Prove di Futuro per Rural Remote Workers

In questo post voglio condividerti la mia visione e provare a spiegarti perchè secondo me il Rural Remote Working sarà un lifestyle duraturo.

Franc Arleo: Sono entrato in un Internet Cafè a gettoni nel 1995, non trovando più la porta di uscita ho aperto un paio di finestre web e da allora adeguo il mio spirito rurale e Appennino centrico con il remote working, aiutando anche altri a venirsene a vivere una vista sostenibile dalle parti della Basilicata.

Pubblicato il: 22 Maggio 2020 | Categoria:

E così ti sei trovato nel bel mezzo della Storia, quella con la S maiuscula.

Quella ‘S’ che sta anche per ‘Scavalcare’ fra un mondo e l’altro. Il mondo del prima e il mondo del dopo. Ed è tutto fuorché chiaro cosa è il mondo del prima e il mondo del dopo, tuttavia, se come me, sei salito su queste pagine di ‘nomadi digitali’ è perché sei una o un ‘remote worker’ o aspirante tale.

Perciò è a te che mi rivolgo, non ad altri.

Nell’immaginario collettivo, giusto o sbagliato che sia, ci siamo costruiti la figura di un ‘nomade digitale’ dove c’è una tipa o un tipo che in ‘ciabatte’ lavora da qualche paese esotico e si scatta qualche selfie a ‘raso d’acqua’ oppure una tipo e un tipa che dallo Starbucks di una qualsiasi grande città del mondo sorseggia un ‘frappuccino’ piroettando su qualche software mentre fa il suo meet o si spaccia per il nuovo growth hacker.

In questo immaginario, su cui potrei costruire orde di visioni, capita ogni tanto di alzare gli occhi al cielo e di dirsi fra sé e sé, soprattutto se il tuo remote working è iniziato molto prima dell’era zuckerberghiana; capita di dirsi, in taciturna e amletica contemplazione: “quasi quasi fra un leads e un feed ci ficco la coltivazione di un orto; sì quasi quasi per riequilibrare l’online e l’offline mi riconnetto con la ‘terra’ e ne coltivo un pezzo“.

Ecco, all’epoca del prima, questi pensieri erano solo voli pindarici mentre ora, nel bel mezzo del dopo, nel bel mezzo dello ‘Scavalvare’ della Storia con la S stramaiuscola, in questo istante, questi non sono più voli pindarici, ma atterraggi sulla terra.

Atterraggi duri soprattutto per nomadi o remote workers che erano abbonati al ‘low cost’ perenne e che erano persino ‘ironici’ nella loro ingenuità.

Ad esempio: erano amanti della natura, dell’ecologia anche estrema, ma per loro non c’era nessuna contraddizione nello svolazzare a quattro soldi per il mondo fregandosene altamente delle conseguenze di quello stile di vita.

Ecco ci sono, ho un barlume di lucidità da darti: chi si immola ancora in quella vecchia direzione è uno o una che avrà molti problemi in futuro.

Avrei adesso la tentazione di elencare la lista esatta dei 10 problemi che incontrerai se continuerai a ‘svolazzare nel tuo nomadismo digitale ingenuo’, che è ormai vecchio anche se appare come ‘contemporaneo’.

Ma le liste non servono più, anche quelle sono ‘invecchiate’, piuttosto mi fermo a scrivere quello che c’è al fondo della mia sferragliata di immagini.

Ecco cosa penso: il remote working diventerà ’anche’ stanziale e servirà come base per costruire comunità di pratica rurali tali da rimettere in moto l’economia ‘anche’ degli Appennini.

Mi Spiego: il Rural Remote Working Sarà un Lifestyle Duraturo

In pratica: l’orto, la pergola, l’innesto, la potatura, il sottobosco, la piacciamatura saranno attrezzi del vivere di una fetta importante di coloro che volendo affrancarsi dal mondo del prima si spingendosi ad essere ‘pionieri d’Appennino’. All’inizio, quelli ancora dentro Starbucks, rideranno di questi ultimi poi smetteranno di ridere e chiederanno aiuto.

Insomma: lasciate che Starbucks serva il suo finto cappuccino a gente che si è incastrata nel prima, ad avventori meno consapevoli, ve ne saranno sempre in grande quantità di costoro e vedrete che Starbucks e anche Ryanair alla fine forse sopravviveranno anche senza di voi.

Lasciate che qualche ultimo growth hacker o markettista si fotografi da una finestra di Dubai o che consigli l’ultimo modello di funnel supersonico o si instagrammi a fil d’acqua da un’isola thailandese.

Nel frattempo, voi, noi, facciamo una cosuccia: diventiamo anche rurali, anche stanziali. Non per sempre, non per forza. Solo prepariamoci anche a mettere qualche radice importante anche in uno dei nostri territori, riabitiamo l’Appennino, ad esempio, da nord a sud. Portiamoci in alto, fermiamo il tempo a modo nostro.

Scrolliamoci di dosso il Silicon Valley Modelling, alziamoci presto al mattino, non per selfare all’alba, ma per vedere la brina e i suoi effetti sulla nostra salvia, sul nostro rosmarino.

Viviamo nel bel mezzo della Storia e questa Storia richiede Pionieri. Richiede gente che si mette sul cammino di luoghi che avevamo relegato negli annali di ricordi di padri, madri, nonni. In meno di 50 anni abbiamo sbattuto la porta in faccia alla terra e abbiamo contribuito a disertare interi luoghi pieni di bellezza, storia e sostenibilità autentica.

Oggi si Può Diventare Neocontadini Nomadi e Digitali allo Stesso Tempo

La ruralità, il costruire piccole comunità di pratica di gente che si scambia prodotti e servizi non è una ‘siliconata’, è il punto preciso di ripartenza del futuro. Un futuro meno arrogante, meno strafottente.

Abbiamo una grandiosa fortuna in questa Storia con la S maiuscola.

Ehi Ehi Franc … vabbene tutto, ma ora tu mi dici nel concreto cosa dovrei fare, non puoi lasciarmi così, fammi la lista delle cose che servono per partire su questo cambiamento che sventoli qua sopra!

Dimmi esattamente: cosa dovrei fare per diventare un ‘rural remote worker’?

Bella domanda, mia vocina interna.

Ora permettimi di risponderti: le liste te l’ho già detto, anche quelle sono del mondo vecchio. A noi, a me e a te, tocca solo tornare a ‘ragionare’, non fare liste.

Ah quindi niente lista?

No niente liste.

Piuttosto impasta intuito e fallo lievitare, poi inforna a fuoco lento, lascialo cuocere per ore. Scavalca il tempo, butta l’orologio, elimina i ‘calendar’, posiziona il cuore sul meridiano della terra, guarda il sole, giaci nel silenzio, scrollati di dosso Instagram, apriti una casella di Protonmail e un account di Mindmeister. Traccia, disegna, non googlare, pensa, non surfare, prendi appunti di carta, cammina.

Costruisci una mappa e per arrivare dove vuoi arrivare e fai domande, anzi diventa una ‘instancabile macchina di domande’, attiva la tua ‘vocina interna’, pensala, accarezzala, dalle ascolto e credimi su questo: senza un pezzo di terra da coltivare, senza sapere come nasce una fragola, una ciliegia, senza sentire il canto di un gallo c’è poco da fare, sarai sempre all’addiaccio di un mondo che ti dice persino a che distanza devi stare: ora hanno detto è un metro, domani non saprei.

Ti saluto con una piccola storia di libertà di due pastori d’Appennino mentre il mondo era in lockdown, spero ti sia di aiuto.

Tuo Franc!



Potrebbero Interessarti Anche: