Diventare Nomade Digitale per Cambiare Vita

In questo post voglio presentarmi e raccontarti perchè ho scelto di cambiare vita, di lasciare un lavoro da dipendente per diventare un Nomade Digitale a tempo pieno.

Valerio Plessi

Valerio Plessi: Dopo un viaggio in Latino America ho capito come la stanzialità non facesse per me. Ho deciso di lasciare Londra e lavorare online come Consulente Informatico. Adoro liberta’, cambiamento, nuove esperienze e stili di vita alternativi. Le mie passioni: viaggiare, fotografare e andare in moto. Mentre decido cosa faro’ da grande viaggio, faccio cose, vedo gente, poi si vedrà!

Pubblicato il: 12 Maggio 2015 | Categoria:

Ho vissuto a Londra per cinque anni lavorando per Cisco Systems, una delle piu’ grandi aziende al mondo nel campo del Computer Networking.

Avendo un solido background tecnico (Ingegneria Informatica), unito ad importanti certificazioni professionali acquisite con sforzi considerevoli, le possibilità di carriera erano pressoché illimitate.

Potevo decidere di specializzarmi ulteriormente nel mio ruolo tecnico, oppure di spostarmi verso posizioni lavorative più commerciali o addirittura nel project management. Dopo un lungo viaggio backpacking in Latino America, mi sono accorto che tuttavia mancava qualcosa.

Non era il lavoro fisso a tormentarmi, quanto il luogo fisso!

Londra

Sono nato e cresciuto a Bologna, ma ho studiato e lavorato prima negli Stati Uniti, in seguito a Bruxelles e infine a Londra.

Ritornare nella City dopo il l’America Latina mi ha fatto capire come stabilità, sicurezza e carriera fossero passate in secondo piano rispetto a flessibilità, libertà e qualità della vita.

Vivere a Londra offre opportunità professionali e personali impensabili nel resto d’Europa, ma al prezzo di una vita frenetica che sul lungo periodo comincia a pesare. Se le priorità sono lavoro e carriera, decisamente Londra è “the place to be” (il posto dove bisogna essere).

La vita nella capitale inglese è incredibilmente interessante ma stancante, a partire dagli alti costi da sostenere per finire con compromessi continui sul vivere in alloggi poco adeguati, clima pessimo e sovra-popolamento.

Credo che tutti quelli che vivono in una grande città arrivino al punto di porsi una domanda del tipo:

“se potessi scegliere senza vincoli, deciderei di vivere qui?”


  • A vent’anni si ha la fisiologica curiosità (ed energia) di vivere in una vibrante capitale, di esplorare, fare nuove esperienze, vedere ogni giorno cose diverse, guadagnarsi opportunità personali e professionali.

  • A trent’anni si spera invece di avere tra le mani qualcosa di rivendibile sul mercato, qualcosa che possa ripagare degli sforzi dello studiare e imparare una professione.

  • A quarant’anni, personalmente, mi piacerebbe addirittura pensionarmi, ma questa forse è un’utopia! 🙂

Alla luce delle infinite opportunità che oggi Internet mette a disposizione in termini di mobilità e flessibilità del lavoro, perché vivere in un luogo che non ci piace se le possibilità per cambiare vita esistono?

Questa domanda ha cominciato a martellarmi ogni giorno di più dopo il ritorno dal mio lungo viaggio.

Se inizialmente Londra era stata una scelta personale che mi ha dato tanto in vari aspetti della mia vita, successivamente la vedevo come una gabbia che non mi permetteva di vivere come avrei voluto.

Lavorando per una grande azienda, in Gran Bretagna è piuttosto diffuso il “work from home” (lavorare da casa) per offrire flessibilità ai lavoratori ed evitare sprechi di tempo che può essere utilizzato per “lavorare”, invece che per “andare a lavorare”!

Normalmente andavo in ufficio non più di una volta a settimana, spesso anche ogni due, ma significava 3 ore al giorno su metro e treni. A volte avevo meeting coi clienti, direttamente nei loro uffici in città. Non potevo certo lamentarmi, ma di stare a Londra davvero non avevo più’ voglia.

Cominciai a pensare a come portare le mie competenze completamente online, scontrandomi col fatto che nel mio lavoro di Consulente Informatico la presenza fisica dai clienti sia spesso necessaria.

Decisi di cominciare ad ampliare le mie conoscenze per cercare metodi alternativi di lavorare. Studiare mi è sempre piaciuto, quindi non e’ stato assolutamente un peso.

Con il mio background informatico non fu difficile imparare come creare e modificare siti web basati su WordPress, così cominciai a curare un blog personale (www.cambio-vita.com) proprio per impratichirmi.

Nel frattempo passavo un sacco di tempo su oDesk, Guru e PeoplePerHour cercando di capire quali possibilità di applicazione lavorativa online avevano le mie competenze.

Parlando e scrivendo fluentemente italiano, inglese e spagnolo mi accorsi di poter lavorare come traduttore di articoli tecnici, copywriter nel campo informatico e technical proofreader.

