Ruralità e Remote Working: Un’Alternativa Verso L’Autosufficienza

Ti racconto come e perchè, io e la mia famiglia, abbiamo scelto di iniziare il nostro cammino verso l'autosufficienza coniugando ruralità, remote working e self education.

Franc Arleo: Sono entrato in un Internet Cafè a gettoni nel 1995, non trovando più la porta di uscita ho aperto un paio di finestre web e da allora adeguo il mio spirito rurale e Appennino centrico con il remote working, aiutando anche altri a venirsene a vivere una vista sostenibile dalle parti della Basilicata.

Pubblicato il: 31 Marzo 2020 | Categoria:

Scrivo questo articolo nell’anno duemilaventi del mese di marzo, mentre il più del mondo conosciuto è silenziato in casa per la pandemia da Covid-19. Scrivo a penna davanti al focolare acceso, sono le 5 del mattino. Fuori nevischia.

Avrei potuto accendere il pc e buttarlo subito su un Google Docs invece di stare a fare lo scrittore pennivendolo.

Già so che sarà fatica ricopiare questi fogli, ma ormai la penna è andata.

La fiamma tira alta, l’aiuta di certo il poco di vento che ora sferza da ponente. Fra un paio di ore, vista la neve venuta giù in questi due giorni, mi rimetto a spaccare un pò di legna d’acero.

Mi piace sentirne l’odore che si sprigiona spigoloso e afferra le narici. Siamo come cani anche noi all’alba. Poi ravviverò il fuoco e preparerò con Luna la colazione per i bimbi.

Dopo colazione lei farà un’ora teorica di scienze stamattina, mentre a me toccherà la pratica. Sperimenteremo l’evaporazione stamani. E’ facile farlo perché mi aiuta la neve e il fuoco a spiegare il tutto. Approfitto degli elementi come preziosi compagni di apprendimento. Strumenti li chiameremmo in pedagogia.

In questi anni di homeschooling, con questo sono 8 anni, abbiamo imparato che l’instant learning vale oro; tradotto: usa ciò che hai lì dove sei. Tuttoqua.

Per l’homeschooling (termine non felicissimo) io sono soprattutto addetto all’outdoor training e alle tecnologie. In pratica devo coniugare la conoscenza della terra e dell’ambiente: alberi, pietre, fieno, orto, foglie, stelle … con Scratch, UX Design, Slack, video editing e compagnia bella.

Per tutto il resto, compreso Inglese e Tedesco, c’è Luna come ben si capisce e naturalmente le varie piattaforme: da Coursera a Duolingo, da Youtube Kids a Flow Free, passando manco a dirlo per Minecraft Education (Che grazia poter fare inglese con Minecraft!!).

Abbiamo iniziato il nostro cammino di ruralità, self education e remote working mentre eravamo sulle Alpi austriache per un paio di anni, poi siamo passati agli Appennini Lucani.

Da qui, dalla Basilicata d’altura aiutiamo altre famiglie, con figli o progetti al seguito, a venirsene a vivere sulle alture di questa terra antica presa di mira dalla grande cinematografia: da Pier Paolo Pasolini a Francis Ford Coppola, da Dino Risi a Mel Gibson passando per Tornatore … (Oh un motivo deve pur esserci se questi hanno scelto la Basilicata come set per centinaia di film!!).

Da qui, coniugando più possibile l’idea di autosufficienza, gestisco gruppi di lavoro su attività come e-learning e e-commerce, due dei principali campi su cui mi sono concentrato negli ultimi 20 anni.

Chissà se mentre mi leggi sono passati mesi o anni e chissà se ci siamo lasciati alle spalle la Pandemia. O forse stai leggendo ancora mentre l’hashtag è #iorestoacasa. Pensieri, sono solo pensieri! Non posso saperlo quando leggi, è la legge di scrittura. Uno scrive nel momento in cui scrive, l’altro legge in un tempo non dato. Questo scarto fra il tempo di chi scrive e il tempo lettore mi ha sempre fatto soffrire, non so perché.

