Professione Travel Storyteller: Come Sono Riuscita a Trasformare la Mia Passione per i Viaggi e per la Scrittura in Un Lavoro

Si chiama “travel storyteller” e sì, è una professione che esiste davvero! In questo post ti racconto come lo sono diventata e perché anche tu potresti riuscire a farlo!

Ilaria Cazziol: Da sempre al posto fisso preferisco l’idea di un lavoro che mi permetta di viaggiare e di godere della mia libertà. Amo la comunicazione digital e dopo qualche intenso anno in un’agenzia ho deciso che volevo realizzare i miei sogni: così mi sono messa in viaggio, scrivendone su viaggiosoloandata.it e facendo copywriting, SEO e traduzioni come freelance.

Pubblicato il: 2 novembre 2018 | Categoria:

Se tre anni fa mi avessero detto che oggi sarei stata qui a scrivere questo articolo, non ci avrei creduto. In effetti, 3 anni fa non sapevo nemmeno che potesse esistere la professione del “travel storyteller“, e che la mia passione per i viaggi e la scrittura potessero trasformarsi in un lavoro.

Aspetta, non fraintendere. Non sono un’influencer, non ho centinaia di migliaia di follower sui social network che commentano come mi vesto e cosa mangio. Non sono neppure una giornalista.

Sono una web writer, nel senso più ampio del termine, ovvero una professionista che sa scrivere in maniera apprezzabile dalle persone e utile per i motori di ricerca. E che sempre più spesso riceve proposte da aziende, strutture alberghiere o enti turistici per applicare queste capacità al mondo del turismo.


Ma il Mondo Ha Davvero Bisogno di Travel Storytellers?

Ebbene, sì. Secondo il mio modesto parere, stiamo finalmente vedendo la “fine” dell’egemonia dei mega-influencer. Non dico che non esisteranno più, anzi. Ma sono convinta che sempre più spesso aziende ed enti si stiano rendendo conto della necessità non tanto di far girare il proprio brand nelle stories di Instagram di qualche persona famosa, ma piuttosto di avere un professionista che curi, appunto, il loro storytelling.

Un professionista che sappia raccontare e condividere sul web storie autentiche, che sappiano emozionare, coinvolgere e attrarre viaggiatori. Storie che non sono solo immagini di passaggio, ma contenuti realmente utili che rimangano per lungo tempo nei canali di comunicazione dell’azienda.

Insomma, un professionista in grado di creare una narrazione intorno ad un brand, un territorio o una destinazione turistica, producendo contenuti di valore che le persone vogliano leggere, guardare, commentare e condividere.

Guardati intorno: oggi, qualunque business ha bisogno di visibilità sui motori di ricerca e sui social network. Se non vieni trovato online, non esisti. E per essere trovato online, puoi fare solo due cose: pagare per fare pubblicità, oppure cercare di ottenere lo stesso risultato organicamente. La seconda opzione è quella che uno storyteller aiuta a realizzare. E un travel storyteller lo fa in ambito turistico. Nulla di più semplice, nulla di più essenziale.


Da Digital Specialist Dipendente a Copywriter Freelance Nomade Digitale: Si Può Fare!

Lo so cosa stai pensando: “quante belle parole, la fai troppo facile!”

Non ti sto dicendo che sia facile, o che in un paio di mesi potrai lasciare il tuo lavoro e vivere di viaggi. Come sempre, realizzare i propri sogni non è facile. Ma ti posso assicurare che è possibile, perché io ci sto riuscendo.

Come dicevo, se me lo avessero raccontato 3 anni fa non ci avrei creduto. In quel periodo lavoravo come dipendente in una nota agenzia di comunicazione, occupandomi dei media digitali dei suoi clienti. Amavo scrivere e amavo viaggiare, ma erano due cose che relegavo al mio tempo libero.

Proprio grazie a quel lavoro, però, ho cominciato a rendermi conto sempre di più delle necessità delle aziende in quest’ambito. Spesso mi ritrovavo ad affidarmi ai servizi di persone che sapessero scrivere bene per realizzare articoli ottimizzati SEO per i blog aziendali dei miei clienti, e nel mio tempo libero ho iniziato a fare lo stesso. Dapprima le collaborazioni non erano retribuite: privilegiando la visibilità che mettere il mio nome sul web mi avrebbe dato, ho iniziato a costruire il mio portfolio.

