Professione Coach: Un’Opportunità per Aspiranti Nomadi Digitali

Ecco il motivo per cui la professione del coach può essere un’ottima opportunità per crearti una professione online mobile e indipendente

Claudia Landini: Vivo all’estero da 30 anni, ho lasciato un po’ di cuore in Africa, in America Latina, a Gerusalemme e molto poco a Giacarta. Ora vivo e lavoro da Ginevra come coach e formatrice interculturale. Adoro scoprire nuovi paesi, culture sconosciute e comunicare con chi vuole ampliare la sua esperienza di vita. Il mio progetto più riuscito: due splendidi figli cittadini del mondo.

Pubblicato il: 20 Dicembre 2013 | Categoria:

Ultimamente ricevo sempre più richieste da parte di persone vicine e lontane, espatriate e non, che vogliono sapere come si fa a diventare coach.

L’interesse crescente per questa figura professionale non è un caso. La professione del coach infatti è una delle poche che, volendo, si può esercitare esclusivamente online. Quantomeno nel rapporto one to one, ovvero quando il programma si svolge tra un coach e un coachee (ovvero il cliente), le uniche cose di cui si ha bisogno sono un computer e una buona connessione a Internet.

Questo significa che potrai svolgerla in qualsiasi parte del mondo ti trovi e scegliere liberamente da dove preferisci lavorare.

In Cosa Consiste il Coaching

Cominciamo quindi con il vedere rapidamente in cosa consiste il coaching e quali sono le implicazioni del diventare un coach certificato.

Il coaching è nato inizialmente negli Stati Uniti nelle discipline sportive, e durante gli anni ‘80 ha cominciato a svilupparsi anche in ambito aziendale.

È una tecnica che si basa sull’ascolto profondo, sul rispetto e sull’interesse verso il cliente, sull’uso di domande pertinenti e sull’orientamento all’azione. Queste linee di base si possono applicare a più ambiti ed è per questo che il coaching si sta diffondendo a macchia d’olio e lo si ritrova in contesti sempre più numerosi e variegati.

Oggi esiste il Life Coach (cioè il coach “generico”, che può applicare la tecnica a tutte le situazioni della vita), l’Executive Coach, il Business Coach, il Coach Interculturale, il Coach di Carriera, il Coach Spirituale, il Coach per la Famiglia e per gli Adolescenti, e persino il Coach dell’Amore.

Tutte queste figure professionali non fanno altro che applicare in ambiti diversi la tecnica appresa.

Il Coaching Online

In alcune di queste sfere il coaching online non ha ancora preso molto piede – in ambito aziendale, ad esempio, la situazione più diffusa è quella del coach che si reca fisicamente a svolgere il programma in presenza del team, ma in altri sta diventando quasi esclusivamente la norma.

Quando, ad esempio, si comincia un programma con un singolo cliente, è fattibilissimo svolgere le sessioni tramite Skype, Google Hangout, o altro software a scelta che preveda l’uso della webcam.

Molti coach addirittura scelgono di condurre la sessione solo basandosi sull’audio, perché ritengono importante poter cogliere bene le sfumature e i toni della voce.

Tutto questo è piuttosto nuovo e recente e molti clienti reagiscono con una certa resistenza all’idea di non potersi sedere davanti al proprio coach e vederne (e mostrare) le espressioni, i gesti, etc.

Quando tuttavia la possibilità di incontrarsi di persona viene a mancare (per questione di tempo, per la distanza o semplicemente per comodità) in un mondo iperconesso che tende sempre di più a favorire la mobilità, fare delle sessioni a distanza diventa perfettamente accettabile.

Conosco personalmente dei coach e dei clienti che si sono abituati a questa modalità, e adesso, faticano all’idea di dover condurre delle sessioni dove è richiesta una presenza fisica.

Il fatto però che questa sia una professione di facile applicazione online e anche piuttosto lucrosa, non significa che tutti ci si possano indistintamente buttare.

Cosa Serve per Diventare un Bravo Coach?

Per essere un buon coach è importante avere dei talenti e delle inclinazioni naturali che verranno messe a frutto con l’apprendimento rigoroso della tecnica del coaching. Queste includono un genuino interesse verso l’essere umano, la capacità di provare una forte empatia, di comunicare onestamente, di trasmettere calore e partecipazione.

Prepararsi per diventare coach inoltre non è una passeggiata, anche se molte istituzioni interessate a vendere rapidamente corsi di formazione in quest’ambito possono dare questa impressione.

I corsi riconosciuti dall’International Coach Federation, che attualmente è il solo organo a cui si fa riferimento per l’etica e la strutturazione della professione, sono molto cari.

Una buona formazione prevede inoltre una grande quantità di ore di pratica (sia come coach che come coachee), oltre a un percorso personale che va condotto fino in fondo per poter provare sulla propria pelle quelli che sono i benefici del coaching.

Quello che voglio dire è che nonostante si stia diffondendo sempre più l’idea che diventare coach sia facile e rapido, chi vuole esercitare questa professione seriamente e professionalmente deve mettere in conto un investimento monetario in formazione, e molte, moltissime ore di pratica, di lettura, di ricerca e di approfondimento personale.

Qui puoi consultare l’elenco delle scuole di coach italiane riconosciute dall’International Coach Federation: Scuole con Programmi Riconosciuti da ICF

Il riconoscimento da parte della federazione è importante: dato che il numero di coach sta aumentando vertiginosamente, si può presumere che tra non molto verranno poste delle limitazioni per entrare a far parte dei professionisti certificati che operano questo campo. Avere il riconoscimento ICF sarà sicuramente un punto a favore quando questo avverrà.