Mentre cercavo una soluzione, quest’ultima trovò me.

Delle varie proposte lavorative in uffici a Londra (dove l’Informatica ha tutt’ora molto mercato), una mi colpì particolarmente e decisi di discuterla nei dettagli. Il risultato è che ho lasciato la grande azienda, la sicurezza, il contratto a tempo indeterminato (con benefit e piano pensione) per lavorare come “contractor” online, affiancando anche altri lavori freelance.

Ma se la mia vita era così semplice a Londra, perché ho deciso di complicarla?

Perché ho semplicemente pensato che dopo anni di impegno personale e professionale, avevo il diritto e dovere di orientare le mie scelte verso uno stile di vita più equilibrato, libero e che lasciasse spazio alle mie passioni quali viaggiare, fotografare e andare in moto. Inoltre, potendo permettermelo, non aveva più senso vivere in luoghi brutti o che semplicemente a me non piacciono. Non volevo più avere la sensazione che qualcosa mi stesse rubando il tempo.

E la mia vita, da allora, è cambiata.

Sono libero di vivere dove più mi piace, di scegliere quando visitare famiglia e amici dopo tanti anni passati all’estero, di poter cercare un più equilibrato stile di vita tra lavoro e tempo libero.

Nei sei mesi trascorsi come Nomade Digitale, ho lavorato da Bologna, Milano, Roma, Londra, Sofia, Berlino, Barcellona, Copenhagen, San Francisco, Tenerife, Fuerteventura, Siviglia, Cadiz e ora sono Cordoba continuando il mio viaggio attraverso Spagna e Portogallo. Lavoro tanto, sicuramente più di prima, ma quasi sempre da posti belli e pieni di sole.

E tutto questo senza prendere un solo giorno di ferie in più di sei mesi: credo che questo sia il risultato lampante di una scelta di vita vincente!



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  • Complimenti Valerio per la scelta di vita vincente!
    Abbiamo storie simii (già ci siamo conosciuti online mesi fa) e forse un futuro di collaborazioni!

    Avanti tutta 🙂

  • Complimenti per l’articolo Valerio.

    Mi pare di capire che condividiamo – oltre allo stile di vita nomade digitale – età e voglia di andare in pensione a 40 anni. 🙂

    • ..e apriamolo questo fondo di pre-pensionamento per Nomadi Digitali usurati dal lavoro..! 😛

  • “Se potessi scegliere senza vincoli, sceglierei di vivere qui?”. Ogni volta me lo chiedo, e ogni volta sento che voglio scoprire ancora: mi fermerò mai? 🙂
    Sono contenta di averti scoperto (anche) qui.

    • …si viene e si va comunque ballando
      pensando una vita forse non basterà… 🙂

  • Diego

    he heee, caro Valerio, credo tu abbia scritto un fatto comune che succede a molti che vanno a Londra con la scusante di “imparare la lingua inglese” o “lavorare l’estate” e poi, come anche a me, sono rimasti “intrappolati” li per anni, e si passa dal sfruttare la citta ad essere sfruttati dalla citta.

    • Beh, dipende! Londra offre tantissimo, in una sola citta’ (gigante) hai tutto il mondo a disposizione. Cibo, cultura, religioni che si uniscono in un mix unico che non ho trovato neppure in altre citta’ ultra-cosmopolite come New York. Credo che una esperienza di 2-3 anni a Londra dovrebbero farla tutti, ti fa crescere in tutti i sensi, ma anche aprire gli occhi su tante cose. Poi sta a ognuno decidere di restare, o andarsene. 🙂

  • Luisa

    Ciao Valerio! Anche io sono a Londra e anche io la sto lasciando per i tuoi stessi motivi, ed anche io mi sto buttando sul ‘freelance online’! Ci tengo tanto e ho un po’ di paura, spero che il duro lavoro e il tempo che ci investiro’ mi permetteranno di riuscire, sarebbe la svolta di vita che mi serve. Un abbraccio e complimenti! 🙂

  • Elvis

    Complimenti per la scelta. Dopo 7 anni a londra condivido in pieno quello che dici.

    Ho una mezza idea di cercare contratti WFH anche io, la cosa che mi trattiene dal farlo è dover poi lavorare da solo davanti al pc, senza colleghi vicino con cui scambiare consigli, battute e pranzare insieme, e non sfruttando il tempo passato a lavorare conoscendo gente del posto. Come hai risolto questo (se lo hai avuto) “problema” ?

    • Elvis hai mai frequentato uno spazio di coworking? Ce ne sono ovunque nel mondo e sono un’ottima soluzione per evitare gli inconvenienti che tu hai evidenziato.

      • Elvis

        Ciao. Si, ne avevo frequentato uno a Londra ma era diventato troppo affollato, e di gente con interessi e progetti troppo diversi, di conseguenza tutti poco inclini a socializzare e scambiare consigli e contatti, poca differenza tra lo stare lí o in un coffe shop. Avevo anche cercato qualcosa di meglio in affitto, ma sinceramente nulla di buono nelle vicinanze. Spero che ce ne siano anche all’estero