37 Semplici Strategie di Marketing che Ogni Freelancer Può Usare

Ecco alcune interessanti strategie di marketing che puoi mettere in atto per attirare potenziali clienti di cui hai bisogno per lo sviluppo del tuo business

Andrea Di Rocco: Ho mollato un contratto a tempo indeterminato per dedicarmi alla mia più grande passione: guadagnare con internet per viaggiare il mondo. Dalla Tailandia, mi occupo di Wordpress, SEO e freelancing, attraverso il mio sito insegno agli altri come realizzare siti web e blog con Wordpress.

Pubblicato il: 22 Luglio 2013 | Categoria:

Sei un freelancer e vuoi aumentare il tuo portfolio clienti? Vuoi intraprendere nuove sfide e prendere in mano nuovi progetti? Qualunque sia il tuo scopo, ciò che è veramente importante è che le strategie di marketing che stai mettendo in atto siano in grado di attirare i potenziali clienti di cui hai bisogno per lo sviluppo del tuo business.

Solo in questo modo realizzerai il sogno di lavorare e, allo stesso tempo, viaggiare in tutto il mondo, vivendo in luoghi come la Thailandia, New York, Londra o in Australia!

A seguire andiamo ad indicare una serie di opzioni che puoi utilizzare per lanciare il tuo business verso il successo:

  • Crea un blog;
  • Nel caso di un business locale, vai agli eventi organizzati dalla Camera di Commercio o altri eventi nella tua zona;
  • Crea del materiale gratuito (icone, campioni, articoli) con la tua firma;
  • Distribuisci i biglietti da visita;
  • Scrivi guest post per blog autorevoli nel tuo settore o nicchia;
  • Crea un network online utilizzando siti come Linkedin o Twitter;
  • Condividi esempi dei tuoi lavori online;
  • Sponsorizza un evento;
  • Proponi una storia od un racconto ad un reporter/ blogger;
  • Offri coupon o sconti;
  • Crea un e-book gratis e pubblicalo su Internet;
  • Scrivi un comunicato stampa descrivendo il tuo servizio come qualcosa che si differenzia dalla massa;
  • Rispondi alle domande su LinkedIn Answers, Yahoo Answers ed altri siti di domande;
  • Commenta articoli e posts;
  • Crea dei pacchetti e relative offerte;
  • Sviluppa una partnership con un freelancer con competenze diverse;
  • Sviluppa una newsletter che sia utile ai tuoi clienti;
  • Offri una consulenza iniziale gratuita;
  • Iscriviti ad associazioni professionali;
  • Iscriviti alle directories online;
  • Distribuisci materiale promozionale e borse regalo ad eventi e conferenze;
  • Scrivi articoli per altre newsletters;
  • Aiuta organizzazioni no-profit gratuitamente;
  • Contatta direttamente le compagnie che potrebbero utilizzare i tuoi servizi ;
  • Contatta clienti con cui hai collaborato nel passato;
  • Partecipa a forum online;
  • Stampa t-shirts con il nome del tuo sito;
  • Conduci un’indagine presso le compagnie che potrebbero essere tuoi potenziali clienti , individua i loro bisogni ed agisci di conseguenza;
  • Ottimizza il tuo sito a livello di SEO;
  • Elenca i feedback positivi ricevuti dai tuoi clienti del passato;
  • Costruisci il tuo brand attorno a te stesso;
  • Crea un podcast o videocast dei tuoi servizi;
  • Collabora con un’agenzia;
  • Offri sconti ai tuoi clienti che portano altri clienti;
  • Festeggia la fine di un grande progetto con il tuo cliente;
  • Offri consulenze su come imparare a fare il tuo mestiere;
  • Crea sinergie con altri freelancers: pubblicizzali e falli pubblicizzare;

Conclusione

La maggior parte di queste strategie sono assolutamente gratis, ma non tutte. Quelle gratis richiedono unicamente il tuo tempo: ciò che devi fare è solamente sperimentare quale di queste funziona meglio delle altre.

Se decidi di sviluppare un business locale, è meglio che ti focalizzi essenzialmente sulle aziende della tua zona; ma se parli più lingue ti puoi focalizzare su clienti da tutto il mondo; non sei quindi vincolato del tutto a rimanere in un singolo luogo, ma puoi girare il mondo e mantenerti viaggiando.

