problema o esigenza specifica tu potresti risolvere a coloro che hanno le tue stesse passioni?

      Insomma non devi concentrarti su di te, ma devi piuttosto mettere a fuoco quali sono le esigenze degli altri e cosa tu puoi gli puoi offrire di utile, partendo proprio da quello che ami fare e sai fare meglio.

      Per ora è tutto, ti saluto e ti auguro una buonissima giornata.

  • Roberta

    e se non esiste un mercato in cui le persone stanno attivamente cercando le cose che io posso proporre? o se questo mercato fosse ormai saturo?

    • Ciao Roberta, in generale (non so esattamente di cosa ti occupi e cosa vuoi proporre) tu devi pensare a Internet come ad un oceano sterminato dove le persone cercano attivamente, usando Google o un altro motore di ricerca, le informazioni specifiche su quella cosa, o argomento specifico, che a loro interessa o necessita. Non sono alla ricerca di tutte le informazioni (o prodotti e servizi) che che gli potrebbero potenzialmente tornare utili. Ma solo quello che può soddisfare una loro specifica esigenza.

      Quando sono coinvolte altre persone, devono essere prese in considerazione le loro necessità: e cosa fare se, per esempio, ciò che tu puoi offrire a loro non interessa? Pensi che possano pagare per avere ciò che a loro non serve?

      Il mio consiglio quindi è quello di mantenere la tua concentrazione su un’equazione molto semplice:

      Ciò che tu sai fare bene e che ami fare + Ciò che altri necessitano davvero = Risultati concreti.

      Per poter fare questo è importante da parte tua fare uno sforzo iniziale, dimenticando per un attimo quali sono le informazioni e i servizi che a te piacerebbe creare.

      La strada da percorrere per riuscire ad emergere ed ad avere successo è quella di intercettare l’esigenza di chi accede a Internet per risolvere un bisogno specifico.

      Spero di averti dato qualche indicazione minimamente utile, ti auguro una buonissima serata.

  • Nyla315

    Ciao Alberto, ho trovato questo sito da un mesetto e fin dall’inizio mi ha dato ispirazione su cosa vorrei fare veramente nella mia vita.
    Attualmente sono in un punto fermo, due anni fa ho mollato lavoro con contratto indeterminato e sono partita per l’Alaska, dopo sei mesi sono tornata (per motivi di visto) e adesso sono qui a cercare e sognare un lavoro che mi dia libertà di poter viaggiare. Grazie a questo sito la mia mente sta cominciando a lavorare su quello che dovrei fare per poter ripartire, purtroppo non sempre mi riesce facile concentrarmi sull’obiettivo e a volte ricado nelle mentalità tradizionali come trovare un altro lavoro stabile che dia una sicurezza finanziaria. Il mio blocco è proprio la paura di non potermi lanciare di nuovo, soprattutto economicamente.
    Vi ringrazio di cuore perchè voi condividete esperienze e spero che un giorno potrò parlare anche io e dire come ho cominciato.

    • Ciao Nyla, piacere di conoscerti e grazie per aver condiviso la tua esperienza con noi e anche per i complimenti che fanno sempre molto piacere.

      Detto questo, io credo che il web oggi offra, a quelli come noi che sognano di potersi muovere liberamente, la grande possibilità di crearsi una propria sostenibilità economica indipendente da una posizione….Non è facile, ma nulla lo è!…..

      Riguardo le sicurezze, sei sicura che oggi esistano ancora lavori stabili che possano darti una sicurezza economica e sopratutto…che questa sicurezza economica si in grado di garantirti anche la tua felicità?

      Riguardo la paura invece ti consiglio di leggere l’ultimo post di Claudia che parla proprio di questo http://goo.gl/ysBjb2

  • Matteo

    Ciao Alberto, vi seguo dall’inzio e credo che il mio scoglio da superare sia quello di organizzare in maniera pragmatica l’eventuale flusso monetario dalla rete al mio cc. Se hai suggerimenti su come impostare quest’aspetto mi saresti di grande aiuto.
    Awakele a te!

    • Ciao Matteo, personalmente credo che l’unico modo di sfruttare il web per aumentare il flusso monetario sia quello di creare prodotti e servizi che soddisfino esattamente le esigenze del tuo pubblico, qualcosa che sia in grado di risolvere i problemi reali che loro hanno.

  • il mio sogno è essere indipendete da tutti i punti di vista. adesso vivo con i miei in un piccolo paesino della sicilia. io ci vivo malissimo. dopo essere ritornata da milano e aver visto la vita la libertà respirare l aria…dopo essere tornata dal canada… ho capito. tutti mi dicono che dovrei mettere la testa a posto perchè pretendo e vorrei quello che nemmeno so. ma il punto è uno io voglio andare a vivere all estero punto. ho bisogno solo di un lavoro e quello che ho è un diploma alberghiero e un stupendo contagioso sorriso che amo mostrare perchè mi si riempie il cuore vedere sorridere la gente insieme a me. trasmettere la mia solarità. dunque in questo paesino sono diventata quella che non sono e vivo male,perchè io sono uno spirito libero , io voglio viaggiare lavorando per il mondo. solo che vorrei il più possibile aiuto. grazie nomadi digitali su facebook che ci son cose che non mi fanno mollare e sperare in qualsiasi situazione io mi trovi. vorrei che tutti si potessero aiutare a vicenda per realizzare ognuno il proprio sogno.

    • Ciao Debora, capisco perfettamente la tua esigenza.
      Io sinceramente non mi farei influenzare più di tanto da quello che mi consigliano gli altri. Steve Jobs una volta ha detto: “Il tuo tempo e’ limitato, dunque non sprecarlo vivendo la vita di qualcun altro. Non lasciare che il rumore delle opinioni altrui sovrasti la tua voce interiore, il tuo cuore e il tuo intuito. Questi ultimi sanno bene cosa realmente tu vuoi diventare. Tutto il resto e’ secondario.”