Intanto il mio amore per il viaggio mi chiamava, e la scrivania iniziava a starmi sempre più stretta, così dopo mesi e mesi di preparazione mi sono licenziata e ho iniziato a viaggiare con il mio compagno. Abbiamo dato vita ad un nostro sito di viaggi, ViaggioSoloAndata.it, e grazie alle nostre competenze abbiamo iniziato a farlo crescere, a trasformarlo in una vetrina delle nostre abilità professionali.

Nei mesi in cui ho viaggiato, ho iniziato a trovare sempre più lavori retribuiti come copywriter, a trasformare la mia passione per la scrittura in un lavoro, e il viaggio in una condizione di vita.

Non è facile, soprattutto non a lungo termine, e ma non è necessariamente questo il vero nomadismo digitale. Ho scritto da un treno sulla linea Transmongolica, dalla Cina nonostante le difficoltà con la connessione, da una tenda in India e da un lodge in Nepal, lungo il trekking verso il Campo Base dell’Everest.


Il Mio Travel Storytelling per Raccontare Trekking e Avventure in Montagna

Sì, esatto, l’Everest. Ed è proprio questa una delle esperienze che mi hanno aiutata a diventare una travel storyteller. O per essere precisi, in questo caso una trekking storyteller, perché oggi ad esempio scrivo dei bellissimi trekking che affronto insieme a un’azienda di consulenza!

Si chiama Methodos, si occupano di change management, e per il loro meraviglioso progetto di raggiungere la cima del Monte Bianco nel 2020, avevano bisogno di qualcuno che desse vita, con parole e immagini, alla loro storia. Uno storyteller, appunto. E hanno chiamato me.

M4810 è un progetto ambizioso e interessante, che si pone l’obiettivo di applicare su se stessi il change management per creare una mentalità vincente, e portare in maniera graduale, con un allenamento fisico e mentale, anche persone che non sono avvezze alla montagna a conquistare il Tetto d’Europa. Un progetto che va raccontato in ogni sua tappa, ad ogni passo, con ogni goccia di sudore e di fatica, per essere valorizzato al meglio all’interno e all’esterno dell’azienda.

Quindi, vedi? Piano piano, unendo i puntini, lentamente e con passione sto riuscendo a trasformare la mia passione per la scrittura, ma anche quella per il viaggio e per l’avventura, in una professione! E credimi, è pieno di enti turistici, aziende, strutture dell’ospitalità, agenzie e quant’altro, lì fuori. E tutti avrebbero bisogno di un bravo travel storyteller per il proprio business, che ne siano già consapevoli oppure no.

Cosa ne pensi della mia storia? Se hai qualche domanda, lascia un commento qui sotto e sarò felice di risponderti.

Se vuoi dare una svolta alla tua vita e alla tua carriera e diventare anche tu un travel storyteller professionista, dovresti cogliere la meravigliosa opportunità di questo Workation Camp in Puglia. Una settimana di formazione, condivisione, avventura e ispirazione, per scoprire tutti i segreti, le tecniche e le opportunità di questo splendido lavoro!


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  • simona

    Ciao Ilaria, grazie mille per aver condiviso la tua storia. Mi sono avvicinata da qualche mese al modo del digital marketing e nello specifico al copywriting. Ho da più di un anno un blog di viaggi in inglese che per questioni di tempo sto seguendo pochissimo purtroppo.
    Mi piacerebbe riuscire a buttarmi nel settore e siccome ho in programma di partire a breve per la nuova zelanda speravo di riuscire a sfruttare questa occasione per coronare il mio sogno. Hai qualche consiglio da darmi vista l’imminente partenza? Pensi che mettermi in contatto con possibili brand o agenzie di viaggio possa tornarmi utile? In tal caso, come ci si approccia esattamente nella ricerca dei clienti?

    Grazie mille

    Simona

    • ilaria cazziol

      Ciao Simona, grazie per il tuo commento!
      In realtà, dipende…fai già dei numeri interessanti con il tuo blog che puoi mostrare ai brand? In caso positivo, potresti preparare un media kit e inviarlo a qualche azienda che ti sembri in linea con il tuo stile, magari partendo da realtà con cui sei già entrata in contatto o che ti conoscono per qualche motivo. In caso contrario, ti consiglierei di dedicare prima un po’ di lavoro al blog, approfittando di questo viaggio per avere tempo e materiale da dedicarci. Il bello e il brutto di questo tipo di lavoro è che è più facile farsi trovare da un cliente, che trovarlo mandando delle mail… 😉
      In bocca al lupo!