La cosa importante è che quando adotti una di queste tecniche tu lo faccia col massimo impegno e vedrai che se semini bene riuscirai ad ottenere risultati fantastici ed a coronare i tuoi sogni.

E’ di importanza assoluta che il mondo sappia chi sei, quali servizi offri, perchè scegliere te e non altri freelancers. Costruisci il tuo network, lavora con impegno, offri servizi di qualità e i clienti verranno da te!



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  • koalalondinese

    ottimo articolo pochi comprendono e investono nel personal branding, io ebbi la fortuna di studiarlo alle superiori durante un paio di ore di supplenza venne un professionista a parlarcene e fu illuminazione pura – sto parlando del profondo anni 90 – ma ad oggi non sono molti quelli che sanno “vendersi” marketizzarsi e che soprattutto comprendono che ci vuole tempo per costruirsi un business, per scavarsi una nicchia, per crearsi una posizione, tutti vogliono i “botti ‘artificio” stile anni ’80 da yuppies che da un giorno all’altro eri qualcuno e vedevi girare una marea di soldi, ma all’epoca l’informazione era nelle mani di pochi oggi invece é l’incontrario, grazie alla rete abbonda e come e sta a noi plasmarla, usarla, e soprattutto fornirla in maniera mirata ed adeguata diventando dei specialisti di qualche campo specifico. Ah! Sul fattore Linkedin … uhh in Italy ancora non sanno il potenziale estremo!

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  • Ottimo! Un esempio lampante di come vi siano tantissime pratiche di assoluta semplicità che spesso usiamo “disordinatamente” o senza un adeguata costanza, e che invece, con organizzazione e convinzione, nel tempo possono rivelarsi assolutamente efficaci. Tante volte ci si fa l’idea che tutte le tecniche di branding siano questioni “astratte”, marziane, mentre la questione fondamentale è perseguire con ordine e costanza regole assolutamente gestibili e per nulla astruse. Altra cosa importante, a mio parere: tenerle a mente, magari stamparle, in un ordine tipo quello sopra riportato da Andrea. Le “checklist”, che potremmo tranquillamente definire liste della spesa, sono FONDAMENTALI. Dalla medicina all’architettura, dall’aviazione al managment. Con una lista ordinata dei punti da seguire si possono raggiungere grandi risultati. O evitare clamorosi errori… 😉

    Al riguardo l’anno scorso mi capitò di leggere un libro interessantissimo (a mio parere) sulle Cheklist (il titolo è proprio Cheklist), scritto da un grande chirurgo. Mi rendo conto di quanto tale pratica sia applicabile anche a ciò di cui stiamo parlando.

  • Alice

    Ciao Andrea, veramente una gran bella lista di ottimi suggerimenti!
    Sto creando il mio blog professionale, sono psicologa e ho meditato a lungo sulla decisione di poter lavorare online (o ‘anche’ online, per alleggerire almeno parzialmente il tempo trascorso fuori casa).
    “Offri una consulenza iniziale gratuita” è una delle prime cose che mi sono ripromessa di fare, ma mi era venuta anche l’idea di unire questo punto (offrire una prima consulenza online) alla newsletter: ovvero offrire una consulenza online gratis a chi si iscrive alla newsletter.

    Che ne pensi? Sarebbe troppo complicato da gestire a livello tecnico?
    Di solito con la newsletter arrivano dei prodotti-regalo in automatico: la mia idea di far accedere ad una consulenza gratis (che per ovvie ragioni non sarà immediata nel caso ci fosse una lista di persone in attesa), pensi sia troppo macchinosa? Io un po’ di dubbio ne ho..
    Grazie, Alice

    • Ciao Alice, voglio provare anche io ad aiutarti a rispondere alla tua domanda.
      Come prima cosa io se fossi in te non ragionerei esclusivamente il termini di blog. Mi spiego meglio.

      Il blog è solo una delle possibile tipologie con cui tu puoi creare e condividere valore sul Web.

      Il blog è un diario in cui i contenuti vengono visualizzati in forma cronologica cronologico.