      Detto questo, il mio consiglio, se vuoi sfruttare il Web per crearti una professione indipendente che ti permetta di realizzare il tuo bisogno di indipendenza e di libertà, è quello di smettere di cercare un lavoro che potresti fare partendo dal diploma o dal titolo di studio che hai. Inizia piuttosto a pensare a cosa veramente ti piace fare e a come potresti creare valore per altre persone.

      Concentrati su quello che ami fare veramente, comincia a pensare a come potresti sfruttare i tuoi punti di forza per realizzare qualcosa di unico.

      All’inizio non devi pensare ai guadagni, quelli sono una conseguenza, pensa piuttosto a fare qualcosa che ami per d’avvero, qualcosa in cui credi, dove puoi mettere tutta la tua passione, qualcosa che possa portare valore e utilità agli altri.

      Trova il tuo stile unico e scatena la tua creatività!

      Tu dici: mi si riempie il cuore vedere sorridere la gente insieme a me, trasmettere la mia solarità…questo può essere un ottimo punto di partenza,
      cerca di capire come potresti sfruttarlo al meglio.

      Potresti ad esempio iniziare creando un tuo canale youtube, per trasmettere ad altri la tua allegria, per aiutarli a soddisfare un loro problema o interesse specifico.

      Guarda ad esempio quello che sono riusciti a fare questi ragazzi partendo dal nulla.

      http://www.youtube.com/user/willwoosh
      http://www.youtube.com/user/ClioMakeUp
      http://www.youtube.com/user/lamentecontorta
      http://www.youtube.com/user/DoesntmatterPodcast
      http://www.youtube.com/user/CutiePieMarzia
      http://www.youtube.com/user/nigahiga
      http://www.youtube.com/user/smosh
      http://www.youtube.com/user/PewDiePie

      Altrimenti potresti pensare a creare un tuo podcast audio ( http://www.italianindie.com/blog/creare-un-podcast#.U76m7Pl_uSo )

      Insomma di cose da fare ce ne sono tantissime e non ti servono capitali o investimenti per iniziare, ti serve solo la volontà di iniziare.

      Questi chiaramente sono solo degli esempi, ma spero possano servire per farti capire che la cosa importante è trovare una la tua mission! Datti un obbiettivo in cui credere e inseguirlo con tutte le tue forze, impara quello che ti serve, sbaglia e ricomincia, ma non smettere mai di inseguire il tuo sogno.

      Spero di averti dato qualche consiglio utile, a presto e buona serata.

      PS** Io invece adoro la Sicilia e penso che presto mi ci trasferirò per un po!

      • ahahah bene i punti di forza in Sicilia sono le spiagge e il mare. e kmq grazie immensamente di cuore! :*

  • Luciana

    Ciao Alberto, vi seguo da più di un anno e date forza alla mia idea di vita. Tante cose sono successe in quest’anno che mi stanno avvicinando allo stile di vita da “nomade digitale” e in questo periodo più che mai mi trovo davanti ad una scelta che potrebbe essere decisiva in questo senso. Questo post l’avevo letto un po’ di tempo fa ed era rimasto lì, come un bel post che mi ha fatto riflettere. L’ho riletto oggi con altri occhi ed è stata una conferma al mio obiettivo: essere utile agli altri, creando qualcosa di diverso. Non so come andrà a finire, se troverò persone che vogliono credere nel mio progetto itinerante, se sarò brava io a comunicarlo, vedremo…nel frattempo io ci provo e se dovesse andar bene, sicuramente scriverò a voi e tutta la community. Continuate così!

    • Ciao Luciana, grazie mille per il tuo feedabck.
      Sono contento che Nomadi Digitali ti abbia dato degli spunti utili per riprogrammare la tua vita e che il mio post ti sia stato utile per trovare una direzione percorribile.

      Per ora ti faccio il mio più grande in bocca al lupo per tutto e spero di avere presto tue news!

      Quando e se hai voglia di condividermi il tuo progetto, sarò contento di poterti dare il mio feedback personale.

      A presto e buona serata.

  • Silvia

    Ciao Alberto,
    mi mancano le parole per descrivere cosa sto provando da quando sono “inciampata ” in questo sito. In pochi giorni ho divorato le vostre storie e mi sono quasi venute le lacrime agli occhi leggendo i commenti a questo post.
    Immagino che tutto ciò possa sembrare esagerato ma corrisponde a realtà.
    La mia vita è stata esattamente l’opposto di quella che anelano i lettori di questo sito : super convenzionale e impostata da altri per me.
    A quarant’anni, una famiglia e tutto ciò che apparentemente si deve avere per essere felici, qualcosa in me si è rotto in mille pezzi e ( per fortuna) ha lasciato uscire la mia vera natura. Io sono una nomade , lo sono sempre stata . Viaggiare,visitare quanti più posti nel mondo, riempirmi gli occhi e il cuore di tutti i tramonti possibili , sono alcune delle cose che mi fanno scorrere il sangue nelle vene al solo pensarci.
    Purtroppo le scelte di vita che ho fatto ( tra cui tre figli ) mi impediscono di fare la travel blogger o qualche professione simile .
    Eppure non voglio rinunciare ai miei sogni, ora che mi sono concessa di guardarli veramente in faccia. Sto permettettendo per la prima volta a me stessa di lottare per la mia libertà ( di movimento ma anche finanziaria) e grazie a te e a tutti quelli che hanno contribuito ai contenuti di questo sito, ho cominciato a lavorarci sul serio.
    Magari non potrò fare davvero la travel blogger, ma grazie a internet e all’inglese troverò il modo di crearmi una professione e di girare il mondo comunque !!
    Grazie di nuovo e buon lavoro !!

    • Ciao Silvia, grazie a te per il tuo feedback che ho molto apprezzato e che mi spinge a fare sempre meglio.