Una cosa che invece so per certo è che questo tempo di ‘pandemia’ mi ha riempito ancora di più la posta di messaggi: da Justina e Paul, da Pascal a Yosuke. Da molti posti del mondo mi scrivono persone che vogliono informazioni su queste alture e richieste di aiuto per venirsene a vivere qui, quando tutto sarà passato.

Tutti loro, compreso me, siamo accumunati da piccole cosucce che ho scoperto poco a poco: non vogliamo sentire aerei nei dintorni, né auto che sfrecciano.

Non ci piace avere aeroporti o stazioni nei dintorni. Io li chiamo ‘nomadi digitali stanziali’ (lasciami passare i termini). Mi spiego: abbiamo creduto e ci crediamo ancora di più ora che questi Appennini Meridionali sono destinati a diventare l’avamposto di pionieri che cambiano i modelli di vita.

Pionieri che mirano a far convivere il lavoro con la terra, l’apprendimento distribuito e il remote working.

Non è un vanto, non ne sarei capace, ma è un fatto: mentre il mondo urbano deve starsene al chiuso noi dobbiamo uscire a procurarci legna, ortaggi invernali su e giù per questi altipiani, ma non siamo al chiuso.

Puoi prenderlo come un manifesto o un invito, scegli tu, ma questo è il punto:

bisogna riprendere a coltivarsi la terra, a coltivarsi comunità rurali di prossimità e a coniugare questo con remote working e comunità a distanza di scambio di competenze, apprendimento e lavoro. Bisogna porsi la resilienza e l’autosufficienza alla base del nuovo cammino.

Non sono così ingenuo. Questo disegno non è per tutti e non tutti potranno farlo, ma ho assistito e ne sono parte della dipartita da questi luoghi. Dalla metà degli anni ‘80 del ‘900 siamo partiti a centinaia e poi a migliaia.
La Basilicata, terra di boschi e di acqua, ha avuto ed ha il più alto tasso di migrazione in uscita.

Questa Regione ha un primato: ha il più basso tassi di densità abitativa dell’intera Europa. Non è bastato nemmeno ad aver in loco ‘la Capitale della Cultura’ per fermare l’emorragia dei Lucani dipartiti, eppure, nella stessa Basilicata da cui scrivo sono subissato di richieste dall’estero per venire ad abitarla: allora c’è speranza. In questo sì Matera, certamente, ci ha dato una mano.

Il mio obiettivo non è riportare tutti, ci mancherebbe, ma alcuni però sì. Alcuni verranno a riabitare questi spazi con l’intelligenza e il rispetto che la terra merita. Verranno a riabitarla, di questo ne sono certo perché ho le prove.

Da queste idee di ruralità e remote working ho fatto nascere con amici di luoghi diversi sia siquri.com nel 2013 sia rurarity.com nel 2019. Entrambi i progetti sono basati sull’idea di costruire comunità di cibo, benessere, cooperazione.

Non tutto è perfetto, anzi, e tutto imperfettamente in cammino, ma in questi anni è stato ed è meraviglioso portare avanti l’idea di coniugare i pilastri della buona terra con quelli di una tecnologia aderente ai bisogni del territorio e al suo servizio e non viceversa. Ne vedremo delle belle quando riusciremo a stare più ‘stanziali’, a prendere meno aerei, a fare più rural remote working e apprendimenti diffusi. Ne vedremo delle belle.

Qui il mio tentativo di aiutare in queste ore con alcune pillole i docenti che si trovano a lavorare a distanza con i propri allievi.

La prossima volta che pensi al ‘nomadismo digitale’, oltre alle mete lontane, spero che considererai questa opportunità ovvero l’ipotesi che si possa praticare il ‘rural remote working’ dai territori come quello della Basilicata.

Ti lascio con il consiglio di due libri che sono alla base dei ‘rural remote workers’

Mi trovi qui su Nomadi Digitali o sul mio canale Youtube mentre sul resto dei social media sono ‘assente giustificato’: dovrò pur avere il tempo di lavorare la terra o no!!

Tuo Franc!



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