      Io ti suggerisco di non considerare il tuo sito come un semplice blog, ma piuttosto come un servizio di valore online che offre appunto un servizio/prodotto e all’interno del quale, puoi pensare di inserire anche un blog, ma a mio modo di vedere non può essere solo questo ( Ti riporto come esempio http://blahtherapy.com/ , un servizio di valore online, dove si offrono consulenze, si mettono in contatto persona tra loro, si organizzano eventi e all’interno di questo servizio di valore online c’è anche una blog)

      Riguardo il discorso di offrire una consulenza skype gratis a chi decide di iscriversi alla newsletter, puoi senz’altro farlo e sarà senz’altro apprezzato dai tuoi lettori. Il mio consiglio è di specificare il tempo (es: mezz’ora di consulenza gratuita via skyp per…..)

      E’ logico che nel momento stesso in cui dovessi ricevere troppe richieste e non riesci ad evadere, devi pensare a qualcos’altro che ti permetta di scalare il tuo business e ottimizzare i tempi. Es una guida in PDF o un’altro contenuto di valore (leggiti questo articolo: http://www.nomadidigitali.it/tecnologia-e-attrezzatura/creare-guide-in-pdf/)

      Spero di averti dato qualche consiglio utile e ti auguro una buonissima giornata.

      • Alice

        Grazie Alberto, sono andata subito al sito che hai indicato e lo trovo veramente originale! E’ gestito da più professionisti però, ahi ahi!
        Io, per me sola, e lavorando sola, ho pensato al blog (e anche ai contenuti, ho già scritto anche alcuni articoli che tengo da parte, e un bel po’ di bozze) perché sono stata blogger per 8 anni, con molta soddisfazione, a livello amatoriale. I contenuti non mi preoccupano, anzi, la qualità dei post è sempre stata una mia priorità e le idee non mancano.
        Avevo un cine/lit blog ‘sui generis’, ovvero prendevo di volta in volta un film o un libro importante e lo analizzavo soprattutto dal punto di vista dell’ambiente e della psicologia dei personaggi, proponendo discussioni. Sono andata avanti dal 2006 fino a questa estate, e si sono sempre create delle belle discussioni. Ovviamente l’ho aperto da studentessa e non era un blog professionale, non aveva scopo di lucro ma piuttosto era a scopo di.. esperimento e da quel punto di vista mi ha dato parecchia materia di studio!
        Ora per ovvie ragioni l’ho chiuso, preferirei dedicare quel tempo ad un blog che abbia un ritorno più.. sostanzioso, diciamo, e che mi renda gli orari di lavoro più flessibili.
        Hai toccato un argomento importante: la scalabilità. Ho sempre compreso che non è facile rendere scalabile un’attività come la mia, dovrò sempre dedicare tempo alle singole persone che si rivolgono a me: non è facile creare infoprodotti o guide pdf valide per tutti, nel mio campo, ogni giorno tratto problemi tanto intimi, unici e personali; infatti mi sto scervellando abbastanza, su questo, qualora dovessero davvero arrivare clienti gratis online in grande quantità.
        E’ praticamente l’unica cosa che al momento ancora mi ferma nel mettere questo blog professionale online…
        Grazie mille per la pronta risposta, e buona giornata anche a te! 🙂
        Alice

        • Ciao Alice, grazie a te per la risposta.

          A mio modo di vedere oggi puntare solo su un blog per sperando di avere un ritorno economico sostanzioso è quasi un’utopia.

          I ricavi derivati dalla vendita di spazi pubblicitari o da post sponsorizzati sono davvero bassi, quindi per rendere economicamente sostenibile questa attività, puntare sulla pubblicità come modello di busienss, ti costringe ad avere centinaia di migliaia di visite giornaliere e come puoi immaginare, con la grande quantità di blog e di informazioni presente oggi sul web, questo è praticamente impossibile, a meno che tu non hai una redazione alle spalle.

          Puoi senz’altro inserire un blog all’interno del tuo sito, questo ti serve per avere sempre contenuti freschi da condividere, diventare autorevole e inoltre ti permette di essere indicizzata dai motori di ricerca, ma se vuoi guadagnare devi necessariamente vendere o proporre qualcosa al tuo pubblico.