      Se posso darti un consiglio, non partire pensando se fare la travel blogger, la fashion blogger piuttosto che la scrittrice o la traduttrice…Pensa piuttosto ad un prodotto o servizio che tu potresti offrire sul web e che altre persone desiderano acquistare.

      Come ho scritto in questo articolo, chiediti:

      Qual è il mio obiettivo?

      Cosa possiedo io che può servire al mondo?

      A chi possono davvero servire le mie capacità?

      Parlando di me stesso con un’altra persona, quale attività potrei dirgli che sono bravo a svolgere?

      Non pensare in termini di blog pensa piuttosto a creare qualcosa (un prodotto/servizio) che possa aiutare un gruppo preciso di persone a risolvere un problema o un’esigenza specifica.

      Per ora è tutto, ti saluto affettuosamente e ti auguro una buonissima serata.

  • luis

    Ciao Alberto,

    eccomi qua, non credevo sarei mai arrivato a scrivere in un blog di nomadi, ma in qualche modo mi stai aprendo un mondo. Vivo in Puglia, in un paese della murgia barese, insomma circondato da paesaggi splendidi, sapori e mare divini. Nonostante ciò, questa realtà mi è sempre stata stretta e così ho iniziato a viaggiare in giro per l’Europa non appena avevo tempo e soldi a disposizione. Nella vita mi sono occupato di tantissimi lavori in vari settori, dall’amministrazione contabile al barman d’albergo, operatore del benessere/ massaggiatore, mestiere quest’ultimo ahimè non regolamentato affatto in Italia. La passione per i viaggi mi attanaglia costantemente e così mi trovo a chiedervi “aiuto”. Non riesco più a capire a quale mestiere sarei più portato oppure a quali doti pratiche attingere , perciò ho riflettuto sulle mie ipotetiche “potenzialità digitali”e forse l’ho capito… Come ho detto in qualche rigo fa,nel corso degli anni ho sempre cambiato settore lavorativo e non solo, cosa che mi ha permesso di condurre vari colloqui di lavoro in tutti i tipi di settore in italia e all’estero, e di conseguenza a capire come fare per rendermi sempre più “competitivo” al successivo datore di lavoro. Molti miei coetanei non sono in grado di affrontare tutti questi step :redigere un buon Curriculum e affrontare un colloquio di lavoro, e alla base di tutto ciò non sono capaci di CERCARE un lavoro . A questo punto stavo pensando che potrei sfruttare la mia esperienza nella ricerca per aiutare le persone che ne hanno bisogno. Capito questo però mi rendo conto che il signor Google è pieno di siti che aiutano a redigere un Cv , ecc ecc…
    Concludo con il ringraziarti , complimentandomi di cuore..
    Thanks so much 🙂

    • Ciao Luis, piacere di conoscerti e grazie per il tuo contributo.

      Il consiglio che io posso darti non è quello di pensare a quale mestiere tu puoi fare o a quali pratiche attingere.

      Devi partire prima di tutto da quello che tu ami fare profondamente ( questo manca completamente nella tua descrizione) e capire poi come con la tua grande passione + le competenze che hai acquisito nel corso della tua vita, puoi aiutare altre persone (un gruppo specifico) a risolvere i loro problemi o le loro esigenze specifiche.

  • Max

    Grazie Alberto, leggo che già tantissimi altri hanno speso grandi apprezzamenti sul vostro lavoro e su voi stessi. : mi unisco al coro.
    Oltre ai saggi consigli e suggestioni che dispensate a piene mani e di cui terrò religiosamente conto , devo confessarvi che mi è stato molto utile leggervi perchè trovo che anche se non dovesse andare a buon fine il mio progetto (una volta che l’avrò determinato ovviamente ), , questa mia ricerca mi ha portato la possibilità di indagare ulteriormente dentro me stesso, i miei bisogni e le mie aspirazioni e quindi di conoscermi molto meglio . E comincio a capirci qualcosa. Grazie

    • Ciao Max, grazie a te! Credimi guardare in te tesso e partire dalla quelle che sono le tue passioni e competenze è l’unico modo per trovare pian piano una strada che possa essere realmente percorribile! Le bacchette magiche non esistono e le soluzioni preconfezionate non funzionano.

  • Isabella

    Ciao alberto, anche questo articolo é illuminante! Mille grazie

  • Massimo

    Buonasera Alberto
    Si ho letto quello che scrivi ed è molto bello, coinvolgente.
    Ma io vedo due problemi, uno, la difficoltà di guardarsi dentro e capire cosa uno possa dare agli altri e come possa contribuire in questo nostro Mondo, per quello che mi riguarda, è una cosa quasi impossibile, io so fare forse molto di pratico, anche tecnologicamente, me la cavo, ma quando vedo le professioni ricercate, e qua arrivo al secondo problema, mi dico: io sono un incapace cronico.
    Hai letto le figure ricercate? Ci vuole solo una laurea per capire che vogliano dire quelle figure professionali, e io, che ho solo una semplice qualifica, che ho sempre fatto il dipendente, prima operaio e poi tecnico audio e video, non mi sento certo all’altezza di quelle ricerche, questo vuol dire che io non potrò mai diventare un nomade digitale e che per me la rete non ha nulla da offrire? Devo quindi tornare al “modo classico” di pensarla e di cercare un lavoro, perchè con il metodo da te descritto, io non mi ci posso vedere.
    Grazie a chi mi ha letto e chi mi vuole rispondere.
    P.S. Io sono di Alessandria, se qualcuno volesse condividere, anche nella realtà delle idee e magari qualche “piano strategico”, fatemelo sapere. Grazie ancora.