Se poi pensi di voler esercitare la professione di coach al di fuori dei confini italiani, potrebbe succedere che la certificazione ICF ti venga esplicitamente richiesta.

Se vuoi diventare coach professionista ed hai delle buone conoscenze linguistiche, il mio consiglio è quello di formarti in inglese. Prima di tutto perché la stragrande maggioranza di libri e altro materiale importante per la formazione è in inglese.

Formarti in inglese ti permette inoltre di acquisire una certa terminologia che ti tornerà sicuramente utile se ti troverai a fare coaching per clienti anglofoni, senza contare che la tua padronanza della lingua aumenterà considerevolmente.

Il coaching inoltre non è ancora molto praticato in Italia e riconosciuto, se non in ambito aziendale, mentre è perfettamente usato come metodo di sviluppo e avanzamento personale in diversi Paesi europei (ad esempio l’Inghilterra), negli Stati Uniti e in alcuni Paesi asiatici.

Cosa è Importante Fare all’Inizio?

Quello che è importante se desideri intraprendere questa strada, è identificare in partenza qual è la nicchia nella quale tu vorrai specializzarti e quali sono le persone e i problemi che vorresti aiutare a risolvere una volta diventato un professionista.

Questo aspetto è fondamentale perché ti aiuterà a restringere il campo di azione e a trovare più facilmente, soprattutto su Internet, i clienti a cui offrire le tue competenze.

In altre parole, se ti proponi genericamente come Life Coach, il tuo bacino di utenza potrebbe includere potenzialmente l’umanità intera, mentre se ti specializzi, ad esempio nel coaching per problemi di coppia, restringerai notevolmente il tuo campo di azione e ti rivolgerai ad un target specifico, le coppie che appunto, hanno bisogno di un coach per uscire da una impasse.

Definire la tua nicchia ti aiuterà anche a diventare un coach migliore: mettere nel tuo lavoro l’esperienza acquisita nel corso della tua vita, non solo quella professionale, ti aiuterà a sviluppare una particolare empatia nei confronti del tuo cliente.

Quali Sono i Possibili Guadagni per un Coach Professionista?

Generalmente un programma di coaching professionale costa tanto.

Negli Stati Uniti un coach affermato può arrivare a chiedere 300 dollari a sessione. Naturalmente quando sei all’inizio della tua carriera non potrai (e non dovrai!) chiedere cifre così alte.

Tuttavia ci sono degli standard fissati dal mondo del coaching sotto ai quali non bisognerebbe scendere – e questo è valido per tutti gli ambiti lavorativi – per non danneggiare il mercato ma soprattutto per non screditare la tua professionalità.

Ogni coach può accordarsi con il proprio cliente sul costo della sessione, basandosi su una serie di fattori, ad esempio la lunghezza del programma, l’ora in cui le sessioni si svolgono, la loro lunghezza, la disponibilità tra una sessione e l’altra. Man mano che acquisirai esperienza, ti sentirai più sicuro e potrai aumentare le tue tariffe.

Se desideri approfondire il discorso non esitare a contattarmi! Sarò felice di offrire una sessione di prova Gratuita (per far capire come funziona la tecnica) alle prime due persone che me lo richiedono. Scrivi a: claudia@crossculturescoaching.com


Photo Credit: Shutterstock.com



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  • Salvatore Fiananese

    grande claudia! Ottimo articolo, mi sento chiamato in causa perchè faccio esattamente questo lavoro! E il lavoro più bello del mondo perchè aiuti e cresci ad una velocità supersonica! un abbraccio a tutti!:-)))

  • Elisabetta

    Ciao Claudia e complimenti per il tuo articolo, molto chiaro e preciso. Vorrei però farti un solo appunto nel parte in cui parli dell’associazione di categoria ICF dove dici “che attualmente è il solo organo a cui si fa riferimento per l’etica e la strutturazione della professione”. Il tuo articolo è datato 2013 quindi sono sicura che non è un imprecisione. Attualmente in italia esistono molte scuole e corsi di coaching riconosciuti da Associazioni di Categoria come ad esempio A.Co.I. a cui sono iscritta e AICP. Ti ringrazio per il tuo contributo!

  • Fabio Carinci

    E’ un istinto che ho scoperto l’anno scorso! Da anni mi chiedevo come poter sfruttare i miei studi di Yoga e Tai Chi anche nel mondo del lavoro, e perchè continuassi a cambiarlo, cercandone uno che aiutasse le persone a scoprire il proprio potenziale. Poi l’anno scorso sono stato allontanato dall’animazione in Sardegna per eccesso di zelo, e quando ho visto una cara amica in stato depressivo, essendoci passato anch’io, son intervenuto chiacchierando con lei, ed adeguando il mio modo di esprimermi affinchè riuscissi davvero a comunicare efficacemente con lei, e dopo neanche una settimana riuscì a guarire!

    Ho poi seguito un’altra amica, perchè ho intuito alcune brutture che aveva passato nella vita e la compassione e la voglia di aiutarla a crescere hanno fatto il resto! Ho però imparato che la voglia di fare del bene deve comunque sempre tener conto di chi tu abbia di fronte, e che sarebbe una professione su cui vorrei investire davvero!! Però è anche vero che al momento sono povero e disoccupato, e qui in Italia, se volessi propormi come libero professionista, dovrei poi svenarmi parecchio… Come potrei fare?