          A mio modo di vedere le persone spendono per acquistare qualcosa che le possa aiutare a risolvere un problema…Se hai un problema sai già che lo vuoi risolvere, se invece cerchi di convincere le persone ad acquistare qualcosa che “tu” pensi sia utile per loro, il discorso si complica notevolmente.

          Per rendere scalabile il tuo business devi collocarti necessariamente in una nicchia molto molto specifica. Solo così potrai creare prodotti e servizi che intercettano esattamente il problema specifico che i tuoi lettori/tifosi hanno e vogliono risolvere. ( Un problema ben preciso, non tanti diversi tra loro)

          Se tratti la psicologia a 360° è normale che ti troverai ad avere duemila richieste diverse e non potrai creare tanti prodotti/servizi specifici quanti sono i diversi problemi che le persone hanno.

          Io credo che tu dovresti partire da un problema preciso e intorno a quello creare il tuo brand e di conseguenza il tuo servizio di valore online con un blog annesso.

          Ti faccio un esempio. Un conto è dire:
          Ciao sono Alice, sono una Piscologa e con il mio blog vorrei spiegarti come puoi risolvere i tuoi problemi interiori

          Un altro è dire: Ciao sono Alice e ho creato un servizio di valore online per aiutare tutte le persone che come te vogliono vincere una volta per tutte la paura di volare in aereo.

          In questo caso tu potresti creare e offrire guide, ebook, corsi online, organizzare seminari dal vivo e fornire consulenze private online, perchè il problema che tu risolvi è specifico, le persone che decidono di seguirti hanno tutte quante quel problema, solo in questo modo il tuo business diventa facilmente scalabile.

          Così inoltre, diventi facilmente riconoscibile e emergi subito dalla massa, generi passaparola…..Hai paura di prendere l’aereo? vai su Internet c’è un sito, di una certa Alice, è fico, ci sono un sacco di consigli utile per vincere questa paura. Lei organizza anche dei seminari….etc..

          Puoi creare un PDF gratis da condividere sui social e creare viralità…insomma partire molto nicchiati ti dà solo dei vantaggi!

          Se poi il modello funziona nessuno ti vieta di riproporlo sul altre nicchie specifiche, ma il segreto a mio modo di vedere sta nel partire con un focus molto preciso e poi allargare e non il contrario.

          Ti ripeto il mio è solo un esempio, ma spero di essere riuscito a esprimere meglio il concetto che volevo esprimerti, sei tu l’esperta del settore e sai tu qual è il problema più grande che le persone vorrebbero risolvere!

          • Alice

            Ciao Alberto, credo che non ci siamo capiti molto.

            Per quanto riguarda spazi pubblicitari, nemmeno agli inizi del 2006 o in altri momenti mi è passato mai per la testa di dare spazio ad inserzionisti nel mio blog nella speranza di guadagnarci: avevo capito già allora che chi raccontava ai blogger ‘normali’ che si potesse guadagnare così sparava una grossa balla!

            Quindi per il mio blog futuro (veramente è già registrato su Siteground, usando wordpress) non sono mai stata sfiorata dalla voglia di mettere inserti pubblicitari o post sponsorizzati, non sono un’ignara del web e di come funziona, anzi trovo che ormai tutto ciò sia veramente obsoleto, oltre che da ingenui.

            Tutto quello che hai detto lo so già, e forse per questo non mi sono presa la briga di puntualizzarlo, quindi scusa se non sono stata chiara.

            Specifico di più: da un annetto studio i blog di coach e ‘esperti’ di crescita personale (perché sono i più simili a quello che voglio fare io: pubblicizzare le mie consulenze e possibilmente arrivare -piano piano col tempo e dopo aver acquisito un pubblico- a farne online), oltre a essere iscritta a newsletter di marketing, branding e quant’altro.
            So che c’è un mare di blog che vogliono insegnare di tutto e dare consulenze, quindi so di dovermi inserire in una nicchia ed essere ‘diversa’ per quanto possibile, e dare contenuti di qualità gratis (i post in primis).