  • Beatrice Camanni

    Grazie per questo articolo. Vedo che i commenti risalgono a un paio di anni fa; io lo leggo solo ora anche perchè da poco ho scoperto questo meraviglioso sito “di speranze”. Leggo le vostre parole e mi sembra di leggere della mia vita, di continue rincorse ad un posto fisso decente per pagare mutuo e bollette mentre i sogni rimangono nei ritagli di tempo (i miei quello di scrivere e quello di disegnare). Cerco disperatamente vie d’uscita per conciliare tutto e fatico a trovarle. Cerco di seguire questi consigli e mi accorgo però che non ho un unico vero “talento” o “sapere” che mi distingua dagli altri che sono sempre più giovani o più aggiornati o più preparati di me. Vorrei solo una vita diversa. Dopo questo mese di agosto facendo i nomadi tra italia e francia mi sono accorta di quanto riufiuti il computer quando diventa padrone del mio tempo e smette di essere un mezzo per fare altro, per comunicare, per leggere cose interessanti. Voglio un vita più lenta, più vera, una vita mia, non di corse tra traffico,ufficio, casa, spesa, schivando la pioggia che qui cade troppo spesso e poi … la verità è che sono troppo troppo lontana dal mare e così non si può vivere più!

    • Ciao Beatrice,
      capisco perfettamente la tua esigenza. Ma cambiare vita non è assolutamente facile per nessuno e richiede una fortissima motivazione.

      Purtroppo però non basta dire “non voglio più questo” o semplicemente “voglio una vita più vera”. Occorre un’analisi molto più profonda che ti permetta di avere un obiettivo chiaro e preciso da raggiungere, quello che potremmo definire “il tuo scopo”.

      Il vero problema è che il 99% delle persone, sanno benissimo quello che non vogliono più dalla loro vita, ma solo 1% sa esattamente cosa realmente vuole.

      Un obiettivo per essere raggiungibile deve essere, verso qualcosa, non può essere semplicemente, via da. Come faccio ad andare da A a B se non so esattamente cosa è, e dove sia trova il punto B

      Ricordati sempre che ognuno di noi ha una propria unicità e il fatto che si possano avere più passioni o più talenti è solo un vantaggio, il problema è che manca il famoso “Scopo” è quello che devi trovare.

      Avere un vero scopo nella vita significa avere una ragione per vivere, un obiettivo preciso, qualcosa su cui concentrare i propri sforzi. Perseguire il nostro scopo è l’unica cosa che ci permette di vivere in armonia con noi stessi.

      Il fatto che gli altri sembrino sempre più giovani o più aggiornati o più preparati di noi, è solo una scusa che ci diamo per non agire, il motivo è semplice “non abbiamo ancora individuato il nostro scopo”

  • Sventrex

    Commentavo poco tempo fa un articolo di un nomade digitale sottolineando l’importanza di affrontare il cambiamento con un nuovo modello mentale. E soprattutto di come molti, erroneamente, iniziano con i blogs pensando di guadagnare molti soldi. Alberto con questo articolo non fa altro che confermare le mie premesse.
    Credo fermamente che il marinaio di Seneca non sia una figura che possa descrivere la filosofia del nomade digitale.
    Spesso io ho iniziato le mie esperienze non tanto focalizzandomi sull’arrivo…ma su quello che avrei scoperto passo dopo passo. Viaggiando sperimento nuove passioni, interessi e stimoli. Conosco nuove persone, assaporo spezie e cibi diversi. Questa nuova consapevolezza mi ha spesso spinto a cambiare il mio itinerario e spingermi oltre.
    Questo mi ha aiutato non solo a crescere come persona ma anche come professionista.

    • Grazie per il tuo contributo. Condivido in pieno quello che tu vuoi comunicare, anche se per alcune persone, cambiare il proprio stile di vita e partire all’avventura è più difficile sopratutto per le persone che hanno una famiglia e figli al seguito.

      • Sventrex

        Ciao Alberto grazie per la tua risposta. Ho letto di molte coppie che si sono trasferite, con o senza figli, cosí anche molti singles. Io credo che i veri muri della prigione siano i limiti che uno pone a se stesso. Confini invalicabili.
        Bisogna essere culturalmente preparati per fare una scelta del genere. Non voglio criticare nessuno, ma qualcuno non parte perché spesso non conosce le lingue, o perché non saprebbe cosa fare, o semplicemente perché, come detto in precedenza, ha vissuto in un mondo per tanti anni ed ha una singola visione della vita.
        Poi ci sono quelli che invece si ripromettono sempre di cambiare con l’anno nuovo.
        Secondo me, per prepararsi, ognuno di noi, soprattutto su internet, può avere accesso ad una miriade di informazioni e di fonti gratuite. L’importante, come detto, é fare il primo passo e cercare le “dritte” giuste.
        Ognuno scopre veramente la persona che ha dentro e le proprie potenzialità proprio quando esce dalla zona di comfort e si confronta con scenari diversi….che soddisfazione!! E’ dura all’inizio ma poi ci si fa l’abitudine. Te lo dice uno che pur non essendo nomade digitale, non ha mai attaccato “lo zaino” al chiodo (sia nella vita che nel business). Il mio prossimo passo sarà proprio quello di abbracciare questo modello di vita nella sua completa espressione.

        • Sono perfettamente d’accordo con te, ma uscire dalla zona di comfort non significa necessariamente mollare tutto e partire facendo un salto a piedi pari verso l’ignoto. Uscire dalla propria zona di confort significa piuttosto acquisire una nuova consapevolezze per poi ogni giorno apprendere qualcosa in più, facendo un passetto in avanti, uscendo fuori da quella linea che finora a rappresentato il nostro confine sia esso fisico o mentale.

          • Sventrex

            Nessun salto a piedi pari…infatti come ho detto bisogna prepararsi prima. L’età e la situazione familiare certamente influiscono su questa scelta. Tuttavia anche con la giusta preparazione poi c’é chi ce la fa e chi no. Come ti ho detto é un passo che richiede un modello mentale nuovo e flessibile. Non é facile…anzi. Grazie ai blogs come il tuo ognuno poi può scegliere gli ingredienti giusti e preparare la propria ricetta. Un abbraccio!

  • cadrega movies

    Ciao Alberto.
    Mi chiamo Federico e sono un novello del sito. Forse non ancora di questo stile di vita, ma sto vivendo una fase di maturazione e realizzazione, che vorrei condividere per ricevere magari qualche parere.

    Come molti della mia generazione (ho quasi 29 anni) sono cresciuto nella bambagia che i miei genitori hanno disposto per me e mio fratello con sacrifici e lavoro e sono cresciuto con l’idea che la vita debba essere vissuta, più o meno, in questo modo: pianificare, lavorare, raggiungere obiettivi e goderne (forse) quando si smetterà di lavorare in futuro.
    Per me questo stile di vita non si è ancora concretizzato, forse perchè mi sono laureato tardi, forse perchè ho fatto lavori non professionalizzanti, o “a provvigioni”, e quindi non sono mai entrato effettivamente nel circolo vitale scandito dal ritmo ufficio-casa-ufficio.

    Sono però appena tornato da due viaggi totalmente differenti tra di loro: il primo è stato in Spagna, il secondo in Slovacchia e Ungheria.

    In Spagna ho partecipato ad un progetto, finanziato dalla Commissione Europea, e ho vissuto una decina di giorni con ragazzi provenienti dall’Estonia, dalla Grecia, dalla Spagna, dall’Ungheria e dalla Romania. Qui abbiamo passato più di una settimana all’insegna di attività sportive, giochi di gruppo, workshop sul tema dello sport e dello sviluppo di organizzazioni sportive. Ci sarebbe parecchio da scrivere in merito, ma non mi dilungo e racconto solo come ho vissuto questo tipo di esperienza. Le sensazioni sono state totalmente positive e durante quei giorni mi sono sentito pieno di vita e entusiasmo, giornate lunghe e attive, momenti di confronto con altri ragazzi che condividono con me una sorta di incertezza sul proprio futuro e spunti vari su come si potrebbe vivere seguendo questo flusso di emozioni.
    Partecipare a progetti come questo, Servizio di Volontariato Europeo (SVE), volontariato generico o altro ancora.

    Il secondo viaggio, invece, è stato diametralmente opposto: ho passato una decina di giorni tra Bratislava (dove vive e lavora mio fratello) e Budapest (dove mi ha ospitato un ragazzo conosciuto durante il progetto di cui ho parlato sopra). Ho deciso di intraprendere questa seconda esperienza perchè sono venuto a conoscenza delle opportunità di assunzione da parte delle più grandi e famose multinazionali in queste città. Mio fratello stesso lavora presso una di loro in questo momento.
    Non sto a spiegare l’ovvio, i costi del lavoro in questi Paesi sono più bassi e con uno stipendio medio di 800€ è possibile per un ragazzo italiano iniziare una carriera in una multinazionale, cosa altamente improbabile in Italia.

    Qui sono entrato in conflitto con me stesso.

    Mentre in Spagna mi sono sentito vivo, felice, pro attivo ed entusiasta, in Slovacchia e Ungheria le mie emozioni sono state quelle di rassegnazione ad una vita tra ufficio, casa e il poco tempo libero in cambio di una prospettiva di carriera. Ho iniziato a pormi delle domande pericolose e destabilizzanti: “Le mie migliori 9 ore del giorno, valgono 800€ al mese? Vivere in un posto non scelto ma imposto dalle dinamiche globali? Sacrificare me e il mio tempo a fronte di una carriera comunque da dipendente?”.

    Concludo, e mi scuso per la lungaggine, dicendo che se sembra ovvio quali sensazioni ho preferito vivere, non è altrettanto ovvio riuscire a rompere la “struttura sociale” in cui siamo nati e cresciuti e decidere a dedicarmici a pieno. Dopo tutto anche io ho un debole per una vita agiata e nel benessere.

    Spero di essere stato chiaro con il mio racconto e spero di non essere l’unico a vivere un momento tale di indecisione e instabilità. Se qualcuno volesse consigliare, raccontare, approfondire io ne sarei contento.

    Alberto,
    grazie per lo spazio e la disponibilità che concedi a tutti di raccontarsi e condividere.

    Un saluto,

    Federico

    • Ciao Federico,
      grazie a te e grazie mille per aver condiviso la tua storia.
      Personalmente capisco perfettamente la sensazione che provi e che hai abilmente descritto nel tuo commento.

      Io credo che stiamo attraversando un periodo di cambiamenti profondi e definitivi. A mio modo di vedere continuare a pensare che siamo in solo in un momento di crisi economica e che prima o poi tutto tornerà ad essere come prima è un gravissimo errore. Non possiamo continuare ad usare come modelli quelli che erano funzionali alla generazione precedente alla nostra, vissuta nel pieno sviluppo dell’era industriale che è ormai finita per lasciare spazio all’era della conoscenza.

      Finora abbiamo cercato la nostra felicità nella stabilità, la sicurezza nel posto di lavoro fisso e il benessere nelle possesso di beni e di proprietà immobiliari. Questo nostro benessere si è trasformato lentamente in una nuova schiavitù, in un modello che è difficile da raggiungere e da mantenere (basta guardarci intorno) e soprattutto che non ci soddisfa ma ci crea ansia e frustrazione

      Oggi viviamo in una società estremamente fluida in cui l’unica certezza che abbiamo è che domani sarà diverso rispetto ad oggi. Nonostante questo il lavoro continuerà ad occupare gran parte del nostro tempo (l’unica vera essenza di cui è fatta la vita), ecco perchè è fondamentale che il nostro lavoro sia bilanciato e ben allineato con la nostra identità e con i nostri valori, così come tutte le altre attività importanti della nostra vita.

      Non possiamo più limitarci a cercare un posto di lavoro, ma dobbiamo capire in cosa noi possiamo diventare eccellenti, partendo da quello che amiamo fare, che ci riesce meglio e in cui crediamo profondamente. Questo è l’unica cosa che ci garantirà un futuro felice e ci permetterà di realizzarci personalmente e professionalmente.