            La nicchia non l’ho menzionata, ma l’ho scelta, e sono le relazioni interpersonali, e particolarmente l’assistenza a persone che si sono separate o hanno divorziato e si trovano di fronte a un mare di problemi (con l’altro sesso, con la famiglia d’origine, con la società, con le amicizie e chi più ne ha più ne metta..) e blocchi , che quasi nessuno tratta (nemmeno i tanti coach che parlano di seduzione & company), perché in realtà l’argomento è difficile e ha mille sfumature che cambiano da caso a caso (eh, è facile per tanti scrivere “come sedurre una donna/uomo in 7 steps”, ma è gente che probabilmente non s’è trovata mai davanti a persone che hanno problemi importanti, e quelli che hanno problemi importanti non dovrebbero pensare che un manualetto generico li risolva – a proposito di generalismo).

            Le conoscenze e l’esperienza mi vengono sì dallo studio ma anche e soprattutto da anni di volontariato presso vari enti, fin da quando ho terminato gli studi, e dalla mia attività come professionista in proprio (e continuo a fare consulenze gratuite come volontaria, perché ti ‘fanno fare le ossa’ come poche cose).
            Avendo anche un’esperienza di quasi 9 anni come blogger mi sono sempre aggiornata in questo ambito e ho pensato di unire le due esperienze, anche se stavolta a scopo professionale.

            Il blog lo trovo essenziale perché è sempre stato il contatto col pubblico il mio punto forte, per me è il modo di far conoscere chi sono, che cosa tratto e come lo tratto. Ho pensato perfino lo stile, proprio studiando i blog altrui: in genere i coach (psicologi ce ne sono pochi e si limitano per lo più a metter su siti e non blog) parlano tutti allo stesso modo; inoltre si pongono come “da una cattedra”, atteggiamento che può essere a doppio taglio (avranno anche tutti studiato PNL, che non è un metodo scientifico, ma di psicologia vera ne sanno poco).

            Non sto dicendo che sono sicurissima e che spaccherò subito tutto, è probabile il contrario, è probabile che sarò ignorata per mesi, forse molto di più.
            E’ che al momento, a livello pratico, oltre ai post in cui cercherò di dare consigli pratici (soluzioni ai problemi, lo so, lo dicono tutti), professionali e di valore, la domanda, semplicissima, era:
            cosa offrire nella newsletter?

            Avevo accennato nell’altro commento-domanda che è difficile fare un infoprodotto per chi fa alcune professioni.
            Nella fattispecie io tratto ogni volta casi molto diversi fra loro (anche se nell’ambito di un divorzio, ogni individuo ha una situazione UNICA, non è che i divorziati abbiano tutti gli stessi problemi e situazioni, io vedo e tratto cose allucinanti).
            La mia professione si basa su sedute one-to-one, è questo che mi mette in difficoltà nello scegliere che tipo di valore offrire a chi si iscrive alla newsletter.

            Poco tempo fa non sapevo se essere divertita o arrabbiata leggendo un esperto di marketing che faceva l’esempio di uno psicologo che vuol aprire un blog: diceva che uno psicologo può creare un piccolo ebook con le regole per smettere di fumare.
            Se non è generalizzare questo!
            Il fumo è una vera dipendenza, e perfino con le sedute dal vivo non c’è certezza di riuscire a far smettere una persona. Ogni cervello ha una serratura, noi dobbiamo trovare la chiave, e non sempre la persona ci rende facile questo compito, anzi, spesso chi ci chiede aiuto non vuole in realtà uscire dalla dipendenza: allo psicologo tocca un’impresa titanica, e molto dipende dalla persona trattata: talvolta non ci vuole molto tempo, talvolta occorrono moltissime sedute, a volte non si riesce affatto (ovvio, per regole di marketing queste cose non le scriverò mai in un blog). Ma dico io, come si può passare per credibili quando si mette come propria presentazione un ebook in cui dai consigli per smettere di fumare?
            Io credo che chi lo faccia si rovini la reputazione subito, perché appunto, come dici tu, devo dare la soluzione ad un problema, e NESSUN ebook gratuito, manuale in pdf online o post su come smettere di fumare, dà la soluzione a questo problema.
            Sfido chiunque a trovarmi qualcuno che dice che un post o un manualetto hanno determinato la sua disintossicazione dal tabacco!
            Ecco perché ho difficoltà a trovare cosa ‘regalare’ nella newsletter, ed ecco perché ho pensato di regalare una consulenza (di almeno un’ora per forza, mezz’ora è impossibile, non è serio né di utilità per nessuno).
            Infoprodotti, lo so che sono quelli che determinano la scalabilità di un’attività online (quelli che “mentre mangio e dormo vanno a ingrassare il mio conto”, dice Steve Pavlina, personaggio discutibilissimo, peraltro, ma su questo è stato bravo): però ribadisco il concetto che per me è dura generalizzare.
            Ti ringrazio comunque, mi spremerò le meningi ancora un po’.
            Buona giornata!

          • Alice

            PS- IMPORTANTE. Sono stata molto sorpresa dal fatto che tu mi dica che non dovrei metter su un business online (basandomi sul blog).
            Ripeto (l’ho detto nel primo intervento) che il mio obiettivo finale è fare consulenze online, via Skype naturalmente, per poter arrivare col tempo a lavorare da casa (senza escludere i clienti che ho già: risparmierei sull’affitto e sui trasporti, inoltre mi sono sposata da poco e poter lavorare da casa sarebbe una manna).

            So che non raggiungerò questo obiettivo a breve termine (se saprò pormi bene al pubblico, e secondo tutte le regole che ho sempre letto qui e altrove e in parte menzionato sopra), so che online dovrò anche lavorare gratis per molto tempo probabilmente (quindi mi tengo ovviamente il lavoro offline nel frattempo), so che occorre tempo per posizionarmi e conquistare fiducia.

            Penso di non chiedere un centesimo, via internet, prima di un anno dall’apertura del blog, qualora cominci ad avere un pubblico e delle richieste.

            So che c’è da lavorare secondo i crismi di internet, che è pieno di concorrenza, che ci sono regole per emergere dalla concorrenza, che non è facile.
            So anche che conosco il fatto mio, ho competenza ed esperienza, e ho visto che la nicchia che voglio trattare non è molto trattata in web, anche se il pubblico non mancherebbe (le persone che hanno disperato bisogno di conforto e di rialzarsi dopo una separazione o un divorzio sono in aumento costante, lo vedo dai miei clienti nella vita quotidiana, perché le separazioni stesse sono in aumento).
            Quindi sì, penso di poter rispondere ad un problema sentito da una buona fetta di pubblico.

            Non faccio altro che leggere da anni che proprio in epoca di crisi l’imprenditoria in web è un’opportunità, lo penso anche io e Nomadi Digitali lo ripete e lo mostra continuamente.
            Ho letto alcuni tuoi interventi in cui tu stesso incoraggi persone (anche con idee molto poco chiare) a darsi al lavoro online.
            Perciò mi chiedo come mai, proprio nel sito Nomadi Digitali, mi venga data una risposta scoraggiante riguardo il portare la mia attività sul web. Come mai?
            E’ una curiosità, considererò una risposta come una grande cortesia. Grazie!

          • Ciao Alice, da quello che leggo mi sembra che tu abbia già molte certezze, sei sicura del fatto tuo, hai le tue convinzioni e le idee chiare su cosa funziona e cosa non funziona sul Web, quindi perseguile, non badare a quello che io ti ho scritto.

            I miei volevano essere solo dei consigli personali che ho ritenuto giusto condividerti, ti ripeto però, non prenderli in considerazione e prosegui sulla tua strada, è giusto così.

            Per quanto riguarda invece la tua domanda, fai attenzione: io non ti ho mai detto che non dovresti metter su un business online, ti ho detto che a mio modo di vedere oggi, se davvero vuoi crearti una professione online che ti permetta di poter vivere e lavorare ovunque, che ti renda indipendente e sopratutto ti dia la possibilità di “scalare” il tuo busienss, non puoi ragionare in termini di “apro un blog”, ma devi fin da subito progettare un servizio di valore online in modo da poter offrire prodotti e servizi a pagamento ai tuoi clienti (qualsiasi essi siano)

            Il blog, come dice il termine stesso, è un diario web (Web-Log) dove i contenuti vengono pubblicati e visualizzati in forma cronologica. Questo è particolarmente utile a supportare il brand o la comunicazione di un’azienda, ma come ripeto, a mio modo di vedere, non può essere la base su cui costruire un’azienda (parliamo sempre di micro-imprenditoria online indipendente).

            Spero di aver risposto alla tua domanda e ti faccio un grande in bocca al lupo per il tuo progetto.