      La domanda giusta da farsi a mio modo di vedere non è “che lavoro posso fare per…” ma piuttosto “in cosa io posso diventare eccellente?”

  • Bala

    ottimo spunto che sto mettendo in atto…

    • Grazie e in bocca al lupo per tutto!

  • Stefania Stimolo

    Ciao Alberto,
    ho appena letto il tuo post e sono pienamente d’accordo con te!
    Fino ad oggi ho solo viaggiato per il gusto di scoprire e conoscere.. ma poi si, il “tornare alla base” ogni fine mini-viaggio mi stava sempre più stretto al punto che la mia missione è diventata creare un sistema ad hoc per me!
    Ho appena finito il famoso working holiday visa in Australia dove per un anno mi sono solo guardata dentro e intorno mantenendomi. Ho evitato di farmi assorbire anche da questo sistema, in quanto appunto è un sistema! E credo che la mia strada per un bel po’ sarà quella di diventare un “nomade digitale!”
    Ho pensato alla mia storia personale, esperienze e a ciò che mi piace fare che possa essere utile agli altri, senza guardare un minimo la concorrenza (se ci credi, c’è posto per tutti in questo mondo) e come per incanto HO LA MIA IDEA!
    Quindi… FORZA E CORAGGIO.. mettiamola in atto!
    Bello leggere un post come questo, dove ci si ritrova in pieno, e capire DOPO che siete una squadra di persone che MOSTRA che tutto ciò è possibile… per me UN SOGNO BEN DEFINITO.. che diventerà presto realtà!

    Lavorare viaggiando..
    Stefy!

    • Ciao Stefania, piacere di conoscerti e grazie di cuore per la tua testimonianza. Non conosco la tua idea e quindi non posso far altro che farti un grandissimo in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti!

  • Christian Cavallin

    Alberto è da quando siete nati che vi seguo, ma devo dire che per quanto io mi sforzi a leggere le interviste fatte a persone che vivono da nomadi digitali, o le tue testimonianze, ancora non ho capito in termini pratici come mantenersi e avere la libertà di movimento, si parla sempre in termini molto teorici e sicuramente emozionali, chi non vorrebbe avere la libertà di guadagnare potendo vivere in posti diversi ogni giorno, dimmi in termini pratici, come riesci ad avere uno stipendio, che rinuncia hai dovuto fare, che professionalità hai dovuto acquisire per vivere così, altrimenti si parla sempre di aria fritta

    • Ciao Christian, capisco la tua frustrazione, ma invece di dire che si parla di solo di aria fritta, perchè non leggi e ascolti con maggiore attenzione i contenuti, le guide, le interviste e tutto quello che trovi sul nostro sito. Le risposte alle tue domande ci sono già tutte, ma forse sono diverse da quello che tu ti aspetti.

      Purtroppo la soluzione preconfezionata e pronta all’uso non esiste, sei tu che devi trovare la tua strada e il tuo modo di sfruttare il web per conquistarti la libertà di vivere e di lavorare ovunque, nessuno può indicarti la strada giusta per te, la devi trovare da solo, partendo da quello che ti piace fare, che sai fare meglio e che può creare utilità per gli altri. Le possibilità sono praticamente infinite.

      Riguardo il discorso di avere uno stipendio, quasi nessuno di noi ha uno stipendio inteso nel senso tradizionale del termine. Se vuoi diventare un nomade digitale devi dimenticarti il posto fisso, il lavoro sicuro e guardare al lavoro come alla ricerca di un impiego. Noi siamo imprenditori di noi stessi e veniamo pagati da chi compra i prodotti/servizi che decidiamo di offrire sul mercato attraverso il Web. Quali sono i servizi o i prodotti che offriamo sul mercato? I più diversi. Vanno dalle consulenze professionali nei più disparati settori, alla progettazione, scrittura, a prodotti editoriale, prodotti fisici e prodotti digitali…le possibilità sono davvero infinite.

      Se leggi e ascolti con maggiore attenzione le interviste (Storie) che trovi sul nostro sito, i protagonisti spiegano in maniera precisa e puntuale come riescono a guadagnarsi da vivere lavorando ovunque grazie a Internet.

      Riguardo le competenze che devi acquisire, questo dipende da quello che tu vuoi fare e proporre sul web. Il Web non è un nuovo mercato del lavoro ma è un potente mezzo di comunicazione che ti permette di entrare in contatto con persone che hanno problemi ed esigenze da risolvere, se tu che devi capire cosa puoi offrire a queste persone (aziende) che loro siano disposte a comprare!

      • Christian Cavallin

        Grazie Alberto per la tua puntuale risposta, devo dire che un adesso sicuramente mi è tutto più chiaro.
        Riguardo alle storie, tutto quello che trovo sono persone a cui è passato davanti un treno e hanno saputo prenderlo, mi spiego meglio le storie di Mary, Tommaso, Elisa indicano persone che già stavano facendo un percorso lavorativo da freelance, per loro non è stato difficile e non c’è stato un vero cambio di vita da es. impiegato con stipendio fisso a nomade digitale (come nel tuo caso se non erro), pertanto è difficile leggendo queste storie immaginare che questo percorso sia alla portata di tutti, sopratutto come nel mio caso se si ha anche una famiglia con dei figli.
        con queste frasi ti volevo spiegare perché per me era difficile individuare qualcosa di concreto da fare sul web, ma sicuramente ora mi hai dato una mano a capire.
        Mille grazie

        • Ciao Christian, capisco quello che vuoi dire, ma non è assolutamente così, e non lo dico per contrastarti, ma perchè è la verità! Nessuno di noi è passato da un lavoro tradizionale ad un lavoro da freelance o da imprenditore online in maniera semplice, senza dei dubbi, dei traumi e senza prendersi dei grandi rischi. Allo stesso modo a nessuno di noi è “capitata l’occasione”, ( nessuno ci paga per essere nomadi digitali) ognuno di noi ha fatto in modo di crearsela da solo prendendosi delle responsabilità, purtroppo le certezze in questo mondo non esistono ( credo che ormai non esistano da nessuna parte)

          Allo stesso modo però, io e nessun altro, abbiamo mai affermato che questo stile di vita sia per tutti…ci mancherebbe altro. Il nomadismo digitale è solo una possibile alternativa ad uno stile di vita tradizionale, una possibilità per chi sente davvero la necessità di cambiare qualcosa e di rendersi indipendente e libero di lavorare ovunque.

          Del resto è più che normale che fare delle scelte ( qualsiasi esse siano) quando sia ha una famiglia o altre condizioni che limitano le nostre decisioni è più difficile rispetto a chi non ha impegni e obblighi verso nessuno, ma però non si può dire a priori che “non si può fare” e questo le testimonia il fatto che sono tanti quelli che ci riescono. Semmai bisogna farlo con più attenzione, non facendo scelte azzardate, senza mollare tutto di punto in bianco, ma muovendo un piccolo passo alla volta nella direzione che vogliamo raggiungere.

          A mio modo di vedere, quello che fa tutta la differenza è la motivazione, ovvero quanto tu davvero ritieni sia importante fare una scelta del genere per il tuo bene e per il bene della tua famiglia. La motivazione ( motiv – azione ) è il motivo che ti spinge ad agire. E’ important capirlo. Ci sono persone che hanno fatto questa scelta perchè non riuscivano più ad essere felici facendo uno stile di vita tradizionale. In questo caso per loro “cambiare” era divenuta una questione di sopravvivenza e non più una scelta.

          Inoltre essere nomade digitale, a differenza di come si pensa, non significa necessariamente essere sempre in giro per il mondo, significa invece conquistarsi la libertà di poter vivere e lavorare ovunque. Ognuno poi è libero di scegliere come utilizzare questa libertà e quale stile di vita condurre in base alle proprie esigenze. ( su questo ho già scritto in passato: http://goo.gl/EVxmED )

          Ti consiglio anche di leggere questo post di Giuseppe ( http://goo.gl/Sc3ywk ) dove racconta al sua esperienza. Anche lui ha famiglia e ha scelto un nomadismo digitale più soft per così dire. Secondo me puoi trovarci degli spunti interessanti. Se vuoi puoi anche scrivergli nei commenti, è una persona molto disponibile, per sentire il suo parere e magari qualche consiglio.

          Per ora è tutto, ti saluto e ti auguro una buonissima serata.

          • Christian Cavallin

            Consigli importanti e motivazionali i tuoi.
            Penso che solo per il fatto che condividiamo dei dubbi da parte mia consigli da parte tua io sia molto attratto dal capire come poter cambiare stile di vita, che mi sta stretto e che riprendendo il tuo discorso anche per me è diventato una questione di sopravvivenza.
            leggero con attenzione la testimonianza che mi hai suggerito, e ti ringrazio per aver dispensato consigli come solo gli amici fanno.
            ricambio l’augurio di una buona serata

  • Daniele Dal Gesso

    Ciao Alberto, come hai detto tu la chiave in tanti aspetti della vita è sintonizzare il cervello nella vibrazione giusta. Ho iniziato da poco un percorso di crescita personale e ho avuto buoni risultati o per lo meno migliori di quanto mi aspettassi.

    L ostacolo però che non riesco a superare è per l appunto diventare un nomade digitale in quanto uno dei miei desideri più profondi è quello di viaggiare… Che sia a piedi, in bici, in moto, in auto, in camper o in qualunque altra maniera non è rilevante in quanto mi affascinano tutte. Il mio blocco arriva quando devo sfruttare le mie capacità per ottenere questo obbiettivo in quanto non credo di aver nulla che possa interessare davvero. Ho 25 anni, ho lavorato per 6 anni come pizzaiolo e altri 3 come guardia giurata (mestiere che ho tutt ora) e non ritengo che le competenze che ho acquisito possano essere di molto interesse. Se poi penso per cosa sono famoso tra gli amici é l essere lo “psicologo” del gruppo. Ho un buon intuito, capacità di comprendere le persone e dinamiche sociali… ma anche questo non so come sfruttarlo nell ottica del nomade digitale.

    Hai qualche consiglio da darmi?
    Grazie!

    • Ciao Daniele,
      piacere di conoscerti e grazie per il tuo contributo.
      Personalmente credo che la motivazione che debba spingerti a diventare un ND non possa essere semplicemente il viaggio. Mi spiego meglio. Se la tua passione è viaggiare, con l’obiettivo di conoscere e scoprire il mondo, ci sono tantissimi modi per farlo anche senza crearsi una carriera professionale da remoto. ( Ti consiglio di leggere il libro di Rolf Potts: Vagabonding. L’arte di girare il mondo https://amzn.to/2CougAX) Oppure potresti sfruttare la tua precedente professione, come ad esempio ha fatto Ciro ( http://www.italiansinfuga.com/2015/11/10/pizzaiolo-in-giro-per-il-mondo/)

      Se invece la tua motivazione è quella di crearti un’attività da remoto che ti consenta di lavorare ovunque tu scegli di andare, ( non è facile lavorare da remoto spostandosi continuamente da un paese all’altro), devi prima di tutto capire “cosa ti piacerebbe veramente fare” ( non cosa sai o non sai fare), “quali sono le tue abilità e talenti naturali” ( questo in parte lo hai già elencato), “cosa sei bravo a fare” e per ultimo “come puoi creare del valore/utilità per risolvere problemi o esigenze reali di altre persone”. Persone che accedo ad Internet perchè hanno quel problema/esigenza da risolvere.

      Purtroppo le possibilità per crearsi un’attività da remoto sono veramente infinite ( ti consiglio di leggerti questo articolo: https://goo.gl/fyxVgW) e non è facile suggerire un percorso professionale partendo dalle competenze che fino ad ora hai acquisito. Oggi è facile acquisire in breve tempo nuove competenze, quello che è veramente difficile è capire “cosa realmente si vuole fare della propria vita”!

      Io mi sento di consigliarti di iniziare proprio da li!

  • Francesco Centarrì

    Ciao Alberto, mi chiamo Francesco. Io ed il mio compagno siamo due viaggiatori. Abbiamo avuto la fortuna di viaggiare (in modo indipendente) in India, Nepal, North Pole, Asia, Africa, America Latina ed Europa e continuiamo ad alimentare la nostra grande passione. Siamo due musicisti ed insegnanti di Canto e Pianoforte… Lavoriamo a scuola e prevalentemente anche in modo autonomo. Abbiamo molto tempo in estate da dedicare ai nostri viaggi e spesso siamo via dall’Italia per due mesi. Il fatto di essere musicisti (io sono un cantante JAZZ) mi ha anche dato occasione di partire in tournée all’estero. Quest’estate sarò in tournée a Rio de Janeiro. Veniamo alle note dolenti: ogni anno che passa e dopo ogni viaggio l’idea (ed anche la pratica) di ritornare a casa e vivere la routine che mi radica qui mi toglie sempre più l’aria. Mi piacerebbe vivere in giro per il mondo perché è del mondo che mi sento figlio. Amo scrivere e cerco di razionalizzare concetti che ultimamente diventano sempre più pressanti “cambiare vita” e forse la paura, lecita, toglie poeticità e possibilità al mio sogno. Che ne pensi

    • Ciao Francesco,
      piacere di conoscerti e grazie per aver condiviso parte della tua storia personale e professionale. Personalmente credo che la paura di cambiare sia umana. Molto spesso però la paura di cambiare è in realtà paura di fallire, di non riuscire a realizzare quello che in realtà ci siamo preposti di fare. Nello stesso tempo io ho una visione leggermente diversa del Nomade Digitale. Molto spesso questa figura è associata a quella di un “viaggiatore”, come se il viaggio fosse il fine ultimo dell’essere ND e non invece un’opportunità da sfruttare, uno strumento nella ricerca di se stesso, sia come uomo che come professionista. Per quanto mi riguarda invece essere nomade digitale significa principalmente poter lavorare da remoto in modo flessibile da qualsiasi luogo del mondo tu voglia. Questo presuppone la possibilità di andare ma anche di tornare, o semplicemente di cambiare luogo quando ne sentiamo il bisogno! Essere nel posto giusto al momento giusto significa saper ascoltare di cosa abbiamo bisogno in quel momento per stare bene. Il mare, la montagna, la campagna, la città, questi luoghi possono essere mutevoli in base al ciclo che stiamo vivendo….Non è solo una questione di Km da percorrere o di paesi da visitare. Mentre la possibilità di viaggiare, anche per lavoro, esiste da sempre – tu nei sei la testimonianza – credo che avere la libertà di utilizzare le tecnologie digitali per lavorare da remoto da qualsiasi luogo del mondo tu voglia, sia un grande privilegio che appartiene all’epoca in cui noi oggi viviamo! Negli ultimi anni ho incontrato centinaia di persone, spesso molto più giovani di me, che avevano già studiato o lavorato in diversi Paesi del mondo. Professionisti che se gli chiedi: “Dove abiti?” Ti rispondono ridendo: “Sul web”. Sono persone che non sono abituate a pensare in termini di confini nazionali, ma in termini di curiosità, opportunità e sperimentazione. Insomma, in termini di confini da abbattere non di km da percorrere. Spero di averti dato qualche spunto utile su cui ragionare.

  • Sere D’Imperio

    Ciao Alberto. Hai colto nel segno quello che ho dentro e le domande che mi pongo. Ti chiedo, hai consigli per qualcuno che non riesce a trovare le sue facoltà e capacità, che non sa trovare risposta alle prime due domande ? Grazie, Serena.

    • Ciao Serena, grazie per il tuo feedback! Io credo che ognuno di noi abbia un obiettivo e qualcosa di utile da offrire al mondo. Il problema è che non siamo stati educati a valorizzare la nostra unicità. Al contrario la società ci porta ad omologarci, a spersonalizzarci e ci spinge a seguire modelli di lavoro e stili di vita standardizzati. Questa omologazione era infatti funzionali alle esigenze produttive del passato, in cui ognuno di noi doveva essere sostituibile da altri con le nostre stesse competenze. Oggi, nonostante i tradizionali percorsi di carriera siano morti e sepolti, noi continuiamo (perchè ci viene insegnato) a inseguire quei stessi modelli con la speranza che possano darci delle sicurezze e delle certezze per il nostro futuro. Così pian piano, noi iniziamo a mettere da parte i nostri sogni e iniziamo a inseguire quelli degli altri, ponendoci dei limiti che in realtà non esistono. Il consiglio che io posso darti è quello di iniziare un tuo percorso di ricerca personale (se hai la possibilità puoi farti aiutare da un coach professionista). Trovare il proprio scopo nella vita non è facile e sono convinto che l’incapacità di riuscirci sia uno dei motivi alla base dell‘infelicità di molte persone. Puoi senz’altro iniziare è leggendo dei libri che ti aiutino a porti le giuste domande. Tra questi ti consiglierei
      Ikigai (un concetto giapponese semplice ma molto interessante) https://amzn.to/2VorEJd e anche The element di Ken Robinson https://amzn.to/2ATZFIg. Trova il tuo perchè di Simon Sinek https://amzn.to/35iPL0w e inoltre ti consiglio di leggere questi due post che ho

      scritto qualche tempo fa:
      http://www.nomadidigitali.it/motivazione-e-cambiamento/lavorare-online-tante-passioni-troppi-interessi/
      http://www.nomadidigitali.it/motivazione-e-cambiamento/smettere-di-cercare-equilibrio-tra-vita-e-lavoro/
      Spero ti siano utili e se ti va fa fammi sapere come sarà andata la tua ricerca!
      Un caro saluto e un grande in bocca al lupo per tutto.